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Consiglio | 29.11.2019 | 16:55

Lavori Consiglio: Territorio e paesaggio, discussione articolata -2 CON VIDEO

Approvati gli articoli sull’ampliamento degli esercizi pubblici, la trasformazione di volumi nell’area abitabile, l’attività di agriturismo, la volumetria residenziale, le abitazioni per residenti, i parcheggi. (continua)

La discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 38/19: Modifiche alla legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, "Territorio e paesaggio" è ripresa questo pomeriggio dall’articolo 7 riguardante l’ampliamento degli esercizi pubblici, il cui esame era iniziato in mattinata.
In merito al numero limite massimo di letti, dai banchi dei consiglieri l’ass. Arnold Schuler ha ricordato che lo sviluppo dei posti letto dimostra che non è necessario tirare il freno, perché la tendenza è stata modesta: il limite massimo non ha avuto su di essi nessun effetto, inoltre non serve per risolvere lo squilibrio tra diversi comuni, per affrontare il quale servono altri strumenti. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha replicato che il limite sarebbe distribuito diversamente da zona a zona, e darebbe un segnale, “così come togliere il limite è un segnale”. C’è un eccesso di densità turistica, che rischia di snaturare il settore e costringe i locali a modificare le loro abitudini. Il consigliere ha auspicato un confronto con esperti anche in Consiglio provinciale, magari con il coinvolgimento di rappresentanti di altre zone turistiche: “Non bisogna limitarsi a parlare con gli esperti del settore, perché l’impatto del turismo si riversa su tutti”. L’articolo è quindi stato approvato con 17 sì, 7 no e 7 astensioni.

L’articolo 8 riguarda la trasformazione in volumetria abitativa all’interno dell’area insediabile.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha segnalato che si tratta del secondo caso di abitazioni vincolate che possono essere contemporaneamente affittate a turisti, in deroga all’art. 39: “Siamo contrari a questo ibrido”. Egli ha chiesto la cancellazione degli articoli di questo tipo, sottolineano che non ce n’era bisogno: la legge del 2018 era chiara, e manteneva distinte le due tipologie, e faceva scattare l’obbligo di vincolo in caso di conclusione dell’uso come alloggi per turisti.  Qui si crea una figura mista di appartamenti convenzionati per residenti che transitoriamente possono essere utilizzati per i turisti, e questo è pericoloso vista la forte pressione in quest’ambito. Paul Köllensperger (Team K) ha chiesto di stralciare la possibilità di trasformare gli esercizi ricettivi in alloggi per affittacamere, riservandoli esclusivamente ai residenti. Ha ricordato che il principio della legge urbanistica era di garantire ai residenti alloggi accessibili. Manfred Vallazza (SVP) ha chiesto invece di aggiungere la possibilità di esercitare attività di agriturismo. Dello Sbarba ha condiviso l’emendamento del Team K, definendolo il massimo che si poteva chiedere, ma ha criticato quello di Vallazza. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha detto che al di fuori delle zone insediate una quantità cospicua di appartamenti crea una nuova frazione, è ben diversa da un piccolo albergo: il senso della legge era imitare lo sviluppo nelle aree insediabili, non lasciare spazio alle speculazioni. Vallazza ha chiarito che l’attività dell’agriturismo non era prevista, e respinto le insinuazioni che le richieste venissero dal Bauernbund. Franz Locher (SVP), cofirmatario dell’emendamento, ha sostenuto che ci si trova nella società dell’invidia. Si tratta in fondo di piccoli alberghi a 2 - 3 stelle, che poi vengono divisi tra i figli, ed è giusto permettere l’attività di agriturismo e affittacamere, anche per evitare l’abbandono dei comuni rurali. Sven Knoll (STF) ha chiesto se quindi una vecchia pensione poteva essere trasformata in agriturismo, e anche  Franz Ploner (Team K) ha chiesto chiarezza. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito che ci vogliono dei presupposti, e fatto riferimento a piccole pensioni una volta esistenti all’interno delle aziende agricole: in questo caso l’agriturismo è possibile. In merito all’emendamento del Team K, ha segnalato che farebbe ricadere nell’altro estremo, ovvero fare solo alloggi. Prevedere il convenzionamento prima dell’attività è una via di mezzo. respinto gli emendamenti di Gruppo verde e Team K, accolto quello di Vallazza, è risultato approvato anche l’articolo.

L’articolo 9 riguarda l’attività agricola.
Peter Faistnauer (Team K) ha chiesto di introdurre un comma per limitare la destinazione ad attività di agriturismo nel maso chiuso a 1.000 metri cubi. Paul Köllensperger (Team K) ha chiesto che non ci fosse automatismo nella cancellazione dei divieti, che il parere previsto fosse redatto in presenza di rappresentanti della ripartizione natura e paesaggio e di stralciare il comma 1-ter., troppo ampio. Ha aggiunto che il numero di emendamenti, anche da parte di colleghi SVP, dimostrava che il testo non era fatto bene. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha presentato un emendamento al fine di limitare a una sola l’attività turistica presso il maso e uno sulle aziende vivaistiche: si dà la possibilità di realizzare il relativo alloggio di servizio anche senza l’obbligo della redazione di un piano d’attuazione.. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha proposto di eliminare il comma che permetteva, in caso di spostamento fuori dall’area insediabile la sede del maso chiuso, che la cubatura preesistente potesse essere distaccata. Egli riteneva che essa dovesse essere vincolata  per residenti, altrimenti si trattava di un incentivo a spostare la sede fuori dall’area insediabile. Peter Faistnauer ha chiesto che tutte le aree citate dell’azienda vivaistica  fossero nella proprietà dell’azienda. L’ass. Arnold Schuler ha evidenziato che in merito all’agriturismo si era introdotta una limitazione, per i masi chiusi e non chiusi: con la legge sull’agriturismo si sarebbe previsto un vincolo più forte all’attività agricola, con collegamento a un’azienda agricola iscritta nel registro provinciale. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) si è detto contrario al limite dei 1.000 metri cubi per l’agriturismo, ritenendo che i masi storici avessero un’ampia disponibilità di cubatura; ha ritenuto fosse invece necessario definire chi può esercitare questa attività, altrimenti si creano discussioni e invidie. Dello Sbarba ha condiviso le proposte del Team K. ha criticato invece che con emendamento assessorile entrassero nella categoria prevista anche le attività di ospitalità create dal luglio 2018 all’1.1.2020: “Questo è evidentemente frutto di pressioni, e rincorrere le richieste di interessi particolari non è un modo di fare le leggi”. Anche la possibilità di alloggi di servizio per le floricoltura veniva da una simile richiesta, però si doveva prevedere almeno in forma succinta un piano d’attuazione. Il consigliere ha apprezzato l’emendamento del Team K sulla proprietà delle aree dell’azienda vivaistica. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito che anche la famiglia contadina ha le sue necessità di spazi abitativi nel maso, e questa non è delimitabile in termini di metri cubi. In quanto alla proposta del team K di modificare la composizione del commissione competente sulla dislocazione del maso, ha ritenuto che essa lavorasse bene così com’era. Per l’alloggio di servizio non è necessario un piano d’attuazione, essendo  è previsto così perché già sono noti i criteri da rispettare. Respinti gli emendamenti dell’opposizione, approvati quelli dell’assessora, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto cosa significa il riferimento alla modifica d’uso del pianterreno, contenuta nel comma 2. L’ass. Hochgruber Kuenzer ha fatto riferimento a un utilizzo misto dell’edificio in proporzione 60:40, destinando il piano terra a un’attività di bar, parrucchiere ecc. L’articolo è stato approvato con 17 sì, 11 no e 4 astensioni.

L’articolo 10 riguarda l’utilizzazione della volumetria a destinazione residenziale.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha ricordato che si trattava del limite imposto nei 25 comuni e 26 frazioni ad alta densità turistica per mettere a disposizione della popolazione locale gli alloggi: l’articolo in questione permetteva di utilizzare il 40% della nuova cubatura per turismo e affittacamere pur con il vincolo per i residenti. Ha quindi chiesto lo stralcio dell’articolo. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha proposto con emendamento di escludere dal convenzionamento al 100% di comuni e frazioni economicamente depresse: si tratta di 7 comuni, tra cui Anterivo, Brennero, S. Martino in Badia, Stelvio, Versciaco e 7 frazioni. Paul Köllensperger (Team K) ha sostenuto la proposta di stralcio di Dello Sbarba, ritenendo che l’articolo contrastasse con il principio di impedire la svendita della Heimat, difeso dall’ex ass. Theiner e inserito nell’accordo di coalizione. Questa disposizione indurrebbe a costruire anche se non c’è bisogno, solo per affittare, e mette in dubbio tutti il principio del convenzionamento. Egli ha proposto anche che gli stessi comuni potessero introdurre un convenzionamento del 100% se fortemente colpiti da abbandono. Peter Faistnauer (Team K) ha proposto che le abitazioni riservate ai residenti potessero essere adibiti ad attività di agriturismo o affittacamere per un massimo del 40% della cubatura abitativa. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha rilevato nella proposta dell’assessora un secondo passo indietro che elimina l’ibrido, riproponendosi di controllare quali sono i 7 comuni economicamente depressi, perché alcuni di quelli citati lo erano meno di altri, in funzione dell’andamento turistico: se ad Anterivo c’erano 20.800 pernottamenti nel 2017, a Brennero erano 194.000, a San Martino 128.000, a Stelvio 409.000. A partire dalla definizione “strutturalmente debole” vengono anche distribuiti incentivi economici, quindi bisogna ben riflettere sui criteri. Manfred Vallazza (SVP) ha chiesto a Faistnauer cosa ne è del rimanente 60% nel suo emendamento, ed egli ha risposto che ci si riferisce sempre ad aree al di fuori delle zone insediabili. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito che attualmente in tutta la provincia vale la regola del 60/40. Respinti gli emendamenti dell’opposizione, approvato quello sostitutivo dell’ass. Hochgruber Kuenzer, l’articolo è risultato approvato con 17 sì, 12 no e 3 astensioni.

L’articolo 11 riguarda le abitazioni riservate ai residenti.
L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha proposto tre emendamenti, il primo per reintrodurre il canone di locazione provinciale, il secondo per il trasferimento del vincolo in caso di spostamento nello stesso comune, il terzo relativo alle sanzioni in caso di mancata occupazione di un’abitazione riservata ai residenti. Peter Faistnauer (Team K) ha proposto che il termine di 30 giorni previsto al comma 9, concesso al Comune per adempiere all’aggiornamento dell’elenco della abitazioni riservate ai residenti, fosse ampliato a 90 giorni. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha apprezzato che lo spostamento del vincolo fosse concesso nello stesso comune, ha rilevato però che nei grandi comuni c’è differenza tra zona a zona: ha proposto quindi di restringere questa possibilità a zone di edilizia omogenee. Approvati gli emendamenti dell’assessora e quello di Faistnauer, respinti gli altri, l’articolo è stato approvato con 15 sì, 9 no e 3 astensioni.

L’articolo 12 riguarda i parcheggi per edifici esistenti.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha segnalato che esso rendeva possibile ricavare parcheggi nei locali al pianterreno degli edifici, chiarendo che una saracinesca di un garage aveva una qualità architettonica ben diversa rispetto alla vetrina di un negozio. Inoltre, lasciando un lato aperto, quel volume non faceva cubatura e ci si poteva giocare. Questo era stato segnalato da molti amministratori comunali. Egli proponeva lo stralcio di questa disposizione, o almeno lo stralcio della possibilità di realizzare i garage “in deroga al piano urbanistico comunale e ai regolamenti edilizi”. Il plenum ha respinto gli emendamenti. Sven Knoll (STF) ha chiesto informazioni sul riferimento ai terreni in pendenza, e l’ass. Hochgruber Kuenzer ha chiarito che deve essere visibile solo una facciata del garage.  L’articolo è stato approvato con 18 sì, 4 no e 10 astensioni.

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IMM CONSIGLIO PROVINCIALE  SEDUTA DEL 29.11.2019

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(continua)

(MC)