Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 28.11.2019 | 17:56

Lavori Consiglio: territorio e paesaggio - CON VIDEO

La discussione generale e la replica dell’ass. Hochgruber Kuenzer sul dlp 38/19, che modifica la norma provinciale del 2018 su territorio e paesaggio. (In fondo al testo, link alle riprese video)

Presentando questo pomeriggio in Consiglio il disegno di legge provinciale n. 38/19: Modifiche alla legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, "Territorio e paesaggio" (iniziativa della Giunta), l’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito che, nonostante avesse lei stessa lavorato alla legge dell’anno scorso, si rendeva conto che essa necessitava di miglioramenti a cui in origine non si era pensato, anche per via di adeguamenti a disposizioni statali evidenziati dai contatti con i Ministeri competenti. L’urbanistica si trova nello spazio intermedio tra tutela e sviluppo, e quando Alfons Benedikter per primo promosse la tutela del territorio molti ritenevano non fosse accettabile che si limitasse l’iniziativa privata; dalla rigidità iniziale c’era stato un certo alleggerimento a favore dell’utilizzo da parte di artigianato, industria, edilizia abitativa, ma questo ha comportato un consumo del territorio: la legge dell’ex ass. Richard Theiner ha quindi reintrodotto uno stop, permettendo di costruire solo in certe aree per mantenere la qualità di vita. La delimitazione delle zone di insediamento è una notevole sfida, così come gli atti digitali introdotti: il Consorzio dei Comuni sta lavorando per un software comune a tutti i 116 Comuni. I Comuni chiedono inoltre un modello di regolamento edilizio, che contenga per esempio le basi per il calcolo delle cubature; questo tenendo conto delle differenti esigenze del capoluogo rispetto a comuni molto piccoli. Ora è previsto un periodo di rodaggio per vedere come funziona il tutto. Il rinvio dell’entrata in vigore della legge al 1º gennaio 2020, giusta o non giusta, ha permesso di fare dei ragionamenti, ma il periodo transitorio non è stato sfruttato al meglio, anche perché c’erano in mezzo le elezioni. Inoltre, l’elaborazione dei regolamenti ha reso chiaro che dei 115 articoli alcuni sono inapplicabili senza modifiche, ad esempio quello sul convenzionamento; la decisione di introdurre un convenzionamento al 100% nei Comuni con molte seconde case è stata buona, ma ci vuole un intervento per tenere conto di determinate situazioni: con due sole seconde case in un comune piccolo come Anterivo, il limite sarebbe già superato, quindi dopo molte discussioni è stata elaborata una proposta per escludere i Comuni deboli strutturalmente da questa disposizione. Nella nuova norma una giardineria sarà considerata come azienda agricola, e questo permette una semplificazione perché tante di esse non si trovano nelle zone artigianali ma nel verde agricolo. Ci sono poi proposte sugli alloggi di servizio, i parcheggi, le distanze tra edifici: in alcune situazioni, queste non sono rispettate, ma non si può procedere a demolizioni. Per le aziende turistiche al di fuori delle zone insediabili bisognerà definire il condizionamento prima di cambiare la destinazione d’uso, come permesso dalla legge precedente: questo per mettere più alloggi a disposizione della cittadinanza. Nel verde agricolo continuerà a non essere permesso di costruire se non ci sono già edifici. 

Di seguito, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha letto la sua relazione di minoranza, critica sull’ulteriore rinvio dell’entrata in vigore della legge previsto nel disegno di legge, che avrebbe ampliato la zona grigia e di conseguenza il consumo del suolo. Il consigliere ha criticato anche le disposizioni ad personam, con il rinvio di scadenze per l’obbligo del convenzionamento per alloggi per i residenti a favore di progetti di nuova edificazione soprattutto in zone ad alta intensità turistica, la deroga all’affitto a turisti di appartamenti vincolati per residenti, la possibilità di interventi “bagatellari”, che sono invece sostanziali. Ha quindi messo in guardia dalla “bolla turistica”, lodando invece il ripristino, in commissione e su iniziativa del Gruppo Verde, della presenza obbligatoria delle donne nelle commissioni edilizie comunali, seppur non “adeguata”.

Aprendo la discussione generale, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ribadito le critiche sull’entrata in vigore ritardata, che sarà alla fine a due anni dall’approvazione della norma. Come con la dieta che si inizia sempre dal lunedì successivo, allo stesso modo si procede con una legge di cui si sa che arriverà sempre una nuova modifica, mentre nel frattempo si sfruttano al massimo tutte le possibilità. In gioco ci sono tanti interessi, e la situazione peggiorerà quando sarà il momento di definire le aree insediabili: nasce una pressione incredibile sulle amministrazioni comunali, e proprio in prossimità delle elezioni amministrative. La consigliera ha lodato il lavoro dell’ass. Hochgruber Kuenzer, orientato a tutelare il paesaggio quale uno dei beni più preziosi della provincia, sottolineando però che era sottoposta alla pressione di alcune lobbies, da cui derivavano alcune modifiche alla legge urbanistica. Non si deve però segare il ramo su cui si sta seduti, “anche perché in un certo senso siamo noi il ramo stesso”.
Peter Faistnauer (Team K) ha cercato di individuare i punti salienti della legge. In primo luogo, la definizione delle zone di insediamento, i cui limiti sono molto difficili da individuare per certi paesi: per questo, egli proponeva di porre tali limiti proprio intorno alle superfici edificate. La definizione del limite ha dei costi e richiede personale specializzato, sicuramente ci saranno situazioni di conflitto, e a livello comunale ci si faranno dei nemici. Un altro punto critico sono gli “interventi bagatellari”: c’è il rischio di richieste di sanatoria a posteriori; sburocratizzare non deve portare a una deregolamentazione. Se egli non fosse intervenuto, non sarebbe stata prevista una rappresentanza dei Comuni nella commissione provinciale, ha aggiunto Faistnauer, chiedendo poi cosa succede dopo la scadenza del convenzionamento, che dura 20 anni. Il disegno di legge stravolge la legge originaria.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha evidenziato che, degli oltre 100 emendamenti, circa 40 - tutti da studiare - erano delle varie ali della maggioranza, il che dimostra quanto la norma sia sofferta. L’obiettivo della legge Theiner era di liberare la norma urbanistica dalla necessità di continue modifiche derivanti da pressioni di interessi; quando si prospettò lo spostamento dell’entrata in vigore egli si aspettava una norma che contenesse quasi solo questo rinvio, ma ora si trova davanti a una legge di modifica sostanziale. Nella “legge Theiner” la battaglia era stata vinta da contadini e operatori turistici, nel disegno di legge in esame possano all’incasso i costruttori, soprattutto nei 25 Comuni e nelle 26 frazioni con il più del 10% di seconde case, in Val Gardena, Val Badia e Alta Pusteria. Questo peggiora le condizioni di vita di chi abita in quei posti senza essere coinvolto in questo mercato: sempre più persone se ne stanno andando: tra vent’anni ci saranno delle aree monofunzionali, delle “Disneyland” per turisti con lavoratori al loro servizio, mentre il territorio dovrebbe essere insediato in maniera mista. Proprio per evitare questo era stato introdotto il vincolo per i residenti, una misura di valore sociale: ora forse ci si è pentiti di questa misura, forse introdotta per non perdere voti a destra nel 2018, ma creare una figura ibrida di appartamento vincolato a residenti ma affittabile a turisti è una toppa peggiore del buco ed è pericoloso; si crea anche un vulnus sull’edilizia pubblica di cui ancora non si è deciso il futuro: finché non ci sarà la nuova legge sull’edilizia pubblica, i vincoli non vanno toccati. “Con questa legge, più che il diritto alla casa si tutela il diritto di far profitti sulla casa”, ha concluso il consigliere. 
Franz Locher (SVP) ha difeso i lavori in commissione, frutto delle proposte dei 5 partiti in essa rappresentati. Non si tratta di modificare la situazione, ma di integrarla. Non si intende mettere limiti ovunque, ma restare attrattivi, garantendo uno sviluppo sensato della provincia. Il consigliere si è augurato che si potesse definire meglio alcuni punti controversi, nell’ottica di rafforzare le amministrazioni comunali, dando loro margine d’azione, perché certe situazioni sono molto diverse e non comparabili dal punto di vista dell’attività turistica, degli spazi abitativi, dell’estensione delle superfici ecc. I Consigli comunali devono poter giocare un ruolo cruciale, e in effetti si dà loro la possibilità di prendere decisioni consapevoli. Bisognerebbe anche dare più opportunità alle aree rurali, uno degli assi nella manica dell’Alto Adige: “Se le perdiamo, perderemo anche il paesaggio, il turismo e in definitiva il benessere”. è altrove che si vedono le zone grigie, senza più turisti ne possibilità di sviluppo, “ma noi non vogliamo il vuoto in Alto Adige, bensì uno spazio dove le persone possano abitare e vivere”. Con l’approvazione della legge non si sarà ancora alla fine del percorso, ci saranno i regolamenti d’attuazione, il tutto per dare forma al futuro. Per i Comuni è importante ottenere competenze dalla Provincia, e la legge lo fa.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ribadito l’importanza della tutela del territorio, riconoscendo il lavoro dell’assessora a questo scopo. Tuttavia, nel testo in esame spesso si tratta di interessi particolari o di lobbies, che chiedono soprattutto di allargare le maglie, in particolare in relazione al convenzionamento. A questo proposito il consigliere si è complimentato con Dello Sbarba per la sua analisi, invitando a chiedersi dove si sarebbe se non ci fosse stato il convenzionamento: se si procederà in questa direzione, i prezzi degli alloggi i farà il mercato libero, e con una disponibilità ridotta di aree questo sarà un problema. Bisogna stare attenti ed evitare la dispersione edilizia. In alcune zone della Svizzera i residenti non entrano più in paese, non bisogna fare lo stesso errore in provincia di Bolzano. Permettere alloggi al di fuori delle zone di insediamento, come accade aumentando la cubatura possibile da 300 a 1.000 metri cubi, porta alla creazione di frazioni satellite. Se ogni generazione passata avesse costruito accanto al maso, intorno a ogni maso chiuso ci sarebbe un paese, e questa possibilità apre lo spazio alla speculazione da parte di operatori turistici: “E se vedo che anche i politici vanno fino al limite del legale per poter sfruttare tutto, non siamo credibili: cosa succederebbe se ognuno si accaparrasse la stessa cubatura?”. Poi le critiche vanno ai contadini che hanno bisogno di una seconda entrata per vivere. Il consigliere e ha definito come una chance la tutela degli insiemi, invitando a convincere i Comuni di questo: saranno degli elementi che li aiuteranno a distinguersi. Il consigliere, intervenendo una seconda volta, ha poi ricordato le premesse fatte in autunno in merito a una nuova legge sull’edilizia abitativa, evidenziando che le due norme sono da considerare insieme. Ha chiesto quindi quali sono le idee dell’Assessorato.
Helmut Tauber (SVP) ha evidenziato che la norma portava degli aggiustamenti, come necessario dato il tema complesso. Ogni legge ha bisogno di miglioramenti continui, e importante è definire una strada da percorrere insieme, trovando dei compromessi. Egli non rileva il pericolo di favorire zone a esclusivo utilizzo turistico, come paventato da Dello Sbarba, chi abbandona certe località ne ha anche un importante guadagno. Accanto al turismo, c’è stato anche un ingente sviluppo di infrastrutture che sono un valore aggiunto per i cittadini; l’obiettivo è sempre di cercare una soluzione che vada bene a tutti e garantisca la qualità della vita e del lavoro in questa terra.  
Magdalena Amhof (SVP) ha evidenziato che quella dell’urbanistica è una delle sfide più difficili, come dimostra l’esame di questa legge a solo un anno e mezzo dalla precedente: alcuni adeguamenti sono necessari per rendere fattibili certe procedure, altri per evitare impugnazioni, e come sempre quando si apre la discussione su una nuova legge si aggiungono nuovi punti. Nella SVP si è discusso animatamente alla ricerca di soluzioni, e si è riusciti a trovare ottimi compromessi, come dimostra l’articolo 10 sull’alleggerimento dell’obbligo di convenzionamento al 100% per le zone depresse nel caso di 7 frazioni di aree depresse: si è introdotto il convenzionamento 60%/40%, lasciando libera quest’ultima percentuale. La norma disciplina anche il settore delle cave e delle torbiere lascia più margine di parola ai Comuni. Amhof ha annunciato un ordine del giorno firmato da tutte le consigliere SVP per incaricare il Comitato pari opportunità di predisporre una lista di donne tecniche che i comuni possono inserire nelle commissioni comunali: donne esperte del settore esistono senz’altro.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha evidenziato il grande impatto della norma sulla provincia e sull’attività dei Comuni, rilevando che ci si stava avvitando sulla norma. La legge annuncia all’articolo 2 un’attenzione alle necessità del capoluogo, ma poi al suo interno questa attenzione non si ritrova, mentre c’è una concentrazione su tutt’altre tematiche. Egli ha apprezzato che l’assessora avesse come obiettivo di non consumare il territorio: questo richiede uno sviluppo delle locazioni rispetto alla proprietà, e su questo obiettivo è centrato il suo ordine del giorno. Bisogna intervenire a questo scopo anche nell’ambito dei convenzionamenti. L’assessora ha criticato il convenzionamento al 100%, “e io sono pienamente d’accordo, perché esistono realtà assurde, come per esempio quelle di Stelvio e Brennero, realtà completamente diverse da quelle, per dire, di Villabassa e Ortisei”.  Fondamentale è che le amministrazioni comunali siano in grado di adeguarsi, per questo un ritardo nell’applicazione della legge ha un senso, ma non bisogna ampliare ingiustificatamente la zona grigia.
Secondo Josef Unterholzner (Team K), ribadendo che in discussione è la Heimat, ha chiarito che il 93% del territorio ha un vincolo forestale, e che ben poco rimane per l’edilizia. L’obiettivo è di proteggere il territorio, la perla d’Europa, evitando costruzioni che distruggono le località. A fronte di imprenditori che comprano masi agricoli, bisogna chiedersi come mai un agricoltore vende, ed è positivo che ci sia chi si interessa a queste strutture piuttosto che vederle abbandonate: con questa legge, bisogna davvero tutelare il paesaggio, per esempio le costruzioni tipiche e la struttura tradizionale, evitando la copresenza di stili architettonici diversi. Bisogna avere la possibilità di ampliare o innalzare gli edifici esistenti, anche a favore degli imprenditori e senza grande onere burocratico.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha evidenziato che la proposta in esame non corrispondeva ai principi dichiarati da Hochgruber Kuenzer. Il concetto di Heimat cambia in periferie e in città, per tedeschi e italiani, ma per lui esso comprende anche il paesaggio naturale e quello antropizzato in cui è cresciuto: parti di questo scenario non sono coinvolte da questa legge e dalle precedenti, e sono andate perse, tanto che il 40% delle specie animali sono a rischio, così come il 30% di quelle vegetali. L’urbanistica riguarda tutta la popolazione, ma la legge comprende anche disposizioni poco chiare in un linguaggio poco concreto. era così anche ai tempi dei Romani, tanto che Tacito disse: “se un tempo erano i reati a causarci problemi, ora sono le leggi”; l’imperatrice Maria Theresa, dal canto suo , nell’intento di lasciare spazio solo a leggi comprensibili, aveva imposto che il rispettivo testo fosse prima sottoposto e compreso da una persona semplice: questi avi avevano capito che avere una legge comprensibile è un diritto democratico, come previsto anche dal regolamento interno del Bundestag tedesco. Questo invece non accade con il disegno di legge in esame, che presenta un linguaggio complesso che non garantisce la trasparenza. Dalla norma emerge un annacquamento del processo democratico, giunto ai propri limiti: se la maggioranza decide sulla minoranza, all’interno della maggioranza decidono furbi esperti legati a delle lobbies: e questo su una disciplina che riguarda lo sviluppo di tutti, e nonostante l’iniziale processo partecipativo. Staffler ha criticato il via libera agli interventi bagatellari, evidenziando che l’allegato A rappresenta un paracadute nel caso dovesse mancare il relativo regolamento d’attuazione: questi interventi sono proprio quelli che hanno messo a repentaglio il paesaggio e la Heimat.
Helmuth Renzler (SVP) ha ringraziato l’assessora per il suo lavoro, definendola “abile e coraggiosa nel difendere il suo lavoro”, pur ascoltando le posizioni altrui. Tuttavia, questa proposta non risponde a tutte le aspettative. In alcune parti non si è mirato alla sostenibilità, ma piuttosto a rappresentare certi gruppi d’interesse, che hanno esercitato una pressione altissima: si tratta non di chi aspira a una prima casa, ma di chi mira alla speculazione. Se si vuole mantenere la Heimat, bisogna creare spazi abitativi per coloro che vogliono vivere qui, affinché chiunque lavori riesca a comprare e pagare un alloggio proprio. Il convenzionamento è giusto, ma va monitorato, e il mancato rispetto sanzionato: sono quindi necessari controlli, perché “viviamo in una terra santa, ma non tutti qui sono dei santi”, e non è possibile che alloggi convenzionati siano venduti a non residenti. La sostenibilità è un investimento non solo per il futuro, ma anche per il presente. 
Se si parla del territorio, bisogna considerare come renderlo usufruibile da chi qui vive e lavora, soddisfando le esigenze, ha detto Gerhard Lanz (SVP). le modifiche sono legittime se ci sono sviluppi che non vanno bene. In quanto alla questione delle lobbies, chi definisce qual è la lobby giusta? Il suo gruppo ha parlato con rappresentanti di diverse categorie, e se l’Alto Adige sei è ben sviluppato va riconosciuto che c’è una buona base su cui lavorare. è importante che anche chi applicherà la legge, vale a dire i Comuni, vengano coinvolti; non è corretto parlare di misure ad hoc perché ogni misura ha determinati effetti. La decisione più importante è quella di non costruire al di fuori delle aree insediabili. Anche nella SVP ci sono state discussioni animate, come è giusto che sia prima di prendere decisioni: si è stati eletti per fare questo, in particolare se si tratta di una legge che determinerà il futuro. Questo non esclude che siano necessari adattamenti anche in futuro, pur restando fedeli agli obiettivi e allo spirito della legge.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che la legge urbanistica migliore è quella che tutela ciò che esiste garantendo sviluppi positivi. Qui non si tratta quindi di congelare la situazione, ma di dare norme chiare e trasparenti, senza deroghe, senza che sia possibile trasformare una legnaia in albergo, per questo non vuol dire rispettare gli interessi della popolazione, bensì interessi particolari. Negli ultimi 30/40 anni si è sempre rilevata la necessità di ampliare, ma non tutte le strutture realizzate erano sensate: a Bolzano, dove una volta c’erano prati ci sono deserti di cemento, e questo senza risolvere il problema degli alloggi, in Val Pusteria c’è stata un’esplosione di seconde case. Ci vogliono quindi regole chiare senza scappatoie, mentre la norma prevede deroghe di cui possono approfittare i furbi.

In replica, l’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha sostenuto che una legge deve soprattutto contenere criteri chiari e comprensibili da tutti, senza lasciare spazi interpretativi. Modifiche ci saranno sempre, ma solo per raggiungere l’obiettivo originario. Far entrare in vigore la legge nel 2018, in piena campagna elettorale, era problematico, poi c’è stato l’insediamento della nuova Giunta, mentre nei Comuni nei prossimi sei mesi non saranno possibili nuove riclassificazioni. la competenza dei comuni sulla tutela degli insiemi verrà utilizzata per la delimitazione delle aree insediabili: avrà quindi un nuovo volto, ed è importante che la popolazione abbia voce in capitolo. Ciò può cambiare la realtà locale, e questa è un’opportunità nuova perché crea una nuova sussidiarietà: chi sarà eletto a livello comunale avrà questo compito. In quanto agli interventi bagatellari, resta comunque la necessità del parere, e l’edilizia convenzionata sarà ancora sottoposta a vincolo. Dello Sbarba non ha tutti i torti su certe aree turistiche, basti pensare al Lago di Braies: bisogna proteggere il paesaggio affinché riesca a reggere questi flussi di turisti, anche a tutela della vita locale; gli stessi turisti amano vedere come vive la gente del posto. In quanto ai vincoli di convenzionamento, essi vengono stabiliti prima, e quindi rafforzati e non indeboliti. Lo sviluppo nell’area rurale non significa che si debba ingrandire tutto, tuttavia proteggere il paesaggio nella consapevolezza del suo valore. I Comuni hanno chiesto e chiudono sempre più competenze, ma questo comporta anche più responsabilità. L’assessora ha quindi ringraziato le rappresentanti SVP per l’annunciato ordine del giorno sulla co-partecipazione delle donne, e a Repetto ha chiarito che la legge prevede anche regolamenti particolari per la città di Bolzano. I Comuni avrebbero già l’obbligo di redigere una lista degli alloggi convenzionati, ora questo è stabilito per legge. Gli emendamenti presentati sono frutto della discussione, al fine di migliorare la proposta.


La seduta di oggi è terminata. I lavori riprenderanno domani mattina con l’esame degli ordini del giorno.

LINK DOWNLOAD IMMAGINI G.News

Imm seduta Consiglio Provinciale di Bolzano 28.11.2019

https://we.tl/t-Ch9fjJBNtr

 

(MC)