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Consiglio | 26.11.2019 | 16:45

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 3

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano il prelievo di orsi e lupi problematici, il piano settore per il turismo, l’inquinamento delle acque da nitrati, la chiusura dei centri profughi, le associazioni sportive sudtirolesi in campionati stranieri. L’esame delle interrogazioni è terminato.

La legge provinciale 11/2018 prevede che il presidente della Provincia possa disporre, a tutela dell’agricoltura di montagna e previo parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, il prelievo di orsi e lupi problematici: lo ha ricordato Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), evidenziando che a un anno dall’approvazione della norma anche la Consulta l’aveva dichiarata costituzionalmente conforme e domandando se da quel momento la Giunta avesse mai disposto prelievi o richiesto il parere dell’ISPRA a tal proposito, e se gli attacchi dei lupi delle ultime settimane e mesi non erano un motivo sufficiente per procedere, se la Giunta ha fornito allo Stato le informazioni previste dalla legge affinché questi possa esercitare il suo dovere di relazione alla Commissione Europea e, se no, quando intende provvedere. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito che non c’è stato ancora alcun prelievo, perché prima è necessario predisporre un programma. In quesito a questo c’è stato un incontro tecnico al Ministero. Alcuni aspetti vanno ancora chiariti, per esempio la documentazione che deve essere inviata per il rilascio dle parere, e anche al Ministero ci sono opinioni diverse; un altro incontro seguirà. Il parere non è vincolante ma obbligatorio. Il tema è in discussione in tutta Europa, e il punto di vista della Provicnia è che si debba intervenire. L’ass. Arnold Schuler ha rassicurato che la Provincia è in grado di fornire i dati necessari perché effettua costantemente un monitoraggio, tuttavia la recente sentenza della Corte europea relativa alla Finlandia dimostra che i requisiti necessari per procedere all’abbattimento sono molto limitanti. Leiter Reber ha invitato a non dimenticare la questione solo perchè è inverno, ma a occuparsene in modo da essere pronti in primavera.

La legge territorio e paesaggio (l.p. 9/2018) definisce il contenuto minimo del programma di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio, che deve riportare (art. 51, comma 5, lettera g)), “in conformità al piano di settore per il turismo, (…) gli indici territoriali per le strategie di sviluppo del turismo, incluso il numero massimo dei posti letto; la Giunta provinciale predispone linee guida per l’elaborazione del programma per lo sviluppo del turismo): lo ha ricordato Peter Faistnauer (Team K), chiedendo alla Giunta se è vero che i Comuni possono redigere tale piano di sviluppo solo dopo che la Giunta ha emanato il Piano di settore per il turismo, se è stato dato un incarico per tale Piano, a chi e quando esso sarà pronto.L’ass. Arnold Schuler ha risposto che è vero, i Comuni devono attendere il Piano di settore, ma questo solo in relazione alla nuova legge urbanistica che entra in vigore l’1 gennaio 2020 o, come previsto, a luglio 2020. Si sta lavorando internamente al Piano di settore, esso sarà elaborato a breve e sarà oggetto di discussione. Non esiste una tabella di marcia precisa.
Nel novembre 2018 la CE ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’inquinamento delle acque da nitrati. Lo ha detto Peter Faistnauer (team K), rilevando che in Alto Adige i limiti sono rispettati ma chiedendo informazioni sulle Unità di Bestiame UBA nei diversi comuni, anche in relazione alle diverse altitudini, e quanti ettari di prato, pascolo e foraggere ci sono in ogni singolo comune e come sono distribuiti. Rilevando la difficoltá di rilevare tutti i dati richiesti, l’ass. Arnold Schuler ha chiesto al consigliere di comprendere che i dati non potevano ancora essere forniti, e che sarebbe stata fornita più avanti una risposta scritta.

Nonostante l'arrivo dell'inverno aumentano le persone che si trovano per strada senza accoglienza né assistenza; il fenomeno è più visibile a Bolzano: anche per effetto dei decreti Salvini, molte persone devono uscire dai centri profughi - sia chi ha ottenuto, sia chi non ha ottenuto la protezione, mentre alcuni centri sono stati chiusi e finiscono in città, dove sperano di entrare nell'emergenza freddo, ma molti vivono sotto i ponti: lo ha riferito Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), domandando quanti erano i centri di accoglienza profughi e quante persone vi erano accolte nel mese di novembre del 2018 e quanti centri e persone accolte ci sono alla data di oggi, quanti sono stati chiusi e perché, se la  Provincia ha previsioni fino all'anno 2020, quante persone sono uscite nell'ultimo anno dai centri d'accoglienza, distinti per motivo, se la Provincia possiede dati su quante persone uscite dai centri siano rimaste in Alto Adige, distinte per motivo di uscita, se sa dove esse si trovino e se sa dire quante persone uscite dai centri soggiornino ad oggi a Bolzano e Merano. L’ass. Waltraud Deeg ha chiarito innanzitutto che la questione è gestita a livello statale ed europeo, mentre la competenza per la questione dei senzatetto è dei Comuni. nel novembre 2018 c’erano 29 strutture di accoglienza con 1.383 persone, a novembre 2019 25 centri con 880 persone. Sono stati chiuse 4 strutture per la riduzione del numero di persone che ha chiesto accoglienza: dal 2017 c’è stata una forte riduzione di arrivi. I dati sulle persone accolte dipendono anche dalle decisioni delle commissioni territoriali; la legge statale emanata a fine 2018 ha cambiato la gestione dell’accoglienza, che l’80% delle richieste d’asilo - a livello nazionale - non viene accolto. Ci sono a Bolzano diverse persone che avrebbero diritto a un posto di assistenza in un altro Stato o provincia, ma non lo accettano e vengono qui, e questo causa difficoltà perché molte persone non vogliono accettarlo: “Noi ci assumiamo la nostra responsabilità nel rispetto della dignità umana e delle categorie protette, ma non possiamo garantire un posto a chi ne ha giá uno altrove”. Dello Sbarba ha rilevato che tra le tante istituzioni citate dall’assessora mancava il Comune di Bolzano, dove ci sono oltre 100 persone che si trovano sulla strada: la competenza era stata data ai Comuni quando ci si trovava davanti solo a pochi senzatetto, ma la situazione ora è ben diversa.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che spesso le federazioni di riferimento per le associazioni sportive sudtirolesi si trovano a Roma, e comunicano solo in italiano: egli ha quindi chiesto se le associazioni sportive sudtirolesi hanno il diritto di comunicare in tedesco, in caso contrario come la Giunta intende opporsi a questa discriminazione, se c’è la possibilitá per le associazioni locali di inserirsi nella lega austriaca, come la Medalp Handball Tirol fa nel campionato italiano. Il pres. Arno Kompatscher ha replicato che a Roma non c’è l’obbligo di bilinguismo, e che le associazioni hanno il diritto di usare la loro madrelingua solo nel rapporto con le sedi locali. La possibilitá di giocare in un campionato straniero esiste, ma ci vuole l’autorizzazione della rispettiva federazione.

Questa era l’ultima interrogazione trattata. La seduta prosegue con l’esame dei punti istituzionali.

(MC)