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Consiglio | 26.11.2019 | 16:11

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 2

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano l’allerta meteo, il manifesto col morto, i criteri per l’ammissione agli alloggi SPRAR, il ticket per il Pronto soccorso, corsi per richiedenti asilo, dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico, monumento fascista a San Cassiano. (continua)

Nonostante alcuni giorni prima fosse stato diramato dalla protezione civile lo stato d’allerta Alpha, il 13 novembre, Anche se in molte parti della provincia l’abbondante caduta di neve aveva fatto collassare il traffico su strada e ferrovia, abbattuto alberi e interrotto la corrente nella zona orientale della provincia, non era stato diramato né un grado di allarme né un allarme di protezione civile: lo ha segnalato Ulli Mair (Die Freiheitlichen) domandandone le ragioni, su quali previsioni meteo si basano le decisioni della Protezione civile, se sono previste – soprattutto in Val Pusteria – misure per rimuovere alberi che potrebbero essere abbattuti da nuove nevicate nei pressi della linea ferroviaria, delle principali assi di traffico e delle linee elettriche, e, se no, perché. L’ass. Arnold Schuler ha riferito di una conferenza di valutazione all’interno della centrale di protezione civile, per valutare se è stata raggiunta una determinata soglia e quindi dichiarare o meno lo stato d’allerta. Il 6 novembre questa conferenza aveva previsto lo stato Alpha, ma il 12-13 tale stato d’allarme era stato ridotto, per tornare poi da Alpha a Bravo, sulla base di dati e previsioni disponibili. Le decisioni si basano sulle previsioni del servizio provinciale meteorologico, che sono piuttosto precise, anche se non sempre è possibile prevedere al 100%. Se si dichiara troppo velocemente lo stato di preallarme Bravo si rischia di perdere credibilitá, in ogni caso si agisce secondo scienza e coscienza. La competenza sulla rimozione di alberi potenzialmente pericolosi spetta alla Ripartizione Foreste, comunque abbattere tutti gli alberi lungo assi ferroviarie e linee elettriche comporterebbe l’abbattimento per decine di ettari. Mair ha chiarito che tutto aveva funzionato molto bene, c’era solo interesse per il funzionamento del sistema.

“Normalmente non prendiamo posizione su iniziative di altre forze politiche se esse contengono pure provocazioni e vanno oltre il fatto in sé”: lo ha premesso Brigitte Foppa (Gruppo Verde) aggiungendo che nel caso del manifesto con il morto i colleghi della Sud-Tiroler Freiheit avevano, secondo il suo gruppo, superato diversi limiti, in particolare quello del buon gusto e della pietà, turbando e disturbando molte persone, per le quali era incomprensibile come si potesse far abuso di un morto per una discussione politica e pratica; in particolare, si erano sentiti attaccati, e a ragione, coloro che lavorano nell’Azienda sanitaria. Stupendosi dell’assenza di un’energica reazione da parte dell’ass. Widmann, la consigliera ha quindi domandato se egli ha espresso una presa di posizione in merito e, se no, perché, nonché di esprimere davanti al plenum la sua opinione, nella speranza che si distanziasse chiaramente dall’accaduto ponendosi dalla parte di chi lavora nell’Azienda sanitaria e si è sentito offeso. L’ass. Thomas Widmann ha chiarito che anche lui riteneva questo manifesto di cattivo gusto, e che sia egli stesso che il rpes. Arno Kompatscher si erano espressi chiaramente in merito, criticando l’accaduto, anche durante la conferenza dopo la seduta della Giunta provinciale.

Secondo i media, recentemente un uomo proveniente dalla Siria, in seguito a una lite, è stato escluso dal programma SPRAR e ha dovuto lasciare il relativo alloggio a S. Giovanni in Valle Aurina, nonché la valle: Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto quali sono le ragioni che lo hanno portato a dare in escandescenze, cosa ne sarà adesso dell’uomo, in base a quali criteri vengono assortite le persone che si troveranno a convivere negli alloggi SPRAR, dove spesso la convivenza tra diverse nazionalità porta a liti anche con scontri fisici. L’ass. Waltraud Deeg ha riferito che gli alloggi SPRAR sono gestiti da Stato e Comuni, e che nel caso in questione si trattava di un litigio a causa su opinioni diverse sul menage casalingo: il siriano che aveva avviato il litigio era stato espulso dal progetto senza possibiiTá di essere inserito in un altro alloggio. In presenza di posti liberi, si cerca di minimizzare le barriere linguistiche e favorire l’inserimento in un alloggio vicino al posto di lavoro.

Recentemente, l’amministrazione provinciale ha deciso, per far fronte al sovraffollamento del pronto soccorso, di aumentare il ticket (da 15 euro a 25 euro), in modo da scoraggiare eventuali pazienti classificati con codici non urgenti ai quali basterebbe una visita dal medico di base: ricordandolo, Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche) ha chiesto perché e si è arrivati a questo aumento e se non si è considerato che molti, soprattutto nel weekend o di notte, avvertendo dei malesseri vanno in ospedale, perché non è stata fatta una campagna di sensibilizzazione sull’utilizzo del servizio della Guardia medica e se è stata considerata l’idea di avere una postazione di guardia medica anche al pronto soccorso, se è previsto un bonus per quei pazienti che vengono classificati con codici urgenti.L’ass. Thomas Widmann ha fatto riferimento a una tematica “molto complessa”, e diversa da quello ritenuto da Repetto: finora, tutti coloro che si presentavano pagavano 15 €, ora solo il codice bianco paga 25 €. La Provincia ha svolto una campagna informativa e previsto un ambulatorio per le cure primarie nel Pronto soccorso di Bolzano, da attivare prima di gennaio: “Entro il 2020 vogliamo dimezzare i tempi d’attesa al Pronto soccorso”: recandosi spesso al Pronto soccorso, egli stesso ha potuto vedere un paziente che era lì solo per fare un check up: “Questo non deve più accadere”. 68.000 persone vanno al Pronto Soccorso, ma il 60% dei casi sono codici bianco o verde. 

Nel maggio 2018, l’allora assessora al sociale Martha Stocker ha conferito a 50 richiedenti asilo l’attestato di partecipazione al progetto pilota “hamet2F”, che accertava le competenze professionali dei partecipanti per facilitare l’accesso al mondo del lavoro e comprendeva una valutazione sia delle competenze in ambito artigianale, sia delle capacità cognitive, di concentrazione e di lavorare in maniera autoresponsabile, nonché un giudizio sul tipo di lavoro che si ritiene adeguato per ogni singolo partecipante: lo ha ricordato Ulli Mair (Die Freiheitlichen), chiedendo se i partecipanti al progetto  sono stati poi integrati nel mercato del lavoro e, se no, per quali motivi, se sì, in quale misura è stato determinante il progetto “hamet2F” per l’integrazione nel mercato del lavoro. L’ass. Waltraud Deeg ha riferito che il programma riguarda per lo più le competenze artigianali, e che i dati richiesti non sono disponibili, perché una volta dato l’attestato non è stato rilevato quante persone sono state integrate nel mondo del lavoro “cosa che però non mi soddisfa”. La cooperativa che ha assegnato i certificati si trova in fase di liquidazione, e non sono state assegnate ulteriori certificazioni. Mair ha criticato che non fosse stato realizzato un monitoraggio: “Questo non è un buon esempio di utilizzo di fondi pubblici, si trae in inganno non solo la popolazione locale ma anche chi partecipa al progetto”.

La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico è uno strumento importantissimo per accedere a vari servizi e contributi; per questo è fondamentale poterla compilare in un modo semplice, veloce e attraverso procedure facilmente accessibili: lo ha detto Brigitte Foppa (Gruppo Verde) chiedendo se tale dichiarazione può essere compilata via PEC, via mail, attraverso il Sistema Pubblico di Identità Digitale SPID e/o con la Carta Servizi. Il pres. Arno Kompatscher ha risposto che non è possibile con nessuna delle modalità citate. Nella seduta di Giunta del 19 febbraio scorso era stato approvato un relativo regolamento d’esecuzione, inoltrato alla Commissione dei 6, con , tra gli altri, lo scopo di digitalizzare la dichiarazione la dichiarazione. La possibilità di delegare a livello comunale aveva levato perplessità sulla tutela dei dati, “ma i comuni gestiscono giá dati sensibili”, ha chiarito il presidente: si puó comunque risolvere il problema dell’unica sede presso il Tribunale aggiungendo un sistema digitale. La Commissione dei Sei dovrebbe essere nominata nei prossimi giorni.

Nella piazza della Chiesa a S.Cassiano c’è ancora un monumento in onore del fascista Gianni Ruazzi, che negli anni ’30 partecipò alla campagna di conquista dell’Abissinia, in Etiopia: lo ha segnalato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), riferendo di aver contattato il sindaco di Badia senza ancora ricevere risposta e chiedendo quindi cosa ne pensa la Giunta della presenza di un monumento fascista in quel paese, se non ritiene che non sia più attuale, tanto più che ogni anno si festeggia la liberazione dal fascismo, se è di questa opinione, cosa farà per rimuoverlo, cosa pensa infine la Giunta della proposta di porre invece, al posto del monumento, una targa commemorativa al cimitero comunale in onore di Merch Dapunt, ucciso per non aver voluto combattere per il regime nazista. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha invitato il presentatore a rivolgere l’interrogazione al Comune, ripercorrendo poi la storia di Giovanni “Ruaz”, italianizzato in RUazzi, i cui contributo alla guerra d’Abissinia, alla quale effettivamente partecipò, non è ancora chiaro. Il monumento è su territorio privato; prima era al cimitero ma poi era stato trasferito con il consenso dei Comuni. Sarebbe corretto a portare una tavola esplicativa come avvenuto per il palazzo degli uffici finanziari di Bolzano: il Comune e l’Ufficio competente si sono dimostrati disponibili. In quanto a Merch Dapunt, si può agire con la Ripartizione provinciale competente. Knoll ha rilevato un diverso tipo di gestione dei monumenti in odore di nazismo e di quelli relativi al fascismo. Monumenti come questi devono essere portati in un museo.

La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico è requisito per accedere a vari servizi e contributi nella Provincia Autonoma di Bolzano., e chi non la rende al momento giusto (ad esempio tra il 18° e 19° anno d’età) è penalizzato, in quanto per 18 mesi la dichiarazione "di recupero" non ha valore: lo ha ricordato Brigitte Foppa (Gruppo Verde) facendo riferimento a casi di persone a cui, a causa di dichiarazioni non consegnate per tempo, è stato negato di accedere a delle strutture di cura per persone con disturbi psichici o di scegliere l’ospedale come residenza in caso di malattia grave. La consigliera ha quindi domandato se quanto riferito corrisponde alle disposizioni di legge, quali sono i relativi riferimenti normativi e qual è la posizione della Giunta Provinciale in materia. L’ass. Thomas Widmann ha annunciato risposta scritta in quanto nel frattempo era stato chiarito quali fossero gli uffici competenti, e rivelato che anche due dei suoi 4 figli non avevano fatto la dichiarazione e si sarebbero trovati in questa situazione. Anche alcuni diplomati della Claudiana si trovavano in questo stato, “e quindi fuggono, perché non vogliono aspettare 18 mesi, giustamente”. per evitare questa situazione, la Giunta ha promosso informazione e sensibilizzazione. Foppa ha esortato a fare qualcosa. 

(continua)

(MC)