Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 07.11.2019 | 16:38

Lavori Consiglio: Osterie di paese

Approvata una mozione della SVP per misure di sostegno alle osterie di paese.

Con la mozione n. 183/19: Preservare e rivitalizzare le osterie di paese, Helmut Tauber (SVP), evidenziando che le osterie e i bar di paese svolgono un ruolo centrale nei piccoli comuni e nelle frazioni della nostra provincia, rappresentando centri di aggregazione attorno ai quali ruota la vita sociale della comunità locale, ma che essi devono devono fare i conti con gravi problemi di redditività, trovandosi a dover tenere testa a nuovi concorrenti come moderni bistrot, kebab, pizzerie e takeaway asiatici, che ormai stanno spuntando come funghi anche nella nostra provincia, evidenziava che con ogni osteria di paese che chiude i battenti, va perso un pezzo di tradizione, con ogni bar di paese che cessa l'attività, diminuisce la varietà dell'offerta gastronomica della nostra provincia, e che sono pertanto necessarie misure straordinarie a favore della ristorazione locale, simili a quelle previste per il commercio di vicinato e sull’esempio di quanto viene fatto in Tirolo. Egli proponeva quindi di incaricare la Giunta di elaborare e introdurre, in collaborazione con le rappresentanze dei gruppi d’interesse, una disposizione specifica e mirata di sostegno alle piccole osterie e ai bar di paese.
Accogliendo e apprezzando la proposta, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha evidenziato il valore di sentirsi a casa in certe osterie di paese e quindi l’importanza di difendere certi luoghi. Ha sottolineato però  la sofferenza economica di molti negozi di vicinato e locali ovunque, in Alto Adige, anche nei grossi centri urbani, e messo in guardia dall’adottare misure che riguardano solo certe parti della provincia. Anche nella dimensione urbana la chiusura di un locale influisce sul tessuto sociale.
Sandro Repetto (Partito democratico - Liste civiche) ha condiviso il valore di difendere questi locali, parte integrante del tessuto sociale dei paesi, ma evidenziato che esercizi di vicinato si hanno anche in certi quartieri cittadini, e invitato a considerare anche la situazione di via torino o di oltrisarco a Bolzano. La concorrenza di centri commerciali o supermercati rende molto difficile l’esistenza di negozi di vicinato anche in certi quartieri, e la mozione discrimina in questo senso: egli poteva sostenerla, ma si attendeva analogo appoggio in occasione di una proposta per affrontare altri tipi di svantaggi della realtá urbana.
Josef Ploner (Team K) si è chiesto se i locali di paese chiudono perché hanno pochi visitatori  o per la concorrenza delle grandi aziende, e si è chiesto perché sostenere questi locali e non tante altre categorie che operano in periferia, come piccoli negozi, macellai ecc. Questo sistema di sovvenzione a pioggia con i soldi dei contribuenti non aiuta, ma è vero che le piccole osterie di paese sono un indicatore dell’ospitalità, sia per turisti che per residenti, e devono essere maggiormente ascoltate nella loro unione professionale, elaborando un concetto per il futuro.
Alex Ploner (Team K) ha evidenziato che l’imprenditore deve interessarsi della qualità della sua offerta, e chiedersi se questa risponde ancora alla domanda. In Irlanda, nei locali si offre per esempio musica locale, esperienza che in Alto Adige non si può più fare: bisogna pensare a iniziative come queste, oppure a proporre corsi di balli tradizionali per studenti e studentesse per riavvicinarli a questo mondo. Bisogna riempire con contenuti, con software, le locande tradizionali, perché non siano solo un luogo dove ciondolare la domenica.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha fatto riferimento ai corsi di aggiornamento di formazione permanente, dove sono stati introdotti i word-café per parlare di un certo tema in ambiente confortevole, simile al bar: una formula di successo, che dimostra quanto la cultura del bar sia radicata. La consigliera ha quindi fatto riferimento al quartiere casanova a Bolzano, completato prima che ci fosse un negozio o un bar: la gente lamentava il vuoto emotivo che nasceva da questa assenza. Luoghi come questi sono ancora più importanti essendoci sempre di più nuclei famigliari composti da una sola persona.
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato un suo emendamento, bocciato in commissione, per il sostegno alle zone periferiche: esso era stato respinto sostenendo che esiste giá una sovvenzione di 10.000 € l’anno per iniziative di questo genere. Ora la stessa proposta viene dalla SVP.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato quando si parlò della “denominazione locanda sudtirolese” e quanto è difficile garantire una certa qualità: questa denominazione è stata ora introdotta, c’è un apposito opuscolo, una settimana di iniziative, la collaborazione con i contadini, ma tutto ciò è legato a spese elevate. Ora con la mozione si chiede un generico “sostegno”, ma sarebbe opportuno sapere cosa si intende esattamente. Un grande problema è la mancanza di personale, nonché il peso fiscale.
Anche Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto cosa si chiede nella prassi; la minore frequentazione di osterie o piccoli negozi ha a che fare con l’aumento del costo della vita: molte persone preferirebbero recarsi nei negozi di paese, ma nei grandi centri commerciali spendono di meno e trovano tutto in meno tempo. Questa situazione è difficile da contrastare, anche con i balli tradizionali.
L’ass. Arnold Schuler ha replicato che se non si trovano determinati standard abitativi e di qualitá di vita c’è l’abbandoni: le persone vogliono avere negozi, asili, scuole, un medico, ma anche un’osteria e un bar dove bere il caffè. Rispetto ad altre regioni italiane e tirolesi, in provincia di Bolzano c’è ancora uno standard abbastanza alto in quest’ambito. Fin quando possibile bisogna però garantire la libertá di mercato, perché ogni regola comporta un certo onere burocratico, ogni incentivo nuove procedure. Anche in alcune città c’è il problema dei negozi di vicinato, ma i presupposti economici sono molto diversi rispetto ai paesi dove manca la massa critica; in cittá spesso sono i residenti il problema per i locali pubblici, a causa delle proteste per il rumore. Ci vuole comunque anche una riflessione sull’approvvigionamento di vicinato nei quartieri cittadini, ma su questo ci sono altre strategie. Tauber ha replicato di essere ben consapevole dei problemi delle città, e in particolare del problema delle denunce per i rumori; in quanto alle associazioni di categoria, hanno fatto molto per appoggiare le strutture, anche per rendere attrattivi i posti di lavoro. La mozione prevede un piccolo sostegno per gli esercizi a rischio di chiusura; non si risolve un problema più complesso ma si offre un contributo mirato.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha fatto riferimento a un emendamento per estendere la proposta ad analoghi  locali dei centri urbani, e il pres. Josef Noggler ha riferito che non era stato accolto dal presentatore. 
La mozione è stata approvata con 20 sí, 9 no e 3 astensioni.

È quindi iniziata la trattazione del disegno di legge provinciale n. 32/19: Codice del commercio, (presentato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore Achammer).

(MC)