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Consiglio | 06.11.2019 | 11:20

Lavori Consiglio: pendolari, ordini professionali

Mozioni di Gruppo Verde e Team K.

La seduta del Consiglio provinciale è iniziata oggi con la presentazione della mozione n. 168/19: Trasporto pubblico: tariffe ridotte per i pendolari da parte di Brigitte Foppa (Gruppo Verde), la quale, evidenziando che con delibera 1336 dell’11 novembre 2014 la Giunta aveva rivisto già per la seconda volta le tariffe chilometriche del trasporto pubblico, in modo da produrre aumenti del prezzo del viaggio per utenti che percorrono fino a 1.000 km all’anno (+50%) e soprattutto tra 1.000 e 2.000 km all’anno (+100%), mentre solo per utenti che percorrono tra i 2.000 e i 10.000 c’era una certa riduzione (- 25%), e che la maggior parte dell’utenza, ovvero il 66%, percorre proprio fino a 2.000 km l’anno,nonché che mentre con il vecchio sistema ante 2012 ai pendolari veniva offerto anche un ulteriore vantaggio, poiché per chi raggiungeva una città con il treno e prendeva subito un autobus urbano per andare al lavoro tale corsa di autobus era gratis, ora la Provincia ora ha introdotto un cosiddetto “bonus pendolari” di massimo 50 € una tantum all’anno, cui hanno diritto gli utenti che viaggiano regolarmente con i treni di Trenitalia o SAD, subendo maggiormente i disagi per ritardi o soppressioni della rispettiva impresa ferroviaria, la consigliera chiedeva di impegnare la Giunta (1) a prevedere nel sistema tariffario provinciale una tariffa speciale ridotta per i lavoratori e le lavoratrici pendolari sui mezzi del trasporto pubblico per la tratta da casa al lavoro, previa esatta documentazione della tratta stessa; (2) a riproporre per i lavoratori e le lavoratrici pendolari per la tratta da casa al lavoro la gratuità della corsa urbana in coincidenza con l’arrivo in treno.

Maria Elisabeth Rieder (Team K), ringraziando la collega per la proposta, ha evidenziato che sono migliaia i pendolari che ogni giorno si muovono verso la cittá, soprattutto verso Bolzano, anche perché negli ultimi anni i posti di lavoro, sia pubblici che privati, sono stati centralizzati, con perdita di posti di lavoro in periferia. Le tariffe sono un punto debole del sistema, come dimostra il caso di una donna della Pusteria che ogni giorno passa sui mezzi quasi 3 ore tra andata e ritorno e ogni 4 mesi paga 3.635 € con l’Alto Adige pass e 500 con il Family Pass. Il sistema tariffario dovrebbe essere interessante anche per i pendolari che percorrono brevi tratte.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento alla proposta di un ticket unico per l’Euregio. Il Ticket più costoso in tirolo costa 499 € l’anno, ed abilita anche all’uso dei parcheggi e dei bus: una soluzione del genere sarebbe molto utile, non solo per i pendolari ma anche per viaggi privati, e dovrebbe essere offerto in tutta l’Euregio. Una decisione in merito è giá stata presa dal Dreier Landtag.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), cofirmatario, ha evidenziato che il sistema tariffario è diviso in 5 fasce e basato sul motto “chi più viaggia meno paga”. Pochissimi sono quelli che arrivano a 20.000 km, pochi quelli che raggiungono i 10.000, mentre la gran massa arriva a 1.000 o 2.000, e aumentano gli utenti nella prima fascia, pari ora a ⅔ dei viaggiatori totali, mentre la terza fascia è passata dal 2013 a oggi dal 30% al 18%. Quella gratuita corrisponde allo 0,4% di viaggiatori che superano i 10.000 km.
Magdalena Amhof (SVP) ha definito quello altoateisno un “sistema modello”, analizzato come esempio da molte regioni europee. Una persona che si muove da Bressanone supera la fascia dei 2.000 km, e spende 450 e l’anno: è sicuramente una cifra notevole, ma medio-bassa rispetto ad altre regioni europee. Gli aumenti del 2012 sono partiti da una tariffa bassissima. Chi usa molto i mezzi pubblici deve essere premiato ed avere incentivi maggiori, e così è. 
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la mozione, sollecitando una distribuzione più equa delle tariffe, mentre ora chi fa più di 20.000 km paga 650 e, gli anziani 150 €. Per alcune categorie come i pendolari ci dovrebbe essere un bonus.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), cofirmatario, sottolineando le buone caratteristiche dle sistema attuale, che però vanno affinate, ha fatto riferimento al ticket annuale di 365 € in uso a Vienna, da cui prendere esempio. La mozione vuole premiare chi si reca al lavoro coi mezzi pubblici riducendo così il traffico
Gerhard Lanz (SVP) ha fatto riferimento alla volontá di creare una rete capillare che va bene per tutti, aggiungendo il sistema va salvaguardato, seppur con piccoli miglioramenti. Ci saranno altri investimenti per poter offrire anche in futuro il servizio, ma non è giusto scegliere di premiare un’unica categoria: bisogna piuttosto migliorare il servizio tramite vari canali.
L’ass. Daniel Alfreider ha fatto riferimento agli aumenti di tariffe, il primo dei quali è avvenuto nel 2014 in corrispondenza a un ampliamento del servizio. Tale miglioramento avviene ogni giorno e va finanziato, senza escludere nessuno e offrendo una base solida per l’accessibilità. Se si vogliono ridurre i tempi di percorrenza, investire nel materiale rotabile e nella struttura ferroviaria, anche per rendere il servizio più attraente, bisogna fare degli investimenti. a livello europeo si indica un 35% di co-finaziamento da parte dell’utente: in provincia di Bolzano esso è pari al 29%, quindi inferiore. C’è la volontà di convincere le persone a optare per i mezzi pubblici, e se si comparano i costi auto - treno di un pendolare, i primi sono enormemente più alti: chi spende 650 € per l’abbonamento, ne spenderebbe 3.500 con l’auto. L’offerta va resa più attraente, ci vogliono più parcheggi e coincidenze migliori. In quanto al pass per l’Euregio, in Tirolo c’è un sistema degli abbonamenti a tariffa fissa, 499 € a prescindere dai km percorsi: è però importante che tra i due sistemi di Tirolo e Alto Adige sia possibile uno scambio, abbattendo i confini al Brennero, e questo con la digitalizzazione è possibile. La situazione globale delle concesioni dei bus è in fase di rinnovamento, e in quest’ambito sará rinnovato anche il sistema tariffario. La Giunta ha a cuore le categorie protette di anziani e bambini, cui vuole garantire la mobilità. Brigitte Foppa ha condiviso l’idea dell’assesore che i ticket forfettari siano l’idea migliore, perché una volta pagata la somma si usa il servizio; il sistema altoateisno però è diverso, e si è cercato di introdurre una modifica per premiare i pendolari. va detto anche che nei treni si vedono molte donne, che lavorano part-time e non percorrono tratte lunghe altrimenti non potrebbero occuparsi dei figli:usano i mezzi pubblici 2-3 volte a settimane e quindi non arrivano alla fascia più conveniente del sistema tariffario. Esse sono escluse dai vantaggi del sistema tariffario attuale. Il sistema premia anziani e bambini, mentre chi paga di più è chi va a lavorare con i mezzi pubblici.
Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 15 sì e 17 no.

Paul Köllensperger (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 181/19: Norma di attuazione per l'esercizio della professione nella Provincia autonoma di Bolzano per iscritti agli ordini o collegi professionali, con la quale riportava la direttiva 2005/36/CE che recita: „Sprachkenntnisse “Conoscenze linguistiche >I beneficiari del riconoscimento delle qualifiche professionali devono avere le conoscenze linguistiche necessarie all’esercizio della professione nello Stato membro ospitante, e l’art. 7. del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206, in veste di legge di recepimento della normativa europea, specificando che la peculiarità dell’Alto Adige in fatto di bilinguismo è espressa dallo Statuto di Autonomia ed in special modo agli articoli 99 e 100, che prevedono la parificazione della lingua tedesca a quella italiana e l’uso disgiunto delle lingue nell’ambito della “sfera privata”. Da ciò deriverebbe la possibile base normativa per cittadini  europei che intendono esercitare la professione in Alto Adige anche sapendo solo una della due lingue previste dall’articolo 99. La Giunta provinciale ha a tal riguardo depositato il disegno di legge n. 30/19-XVI (“Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea (Legge europea provinciale 2019)”) che vorrebbe normare la situazione, ma questo è insufficiente, perché l’iscrizione all’albo è regolata a livello nazionale ed infatti l’iscrizione in una provincia italiana abilita poi all’esercizio su tutto il territorio nazionale; per introdurre perciò una previsione ad hoc per la provincia di Bolzano, dove ci si potrebbe sì iscrivere all’albo anche con la sola conoscenza linguistica tedesca, ma esercitare poi solo nella stessa provincia, risulta necessaria una norma di attuazione. Egli chiedeva quindi di impegnare la Giunta a provvedere alla stesura di uno schema di norma di attuazione, da sottoporre poi alla Commissione paritetica dei Sei e susseguentemente al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva, che preveda la possibilità di iscriversi agli ordini o collegi professionali anche con la sola conoscenza della lingua tedesca, con la limitazione dell’esercizio della professione nel solo territorio della Provincia autonoma di Bolzano. “Tra le norme d’attuazione in programma, si tratta di quella più urgente”, ha concluso Köllensperger.

La base della norma d’attuazione, oltre allo Statuto, ha detto Franz Ploner (Team K), cofirmatario, dovrebbe essere la direttiva 36/2005 sul riconoscimento della qualifica professionale negli altri Stati membri. Il solo riferimento allo Statuto non è sufficiente. Chi si iscrive all’ordine dei medici a Bolzano può esercitare in tutta Italia, per questo è necessaria una norma d’attuazione.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha sostenuto la mozione, riferendo di aver voluto portare avanti lo stesso intento tramite una rappresentanza a Roma presso il ministro della Sanità. Bisogna sempre spiegare a Roma la situazione della provincia di Bolzano, che molti non conoscono.
Gerhard Lanz (SVP) ha chiarito che l’iscrizione non equivale all’autorizzazione all’esercizio della professione, e che l’articolo nella legge europea riguarda solo l’iscrizione; non sono quindi necessari ulteriori strumenti giuridici. Ci sono ottimi contatti con il governo, quindi non ci saranno obiezioni a quest’articolo nella legge.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha dato ragione a Lanz, ribadendo che la lingua italiana e quella tedesca sono parificate in provincia di Bolzano. La questione è però un’altra: il Governo attuale forse rispetterá questa norma, un Governo futuro forse no: gli accordi politici non bastano. Il gruppo di lingua tedesca è la maggioranza in Alto Adige, è assurdo non assumere un medico perché parla solo tedesco. la lingua tedesca deve essere un prerequisito per chi vuole lavorare in provincia di Bolzano, cposí come il riconoscimento automatico dei titoli di studio, altrimenti si mette in dubbio l’Autonomia della Provincia. Il medico deve poter dialogare con il paziente nella lingua in cui questo parla.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha invitato a nonsepare l’argomento dallo Statuto di autonomia che parifica le lingue: non c’è bisogno di trattare l’argomento con norma Europea né con norma d’attuazione, bensí aggiungerlo allo statuto. La proposta è un tentativo di lavorare su vari livelli, ma può essere anche pericolosa: un domani si potrebbe chiedere una norma d’attuazione per ogni questione su cui ci sono opinioni diverse.
Il vicepres. Arnold Schuler ha evidenziato che del tema era stato ampiamente discusso anche in commissione legislativa, e che quanto è disponibile attualmente, ovvero articolo nella legge europea e statuto di autonomia, è sufficiente, e dà garanzia anche per il futuro. Ovviamente il Consiglio dei Ministri potrebbe contestare la norma, ma si confida nella possibilitá di procedere senza norma d’attuazione: ogni legge, in teoria, può essere impugnata, ma sarebbe un segnale politico sbagliato aggiungere, per sicurezza, una norma d’attuazione. Köllensperger ha replicato che secondo l’articolo 100 comma 4 dello Statuto è invece necessaria una norma d’attuazione. Non sarebbe quindi un vulnus, approvarla.
La mozione è stata respinta con 13 sí e 16 no.
(Continua)

(MC)