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Consiglio | 05.11.2019 | 18:09

Lavori Consiglio: Carri ferroviari silenziosi, stabulazione libera

Mozioni di Gruppo Verde e Team K. La seduta di oggi è conclusa.

Con la mozione n. 148/19: Carri ferroviari silenziosi: attuare rapidamente il piano europeo, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), segnalando il calo del trasporto merci su rotaia dal 2011 al 2017, e facendo riferimento a una mozione approvata nel corso della recente Seduta congiunta al fine di aumentare gli sforzi per spostare tale trasporto da gomma a rotaia, riferiva che i carri merci di Trenitalia non sono stati aggiornati, mentre la Germania, che ha già cambiato più della metà della flotta dei vagoni merci, dal 2020 vieterà la circolazione di carri non certificati corrispondenti al Regolamento UE 1304/2014 relativo alla tutela dall’inquinamento acustico, anche se pare sia possibile un’esenzione (“ma non si può certo puntare su questo”), nonché che nel 2028 entrerà in esercizio il Tunnel di base del Brennero senza che siano pronte le tratte d’accesso della bassa Atesina: tutto questo premesso, egli chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (1) ad assumere come obiettivo fondamentale della Provincia la lotta al rumore da traffico ferroviario attraverso la modernizzazione e il risanamento dei vagoni che transitano lungo l'asse del Brennero e delle altre tratte sul nostro territorio; (2) a intervenire con tutti i mezzi a propria disposizione e in tutte le sedi in cui la Provincia è presente: a) affinché lo Stato e il Governo italiano si impegnassero al massimo per attuare rapidamente il “Regolamento di esecuzione UE 2015/429 della Commissione del 13 marzo 2015, recante le modalità di applicazione dell'imposizione di canoni per il costo degli effetti acustici”, introducendo il sistema di incentivazione per le imprese ferroviarie che utilizzano carri e treni a bassa rumorosità, b) affinché RFI, come gestore della rete, applicasse quanto previsto dal citato Regolamento, implementando anche in Italia il sistema di incentivazione e penalizzazione contro il rumore ferroviario, c) affinché Trenitalia avviasse un programma di risanamento acustico della propria flotta, d) affinché la Conferenza Stato-Regioni e Province autonome si facesse parte attiva presso il Governo, RFI e Trenitalia, per ottenere che ciascuno per le proprie competenze dessero attuazione a quanto previsto dal Regolamento UE 2015/429 e dal Regolamento UE 1316/2013, e) affinché Rail Traction Company Spa (RTC) e Brennero Trasporto Rotaia Spa (STR), società controllate da Autobrennero Spa che operano nel settore ferroviario, contribuissecano in questo senso col massimo impegno. 
Il consigliere ha segnalato che la RoLa è passata dai 5.461 transiti del 2011 ai 798 del 2017, e i transiti di treni merci sono diminuiti nello stesso periodo da 25.000 a 19.500: un chiaro segnale che è necessario intervenire.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), condividendo la proposta, ha chiesto tuttavia perché non si interviene già oggi, anche sulla base di un’interrogazione posta dal suo gruppo, dalla risposta alla quale risultava che nessuno rispettava le normative anti inquinamento acustico: “Invece che appellarsi all’Italia, si può procedere direttamente con una denuncia per violazione”. Il problema è che il materiale rotabile è vecchio e non conforme alle nuove tecnologie, basta considerare la differenza di rumore tra treno Flirt e treno merci.
Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento al vecchio materiale rotabile e al fondo europeo per la modernizzazione, chiedendosi perché una procedente mozione in questo senso non fosse stata attuata. Egli ha ribadito i danni sulla salute che causa l’inquinamento acustico, segnalando che secondo l’OMS il livello massimo di rumore producibile da rotaia è di 64 dB, 55 dB di notte: il rispetto di tali valori permetterebbe di ridurre i casi di malattia dovuta all’inquinamento acustico. La Giunta dovrebbe procedere presso la Commissione Europea con una denuncia per queste violazioni.
Magdalena Amhof (SVP) ha fatto riferimento alle numerose proposte per la riduzione del rumore da rotaia: molto è già stato fatto, come le barriere antirumore, ma ora si tratta di intervenire sul materiale rotabile, per il quale c’è il denaro della UE, a cui il gestore italiano ha però rinunciato. Si è detta convinta che il mercato lo fornirebbe, se si tratta di superare la concorrenza; tuttavia, la mozione non può essere accolta proprio perché ne sono già state approvate tante di analoghe.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha invitato a essere anche ridondanti, in questo caso: in certi luoghi ci si è talmente abituati al rumore di ferrovia e autostrada da averlo ormai incamerato come ovvio e naturale. Inoltre, è da considerare che la Bassa Atesina sarà oggetto di ulteriore traffico ferroviario, per questo bisogna intervenire di nuovo.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha criticato che la SVP respingesse la proposta: se una richiesta viene presentata più volte, significa che il problema non è ancora stato risolto.
L’ass. Daniel Alfreider ha ribadito che la Giunta non avrebbe appoggiato la proposta, non perché non la ritenesse seria, ma perché da anni si adopera in questo senso. I Verdi condividono evidentemente la posizione SVP sull’importanza di portare avanti il BBT per trasferire il traffico dalla rotaia esistente a quella nuova, più efficiente, trasferendo la fonte del rumore in galleria. Se ci si preoccupa della Bassa Atesina, allora bisogna aiutare a trovare soluzioni e non remare contro di esse. Il problema del materiale rotabile non riguarda solo Trenitalia, ma anche tutte le aziende europee che faranno transitare i loro mezzi.  Tutto quello che la Provincia può fare, già lo fa, per esempio sono stati acquistati 6 nuovi treni per il traffico locale; è positivo comunque che su questo tema si sia tutti dalla stessa parte. Non si mira a una deroga, ma si vuole evitare che giri materiale rotabile rumoroso. Si continuerà a lavorare nella direzione indicata dal Dreier Landtag. Dello Sbarba ha criticato che si bocciasse una mozione su cui si era d’accordo. Egli poi ha fatto riferimento a un documento su una tabella di marcia per vietare il transito di vagoni merci non risanati approvato nel 2015: “Di questa tabella di marcia non c’è traccia, ecco perché torniamo con nuove mozioni”. Posta in votazione, la proposta è stata bocciata con 15 sì e 17 no.


Con la mozione n. 154/19: Incentivazione della stabulazione libera nella zootecnia in provincia di Bolzano, Peter Faistnauer (Team K) ha poi informato che la stabulazione fissa delle vacche da latte è da più parti oggetto di critiche in tutta Europa – da parte delle organizzazioni animaliste, delle imprese commerciali, dei consumatori e della politica - e che lo sviluppo delle tecnologie di produzione comporta altresì cambiamenti strutturali nell'allevamento dei bovini e delle mucche da latte; sulla scia di tali cambiamenti la stabulazione libera con le sue zone separate per il movimento, il riposo, il foraggiamento e la mungitura sta prendendo sempre più piede, anche perché le moderne forme di allevamento migliorano la salute e il benessere degli animali e costituiscono la base per un allevamento redditizio di bestiame da latte nelle aziende agricole. Gli agricoltori che hanno avuto il coraggio di fare questo salto di qualità, adottando i necessari accorgimenti costruttivi, confermano senza eccezioni anche il notevole miglioramento dell'ambiente di lavoro nelle stalle libere. Egli invitava quindi a impegnare la Giunta a prevedere, (1) nel caso di investimenti in ricoveri zootecnici, una consulenza obbligatoria per gli allevatori da parte dell'ispettorato agrario competente per comprensorio o da parte del centro di consulenza per l'agricoltura montana BRING; se dalla consulenza fosse risultata possibile la conversione in stalla libera, solo tale tipologia di intervento avrebbe potuto essere oggetto di contributi; (2) nel caso di nuove costruzioni, a concedere contributi soltanto per la realizzazione di stalle libere, conformi alla normativa comunitaria vigente in materia di agricoltura biologica, in modo che gli agricoltori non dovessero sostenere costi aggiuntivi per i necessari lavori di adattamento in caso di passaggio all'agricoltura biologica; (3) ad adeguare le spese riconosciute ai fini del calcolo dell'ammontare del contributo ai costi reali medi di costruzione degli edifici agricoli in provincia di Bolzano, con spese riconosciute da rivalutare annualmente in base all’effettivo tasso di inflazione; (4) ad aumentare gradualmente la percentuale di finanziamento in base ai punti di svantaggio al fine di tener conto delle più disagevoli condizioni di lavoro e di costruzione in funzione del maggior grado di difficoltà della gestione aziendale.
Evidenziando che i consumatori sono a favore di una corretta gestione degli animali, Franz Locher (SVP) ha sottolineato che tutto questo comporta maggiori costi; se possibile va creata una stalla libera, soprattutto per le vacche da latte, ma con attenzione ai costi per l’agricoltore, maggiorati del 30-40%: questo mette a rischio l’agricoltore di montagna, costretto a chiudere. Bisogna procedere con grande cautela.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ritenuto non sensato imporre determinati metodi per ogni settore. Se un agricoltore garantisce l’uscita all’aperto degli animali, questo può essere anche meglio della stabulazione libera. Se il metodo proposto garantisce maggior benessere va incentivato, ma non si capisce perché le incentivazioni si basino anche sui punti di svantaggio che in questo caso non c’entrano. Egli ha chiesto il voto per parti separate.
Secondo Brigitte Foppa (Gruppo Verde) i consumatori sono sempre più consapevoli dell’importanza del benessere degli animali, tuttavia questo deve essere anche un interesse dell’intera società. È importante dare sostegno alle iniziative in questo senso. Se L’assessore sostiene la regione biologica Venosta, anche il benessere degli animali deve avere il suo ruolo.
L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che anche per lui il benessere degli animali è un tema centrale, ha aggiunto che ci sono stabulazioni fisse che vanno bene e altre che vanno meno bene, non è tutto bianco o nero, però si va in direzione della stabulazione libera. Negli ultimi anni sono stati finanziati 1.300 progetti, di cui 481 riguardavano nuove stalle, di cui il 90% realizzate come stabulazioni libere senza imposizione; oltre il 60% delle stabulazioni fisse sono state trasformate in libere, anche grazie a finanziamenti importanti a coprire investimenti ingenti. Si è arrivati anche a 250.000 € a progetto. Nei relativi criteri è prevista una consulenza obbligatoria, come previsto dalla mozione; non è possibile tuttavia obbligare alla stabulazione libera in caso di nuove costruzioni, perché ciò non è attuabile ovunque. Fornire un incentivo in forma di contributi, farebbe aumentare i costi: si opererà sulla base dei costi riconosciuti, coperti per una certa percentuale, ma non sulla base di punti di svantaggio. L’assessore ha poi fatto riferimento alla necessitá di seguire gli orientamenti del mercato anche relativamente alla scelta per la produzione bio. Faistnauer ha replicato che il sostegno andava limitato alle stabulazioni libere, anche perché tanto più difficili erano le condizioni, tanto maggiori erano i costi. Egli non vedeva il mondo in bianco-nero, ma riteneva che i fondi pubblici dovessero andare solo in una direzione.
La mozione é stata votata per punti seprati: solo il punto 1 è stato accolto, con 27 sì, 2 no e 4 astensioni, le premesse e gli altri punti sono stati respinti. 

I lavori riprendono domani mattina a partire dalle 10.00.

 

(MC)