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Consiglio | 10.10.2019 | 12:15

Lavori Consiglio: Equiparazione maturità, permessi di studio, episodio di violenza

Le ultime proposte dell’opposizione, ad opera di Gruppo Verde, Team Köllensperger, Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia. Rinviata la discussione di un voto della Süd-Tiroler Freiheit sulla grazia agli attivisti sudtirolesi.

In apertura di seduta, il presidente Noggler ha ricordato la divisione del Tirolo avvenuta esattamente 100 anni fa, che comportò l’uscita dei deputati sudtirolesi dal Landtag tirolese, aggiungendo che proprio la prossima settimana ci sarà la Seduta congiunta delle tre assemblee provinciali di Tirolo, Bolzano e Trento. Al proposito, il presidente ha ricordato che entro oggi sono da depositare le richieste di intervento: essendone state presentate già molte, è stato concordato con gli altri presidenti che ogni consigliere potrà intervenire al massimo due volte. Ha poi aggiunto ulteriori dettagli sul Dreier Landtag. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha sottolineato che l’iniziativa sarà all’insegna della pace, e ricordato che l’anniversario può essere vista anche dal punto di vista del ritorno all’Italia del Trentino, augurandosi che il Dreier Landtag non abbia uno spirito nostalgico.

La discussione del voto n. 1/18: Concessione della grazia agli attivisti sudtirolesi, è stata rinviata su richiesta della presentatrice Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), che ha fatto riferimento a un accordo con la Giunta in questo senso in relazione a un procedimento in atto, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha chiesto di sapere di che procedimento si tratta. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento a negoziati bilaterali tra Italia e Austria, ribadendo che il Consiglio provinciale si è già espresso più volte a favore della grazia, e che il pres. Kompatscher ha riferito di un nuovo incontro in merito tra qualche settimana, chiedendo di sospendere per un altro mese la discussione del voto. Urzì ha chiesto di sapere dalla Giunta con chi sono in atto queste interlocuzioni, e il pres. Arno Kompatscher si è detto disponibile ad informazioni, ma ha invitato a non derogare dall’ordine del giorno.

È stata quindi trattata la mozione n. 40/19: Riconoscimento ed equiparazione dei diplomi di maturità conseguiti nelle scuole di lingua italiana, con cui Brigitte Foppa (Gruppo Verde), spiegando che nell'anno scolastico 2015/2016 5.945 altoatesine e altoatesini erano immatricolati in università italiane e 6.601 in atenei austriaci, mentre altre studentesse e altri studenti studiano in Germania, in altri Paesi dell'UE e in Paesi non appartenenti all'UE, evidenziava che i requisiti d'accesso richiesti ai diplomati e alle diplomate delle scuole medie superiori tedesche sono tuttora diversi rispetto a quelli richiesti ai diplomati e alle diplomate delle scuole in lingua italiana, e che negli istituti superiori austriaci non viene applicata una direttiva unitaria: in alcuni bisogna presentare un certificato di conoscenza linguistica, mentre in altri basta il diploma di maturità. Inoltre, per accedere alle facoltà di medicina le diplomate e i diplomati di scuole medie superiori italiane non sono equiparati a quelli delle scuole tedesche, che rientrano nella quota riservata agli austriaci, mentre i primi sono trattati alla stregua di chi proviene dagli altri Paesi dell'UE. La consigliera chiedeva quindi di impegnare la Giunta ad avviare trattative a livello internazionale ai fini di una futura equiparazione, e in modo particolare (1) di lavorare per una soluzione unitaria per gli istituti di istruzione secondaria superiore in Austria per quanto riguarda il riconoscimento automatico del diploma di maturità conseguito in Alto Adige nelle scuole superiori in lingua italiana e (2) per l’equiparazione dei diplomi delle scuole superiori italiane con quelle tedesche ai fini dell'accesso alle facoltà di medicina in Austria, in modo che entrambi diano accesso alla quota riservata ai cittadini austriaci, nonché (3) di ottenere dalla conferenza permanente dei ministri dell’istruzione dei Länder che i diplomi conseguiti presso le scuole superiori di lingua italiana della provincia siano equiparati a quelli delle scuole in lingua tedesca, senza che sia necessario presentare ulteriori attestati di conoscenza linguistica.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha replicato che quanto previsto al punto (1) è già disposto, e messo in guardia a quanto richiesto al punto (2), perché potrebbe far sì che tutti i cittadini europei avanzino la stessa pretesa, e quindi far decadere la quota per i sudtirolesi. Questa disposizione è prevista per la minoranza austriaca, e i cittadini di madrelingua italiana hanno comunque accesso a tutte le facoltà di Medicina in Italia. 
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore), pur riconoscendo l’obiettivo della mozione, ha sottolineato che si trattava di un documento che impegnava la Giunta ad attivarsi su un’attività normativa prettamente austriaca, era quindi del tutto anomalo. Ha quindi annunciato astensione.
Sottolineando che la provincia ha bisogno di medici bilingui, Alex Ploner (team Köllensperger), ha invitato a non creare ostacoli, bensì ad appoggiare chi vuole studiare in Austria. La selezione dal punto di vista linguistico avviene automaticamente, perché chi non conosce la lingua non va avanti. Egli avrebbe appoggiato la proposta, pur comprendendo la posizione di Knoll, perché non vedeva pericoli nel considerare anche chi aveva conseguito la maturità in lingua italiana.
Sandro Repetto (Partito Democratico - liste civiche) ha condiviso la proposta, ritenendola “un fatto normale, nel 2020, a fronte di una completa apertura dell’Europa”. L’iniziativa permette uno scambio continuo e costante di studenti in grado di gestirsi in due lingue, e non si comprende la contrarietà quando tra poco si discuterà una legge europea che chiede l’iscrizione all’ordine per medici che parlano solo tedesco.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha contestato in primis la forma del documento, che dovrebbe essere un voto e non una mozione, e aggiunto che la quota rientra nel sistema di tutela della minoranza, alla quale i Verdi anche in questo caso, come quando chiedono l’abolizione della proporzionale o la scuola plurilingue, evidentemente non tengono.
Gerhard Lanz (SVP) ha sostenuto che il suo gruppo non avrebbe appoggiato il documento, in primis per errori formali, e poi perché si riferisce solo alle lingue italiana e tedesca, e vuole evidentemente solo polarizzare. Se si fanno queste proposte, mettendo in dubbio conquiste fondamentali sancite da accordi bilaterali con l’Austria, bisogna allora chiedersi se si vuole ancora l’Autonomia.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha ricordato che questa divisione d’accesso alla facoltà di medicina in Austria è già messa in dubbio a livello europeo, sottolineando però che con la proposta non si mette assolutamente in discussione al difesa della minoranza tedesca e ladina, bensì se ne propone un’apertura, al fine di creare condizioni migliori per tutti. Ha poi messo in guardia dal parlare di “etnico”, un concetto che spesso sfocia con la razza, e sottolineato che l’Autonomia non potrà avere una buona reputazione in Europa se si presenterà come “Autonomia etnica”. nello statuto ci sono norme per tutti i gruppi linguistici.
L’ass. Philipp Achammer ha invitato a distinguere tra punti 1 e 3 e punto 2, aggiungendo che il dibattito in aula ha permesso di capire chi è a favore di certi pilastri dell’Autonomia e chi non lo è. L’Austria è la potenza tutrice per il gruppo linguistico tedesco e ladino, e questo non va messo in dubbio: equiparare il gruppo linguistico italiano a quello tedesco nell’accesso alla quota austriaca per la facoltà di medicina metterebbe in dubbio questo tipo di tutela, fondata a livello internazionale su un motivo etnico. In quanto al punto (1) è anacronistico, in quanto è sufficiente aver studiato il tedesco come seconda lingua. L’assessore si è poi stupito della posizione del team Köllensperger, che si è sempre detto a favore dei pilastri dell’Autonomia. L’ass. Giuliano Vettorato ha ricordato di essersi attivato in passato col ministro Bussetti per il riconoscimento dei diplomi nell’area germanofona, aggiungendo che ora va ripresa in mano la questione col nuovo Governo. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha replicato che il suo gruppo mira sempre alla pacificazione tra gruppi, respingendo le accuse di polarizzazione; si è meravigliata che Lanz parlasse di altre lingue, perché in provincia di Bolzano si insegna in tedesco, italiano e ladino. In ogni caso, il significato della mozione è non collegare automaticamente la madrelingua al diploma di maturità non c’entra affatto un atteggiamento favorevole o meno all’Autonomia. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 11 sí, 19 no e 1 astensione.

Paul Köllensperger (Team Köllensperger) ha quindi presentato la mozione n. 2/18: Permessi studio per una seconda laurea o diploma di maturità, con la quale, facendo tra l’altro riferimento alla “strategia di Lisbona 2010” sulla consapevolezza del valore, in ogni ambito lavorativo, di aggiornamento e formazione in servizio, ed evidenziando che il congedo di 150 ore per motivi di studio viene concesso dalla Provincia ai suoi dipendenti esclusivamente per lo studio ai fini della prima laurea, mentre a livello nazionale esso è concesso anche a chi studia per una seconda laurea, chiedeva di impegnare la Giunta  ad adoperarsi al fine di consentire il pieno godimento del diritto allo studio, e affinché i permessi studio fossero concessi anche ai lavoratori dipendenti già in possesso di un diploma di laurea o di maturità e che intendono conseguirne uno ulteriore.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha sostenuto la proposta, sottolineando l’importanza della formazione continua dei lavoratori, che offre un valore aggiunto.
Il pres. Arno Kompatscher ha invitato a considerare tutta la regolamentazione complessiva del contratto di comparto, frutto della trattativa tra rappresentanti dei lavoratori e Provincia, che prevede in alcuni punti diritti più estesi di quelli previsti in altre regioni italiane. per esempio, tale congedo è concesso anche a dipendenti con contratto a termine, oppure per il conseguimento del dottorato. I sindacati non hanno avanzato alcuna richiesta in questo senso. Köllensperger ha riconosciuto le condizioni migliori offerte dalla Provincia per il conseguimento della prima laurea, ma ha evidenziato che anche una seconda laurea, stanti le costanti necessità di aggiornamento, dovrebbe essere sostenuta. La mozione è stata respinta con 14 sì, 11 no e 5 astensioni.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha illustrato poi la  mozione n. 32/19: Rimborso da parte della Provincia ad aziende economiche e cittadini danneggiati nell'episodio di inaudita violenza di via Galvani a Bolzano da parte di un migrante del Togo divenuto operatore in servizio al Centro richiedenti asilo provinciale ex Alimarket. Evidenziando che l’episodio a cui si riferiva era avvenuto ormai diversi mesi fa, il consigliere ha ritenuto che la questione andasse comunque discussa: ha ricordato quindi che migrante del Togo, divenuto operatore in servizio presso il Centro richiedenti asilo provinciale (CAS) ex Alimarket, si era reso autore di una serie di aggressioni anche ai danni di una cittadina di passaggio con la propria automobile in zona, nonché delle forze di polizia accorse, e di una serie di gravi danneggiamenti, con l'uso di una spranga, di auto ed esercizi economici. Quanto accaduto non poteva essere archiviato senza alcun provvedimento conseguente, né bastava la solidarietà ai cittadini e alle aziende colpite: si doveva attivare un sistema di protezione dei cittadini, e la Provincia che aveva messo a disposizione il CAS ex Alimarket individuandone le forme di gestione aveva un dovere morale verso le vittime di tali atti di violenza, messi in atto causa l’esistenza del medesimo centro. Per questo, egli chiedeva di impegnare la Giunta ad assumere, anche in concorso con il Governo, le iniziative nell'ambito delle proprie prerogative e di quelle degli enti gestori diretti, volte ad assicurare alle vittime dei gravi danneggiamenti materiali (sia imprese commerciali che cittadini) nell'episodio di violenza di cui in premessa un adeguato e completo ristoro economico e morale, se non coperto da altre forme assicurative, e di individuare le forme di adeguata garanzia a prevenzione di possibili future analoghe circostanze connesse alla presenza sul territorio di Centri di assistenza temporanea richiedenti asilo.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha ricordato che la mozione fu presentata due giorni dopo il fatto, in una fase pre-elettorale, in concorrenza con la Lega. Il presentatore evidentemente non si era informato di quanto avvenuto dopo, non solo riguardo all’esistenza di assicurazione, ma anche riguardo all’obbligo di risarcimento dei danni, che coinvolge anche la Croce Rossa. Bisognava invece domandarsi se ha senso una struttura con 180 persone, se ha senso la decisione del Governo precedente di chiudere i piccoli centri SPRAR raccogliendo le persone in centri ancora più grandi.
Dal punto di vista morale, Urzì aveva ragione, ha affermato Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol), perché è vero che il centro era a gestione della Provincia, ma rimane la responsabilità personale. Se si ritenesse di chiedere i danni alla Provincia, inoltre, bisognerebbe allora arrivare a chiederli allo Stato, che ha obbligato la Provincia ad aprire il centro. È inoltre necessario aspettare che si arrivi a una sentenza. La Lega si sarebbe astenuta.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che i casi di chi subisce danni materiali per azioni di violenza, vandalismo o sporcizia sono sempre maggiori. Stupisce che la Lega si astenga, perché in Lombardia essa ha sostenuto un’iniziativa per il risarcimento dei danni da atti dolosi. In provincia di Bolzano c’è invece indifferenza, in alcuni casi le forze dell’ordine non possono neanche intervenire, e i cittadini si sentono abbandonati.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha detto che la mozione risale a un periodo in cui la destra italiana occupò il dibattito relativo a questa situazione incresciosa. Ha aggiunto che i gestori dei centri cominciano ad avere grandi problemi di finanziamento, a causa dei tagli ai fondi per i servizi di inclusione, il che crea difficoltà.
L’ass. Waltraud Deeg ha espresso solidarietà alla signora danneggiata, ma anche compassione per il protagonista, che ora si trova in cura. La Provincia collabora con il Governo, la Questura e le organizzazioni volontarie; la Croce Rossa è operativa in quest’ambito da due anni, e ritiene che una reazione del genere non fosse assolutamente prevedibile: la persona si era integrata molto bene ed era in buoni rapporti con tutti gli altri, se così non fosse stato non sarebbe stata assunta. La responsabilità penale è personale, ma sono da chiarire anche le responsabilità della Croce rossa, su cui si esprimerà il tribunale. Se dovesse essere stabilito un obbligo di risarcimento anche per la Provincia, non ci sottrarrà. Urzì ha fatto riferimento a Ponzio Pilato, sottolineato la differenza tra chi si rimbocca le maniche e chi se ne lava le mani, e ribadito quanto detto da Mair in relazione alle iniziative prese in Lombardia, nonché che la Provincia ha un obbligo morale nei confronti dei suoi cittadini. Si è rammaricato di non aver sentito nemmeno un impegno di responsabilità per il futuro. Dopo un’interruzione chiesta da Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) per la maggioranza, il pres. Arno Kompatscher ha informato che era stato deciso che ognuno poteva votare secondo la propria coscienza. Messa in votazione, la mozione è stata respinta 9 sì, 17 no 6 astensioni.

È iniziato quindi lo spazio riservato alla maggioranza.

(MC)