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Consiglio | 09.10.2019 | 13:03

Lavori Consiglio: Assistenza alla prima infanzia, tutela acque

Mozioni di Team Köllensperger, Movimento 5 Stelle.

Con la  mozione n. 164/19: Diritto ad avere un posto in una struttura che offre servizi di assistenza alla prima infanzia (emendata), Maria Elisabeth Rieder (Team Köllensperger), facendo riferimento all’obbligo per i Comuni, disposto dalla legge “Approvazione dei criteri per il finanziamento dei servizi di microstruttura e di assistenza domiciliare all'infanzia e revoca della deliberazione n. 1198 del 20 novembre 2018”, di rilevare il fabbisogno del loro territorio e garantire un posto in una microstruttura o presso una Tagesmutter/un Tagesvater ad almeno il 15% dei bambini tra 0 e 3 anni, e al fatto che non tutti i Comuni lo rispettano, rilevando che in Alto Adige nel solo 2018 quasi 1.000 mamme di bambini con un’età tra 0 e 3 anni si sono licenziate perché non riuscivano più a conciliare famiglia e lavoro e che in primavera l’Alleanza per le famiglie ha denunciato “l’inganno della conciliabilità” nell’ambito di una conferenza stampa, poiché per le famiglie sta diventando sempre più difficile organizzare la vita professionale e famigliare, sottolineando infine che con la legge omnibus approvata a settembre è stata aumentata dai 2 anni e mezzo ai tre l’età in cui i bambini sono ammessi alla scuola dell’infanzia, cogliendo i genitori impreparati, nonché che nell’estate del 2013 in Germania è stato sancito il diritto di tutti i bambini e le bambine ad avere un posto in una microstruttura o presso un servizio di Tagesmütter, si è chiesta se non si voglia invece in Alto Adige, in sordina, che le donne tornino a casa, e ha chiesto di impegnare la Giunta (1) a stabilire per legge il diritto di tutti i bambini e tutte le bambine di età compresa tra 0 e 3 anni ad avere un posto in una struttura che offre servizi di assistenza alla prima infanzia, (2) a continuare a garantire un posto nelle scuole dell’infanzia a bambine e bambini che compiono i 3 anni entro il febbraio dell’anno successivo e che non hanno ottenuto un posto in una struttura di assistenza alla prima infanzia.. La consigliera ha anche denunciato le basse retribuzioni delle assistenti nelle microstrutture al confronto con quelle operanti degli asili, il che comporta un continuo abbandono delle assistenti per passare a lavori meglio retribuiti.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha annunciato sostegno alla mozione, evidenziando che in passato prendeva sempre una spiacevole deriva, arrivando a definire chi è o non è una buona madre. La società è cambiata, non c’è più un padre che lavoro e una madre che sta a casa; dal lavoro non remunerato di donne che si prendevano cura di bambini e anziani si è passati al lavoro sottopagato di badanti o educatrici, che per meno di 1.000 e fanno questo delicato lavoro. I Comuni dovrebbero garantire la libertà di scelta.
Garantire la libertà di scelta è importante anche per i Freiheitlichen, ha detto Andreas Leiter Reber (F), ma a questo scopo serve fare ulteriori passi. Quanto richiesto dalla mozione è difficilmente realizzabile in periferia, pertanto servono forme di assistenza flessibili e misure di diverso tipo. In ogni caso, è necessaria una rivalutazione, anche economica, del profilo professionale.
Magdalena Amhof (SVP), rilevando che del tema si parla molto, ultimamente, ha sottolineato che non esiste un’emergenza, e che negli ultimi 5 anni è stato fatto molto per l’assistenza all’infanzia, anche da parte dei Comuni. Esistono Tagesmütter, nidi e microstrutture: nel 2012 c’erano 162 Tagesmütter, oggi sono 237, e ci sono molti più posti nelle microstrutture e nei nidi. La Giunta ha scelto una strada alternativa a quella tedesca del diritto generale a un posto, cioè impegnare i Comuni a creare dei posti di assistenza alla prima infanzia, pena la detrazione di fondi; ora il 25% dei bambini tra 0 e 3 anni hanno un posto e questo è una buona percentuale. La nuova limitazione per i 3 anni entro dicembre è opportuna, e comunque è stata introdotta un’eccezione relativa al calcolo della tariffa.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), sottolineando l’importanza della recente audizione che ha messo in luce tutte le posizioni, ha sostenuto che “si fa tanto, ma la vera libertà di scelta non c’è”. Molti genitori hanno bisogno di affidare i loro bambini per poter tornare a lavorare, ma altri preferirebbero stare a casa: va quindi garantita la vera libertà di scelta, anche i genitori che intendono rimanere a casa devono avere lo stesso aiuto finanziario e il riconoscimento degli anni che rimangono a casa ai fini pensionistici.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha condiviso questa posizione, invitando a finanziare a pari livello le varie alternative. Sono tante le mamme che vogliono restare a casa, e la vera libertà di scelta è data se la politica finanzia allo stesso modo i vari modelli. Anche lei ha evidenziato la necessità di riconoscere ai fini pensionistici gli anni dedicati alla cura dei figli.
L’ass. Waltraud Deeg ha ripercorso la sua esperienza di mamma lavoratrice, e ribadito l’importanza della possibilità di conciliare famiglia e lavoro, ma il tema della cura dell’infanzia non deve riguardare solo le donne: sempre più padri sono coinvolti nell’educazione. Quando si parla di libera scelta, in Germania e Austria si intende il diritto a non dover scegliere tra bambino o lavoro, mentre qui si intende la scelta tra tornare a lavorare o restare a casa. In quanto alle 1.000 madri che si licenziano dopo la nascita del figlio, forse qui gioca un ruolo l’assegno di disoccupazione introdotto dallo Stato. La Giunta si è confrontata con tutti gli attori negli ultimi cinque anni, dalle famiglie alle cooperative, e quindi non è vero che solo con la recente audizione si è finalmente affrontato il tema. La Giunta ha coinvolto i Comuni, aumentando fondi e ore di assistenza. C’è bisogno di un contratto integrativo per le assistenti alla prima infanzia, ma si tratta di un contratto di diritto privato. In Alto Adige c’è una copertura del 25%, e anche comparandola con Baviera o Vorarlberg è positiva. Oggi in una microstruttura per 25 ore si pagano 40 € a settimana, e questo è inferiore al costo di un posto in una scuola materna. Rieder ha replicato riportando la sua esperienza, si è detta stupita del fatto che non venga maggiormente utilizzata la possibilità del riconoscimento ai fini pensionistici e si è dispiaciuta che l’assessora on fosse intervenuta all’audizione, dove era stato riconosciuto quanto fatto finora, ma erano anche stati chiesti nuovi interventi. la misura proposta, ha aggiunto, è importante proprio in periferia, per permettere alle famiglie di restare lì. Ha quindi ribadito la necessità di aumentare le retribuzioni. Votata per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse con 11 sì, 17 no e 4 astensioni, il punto (1) con 13 sì e 19 no, il (2) con 15 sì e 17 no.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha quindi presentato la mozione n. 167/19: Tavolo tecnico di coordinamento per la mitigazione del rischio da deriva per la salute e l’ambiente (acque) causati dai trattamenti fitoiatrici, con cui, premettendo che una recente risposta a interrogazione aveva evidenziato che la materia tutela delle acque competeva differenti ripartizioni e uffici dell’Amministrazione provinciale - ufficio gestione sostenibile delle risorse idriche, laboratorio analisi alimenti e sicurezza dei prodotti, Sabes, ufficio frutti-viticoltura ecc., e che una codificata cooperazione tra questi non si verifica, che esistono già dei tavoli di lavoro legati a questioni specifiche e senza continuità nel tempo e che la riduzione del rischio di deriva nei trattamenti fitoiatrici è una necessità manifestata sia nel PAN (Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) sia dalle associazioni di categoria e di tutela dell’ambiente e della salute umana, considerava che la modalità di dialogo potrebbe essere quella di istituire un Tavolo Tecnico di Coordinamento (TTC) permanente, con la funzione di analizzare lo stato di applicazione della tutela ed i risultati di tutela delle acque potabili e  formulare le proposte di aggiornamento ed integrazione degli standard in materia di prodotti e trattamenti fitosanitari. Il Tavolo si riunirebbe almeno una volta l’anno presso il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano e sarebbe composto da un rappresentante per ogni ufficio coinvolto, con l’auspicabile apertura verso la società civile attraverso il coinvolgimento di associazioni ambientali e di categoria. All’attenzione del Tavolo verrebbe portata, per l’esame, la relazione annuale integrata interdipartimentale sulla qualità delle acque e sull’utilizzo dei fitofarmaci. Pertanto, egli chiedeva di impegnare la Giunta provinciale  (1) a istituire un tavolo tecnico di Coordinamento (TTC), costituito da personale interno all’Amministrazione provinciale e dalle associazioni che ne richiedano la partecipazione coordinato dalla Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, e (2), affinché il tavolo di lavoro abbia frequenza annuale, che esso si riunisse in un locale messo a disposizione dal Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano e che  la codificazione degli argomenti e degli ambiti di discussione venisse meglio definita con successivo Decreto della Giunta provinciale.
Avere acqua pulita è un diritto da salvaguardare, ha ammesso Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ma bisogna considerare che utilità avrebbe un nuovo tavolo di lavoro, modalità spesso utilizzata in Italia senza grandi risultati. Più opportuno è fare rilevamenti, valutare i dati e intervenire in caso di acque contaminate. Spesso si colpevolizza l’agricoltura, ma nessuna rilevanza ha avuto la chiusura del cimitero di Bolzano proprio per trattamenti con insetticida.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha criticato che si interpretasse la proposta di un tavolo tecnico dal punto di vista etnico.
Peter Faistnauer (Team Köllensperger) ha rilevato che c’è già un servizio che si occupa del controllo delle condotte idriche, e che vengono rilevati diversi elementi e residui presenti. In quanto ai residui agricoli, effettivamente ci sono liquami che creano problemi, col superamento dei valori soglia del nitrato: bisognerebbe intervenire per evitarlo. Va valutato però anche l’inquinamento del sale usato abbondantemente per il servizio strade. Un tavolo tecnico va bene, anche se bisogna valutare chi lo coordina, e si può senz’altro mettere a disposizione una sala, ma ci vorrebbero maggiori dettagli.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha evidenziato che si può decidere di monitorare tutto, ma non bisogna arrivare a “cambiare tutto per non cambiare nulla”. Se si vuole raggiungere qualcosa bisogna procedere passo dopo passo. Come detto da Faistnauer, c’è già un sistema di controllo dell’acqua potabile, e è già stata fatta una verifica sui pozzi: gran parte non erano contaminati, ma alcuni sì. I Verdi sono a favore della mozione. 
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiarito che in Alto Adige c’è acqua di alta qualità con controlli periodici, e che il rischio di inquinamento deriva da molti pericoli, anche per esempio l’uso di materiali errati negli impianti domestici, mentre si attribuiscono tutte le colpe alla viti- e frutticoltura. Votare a favore è difficile, perché non si indica concretamente cosa dovrà fare questo tavolo tecnico.
Gerhard Lanz (SVP) ha messo in dubbio che fosse compito del Consiglio provinciale mettere uno spazio a disposizione del tavolo di lavoro.

La discussione prosegue nel pomeriggio.

(MC)