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Consiglio | 08.10.2019 | 16:33

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità -2

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano la festività di San Giuseppe, patentino B per i medici, (continua), contratto integrativo assistenti alla prima infanzia, bosco ripariale media Val d’isarco, OSA, servizi antincendio all’aeroporto di Bolzano, prodotti locali negli ospedali, unificazione reti elettriche al Brennero, punto nascite Vipiteno (continua)

Ricordando l’approvazione, da parte dell’aula, di un voto che chiedeva la reintroduzione in provincia di Bolzano, della festività di San Giuseppe il 19 di marzo, Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha  chiesto quali iniziative ha intrapreso in merito la Giunta e come è stato attuato il voto. Replicando che il voto a cui si era fatto riferimento in realtà non era ancora stato trattato, il vicepres. Arnold Schuler ha fatto riferimento a varie iniziative, compresa la presentazione di disegni di legge ea Roma, che non avevano avuto successo. Era stato proposto anche lo scambio della festività del Lunedí di Pasquetta con quella di San Giuseppe, senza però suscitare entusiasmo. La Giunta comunque sostiene la reintroduzione della festività di S. Giuseppe.

In Germania, a un medico o medica proveniente ad es. dall'Italia, per essere assunto in un ospedale pubblico viene richiesta una conoscenza del tedesco a livello B2, più un vocabolario tecnico specifico; in provincia di Bolzano, invece, si chiede il patentino A, equivalente al livello C1 o C2: lo ha segnalato Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) chiedendo ragione della differenza, quanti medici del sistema sanitario pubblico locale sono ancora privi dell’attestato di bilinguismo e quanti invece hanno il patentino B, quale norma rende obbligatorio il patentino A per esercitare nel sistema pubblico, se la Giunta non ritiene che un patentino B equivalente al livello B2, magari con l'aggiunta di una verifica sul possesso del linguaggio tecnico sanitario, potrebbe essere sufficiente anche qui. L’ass. Thomas Widmann ha segnalato che solo un medico ha il patentino B, sottolineando che la Giunta dà tutto il sostegno necessario per favorire l’apprendimento ai medici che non hanno la certificazione. In quanto al confronto con la Germania, il B2 basta per l’accreditamento, ma per l’effettivo esercizio della professione ci vuole il C1, mentre in Austria esso è richiesto fin dall’inizio, ed equivale al patentino A, che in provincia di Bolzano è previsto da norma d’attuazione. 

Facendo riferimento a un’affermazione dell’ass. Deeg riportata da un comunicato stampa del 26 settembre scorso, secondo cui “ci vuole un contratto integrativo per gli assistenti alla prima infanzia, ai fini di una migliore retribuzione”, Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha sottolineato che l’attuale carenza di personale si deve anche al fatto che i contratti nazionali in vigore non tengono conto delle esigenze locali, anche economiche. La consigliera ha chiesto quindi   se le parti sociali sono già state coinvolte in vista della stesura del contratto integrativo, quando questo sarà applicabile, se la Giunta ha messo a disposizione i mezzi necessari. Secondo l’asessora Waltraud Deeg, il settore è un ottimo esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Gli assistenti sono pagati secondo il contratto nazionale collettivo per le cooperative, quindi c’è bisogno di un contratto integrativo provinciale: si è sollecitato il sindacato a farlo riconoscere in modo che la Provincia possa inserirlo tra i criteri di qualità; i mezzi finanziari sono previsti, nell’ottobre 2018 sono state aumentate le tariffe orarie per Tagesmütter e microstrutture, quindi un margine d’azione c’è, ora bisogna fare un passo coraggioso.

Nella zona industriale di Bressanone, in una zona di tutela delle acque I e II,  si trova uno degli ultimi boschi ripariali della media Val d’Isarco,  caratterizzato da pioppi e latifoglie e dalla presenza di nidi di airone nonché di altre specie rare di uccelli (“Ne sono state contate fino a 64”), che in caso di acqua alta viene in parte coperto: lo ha segnalato Peter Faistnauer (Team Köllensperger) chiedendo alla Giunta se è consapevole del valore di questo “gioiello naturale”, come giustifica un disboscamento ripariale nella zona della media Val d’Isarco, come questa si concili con il concetto di sostenibilità, quello di Klimaland, la conservazione della biodiversità, che dovrebbero essere una priorità di ogni Dipartimento, e infine come sia stato possibile autorizzare un simile disboscamento espressamente vietato dalla legge provinciale sulla natura 6/2010 (art. 16). L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha spiegato che la Giunta sa che il bosco è un habitat prezioso e sotto tutela, nonché che esso è molto frequentato, e che non c’è alcuna richiesta di modifica del piano paesaggistico, e quindi nessun parere della commissione urbanistica; tantomeno la Giunta ha affrontato il discorso di un eventuale disboscamento, che andrebbe comunque approfondito in quanto alla relativa sostenibilità. La biodiversità va senz’altro rispettata. Faistnauer ha evidenziato anche la necesitá di coinvolgere la popolazione in decisioni di questo tipo.

La figura professionale dell’OSA è fondamentale per il funzionamento delle strutture come le case di riposo, in quanto si prende cura, sul piano dell’assistenza, degli anziani, i quali per i più svariati motivi si trovano a dover vivere in queste strutture ricettive: lo ha ricordato Sandro Repetto (Partito democratico – Liste civiche), domandando quante figure Osa sono al momento occupate nelle strutture delle case di riposo e quante ne mancano per coprire la domanda, nonché, qualora ci fosse una mancanza di personale, quale piano ha la Provincia per sopperire a questa mancanza. L’ass. Waltraud Deeg ha segnalato che nelle 55 case di riposo della provincia è previsto 1 OSA ogni 2,55 letti, aggiungendo poi che sono previste una serie di altre figure professionali. Il 45% del personale apparteneva, nel 2018, alla categoria degli OSA. L’obiettivo è di assicurare la qualitá di questo personale, rendendo questa professione più attraente per i giovani. A questo proposito si lavora anche con le scuole professionali.

Fino a che la società ABD era proprietà pubblica della Provincia, i costi dei servizi antincendio all'aeroporto di Bolzano erano posti a carico della Provincia; con la cessione di ABD ai privati, tale regime gratuito dovrebbe cessare e i servizi antincendio, costati alla mano pubblica  20.061.144 € tra il 1999 e il 2014 e 1.470.607 nel solo 2014, dovrebbero essere messi a carico della società privata di gestione ABD Holding: lo ha ricordato Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), chiedendo come viene regolata la questione, da chi verranno svolti i servizi antincendio e chi ne coprirà i costi, a quanto ammontavano negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Il vicepres. Arnold Schuler ha chiarito che nel 2017 era stato stipulato un accordo tra ABD e Protezione civile relativamente alla tutela antincendio per costi pari a 917.000 €; i costi spettano ai nuovi proprietari di ABD, e non alla Provincia. Il gestore deve garantire le disposizioni previste dalla normativa antincendio. Prima, quando la proprietà era della Provincia, i costi erano stati calcolati ma mai pagati, in quanto il servizio era fornito da un istituto provinciale.

Attraverso l’uso di prodotti alimentari locali nelle strutture pubbliche locali, la Provincia influisce in maniera importante sull’economia locale: può sostenere i produttori locali che offrono prodotti regionali, garantendo loro un futuro redditizio; inoltre, I prodotti regionali di regola sono più nutrienti e più economici rispetto a quelli importati, in alcuni casi possono essere trasportati senza imballaggio e sono più ecocompatibili grazie ai tempi e tragitti di trasporto più brevi: premesso questo, Franz Locher (SVP) ha chiesto da dove provengono il latte, il formaggio, il burro, le uova, e la carne usati negli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico, e quanti sono in media i chilometri percorsi e i giorni impiegati per il trasporto di questi prodotti. Il vicepres. Arnold Schuler ha riferito che la risposta era complessa, aggiungendo però che l’Agenzia per i pubblici appalti aveva previsto una convenzione che prevede l’acquisto di pane locale, ma che per i singoli prodotti ogni Comprensorio sanitario aveva fatto gare diverse. C’è la volontà di garantire circuiti regionali, ma fare rilevamenti sui singoli km percorsi è eccessivo.

Da anni si parla di una unificazione delle reti elettriche al Brennero, dopo che il collegamento fu interrotto nel 1961 dopo gli attentati; tre anni fa questa unificazione era stata annunciata per il 2018 o, al più tardi, la primavera 2019: lo ha ricordato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) domandando quando essa sarà realizzata, quali misure pratiche e legislative devono ancora essere prese al di qua e al di là del confine perché si proceda, se un collegamento delle linee elettriche avverrà anche a passo Resia. L’ass. GIuliano Vettorato ha fatto riferimento alla necessità di inserire un trasformatore per equilibrare la portata delle due strutture, e che a questo ha provveduto Terna: il trasformatore vicino alla stazione di Brennero rende possibile l’allacciamento della struttura, e Terna prevede l’entrata in esercizio  parziale nel dicembre 2019 tra Prati di Vizze e Brennero, ed entro il dicembre 2020 il collegamento italo-austriaco. Attraverso il passo Resia si procederà invece con un cavo interrato: Terna inizierà i lavori nel 2020 e terminerá nel 2022.

 A novembre 2016, nonostante la presenza garantita per 24 su 24 delle 4 figure professionali previste nella conferenza Stato-Regioni del 2010 (ostetrica, ginecologo, anestesista, pediatra) è stato chiuso il punto nascite dell’ospedale di Vipiteno, con riferimento a un presunto miglioramento del processo di nascita attraverso le misure di centralizzazione, la riduzione del tasso di parti cesarei a meno del 20% come richiesto dalla conferenza Stato-regioni del 2010 e dall’OMS nonché la riduzione dei costi per parto: Franz Ploner (Team Köllensperger) ha chiesto a quanto ammonta la riduzione dei costi raggiunta grazie alla chiusura negli anni 2016, 17, 18 e 19 e a quanto i costi aggiuntivi e quelli complessivi per il punto nascite dell’ospedale di Bressanone negli stessi anni, quante persone lavoravano nel reparto ginecologico-ostetrico dell’ospedale di Vipiteno negli anni 11-16 e negli anni 16, 17 e 18 e quante persone lavoravano nel reparto ginecologico-ostetrico dell’ospedale di Bressanone negli anni 2015, 16, 17 e 18, divise per profilo professionale. L’ass. Thomas Widmann, sottolineando la complessità dell’interrogazione e ha elencato le singole cifre consegnando al consigliere le tabelle contenenti i relativi dati. (continua)

(MC)