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Consiglio | 12.09.2019 | 16:14

Lavori Consiglio: Disegno di legge omnibus

La discussione generale e gli ordini del giorno al disegno di legge omnibus 27/19. Avviata ora la discussione articolata.

Inaugurando questo pomeriggio lo spazio dedicato alle proposte della maggioranza, il presidente della Provincia  Arno Kompatscher ha illustrato il disegno di legge provinciale n. 27/19: Modifiche di leggi provinciali in materia di enti locali, assistenza scolastica, istruzione, scuole per l'infanzia, pubblico spettacolo, ordinamento degli uffici e personale, agricoltura, tutela del paesaggio e dell'ambiente, utilizzazione di acque pubbliche, urbanistica, caccia e pesca, risparmio energetico, igiene e sanità, politiche sociali, lavoro, artigianato, esercizi pubblici, commercio, cave e torbiere, economia, ricerca e innovazione, guide alpine, espropriazione per pubblica utilità, rimborso di spese giudiziarie, legali e peritali, appalti pubblici, finanze e bilancio (presentato dalla Giunta provinciale su proposta dello stesso presidente Kompatscher). Le varie disposizioni, ha spiegato, ricadono nelle competenze di quasi tutti gli assessori: le singole disposizioni saranno quindi illustrate nel dibattito generale e articolato. Si tratta delle norme rese necessarie da disposizioni europee, “anche per tutelare la nostra Autonomia”, oppure di modifiche tecniche proposte dagli uffici per introdurre facilitazioni garantire la certezza del diritto, oppure di semplici modifiche linguistiche; ovviamente ci sono anche disposizioni concrete espressione di volontà politica.

Dopo che il pres. Josef Noggler ha ricordato che il disegno di legge era stato trattato in tutte le commissioni legislative, i 4 presidenti delle stesse hanno rinunciato alla lettura delle relative relazioni. È iniziato quindi il dibattito generale.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde), sottolineando che non è facile trattare e discutere una omnibus, si è soffermata sull’urbanistica, riferendosi al criterio dell’interesse pubblico, di cui in commissione è stato detto che è difficile da dimostrare e puó essere interpretato addirittura in modo da arrecare danno alla collettività: tuttavia è rischioso stralciarlo da una disposizione relativa all’urbanistica, “ci sembra pericoloso”.  Di un’altra questione si è sentito parlare finora solo dai media, perché l’opposizione non ne è stata informata in via istituzionale - ci vorrebbe quindi una modifica del regolamento interno in questo senso, per informare i consiglieri degli emendamenti presentati prima della discussione in aula: i Verdi avevano messo in guardia contro un possibile boom di richieste di aree edificabili, e la Giunta, che non aveva preso sul serio l’allarme, ora prende provvedimenti. Bisogna chiedersi fino a che punto si può dare spazio allo sviluppo turistico; la stessa maggioranza prima ha detto che la situazione non era grave, poi l’ha ritenuta preoccupante: l’annunciato emendamento dell’assessora è positivo ma non sufficiente, ed è negativo che si vada ora a correggere una legge - quella urbanistica - che non è ancora in vigore. Foppa ha quindi annunciato alcuni emendamenti in ambito social, riguardo all’inclusione di persone con disabilità e in particolare la loro remunerazione, che deve essere adeguata e definita con termini che non ricordino la “paghetta”; in passato i Verdi hanno proposto un reddito garantito per le persone disabili, che in questa omnibus è stato introdotto e poi stralciato: “Noi lo riproponiamo”.

Il pres. Arno Kompatscher ha replicato che i giuristi consigliano di stralciare le parole “interesse pubblico” perché esso è comunque considerato, e citarlo espressamente potrebbe andare a scapito dello stesso. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha riferito che avrebbe risposto in occasione della trattazione dell’articolo 19.

Sono stati quindi trattati gli ordini del giorno.

La Giunta ha annunciato di accogliere l’ordine del giorno con cui Magdalena Amhof (SVP) chiedeva che la Giunta verificasse se i finanziamenti nell’ambito dell’assistenza alla prima infanzia potessero essere estesi a tutti i bambini e le bambine fino a quando avranno raggiunto l’età per frequentare la scuola dell’infanzia.

Con il seguente ordine del giorno, Maria Elisabeth Rieder (Team Köllensperger) chiedeva di impegnare la Giunta a provvedere affinché ai bambini che compiono tre anni entro febbraio dell’anno scolastico frequentato sia garantito dal Comune di residenza un posto in una microstruttura per l’infanzia; se ciò non fosse possibile il bambino dove poter continuare ad avere un posto alla scuola dell’infanzia. La consigliera chiedeva inoltre che riguardo alla differenza di costi a carico delle famiglie andasse valutata una compensazione finanziaria. Rieder ha sottolineato che la modifica della relativa normativa metteva in difficoltà i genitori che avevano giá fatto i conti con la possibilità di inserire i loro bambini alla materna già prima dei tre anni; si è detta però favorevole alla determinazione dei 3 anni come etá per l’ingresso alle scuole materne dove, ha aggiunto, c’è carenza di personale. La differenza di costo, ha riconosciuto, spinge molti genitori a favorire un precoce inserimento del bambino o della bambina nella scuola dell’infanzia. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha condiviso quest’ultima affermazione, ritenendo però di non poter dire con certezza che questo sia vantaggioso per i bambini: ha comunque sostenuto la proposta. Anche Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha sostenuto la proposta, che ha fatto riferimento alle esigenze dei bambini ma anche a quelle organizzative ed economiche della famiglia. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che la proposta non fosse ammissibile in quanto impegnava a vincolare un Comune, ma il pres. Noggler ha replicato che lo era. Magdalena Amhof (SVP) ha fatto riferimento al suo ordine del giorno sul tema. sottolineando l’esigenza di garantire una tariffa agevolata ai genitori che mantengono il figlio o la figlia nella microstruttura. Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha esortato a una soluzione per la fase transitoria, facendo riferimento all’intero anno scolastico 2020/2021 e prevedendo un piccolo incentivo. L’ass. Philipp Achammer ha apprezzato che i consiglieri ritenessero positiva la previsione del compimento dei 3 anni per l’ingresso alla scuola dell’infanzia; la differenza tra bambini di 2,5 e bambini di 6 anni è davvero molto grande. Per le famiglie che si trovano in questa situazione effettivamente è un problema, e ci sono anche possibilità di deroga, ma la regola è sensata. L’ass. Giuliano Vettorato ha infatti fatto riferimento a delle finestre, delle deroghe di Giunta in caso di situazioni che potrebbero essere problematiche per le strutture, che senza un numero adeguato di bambini chiuderebbero (Brennero e Colle Isarco). L’ass. Waltraud Deeg ha sottolineato la sfida per le scuole dell’infanzia nell’accogliere bambini di 2,5 anni; dal 2014 si è puntato sull’ampliamento dell’assistenza alla prima infanzia, e i Comuni devono rilevare il fabbisogno. Ha ricordato inoltre che l’approvata proposta di Amhof rappresentava una soluzione adeguata.  La proposta è stata respinta con 11 sí, 17 no e 4 astensioni.

Il succesisvo ordine del giorno è stato presentato da Paul Köllensperger (Team Köllensperger) allo scopo di trasferire alla Provincia e alle forze dell’ordine competenti per il controllo dell’osservanza dei requisiti di legge la vigilanza sul rispetto delle disposizioni della lp 7/2008, Disciplina dell’agriturismo, nonché a provvedere che i suddetti controlli siano eseguiti regolarmente e in modo capillare. Le attivitá agrituristiche, ha chiarito il consigliere, erano state pensate quale integrazione all’attivitá contadina, non come concorrenza nel settore alberghiero o scappatoia urbanistica. lo stesso Bauernbund aveva ammonito in questo seno. Il controllo va affidato alla Provincia e tolto ai Comuni, che non riescono a gestire questa attività. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto che possono esserci le pecore nere, ma il problema non è tutelare il settore alberghiero bensì le aziende agricole: spesso sono gli albergatori a comprare un piccolo maso per farne una struttura ricettiva.è un problema anche se la Provincia stessa vende fondi demaniali non a contadini. Jasmin Ladurner (SVP) ha ritenuto non sensato togliere competenze ai Comuni. Ha chiesto poi all’ex sindaco del gruppo TK di riferire quanti interventi avesse fatto in quest’ambito. Peter Faistnauer (Team Köllesnperger), già sindaco di Campo di Trens, ha riferito di aver fatto pochi controlli in 3 anni, “ma perché questi si fanno in una fase successiva al progetto”, inoltre gli uffici sono oberati, e per questo di considera il trasferimento della competenza alla Provincia. Ha quindi dato ragione a Leiter Reber in merito alle speculazioni di grandi imprenditori., dato che è possibile costruire fino a 1.500 metri cubi presso il maso. L’ass. Arnold Schuler ha riferito che l’agriturismo è un modello di grande successo in Alto Adige, che permette di far fronte allo sviluppo recessivo dell’agricoltura in periferia. è giusto riflettere su come delimitare in modo più chiaro queste attività per evitare degli abusi. In quanto ai controlli, la competenza ora è dei Comuni, prevedere l’intervento della Provincia con le forze dell’ordine ha poco senso non essendoci forze dell’ordine provinciali. La proposta è stata respinta con 9 sí, 18 no e 4 astensioni.

Di seguito, con 21 sí e 10 no è stato approvato il passaggio alla discussione articolata.

(MC)