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Consiglio | 12.09.2019 | 12:58

Lavori Consiglio: Stop al glifosato, telemedicina

Discusse due mozioni del Movimento 5 Stelle. I lavori riprendono alle 14.30 con la discussione delle proposte della maggioranza.

Con la mozione n. 22/19: Stop glifosato, presentata oggi in aula, Dario Nicolini (Movimento 5 Stelle), riportando che secondo la UE il glifosato è “sospetto cancerogeno”, e che grazie a questa definizione ambigua ne è permesso l’utilizzo, che esso è stato creato dalla Monsanto negli anni ‘70 ed è uno dei pesticidi più utilizzati al mondo, che una recente sentenza contro l’azienda produttrice ha sancito un risarcimento milionario a un consumatore ignaro di tali pericoli, che la Federazione latterie Alto Adige bieta l’utilizzo di questo prodotto dal 2018 per garantire la migliore qualità del latte e che il Centro di ricerca Laimburg sta sviluppando nuovi prodotti in grado di ottenere la medesima efficacia, chiedeva di impegnare la Giunta provinciale ad attivarsi affinché la scelta dell’utilizzo del glifosato venisse disincentivata ulteriormente nei comuni del territorio provinciale in relazione alle aree indicate come “aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili”; e ad elaborare richiesta presso il servizio competente affinché il prodotto venisse inserito tra i prodotti non utilizzabili.
La mozione è stata sostenuta da Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), che ha sottolineato che tutto quanto contenuto nella mozione è stato dimostrato, comprese le sentenze contro Monsanto e Bayer che ha acquisito il brevetto, e ricordato il principio attivo ha una scadenza e che ci sono alternative da anni praticate dall’agricoltura biologica. In Francia l’uso del glifosato è vietato da anni, anche nei giardini privati. la mozione andrebbe estesa a tutti i fitofarmaci chimici.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che nessuno ha protestato quando si è dovuto chiudere il cimitero di Bolzano per permettere il trattamento con sostanze chimiche di piante decorative. La legge già limita l’utilizzo del glifosato e tutela le zone sensibili, se si vuole affrontare la discussione bisogna farlo a tutto tondo, senza che si critichi sempre e solo l’agricoltura.
Peter Faistnauer (Team Köllensperger) ha ricordato una mozione del suo gruppo, parzialmente approvata a luglio, per il divieto di utilizzo di glifosato in determinate zone: purtroppo non era ancora stata attuata. La mozione riguarda la mano pubblica che dovrebbe fungere da esempio, il cittadino che cura il proprio giardino e gli agricoltori che usano erbicidi: per quanto riguarda quest’ultimi, i viticoltori già stanno pensando di non utilizzarli più ma intervenire meccanicamente. Il timore comunque è che anche questa mozione finisca nel cassetto: essa va comunque sostenuta, anche se troppo limitata.
Franz Ploner (Team Köllensperger) ha invitato a rispettare il principio della cautela, che dovrebbe essere sopra alla normativa europea. Finché ci sono dubbi sulla cancerogenità della sostanza, essa non andrebbe utilizzata; i magistrati del Lussemburgo ne hanno chiesto la sospensione sostenendo che la tutela della salute deve essere prevalente sugli interessi economici, e ci sono oltre mille cause contro le imprese Monsanto e Bayer, per lo sviluppo di patologie tumorali che sarebbero collegate all’utilizzo di questa sostanza.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato la mozione di TK approvata nella legislatura precedente, e il disegno di legge sul tema. Ha quindi riferito di una cittadina che aveva chiesto al Comune di non usare erbicida nell’aiuola sotto casa sua, impegnandosi a rimuovere lei stessa l’erba, ma che non era stata ascoltata dal Comune, che aveva fatto riferimento alla normativa vigente: se gli stessi Comuni non ascoltano, si arriva al livello superiore dle Consiglio provinciale.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ironicamente osservato che è sempre bello mostrarsi contro, in particolare per l’utilizzo vicino a casa propria, ma ha aggiunto che il glifosato è usato per lo più nella produzione di cereali, e quindi mangiando una pizza se ne assume di più che respirando vicino a un’aiuola. Il glifosato, ha chiarito, rientra nella categoria di prodotti come carne rossa o certe bevande, in quanto a tasso cancerogeno.
L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che la legge provinciale 6/2010 sulla tutela della natura già vieta l’uso di erbicidi sulle aree pubbliche, andando quindi inoltre la proposta in esame, che quindi non è sensata. In base a tutti gli studi, il glifosato non fa parte dei veleni perché ha tossicità molto bassa, equiparabile al sale: il rame, per fare un esempio, è 5 volte più tossico. Inoltre, la cancerogenità è stata rilevata per una sola sostanza, mentre alcool  e insaccati sicuramente lo sono: “Dovremmo vietarli?”. Le radiazioni solari o il lavoro di notte sono più pericolose. In quanto alle ripercussioni sulla biodiversità, l’effetto corretto di queste sostanze è stato ritenuto migliore rispetto alle alternative (es. vapore), essendo la “soluzione zero” non praticabile. In quanto alle cause avviate in America, va detto che il sistema giudiziario è ben diverso da quello europeo: la questione era se Monsanto e Bayer erano responsabili di avvisare di un possibile pericolo. Per la Federazione latterie è facile dirsi contraria all’uso del glifosato, perché in quel settore esso non si utilizza: sarebbe come se sulle spiagge di Rimini ci si dicesse contrari agli spalaneve. Se si cita la scienza riguardo ai cambiamenti climatici, bisogna affidarsi agli studi scientifici anche in questo settore. Nicolini ha replicato che la sua mozione è basata su dati, tra cui i 17 milioni di multa alla Monsanto per aver falsificato rapporti, e criticato che si respingesse la sua proposta con l’argomento populista che altre cose fanno più male. Gli studi indipendenti dimostrano sempre di più che anche piccole quantità di glifosato fanno male, e bisognerebbe agire secondo il principio di precauzione, in questo senso l’Austria si dimostra molto più sensibile. Posta in votazione, la mozione è stata respinta: le premesse con 10 sì, 20 no e 2 astensioni, la parte deliberante con 12 sì e 21 no.

Lo stesso Dario Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha quindi presentato la mozione n. 12/18: Telemedicina e telecooperazione per l’assistenza medica capillare e decentrata, con la quale, spiegando che la Comunicazione (COM-2008-689) della Commissione Europea con titolo "Telemedicina a beneficio dei pazienti, dei sistemi sanitari e della società" individua le azioni per favorire una maggiore integrazione dei servizi di Telemedicina nella pratica clinica e rimuove le principali barriere che ne ostacolano la piena ed efficace applicazione, che il 10 luglio 2012 il Consiglio Superiore di Sanità ha approvato le Linee di indirizzo nazionali sulla Telemedicina, che la Conferenza Stato-Regioni in data 20 febbraio 2014 ha prodotto l’Intesa sul documento recante "Telemedicina - Linee di indirizzo nazionali",  e rilevando che il territorio altoatesino, costituito da valli e piccoli paesi distanti dalle città, ha necessità di una rete capillare di assistenza e servizi e che le nuove tecnologie possono ridurre le distanze fisiche, che la sanità altoatesina è interessata da un fenomeno di migrazione sanitaria che riguarda oltre un milione di italiani che ogni anno si spostano tra le strutture ospedaliere, prevalentemente dal sud verso il nord e che gli spostamenti di persone all'interno del territorio non generano benessere aggiuntivo alla popolazione locale ma aggravano i tempi di attesa, esortava la Giunta (1) a implementare nell'ambito della Telemedicina i Servizi di Telemedicina del Territorio erogati dai Medici di Base e Pediatri di Libera Scelta (PLS); 2. a realizzare l'infrastruttura informatica, organizzativa ed umana affinché il servizio di telemedicina sia operativo attraverso la tele-cooperazione sia nelle situazioni di emergenza sia nelle realtà distaccate; 3. a realizzare un protocollo d'intesa per la "Telemedicina Transfrontaliera" per potenziare le sinergie con il Land Tirol. il consigliere si è detto disposto a stralciare il punto 3, in quanto già deliberato dalla Seduta congiunta.
Franz Ploner (Team Köllensperger) ha evidenziato come i medici utilizzino da tempo la telemedicina quale base per un’assistenza sanitaria moderna, per il confronto di referti e lo scambio tra sanitari. Telemedicina e telematica contribuiscono infatti a un migliore più giusto approvvigionamento sanitario, e sono indispensabili per l’organizzazione e il miglioramento del sistema sanitario. È ancora da chiarire, però la sicurezza nello scambio dei dati.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha sostenuto la proposta, evidenziando che l’iniziativa è importante e dovrebbe essere inserita in una convenzione provinciale, per avere una base giuridica a livello di contrattazione collettiva. Si tratta di una necessità per il futuro, utilizzata soprattutto in aree con grandi aree periferiche, come per esempio la Svezia.
Secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) la telemedicina dà un contributo importante, anche se non può sostituire una visita. Per rilevare certi dati dei pazienti serve però un’adeguata attrezzatura: per rivalutare i medici di base si potrebbe rivalutarne la dotazione standard, fornendo attrezzature per ecografia o elettrocardiogramma. In questo modo, il paziente non dovrebbe recarsi ogni volta in ospedale, e i dati potrebbero essere inviati con la telemedicina. Soprattutto nelle aree periferiche i medici di base dovrebbero avere a disposizione anche i medicinali.
L’ass. Thomas Widmann ha condiviso l’idea di coinvolgere i medici di base, rivedendone il pacchetto di prestazioni e la dotazione di apparecchi, anche per sgravare gli ospedali. L’utilizzo della telemedicina richiede però anche più personale, che è scarso. Effettivamente esiste già una decisione in merito presa a livello di seduta congiunta. La Giunta da anni sta cercando di unificare il sistema informatizzato, e si conta di concludere entro due anni, collegando appunto anche i medici di base: c’è quindi un certo spazio di manovra. Un Centro di telemedicina è già previsto all’interno dell’azienda sanitaria, solo dopo si potrà passare ai medici di base. La mozione attualmente non può essere accolta, ma il presentatore la potrà riproporre tra un anno. Nicolini si è detto disponibile a ripresentare la proposta tra un anno e ha ritirato la mozione.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha quindi presentato la mozione n. 40/19: Riconoscimento ed equiparazione dei diplomi di maturità conseguiti nelle scuole di lingua italiana,  con cui, spiegando che nell'anno scolastico 2015/2016 5.945 altoatesine e altoatesini erano immatricolati in università italiane e 6.601 in atenei austriaci, mentre altre studentesse e altri studenti studiano in Germania, in altri Paesi dell'UE e in Paesi non appartenenti all'UE, evidenziava che i requisiti d'accesso richiesti ai diplomati e alle diplomate delle scuole medie superiori tedesche sono tuttora diversi rispetto a quelli richiesti ai diplomati e alle diplomate delle scuole in lingua italiana, e che negli istituti superiori austriaci non viene applicata una direttiva unitaria: in alcuni bisogna presentare un certificato di conoscenza linguistica, mentre in altri basta il diploma di maturità. Inoltre, per accedere alle facoltà di medicina le diplomate e i diplomati di scuole medie superiori italiane non sono equiparati a quelli delle scuole tedesche, che rientrano nella quota riservata agli austriaci, mentre i primi sono trattati alla stregua di chi proviene dagli altri Paesi dell'UE. La consigliera chiedeva quindi di impegnare la Giunta ad avviare trattative a livello internazionale ai fini di una futura equiparazione, con riconoscimento automatico del diploma di maturità conseguito in Alto Adige nelle scuole superiori in lingua italiana ed equiparazione dei diplomi delle scuole superiori italiane con quelle tedesche ai fini dell'accesso alle facoltà di medicina in Austria. Essendo terminato il tempo a disposizione dell’opposizione, la proposta sarà discussa nella prossima seduta.

I lavori riprendono alle 14.30 con la discussione delle proposte della maggioranza.

(MC)