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Consiglio | 11.09.2019 | 13:05

Lavori Consiglio: emergenza climatica, tram Oltradige

Discusse questa mattina tre mozioni di Gruppo Verde e Team Köllensperger.

Nel tempo a disposizione dell’opposizione, sono state discusse questa mattina congiuntamente due mozioni. Con la prima, 8. mozione n. 119/19: Klimaland Südtirol: non c’è tempo da perdere, Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), sottolineando che notizie e dati sui cambiamenti climatici mettono in evidenza, come dagli esperti condiviso, che non c’è tempo da perdere. Già nel 2011, ha ricordato il consigliere, la Giunta ha approvato un Piano per il clima, da attuare entro il 2050, che contiene obiettivi e misure per uno sviluppo sostenibile del Sudtirolo, ma i tempi e gli obiettivi non sono più adeguati, il 2050 è troppo distante, gli obiettivi espressi non sono abbastanza ambiziosi e non corrispondono a quanto deciso a Parigi (secondo l’IPCC nel 2050 bisogna arrivare ad avere un footprint climatico di 0 tonnellate di CO2 a persona, il piano così com’è invece punta a un footprint climatico di 1,5 tonnellate di CO2 a persona) e le misure previste e messe in opera non sono sufficienti: esso andrebbe quindi rielaborato. Il consigliere chiedeva quindi impegna di impegnare la Giunta provinciale (1) a riconoscere e dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, (2) a rielaborare il Piano per il clima 2050 rivedendone gli obiettivi e le misure, per contribuire alla limitazione dell’aumento della temperatura globale a 1,5° entro il 2030 e per ridurre a 0 tonnellate di CO2 l’impronta ecologica di ogni persona entro il 2050, (3) a dare priorità nel piano a misure per il risparmio energetico, alla diminuzione dell’uso di plastica usa e getta, alla riduzione drastica del trasporto individuale e di merci su gomma, (4) a incentivare i Comuni ancora privi di piano climatico a dotarsi di uno e a coinvolgere tutti i Comuni nell’implementazione di misure climatiche e ambientali di loro competenza. Con il secondo documento, la mozione n. 128/19: Dichiarare lo stato d’emergenza climatico in Alto Adige, Peter Faistnauer (Team Köllensperger) spiegava che il numero crescente di catastrofi naturali e la dimensione sempre maggiore dei danni causati impongono un cambiamento radicale, ricordando i danni ingenti provocati dalla tempesta del 25 ottobre scorso e sottolineando che le misure sinora adottate a livello globale, nazionale e locale contro la crisi climatica si sono rivelate tutt’altro che adeguate, nonché che anche gli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi sul clima non bastano per riuscire a contenere, con sufficiente probabilità di riuscita, l’aumento della temperatura globale sotto gli 1,5°C. Egli faceva riferimento anche al rapporto speciale dell’IPCC (gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) dell’ottobre 2018, aggiungendo che la comunità internazionale, l’Italia, ma anche la Provincia autonoma di Bolzano non possono continuare a esitare, e devono agire quanto prima e in modo adeguato. Per questo, intendeva da un lato esortare il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano a impegnare il suo presidente (1) a dichiarare lo stato di emergenza climatica in rappresentanza del Consiglio provinciale e così riconoscere che frenare la crisi climatica e le sue gravi conseguenze è un compito di assoluta priorità, (2) a introdurre a partire dal settembre 2019 e per tutti i disegni di legge, gli ordini del giorno ai disegni di legge, le mozioni, i voti e i progetti di legge voto, l’obbligo di chiedere all’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di valutare se vi sono “effetti per quanto riguarda la tutela del clima” scegliendo tra le opzioni “sì, positivi”, “sì, negativi” e “nessun effetto”. Nel caso di una valutazione “sì, positivi” o “sì, negativi” questi effetti vanno descritti nella motivazione, in collaborazione con l’Agenzia, e a impegnare la Giunta provinciale (3) a prendere atto del fatto che le misure sinora adottate e le pianificazioni fin qui eseguite non sono sufficienti a contenere il riscaldamento globale entro gli 1,5°C, (4) a fissare l’obiettivo, per la Provincia autonoma di Bolzano, della neutralità climatica entro il 2035, e quindi a programmare e poi attuare in modo credibile e sistematico tutte le misure necessarie a tal fine, (5) a tenere conto, in tutte le decisioni che verranno prese da adesso in poi, delle loro conseguenze sul clima, preferendo le soluzioni che comportano effetti positivi per quanto riguarda la tutela del clima, dell’ambiente e della biodiversità, (6) a introdurre tra i criteri di qualità – ai fini della valutazione delle offerte presentate alla pubblica amministrazione per l’affidamento di incarichi – ulteriori condizioni per l’esecuzione dell’appalto nel rispetto della sostenibilità ai sensi del comma 1 dell’articolo 35 della legge provinciale 17 dicembre 2015, n. 16 “Disposizioni sugli appalti pubblici”, e nei relativi bandi a indicare esplicitamente l’assegnazione di punti con peso significativo per la presenza di aspetti legati alla tutela ambientale e del clima, (7) a sollecitare le province partner nell’Euregio a seguire l’esempio della Provincia autonoma di Bolzano e dichiarare anche loro lo stato di emergenza climatica, (8) a pretendere che anche le aziende a partecipazione provinciale introducano i criteri di cui sopra e i vincoli per la tutela del clima, (9) a relazionare semestralmente il Consiglio provinciale sui progressi fatti e le difficoltà incontrate nella riduzione delle emissioni.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sottolineato che la tutela dell’ambiente è importante, ma non bisogna chiedere l’impossibile ed è necessario scegliere bene le parole. La tolleranza zero è impossibile, così come è esagerato dichiarare lo stato di emergenza; si dovrebbe allora parlare di “stato di emergenza” per altre situazioni, come il governo da 70 anni di un unico partito in Alto Adige o la situazione delle donne.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto che mozioni come queste non solo non servono a nulla, ma sono anche controproducenti. Le promesse e i protocolli sottoscritti in passato non hanno avuto esito, servono azioni concrete. Si sa per esempio che una delle cause più importanti di inquinamento è il traffico, con 50.000 mezzi che attraversano l’asse del Brennero, e si vuole vietare a singole persone di usare un’auto vecchia. C’è bisogno di progetti concreti, anche di rimboschimento delle aree urbane, ma far verificare ogni mozione cambia pochissimo. Bisogna intervenire sui transiti.

Gerhard Lanz (SVP) ha sostenuto che il tema dell’emergenza climatica è diventato un po’ una moda, che viene strumentalizzata. La questione del clima deve essere tenuta presente in tutte le decisioni, ma non si deve per forza dichiarare lo stato d’emergenza. Queste tematiche sono trattate da anni in Alto Adige con un atteggiamento molto lungimirante, basti pensare al progetto CasaClima, che in alcuni aspetti forse è anche da rivedere, ma ha fatto scuola. Ci vogliono misure concrete, e le mozioni non vanno in questa direzione.

“I cambiamenti climatici rappresentano un’emergenza”, ha ribattuto Paul Köllensperger (Team Köllensperger), evidenziando anche i costi che comportano i danni da essa derivanti, come dimostra la tempesta Vaia. La proposta in esame va nell’indirizzo di promuovere misure attente al mantenimento degli obiettivi climatici, ed evitare per esempio l’acquisto di 120 autobus diesel. Bisogna avere il coraggio di fare questo passo.

Franz Ploner (TK) ha ribattuto all’affermazione di Lanz secondo cui anche gli esseri umani emettono CO2 che le persone non sono climaneutre, ma climapositive. Bisogna chiedersi per ogni attività se è climaneutra o meno.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che i Freiheitlichen e i partiti di centrodestra sono spesso accusati di essere poco attenti alla questione climatica, aggiungendo che un recente editoriale della ff mette in guardia dal considerare ogni cosa un’emergenza, poiché la discussione rischia una deriva populista. lei ha il coraggio di votare contro, perché queste proposte non servono a nulla: la tutela dell’ambiente è importante, ma l’Alto Adige ha già fatto tanto e non si deve far prendere dall’isteria globale.

L’ass. Giuliano Vettorato ha fatto riferimento all’indagine sulla percezione dei sudtirolesi da parte degli italiani, da cui è emerso che in Alto Adige c’è la massima attenzione per il clima. Ciò non vuol dire che si è vincenti, ma senz’altro chi abita qui dà tante cose per scontate, comprese tante attività avviate dalla Giunta per la tutela dell’ambiente. La questione dell’ambiente coinvolte anche mobilità, agricoltura e paesaggio: la Giunta lavora in squadra, con impegno e riconoscendo che ci sono cambiamenti climatici importanti. Egli ha quindi citato l’aumento della percentuale per i contributi per l’efficientamento energetico varato dalla precedente Giunta, il ruolo esemplare di CasaClima a livello nazionale e internazionale, lo studio da parte dell’Agenzia CasaClima di protocolli per gli edifici scolastici, le trattative Euregio per la mobilità, in primis col tunnel del Brennero, gli incentivi per la mobilità elettrica, l’Alto Adige Pass, il Piano NOx che mette a confronto l’assessore all’Ambiente con i sindaci. In quanto alla plastica, l’APPA ha dato un incarico per cercare di capire come eliminarla dagli edifici pubblici, sarà poi fatta una campagna informativa per esortare i cittadini ad acquistare prodotti plastic free. Gli uffici provinciali sono già molto attivi nei rilevamenti. Il pres. Arno Kompatscher ha evidenziato che tutti i Dipartimenti provinciali si sono prefissati la tutela del clima e la sostenibilità, in ambito sociale, di uguaglianza, di convivenza, economica, culturale, ecologica. I piani sono molto ambiziosi, e quello per il clima è attualmente in rielaborazione, tenendo però presente che mentre in Germania l’emissione pro-capite di CO2 è di 8 tonnellate l’anno, in Alto Adige è di 4 tonnellate. Negli ultimi tempi, ha detto Kompatscher, si è confrontato con soggetti attivi nel settore, anche gli scolari di Fridays for future, ed è convinto che loro stessi non sarebbero felici di dichiarazioni allarmistiche che nel concreto non hanno effetto. Non esiste seduta della Giunta che non abbia attenzione ai cambiamenti climatici. L’Alto Adige non salverà il mondo, ma porta la sua parte di responsabilità, non con una dichiarazione ma rimboccandosi le maniche. Staffler ha replicato che entrambe le mozioni avanzavano proposte concrete, fin troppo dettagliate, riconoscendo quanto fatto finora dalla Provincia. L’emergenza climatica è una situazione concreta, non un’invenzione, e certo non si può rinfacciare ai verdi di salire ora sul carro del clima. Una posizione comune del Consiglio sarebbe importante per sensibilizzare i cittadini, e stupisce che alcuni consiglieri portino avanti la politica dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia per non vedere. Faistnauer, segnalando diversi interventi e documenti per affrontare l’emergenza climatica in Austria, Germania e Svizzera, si è chiesto se sono tutti atti a diffondere il panico. La Provincia ha già fatto molto, ma questo non è un ostacolo a sostenere anche tutte le proposte contenute nelle mozioni, In Isvizzera i controlli di sostenibilità sono già previsti. Le mozioni sono state votate separatamente e respinte: la parte deliberante di quella del Gruppo Verde con 8 sì, 20 no e 2 astensioni, quella del Team Köllensperger con 8 sì, 18 no e 4 astensioni.

Paul Köllensperger (Movimento 5 Stelle) ha quindi presentato la  mozione n. 133/19: Una linea tranviaria da Caldaro a Ponte Adige, con cui , evidenziando che nelle intenzioni del Comune di Bolzano, il prospettato tram cittadino dovrebbe servire due distinte utenze: il pendolare, lo studente, il turista che dall'Oltradige desidera giungere rapidamente e comodamente nel capoluogo e il bolzanino che si sposta all'interno della città, nonché l’urgenza di trovare una soluzione al problema dei 23.000 pendolari dall’Oltradige, mentre  l'opzione di una linea che da Ponte Adige tocca l'ospedale, corre su viale Druso fino a piazza Adriano per poi svoltare in corso Italia e corso Libertà, supera ponte Talvera e attraverso il centro storico giunge in stazione, è ora la più accreditata di essere realizzata, mentre risulta evidente che completare la linea tranviaria fino a Caldaro deve diventare una priorità nell'agenda politica delle opere infrastrutturali. Senza un collegamento diretto con i centri urbani dell'Oltradige non sarebbe razionale investire milioni di euro per portare la tratta bolzanina fino a Ponte Adige, in una zona pressoché spopolata, ma basterebbe fermarsi alla periferia della città o all'ospedale andando a servire la sola utenza cittadina.  Appare quindi preferibile offrire un collegamento tranviario diretto e veloce piuttosto che un enorme parcheggio scambiatore a Ponte Adige, il cui utilizzo implicherebbe una rottura di carico considerevole e che comunque non incentiverebbe i pendolari a lasciarvi la propria vettura: chi oggi arriva a Bolzano in auto continuerebbe quindi a farlo. Pertanto, il consigliere chiedeva di impegnare la Giunta (1) a inserire nella lista delle opere infrastrutturali prioritarie per la mobilità una linea tranviaria Caldaro – Ponte Adige, collegato al tracciato tramviario previsto dal PUMS bolzanino, ed a garantirne tempi di realizzazione certi; (2) a istituire un tavolo di confronto con i Comuni di Bolzano, Appiano e Caldaro e la STA per progettare una soluzione tranviaria senza rotture di carico dal centro di Bolzano fino a Caldaro e che vada a completare il progetto del tram bolzanino.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sottolineato che i pendolari vogliono arrivare al più presto in città, e non restare a lungo bloccati nel traffico. Una soluzione sarebbe ripristinare la ferrovia dell’Oltradige, e previsto nuovo tunnel ferroviario del Virgolo lo renderebbe possibile. Non bisogna fissarsi sulla soluzione tramviaria. Tra il resto, la soluzione ferroviaria sarebbe più veloce.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha appoggiato la mozione, ritenendo il tram la soluzione più ecocompatibile, meno impattante di un bus e più silenzioso. Bisogna però pensare bene ai tracciati, in particolare a quello cittadino, che deve essere collegato, e quindi avere le idee chiare su ciò che verrà fatto a Bolzano. La struttura rende però necessaria l’introduzione parallela di limiti alla circolazione con auto private. A questo scopo possono essere introdotti degli Ecopass che permettono anche il recupero dei costi. Il tram servirà in ingresso ai pendolari, ma anche in uscita a Bolzanini e turisti. 

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiarito che di tram si parta dal 1995. La STA presenterà a breve il percorso definitivo, “ma il dramma è che attualmente è partita una richiesta di referendum che è sul nulla, dato che si tratta di una rivoluzione nel sistema di trasporto della città, sull’esempio di molte città europee”, ha detto il consigliere, che ha annunciato il sostegno alla mozione anche perché sottolinea che la struttura non riguarda solo i pendolari ma anche i cittadini, per esempio per raggiungere l’ospedale di Bolzano.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha auspicato come Knoll l’inserimento nella mozione dell’ipotesi ferroviaria, sottolineando che il progetto contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2. È tempo di adottare misure concrete, e un tracciato a binari lascerebbe aperte possibilità di ampliamento in futuro.

Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha ricordato che 6 anni fa il pres. Durnwalder., in merito alla linea tramviaria dell’Oltradige, disse che costava troppo, mentre nel frattempo sono stati approvati progetti di tunnel a favore del trasporto su gomma molto più costosi. il 16% dei pendolari dall’Oltradige usano i mezzi pubblici, mentre una soluzione ferroviaria potrebbe accogliere il 40%, che significano 5.000 auto in meno ogni giorno: un’alternativa veloce e potente. Se nel 2028 entrerà in opera la galleria del Brennero si avranno treni che arrivano da Monaco in 2 ore, da Vienna in 4 ore, quindi ci saranno ancora più turisti che arrivano in treno: essi andranno però distribuiti.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato che i cittadini dell’Oltradige non sono convinti della soluzione del Metrobus, tanto che le vetture in transito sono ancora 25.000. Un tracciato ferroviario sarebbe una soluzione, ma anche i collegamenti devono essere ben calcolati: molte persone lavorano in zona industriale, altre in centro, mentre un approdo alla stazione di Bolzano permetterebbe di raggiungere molte zone.

L’ass. Daniel Alfreider ha ringraziato per l’attenzione al tema, ma ha sottolineato che la STA ha dato un incarico per lo studio sulla linea tramviaria cittadina e i Comuni interessati hanno promosso uno studio sulla possibile utenza. Quello che si propone è quindi già in corso, ed è opportuno attendere l’esito di questi studi. Alfreider ha quindi ringraziato Widmann per aver già in passato riconosciuto l’esigenza di una soluzione efficace dall’Oltradige. è vero che il numero di transiti in auto sono rimasti uguali, ma ci sono anche numeri record di trasporto in bus: il metrobus ha quindi assorbito l’aumento del volume del traffico, anche se non è ancora stato attuato interamente. Bisogna ragionare anche sui flussi del traffico e le destinazioni desiderate: ci vogliono quindi progetti flessibili e compatibili. In quanto alle gallerie realizzate, è un bene che siano state fatte, ma in quanto al capoluogo bisogna investire non solo per Bolzano stessa ma anche per ridurre il flusso con l’Oltradige. A Merano c’è invece bisogno di una galleria per deviare il traffico verso la Val Passiria. Per ogni realtà c’è bisogno di esaminare bene i parametri; il progetto metrobus va portato avanti perché non si può attendere una soluzione per anni. Köllensperger ha accolto la proposta di Knoll di cambiare il titolo per inserire l’ipotesi ferroviaria, sottolineando l’importanza di inserire il progetto tra le opere prioritarie e si coinvolgere i Comuni affinché i collegamenti siano compatibili.

La mozione con titolo modificato (“Una linea ferroviaria o tramviaria da Caldaro a Ponte Adige”) è stata posta in votazione e respinta con 14 sì e 17 no.

La seduta riprende alle 14.30.

 

(MC)