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Consiglio | 13.03.2019 | 17:56

Lavori Consiglio: Vigilantes in via Perathoner, viaggi a Mauthausen, galleria in zona Latschander

Mozioni di Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia , Partito Democratico - Liste civiche, Die Freiheitlichen. La seduta di oggi è conclusa.

Con la mozione 34/19, Vigilantes davanti al Palazzo provinciale di via Perathoner 10 a Bolzano, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’italia) ha portato oggi in Consiglio provinciale il tema della situazione grave che si verifica nei pressi del palazzo citato, dove oltre all’ufficio del suo gruppo consiliare ha sede anche l’esame di bilinguismo, il che comporta una frequentazione da parte di molti giovani: la zona presso questo palazzo è area di spaccio, di litigi violenti, di abusi di sostanze alcoliche, con frequenti aggressioni anche con colli di bottiglia rotti, ferimenti e atti gravi, di cui appunto sono spettatori involontari anche molti giovani, oltre al personale in servizio presso quella sede, tanto che molte dipendenti hanno paura ad uscire da sole dal palazzo. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta ad attivare sino al previsto trasferimento degli uffici in altra sede, un servizio di vigilantes privati a tutela della sicurezza dei dipendenti provinciali nell’androne del palazzo e dell’area immediatamente prospicente, allontanando chi fa uso di droga nell’ambito della pertinenza e provvedendo se del caso ad avvisare le forze dell’ordine, eliminando i bivacchi ed impedendo i comportamenti incivili e insalubri, l’accesso agli ascensori da parte di persone non autorizzate o non dirette agli uffici e garantendo nel contempo una adeguata forma di tutela dalla contiguità con consumatori o spacciatori di droga per i tanti giovani che frequentano gli uffici per gli esami di bilinguismo.
Sven Knoll (STF) ha ammesso la gravità della situazione, sottolineando però che il compito di controllo ed eventuali arresti in caso di stupefacenti spetta alle forze di polizia, non ci vogliono vigilantes privati. la polizia si dedica invece alla caccia di persone con targhe estere e in Consiglio provinciale c’è la Digos.
Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) ha ritenuto condivisibile il principio alla base della mozione di Urzì, in quanto è noto che la zona vicino alla stazione e all’ex autostazione è terra di nessuno. Egli stesso aveva proposto un pattugliamento interforze, come giá avviene in altre città grandi e piccole, sottolineando però che i compiti di monitoraggio spettano appunto alle forze dell’ordine: già queste hanno poche tutele, i vigilantes ne hanno ancora meno. La zona antistante al palazzo è comunque territorio comunale, e verrà a breve valorizzata, in ogni caso in un paio settimane la soluzione tampone arriverá direttamente da Roma con il decreto sicurezza.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha condiviso le motivazioni di Urzì: lei stessa abita in quella zona, che è dimenticata sia da Comune che da Provincia. Il problema non è l’assenza delle forze dell’ordine, perché la polizia è lì ogni giorno, più volte al giorno, ed effettua controlli, vanificati però poi dalle decisioni della giustizia, che rimette subito in libertá i rei. La presenza di vigilantes sarebbe invece utile, come si è dimostrato in altre situazione, e permetterebbe alla polizia di occuparsi anche d’altro. Il problema è comunque più ampio, perché se si riesce a spostare la situazione di disagio essa si ripredenterá in un altro posto.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto di essere per la prima volta d’accordo con Mair: c’è la necesitá di garantire la sicurezza e di potersi muovere liberamente, ma intervenendo sull’ultimo anello della catena non si risolve il problema, ci si limita solo a spostarlo da un’altra parte. Anche le belle immagini sui tabelloni pubblicitari di Benko  sono solo marketing, il problema non si risolve.
L’ass. Massimo Bessone ha spiegato che la Provincia è proprietaria di una minima parte della zona davanti al palazzo, e che l’area sará oggetto di una riqualificazione, con trasferimento degli uffici. Ci vuole una forte collaborazione tra Provincia, Comune e Commissariato del governo per garantire la presenza delle forze dell’ordine e la persecuzione a norma di legge di chi compie dei reati. I Vigilantes non potrebbero intervenire sull’area prospicente pubblica, e l’asessore può garantire solo la tutela del patrimonio, non delle persone nell’area prospicente: egli non può quindi accogliere la mozione, ma si impegna a verificare i tempi di demolizione del palazzo e i costi della videosorveglianza. La situazione effettivamente è problematica, e di fatto la polizia interviene, tuttavia poi e persone arrestate vengono rilasciate, “e per questo problema si sta lavorando al governo”. Urzì ha replicato che egli chiedeva l’impiego di vigilantes espressamente nella zona di pertinenza della Provincia - androne e zona immediatamente prospicente - e nell’attesa del trasferimento degli uffici.
La mozione è stata respinta: le premesse con 6 sì, 18 no e 7 astensioni, la parte dispositiva con 3 sì, 25 no e 6 astensioni.

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha quindi ricordato, con la mozione 44/19, Promuovere viaggi al campo di concentramento di Mauthausen, che iI 5 maggio 1945 veniva liberato dagli americani il campo di lavoro e di concentramento a Mauthausen, dove trovarono la morte migliaia di prigionieri di tutte le nazionalità europee occupate dalle truppe naziste. Il Lager, ha ricordato Repetto, era classificato di "classe 3" (come campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro), e vi trovarono la morte anche sette bolzanini: Adolfo Beretta, Gerolamo Meneghini, Erminio Ferrari, Tullio Degasperi, Decio Fratini, Romeo Trevisan, Walter Masetti. Va ricordata anche la testimonianza preziosa di Franz Thaler.  Ogni anno viene celebrata a Mauthausen la ricorrenza della liberazione nella prima domenica di maggio, mentre  la città di Bolzano, che ha fatto molto per il ricordo, dall'anno 2000 invia una sua rappresentanza per ricordare i martiri caduti e soprattutto i sette bolzanini, le cui foto sono appese vicino al forno crematorio di Gusen. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) tramite i tre assessorati provinciali alla scuola a promuovere anche dei viaggi al KZ Mauthausen per far conoscere questo campo, fare capire il destino di tanti deportati civili del Lager di Bolzano che ebbero la sventura di approdare in questo luogo di sofferenza e di morte e fare conoscere i sette concittadini che morirono per i valori di libertà e di democrazia, (2)  e ad associarsi al gonfalone della Città di Bolzano il 5 maggio 2019 in occasione della Cerimonia di liberazione del lager di Mauthausen.
Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha condiviso l’intento di repetto e l’importanza di portare avanti il ricordo, ora che i testimoni sono sempre di meno: tuttavia, non bisogna concentrarsi sono sulle 7 vittime bolzanine ma optare per una formulazione più generica, che includa anche gli ebrei di Merano, i disabili internati, e non si concentri solo sul lager di Mauthausen. La proposta così com’è andrebbe indirizzata al Comune di Bolzano.
Alex Ploner (Team Köllensperger) ha ricordato che c’è chi canta il nazismo sulla melodia di canzonette, e che anche questo richiede di mantenere viva la memoria, come avviene con il progetto dello Jugenddienst del treno della memoria o, appunto, la proposta di Repetto, che va sostenuta: essa dovrebbe però coinvolgere non solo la Giunta, ma l’intero Consiglio provinciale.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia) ha sostenuto la mozione, annunciando voto favorevole. È l’umanità intera che dovrebbe richiamare la memoria, egli stesso è stato in Europa alla scoperta di questi luoghi: si tratta di posti che non possono non turbare le coscienze. È incomprensibile come su certe cose uomini di spettacolo, politici o cittadini possano fare dell’ironia.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato il lungo silenzio su questa tragedia anche in Sudtirolo, e la mancanza anche oggi di una rielaborazione storica nel discorso collettivo. Per questo la proposta di Repetto è interessante, anche perché se la generazione degli adulti di oggi aveva in famiglia qualche testimone, i giovani di oggi non hanno vicino persone che hanno vissuto questa tragedia. Un’esperienza con  cui si vede e si tocca di persona quanto accaduto ha un valore diverso rispetto a leggere di questi eventi in un libro.
Sven Knoll (Süd-Tiroler freiheit) ha condiviso il senso della mozione, ma criticato che si indichino solo gli altri senza criticare il proprio passato. Urzì ha citato la presneza di rappresentanti di Alleanza nazionale alle celebrazioni al Lager di Bolzano: gli stessi però non vogliono l’abbattimento dei monumenti fascisti. Non si può parlare del nazismo dimenticando quanto ha fatto il fascismo in Italia e in Africa.
Gerhard Lanz (SVP) ha condiviso l’intento della mozione, invitando però a riformulare i punti in quanto ci si riferisce a cittadini di un solo Comune. 
Anche l’ass. Giuliano Vettorato ha ritenuto condivisibile l’obiettivo della mozione, ricordando che la Provincia aderisce da 9 anni all’iniziativa Treno della memoria, che coinvolge 480 ragazzi l’anno a livello di Euregio. Aggiungere una nuova data e una nuova destinazione appare difficile, ma È senz’altro possibile inviare delle lettere alle scuole invitandole a partecipare alla commemorazione proposta: “Lo farò fare alla Sovrintendenza, nel rispetto dell’Autonomia degli istituti”. L’ass. Philipp Achammer ha condiviso questa risposta, ribadendo che rientra nell’autonomia delle scuole la decisione su dove recarsi. L’ass. Daniel Alfreider ha ribadito la necessitá di fare il possibile affinché quanto successo non si ripeta, ribadendo la volontá di promuovere iniziative congiunte nel rispetto dell’autonomia delle scuole. Repetto ha ringraziato gli intervenuti, e recependo alcuni suggerimenti ha chiesto di sospendere la mozione per riformularla. 

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha presentato poi la mozione n. 51/19: Realizzazione di una galleria in zona "Latschander, con cui segnalava che lungo la strada statale della Val Venosta (SS38), nella zona della roggia Latschander, ovvero nel tratto compreso tra Castelbello e Laces, si verificano regolarmente frane e smottamenti, tanto che si rende spesso necessario chiudere completamente al traffico questo tratto di strada in caso di maltempo, un intervento che riguarda anche la ferrovia della Val Venosta e una pista ciclabile che passano al di sotto della statale, anch'esse a rischio, ogni chiusura provoca ogni volta un enorme caos della viabilità tagliando in due la Val Venosta. Egli chiedeva quindi di invitare la Giunta (1)  a commissionare al competente ufficio provinciale un rilievo geologico del versante montano sovrastante la SS38 in zona “Latschander” (dalla “Pfraumer Stadel” alla rotatoria di Laces); (2) a includere la successiva progettazione, in funzione delle esigenze viabilistiche, nell'elenco delle priorità relative ai più importanti progetti edilizi della provincia.
Myriam Atz Tammerle (STF) ha confermato la gravitá del problema, sottolineando che di un progetto pare sia stata incaricata la Comunitá comprensoriale nonché i problemi che potrebbero comportare le esplosioni per realizzare un tunnel. 
Josef Unterholzner (TK) ha dato pieno sostegno alla mozione, che va nella direzione di garantire sicurezza.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha ricordato una recente caduta massi, sottolineando che in casi come questi la provincia con il Servizio strade interviene repentinamente. Importante è uno studio di variante perché la galleria forse non è la migliore delle soluzioni.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha sostenuto la mozione, invitando ad adeguare il testo italiano alla corretta versione in lingua italiana: si tratta della “Stretta di Laces”.
L’ass. Daniel Alfreider ha condiviso quanto detto da Leiter Reber, ricordando che la Giunta ha deciso di intervenire incaricando uno studio geologico giá nel dicembre scorso, ai fini di mettere in sicurezza l’area e intervenire. I risultati saranno presentati in aprile, poi si deciderà come procedere. La mozione risulta quindi superflua. Leiter Reber ha ringraziato per gli interventi e la risposta, spiegando di aver presentato la mozione in quanto non era riuscito a trovare la relativa delibera della Giunta. Ha precisato che nella parte deliberante non parlava di galleria. La mozione è quindi stata accolta 14 sì, 13 no e 3 astensioni.

 

(MC)