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Consiglio | 11.03.2019 | 09:43

Lavori Consiglio: Ratificata impugnazione del bilancio statale 2019

Il plenum ha approvato la delibera di impugnazione di parti dell’articolo 1 del bilancio 2019 dello Stato, riguardanti l’ambito sanitario, ritenute in contrasto con le disposizioni dell’Autonomia

Il Consiglio provinciale si è riunito oggi in seduta straordinaria per la ratifica della delibera di Giunta che impugna parti (articolo 1, commi 865 e 866) del bilancio di previsione dello Stato 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145). Esso infatti, nonostante la clausola di salvaguardia che esclude la diretta applicazione alle autonomie speciali delle disposizioni statali non compatibili con gli Statuti speciali e le relative norme d’attuazione, contiene disposizioni espressamente riferite anche alle Province autonome in materia di tutela della salute e organizzazione del servizio sanitario.

Come ha spiegato il presidente Josef Noggler, la convocazione straordinaria del plenum si era resa necessaria perché il ricorso, insieme all’atto di ratifica del Consiglio provinciale, va presentato entro oggi, 11 marzo 2019. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che l’articolo di cui si contestavano due commi era molto lungo e conteneva norme in ambito sanitario, in particolare la previsione che lo Stato potesse intervenire direttamente nel caso di non raggiungimento degli obiettivi: “Questo va oltre le competenze dello Stato nella Provincia autonoma di Bolzano: se fosse accettato, sarebbe un pericoloso precedente”.

Nei successivi interventi, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha proposto di istituire una sorta di tavolo di conciliazione che operi PRIMA dei ricorsi davanti alla Consulta, per verificare l’attinenza sia delle norme statali che quelle provinciali. Una verifica è necessaria, stante anche il fatto che la Lega è al governo sia in Provincia che a Roma, per evitare uno stillicidio di contenziosi in futuro.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha detto di non vedere l’opportunità di questo ricorso, contestando anche l’esigenza di convocare una seduta straordinaria per i relativi costi. La finanziaria era stata votata a grande maggioranza anche da componenti del partito di Giunta; inoltre si trattava di bonus alla dirigenza sanitaria, e la sanità altoatesina ha già i costi più alti d’Italia. Infine, si risvegliava la pratica dei ricorsi, “e presto potrebbe essere il Governo nazionale a farne”.

Paul Köllensperger (Team Köllensperger) ha appoggiato la proposta di ratifica, al fine di tutelare la Provincia da ingerenze dello Stato. Gli articoli citati andavano condivisi nel contenuto, perché era giusto che parte dell’indennità dirigenziale fosse legata ai risultati.

Secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), è un obbligo fare ricorso quando lo Stato interferisce nell’Autonomia. Il sistema altoatesino può essere caro, ma funziona molto meglio rispetto al resto d’Italia. Egli ha chiesto poi notizie sulla formazione degli specializzandi sudtirolesi in Austria, che il Governo vuole mettere in discussione: la specializzazione in Austria è fondamentale perché i giovani neolaureati sudtirolesi facciano rientro in provincia.

Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha sostenuto la proposta a nome del suo gruppo e in difesa dell’autonomia. Ha chiesto poi se in quest’ambito c’è una strategia comune con il Trentino o se ci sono opinioni divergenti.

Secondo Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) la ratifica è da sostenere, in quanto se lo Stato minaccia le competenze provinciali la Provincia deve difendersi.

Infine, Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) ha sostenuto che al di là delle dinamiche nazionali la delibera va sostenuta in quanto difende un diritto sacrosanto dell’Autonomia. Vanno ricordate le dinamiche sanitarie nazionali, “o forse sarebbe meglio dire venete”, sottolineando che si tratta di ordinamenti diversi. A Nicolini che aveva sottolineato i costi della seduta straordinaria egli ha ricordato che “qui non è come in Consiglio comunale con i gettoni di presenza, qui non ci sono quel tipo di spese”.

Il pres. Arno Kompatscher ha replicato, in merito al tavolo di conciliazione proposto, che si è in costante trattativa con lo Stato, per esempio nella Conferenza delle Regioni: si interviene sottolineando l’esigenza di clausole a tutela della Provincia autonoma, che di solito vengono anche accettate. La clausola di salvaguardia di solito è un fatto conosciuto, sebbene non tutti i Ministeri vogliano accettarla: quando questo avviene, la Provincia si difende intervenendo presso la Camera dei Deputati con un emendamento, ma se si pone la fiducia gli emendamenti decadono, quindi non rimane che l’impugnazione. La questione in esame è squisitamente tecnica, non si tratta di maggioranza o minoranza: è stato detto che anche il Trentino pensa all’impugnazione. In quanto agli specializzandi, si tratta di una questione che non riguarda Governo o Parlamento, ma un sindacato, che ritiene che la specializzazione in Austria sarebbe una concorrenza sleale: “Noi abbiamo cercato si spiegare le ragioni di questa forma di specializzazione, ma questo viene messo in cattiva luce dai sindacati, forse perché non piace la nostra Autonomia. Tutti i medici, a prescindere dal gruppo linguistico, sono a favore di questa opportunità”.

Si è quindi passati alla votazione della delibera, che è stata approvata con 29 sì, 1 no e 1 astensione.

Il presidente Josef Noggler ha quindi dichiarato conclusa la seduta.

(MC)