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Consiglio | 26.10.2018 | 14:15

Tatari della Crimea in Consiglio provinciale

La delegazione, interessata all’esempio di Autonomia della provincia di Bolzano, ha incontrato i segretari questori Hochgruber Kuenzer e Renzler. Presente anche il vicepresidente della FUEV Daniel Alfreider.

La delegazione tatara in aula con Daniel Alfreider, Maria Hochgruber Kuenzer, Helmuth Renzler (secondo da destra) e, tra quest'ultimi, Abmedzhit Suleimanov. (Foto: Maier/Consiglio)ZoomansichtLa delegazione tatara in aula con Daniel Alfreider, Maria Hochgruber Kuenzer, Helmuth Renzler (secondo da destra) e, tra quest'ultimi, Abmedzhit Suleimanov. (Foto: Maier/Consiglio)

Una delegazione di Tatari della Crimea, gruppo autoctono minoritario della penisola ora amministrata dalla Russia, è stata accolta oggi in Consiglio provinciale dai segretari questori Maria Hochgruber Kuenzer e Helmuth Renzler. Il gruppo, guidato dal rappresentante del Meclis (organo di rappresentanza dei Tatari di Crimea) Abmedzhit Suleimanov, e composto da rappresentanti di esiliati in Ucraina e componenti dell’Assemblea nazionale dei Tatari di Crimea, si trova attualmente in Alto Adige, su invito dell’Associazione per i Popoli Minacciati e dell’EURAC,  per raccogliere informazioni sull’Autonomia locale. Da quando, nel 2014, la Crimea è tornata a essere amministrata dalla Russia, i Tatari sono oggetto di discriminazione, tanto che 30.000 di loro, su un totale di 260.000, sono emigrati in Ucraina, senza possibilità di ritorno.

Hochgruber Kuenzer ha riportato agli ospiti la storia dell’Autonomia sudtirolese, dagli anni bui dell’annessione all’Italia e del fascismo fino al sistema odierno di autogoverno in continuo sviluppo, sottolineando l’importanza dell’approdo della questione all’ONU. La necessità di dare una connotazione internazionale alle rivendicazioni delle minoranze è stata sottolineata anche dal vicepresidente della FUEV e neoletto in Consiglio provinciale Daniel Alfreider, il quale ha riferito della raccolta di firme a sostegno del Minority Safe Pack, “che ha raggiunto il milione di sottoscrizioni allo scopo di far entrare il tema della tutela delle minoranze nell’agenda della Commissione Europea”. Suleimanov e i colleghi tatari hanno ascoltato con interesse il suo intervento, sottolineando l’importanza di essere riconosciuti a livello internazionale, ma anche l’impedimento rappresentato dal fatto che l’Ucraina non fa parte della UE. Esiste però, ha sottolineato Serdar Sitaptiev, dell’organizzazione non governativa Devam, la volontà di essere riconosciuti a livello internazionale e di creare ponti con realtà al di fuori della Crimea. Gli ospiti hanno quindi evidenziato le aspirazioni di indipendenza del popolo tataro: “Anche in Sudtirolo ci sono rivendicazioni di indipendenza”, ha sottolineato Renzler, “ma senza prospettive di successo: abbiamo quindi deciso di puntare su un’Autonomia che è dinamica, e si costruisce e amplia giorno dopo giorno”.  


(MC)