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Consiglio | 26.07.2018 | 16:26

Lavori Consiglio: Assestamento 2018, ordini del giorno -2

Gli ultimi ordini del giorno alla manovra di assestamento 2018 contenuta nei disegni di legge provinciale 166/18 e 167/18. Avviata la discussione articolata.

È ripresa questo pomeriggio la trattazione degli ordini del giorno alla manovra di assestamento di bilancio 2018 (disegno di legge provinciale n. 166/18: “Disposizioni collegate all'assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per l'anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020” e disegno di legge provinciale n. 167/18: “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per l'anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020”, entrambi presentati dalla Giunta provinciale su proposta del presidente della Provincia Kompatscher).

Hans Heiss (Gruppo Verde) ha presentato due proposte. Innanzitutto ha chiesto che la Giunta (1) valutasse e verificasse attentamente i risultati delle sperimentazioni relative all’introduzione di un’ora di etica come insegnamento alternativo alla religione cattolica, e (2) offrisse un’alternativa uniformata e didatticamente equilibrata introducendo la materia “modelli di vita, etica, religioni” nei maggiori Comuni e nei centri caratterizzati da una maggiore pluralità confessionale. Le alternative offerte a chi sceglie di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica sono attualmente poche e non sempre adeguate. Non si tratta di un attacco alla Chiesa cattolica, ma di introdurre la materia “etica” come già avviene in altri Paesi. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che riteneva una cosa positiva le lezioni di etica, avendo tra l’altro un buon ricordo delle discussioni sull’etica ai tempi scolastici, ma non poteva sostenere una sostituzione della lezione di religione, che è comunque da ripensare: “Sarebbe opportuno informare su religioni diverse da quella cattolica, ma gli studenti di altri Credo dovrebbero avere la possibilità di conoscere “la nostra Weltanschauung”. Maria Hochgruber Kuenzer (SVP) ha ritenuto curioso che per essere ancora piÚ tolleranti si debba rinunciare alla propria religione; se si ha paura delle altre religioni è anche perché non si conoscono abbastanza le proprie radici: scegliere un insegnamento di “etica” vuol dire percorrere un’altra strada. Il vicario Runggaldier, ha aggiunto la consigliera, ha detto che il tema della religione non va sfruttato per le discussioni politiche. Sigmar Stocker (Die Freihietlichen) ha criticato che nelle premesse la religione cattolica fosse definita “privilegiata”, in quanto si tratta della religione della nostra Heimat, e ribadito che l’etica non dovrebbe sostituire la religione. Ha poi criticato che la Chiesa si occupasse più dei migranti che dei propri fedeli. L’ass. Philipp Achammer ha ricordato che durante un’audizione in Consiglio provinciale gli insegnanti di religione avevano spiegato come era cambiato il relativo insegnamento, prima svolto da rappresentanti del clero, poi da insegnanti laici, infine aperto a un dialogo tra le varie religioni, e non solo a quella cattolica, e aperto al confronto etico. Ha quindi accolto il primo punto della parte impegnativa, perché progetti pilota giá esistono, ma respinto il punto (2). Ha aggiunto poi che c’è bisogno di un’alternativa standardizzata per chi sceglie di non frequentare le ore di religione. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha chiesto che intervenissero anche gli altri assessori alla Scuola. L’ass. Christian Tommasini ha condiviso la posizione di Achammer, sottolineando che lo stesso vale per la scuola italiana; l’introduzione dell’insegnamento di etica è una cosa su cui si discute, ma è giusto affrontare il tema in un altro contesto. Anch’egli ha accolto il punto (1). L’ass. Florian Mussner ha aggiunto di rispettare tutte le religioni, ma ritenuto che si dovesse scegliere una strada valida per tutti, nel rispetto degli altri. Tutti i bambini dovrebbero conoscere la religione locale, ma è giusto impegnarsi per conoscere meglio le altre religioni. Il solo punto (1) ha ricevuto approvazione dall’aula, con 14 sì, 8 no e 4 astensioni. Con il suo secondo ordine del giorno, Heiss ha chiesto che (1) la Giunta sfruttasse, d’intesa col Comune di Dobbiaco, ogni margine di trattativa con il proprietario della casetta di composizione di Gustav Mahler, attualmente off limits, stabilendo un termine ultimo per la soluzione del problema, e (2) ad avvalersi, una volta scaduto tale termine, di tutti gli strumenti giuridici offerti dalla legge provinciale in materia di tutela del patrimonio culturale per valorizzare la struttura. Bisogna lanciare un segnale chiaro al proprietario, e in ultima ratio bisogna considerare anche l’esproprio. Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha segnalato che i Comuni di Dobbiaco e San Candido si sono impegnati molto per la tutela dei beni culturali, spesso però muovendosi come elefanti in una cristalleria., ma con progetti non così belli. A San Candido c’è proprio una sindaca dei Verdi, per i quali tutto ciò che risulta tirolese è un problema. Egli ha comunque appoggiato la proposta per mantenere la storia culturale del Sudtirolo. Heiss ha replicato di stimare molto la sindaca di San Candido, rilevando tuttavia che essa fa parte di una lista civica e non dei Verdi. L’ass. Philipp Achammer si è detto convinto della necessità di intervenire, sottolineando che la Provincia è disponibile a un sostegno finanziario al risanamento della casetta. Bisogna trovare la forma giusta con cui intervenire, trattandosi di una struttura privata, magari tramite la fondazione del centro cultrale Euregio. Ha quindi accolto la parte dispositiva, però con lo stralcio dei riferimenti al termine ultimo per la soluzione del problema, in quanto è importante cercare il dialogo. In questa forma l’ordine del giorno è risultato accolto.

Josef Noggler (SVP) ha chiesto di sottoporre le normativa in materia di DURP a un procedimento di verifica dell’impatto, coinvolgendo nella valutazione degli effetti della DURP le parti interessate (associazioni). L’ass. Richard Theiner ha accolto la parte dispositiva. Noggler ha evidenziato come problematico il fatto che il reddito di un piccolo imprenditore non possa risultare inferiore alla retribuzione di un dipendente nella stessa categoria: anche l’imprenditore deve avere la possibilità di dire quanto guadagna.  Ha chiesto quindi che venissero approvate anche le premesse. Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha riferito che si tratta di un tema sollevato più volte anche dai Freiheitlichen, e ribadito che non è accettabile che si imponga agli imprenditori quanto devono guadagnare. Helmuth Renzler (SVP) ha lo stesso Noggler fa riferimento alla possibilità di evasione fiscale per le piccole imprese, e il legislatore ha imposto un reddito minimo di 15.000 € ritenendo che un imprenditore non possa guadagnare meno del suo dipendente. Lo stesso Noggler parla nell’ultimo paragrafo delle premesse di principio di uguaglianza: questo ci sarebbe se il lavoratore avesse le stesse possibilità di detrazione dell’imprenditore. Andreas Pöder (BU) ha ritenuto che senza le premesse la parte dispositiva non avesse senso, e invitato Noggler a cautela perché dalla verifica dell’impatto i perdenti sarebbero i lavoratori dipendenti. Ha quindi ricordato che gli immobili delle aziende non rientrano nel calcolo della DURP. I redditi fittizi assegnati agli imprenditori sono problematici, ma se si cambiano le cose bisogna allora cambiare tutto. L’ass. Martha Stocker ha ribattuto che imprenditori e sindacati si erano accordati sull’escludere dal calcolo il patrimonio aziendale, e che il confronto è continuo. Alcuni casi sono problematici, ma le associazioni di categoria al momento non hanno chiesto adeguamenti del sistema. Ha comunque accolto la proposta per confrontarsi di nuovo con le parti sociali. Le premesse sono state accolte con 14 sì, 8 no e 5 astensioni, la parte dispositiva dell’ordine del giorno con 24 sì, 1 no e 3 astensioni.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha poi presentato 3 ordini del giorno. Con il primo chiedeva che la Giunta riconsiderasse il progetto del Polo bibliotecario, attualmente bloccato per la gravissima crisi di Condotte SpA, garantendo interventi di carattere sociale finalizzati a soddisfare esigenze abitative e assistenziali a favore di giovani e anziani riconvertendo il progetto dle Polo bibliotecario alle Ex Pascoli Longon di Bolzano in un centro di microappartamenti destinati a queste categorie in un progetto di cohousing. Ciò richiede un investimento relativo rispetto a quello del polo bibliotecario, e permette di evitare che la struttura resti abbandonata. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è detto d’accordo nel merito, rilevando però che non si tratta tanto del cohousing ma dell’ex Pascoli, che lui non riteneva da tutelare. Il vicepres. Christian Tommasini ha difeso l’idea culturale dell’unione delle tre biblioteche provinciali; un polo bibliotecario metterebbe in linea con le biblioteche europee, che sono “moderne piazze del sapere”, e sottolineato che le biblioteche hanno bisogno di spazi. La soluzione studiata è quella ottimale. In quanto alla situazione di Condotte, essa si trova in una complessa procedura fallimentare e dovrebbe transitare in una nuova società che a sua volta completerebbe le commesse, ma la procedura è gestita a livello nazionale. Il problema di cohousing, dall’altro lato, è importante,  proseguirà anche all’ex Lehrlingsheim di Aslago. L’ordine del giorno è stato respinto con 2 sì, 19 no e 5 astensioni. Con la seconda proposta, Urzì chiedeva alla Giunta di modificare la normativa sull’assegnazione degli alloggi sociali prevedendo l’attribuzione per i familiari a carico affetti da disabilitá civile al 100% dello stesso punteggio previsto nel caso di invalidità dle richiedente (5 punti). Il consigliere ha evidenziato che si tratta di situazioni gravissime, il che richiede un intervento. Walter Blaas (Die Freihietlichen) ha accolto la proposta, ritenenendo che se ciò non era già previsto si dovesse a una dimenticanza, e invitando ad ampliare ulteriormente la possibilità. Il vicepres. Christian Tommasini ha risposto che il tema esiste ed si deve al fatto che il richiedente è colui che chiede la prestazione, ma c’è la disponibilità ad approfondire la questione. Ha chiesto quindi a Urzì di cambiare la parte dispositiva ai fini di chiedere alla Giunta di “valutare” di modificare la normativa, con questa modifica l’ordine del giorno è stato accolto dalla Giunta. La terza proposta di  Urzì esortava la Giunta di garantire l’azzeramento automatico del ticket, se dovuto, per tutte le prestazioni sanitarie (escluse quelle di categoria P - programmata) per le quali al momento della prenotazione sia previsto un tempo d’attesa superiore ai 45 giorni. Questo a fronte degli attuali lunghi tempi d’attesa per le visite. L’ass. Martha Stocker ha fatto presente che il 55% dei cittadini è già esentato dal ticket, e che la Provincia chiede il contributo più esiguo a livello nazionale, nonché che per i casi non urgenti e la categoria programmata se si supera una certa soglia c’è la possibilità di rivolgersi a un medico autonomo ed avere un successivo rimborso di 50 €. L’ordine del giorno è stato respinto con 11 sì e 14 no.

L’ordine del giorno con cui Ulli Mair (Die Freiheitlichen) chiedeva che la Giunta creasse i presupposti, considerando l’organizzazione del lavoro e il patto generazionale, per una suddivisione del lavoro che tenga conto dell’età delle persone affinché i giovani collaboratori possano contare il più possibile sull’esperienza e competenza dei colleghi più anziani, adeguasse gli stipendi iniziali dell’amministrazione provinciale nei settori in cui l’economia attrae troppo personale specializzato, adeguasse regolarmente i contratti collettivi ai cambiamenti in atto ai fini di affrontare le diverse esigenze di gestione del personale, èinfine stato respinto con 4 sì, 14 no e 4 astensioni.

Il passaggio alla discussione articolata del dlp 166/18 è stato quindi approvato con 15 sì, 3 no, 8 astensioni, quello del dlp 167/18 con 16 sì, 4 no e 8 astensioni

(continua)

(MC)