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Consiglio | 04.07.2018 | 16:36

Lavori Consiglio: Consiglio del lavoro, amianto, base Nato Rigel

3 proposte de L’alto Adige nel cuore.

Con la mozione n. 63/14: Consiglio del lavoro, emendata oggi in Consiglio provinciale da Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore), il consigliere chiedeva che la Giunta promuovesse  l’attivazione di un Consiglio permanente del lavoro, composto da parti sociali, forze politiche di maggioranza e minoranza che attribuisca la condivisione delle decisioni improcrastinabili e del controllo su di esse, di fronte a una tale e contingente drammaticità della situazione, alla molteplicitá delle risorse attive nell’ambito della societá locale. La situazione è meno grave che in passato, con un tasso di disoccupazione al 3,1%, ma bisogna vigilare affinché siano garantiti i diritti dei lavoratori di fronte a richieste di riduzione concordata dei compensi, che sono ricatti per il mantenimento del posto di lavoro.
Il pres. Arno Kompatscher ha rilevato che rispetto al momento di presentazione della mozione, il tasso di disoccupazione `calato di molto, quindi non c’è necessitá di un organo come quello richiesto, anche perché il confronto con le parti sociali c’è anche ora e avviene con regolarità. La proposta è stata respinta con 3 sì, 21 no e 3 astensioni.

Lo stesso Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha chiesto con la mozione n. 298/15: Amianto: è necessario un protocollo per garantire l'immediata e chiara informazione alla cittadinanza in caso di rinvenimenti (emendata) che, a fronte del fatto che nel caso di ritrovamento di amianto, esso va rimosso con l’installazioni di cartelli e misure che possono indurre nel panico le persone che abitano nelle vicinanze, fosse garantita, in questi casi, una comunicazione chiara e trasparente alla popolazione residente nell’area interessata e quella circostante circa le modalità di rimozione, le tempistiche dei lavori ed eventuali accorgimenti da adottare. In questo modo, la popolazione non si allarmerebbe inutilmente.
Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha ritenuto al contrario che informare i cittadini aumenterebbe l’allarme, facendo passare come pericolose magari rimozioni molto ridotte. Avvertire la popolazione sarebbe necessario solo in caso di ampie rimozioni, quindi bisogna agire solo a partire da una certa dimensione. Dovrebbero essere le ditte incaricate a informare.
L’ass. Martha Stocker ha rilevato che a livello legislativo è previsto di fare il possibile per garantire salute e sicurezza. Bisogna stare attenti a non fomentare le paure, con nuovi interventi. La Provincia ha già promosso un sistema di informazione per tutti coloro che si occupano della questione, a partire dai responsabili di condominio, esortando a delimitare il locale interessato e a informare le persone anche nelle vicinanze. Solo le ditte autorizzate possono intervenire. Urzì ha replicato che sono piuttosto le informazioni tecniche oggi diramate che inducono nel panico, ma la mozione è stata respinta con 4 sì, 16 no e 7 astensioni.

Ancora Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha presentato la mozione n. 234/14: Ex Base Nato "Site Rigel" di Naz Sciaves (emendata), con cui invitava a seguire anche per base Nato Rigel di Naz Sciaves l’esempio della splendida trasformazione di una testimonianza della Guerra Fredda come Base Tuono, a Folgaria in Trentino, in un’opera di conservazione storica. la base, ha ricordato, era stata istituita nel 1967 ed utilizzata fino al 1983 come deposito di “munizioni speciali”, ovvero armamento nucleare tattico utilizzabile dai reparti dell’esercito italiano in contrapposizione ad un’ipotetica invasione dei mezzi del Patto di Varsavia attraverso il Passo del Brennero, la Val Pusteria od il Varco di Prato alla Drava-Versciaco; ora la proprietà è stata trasferita dallo Stato italiano alla Provincia Autonoma di Bolzano, che la concede per singole manifestazioni in uso al Comune di Naz Sciaves. Nel 2013, in occasione della Giornata Europea del Patrimonio il sito è stato aperto al pubblico e le visite guidate organizzate hanno avuto un notevole riscontro di pubblico tanto. Urzì chiedeva quindi che la Giunta incentivasse e sostenesse la rapida prosecuzione e il completamento di questo percorso storico documentale a testimonianza del difficile periodo storico della guerra fredda, mettendo a disposizione, sulla base di progetti condivisi, le necessarie risorse.
Sven Knoll (STF) ha ritenuto che Urzì avesse fatto un rilievo interessante, in quanto il luogo fa parte della storia dell’Alto Adige. Tuttavia, l’edificio lì presente è piccolo e non adatto: dato che manca un museo dedicato alla storia, esso potrebbe essere realizzato a Fortezza.
Hans Heiss (Gruppo verde) ha evidenziato che l’Alto Adige ha avuto un suo ruolo nella Guerra fredda, che va ricordato, ma ha condiviso la posizione di knoll. Naz Sciaves potrebbe diventare una succursale di Fortezza, più concentrata sul contemporaneo.
La Giunta, ha spiegato l’assessore Christian Tommasini, ha già condiviso il progetto presentato dal Comune di Naz Sciaves per la riqualificazione dell’area come parco storico, parco ricreativo per le famiglie e per eventi. L’accordo con il Municipio prevede che la Provincia metta a disposizione l’areale, ma le risorse siano messe a disposizione del Comune, “un caso raro di Comune che si presenta con le idee chiare e senza richiesta di finanziamento”, cui la Provincia ha aderito volentieri. Il Comune non agisce da solo ma in contatto con la Ripartizione Musei. Urzì ha rilevato che questo era giá stato promesso tempo fa senza che accadesse nulla, per questo c’è bisogno di prendere un impegno concreto. Tommasini ha ribadito che le risorse sono giá disponibili, e Urzì ha stralciato dalla parte dispositiva il relativo passo. La mozione così modificata è stata votata per parti separate: le premesse respinte con 1 sì, 15 no e 10 astensioni, la parte dispositiva approvata con 14 sì e 11 astensioni.

(continua)

(MC)