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Consiglio | 16.09.2021 | 18:32

Lavori Consiglio: riqualificazione energetica, alfabetizzazione mediatica, vaccinazioni e test

Nel tempo della maggioranza, discusse tre mozioni SVP. I lavori riprendono domani alle 10.00.

Lo spazio riservato alla maggioranza è stato aperto questo pomeriggio in Consiglio provinciale da Gerhard Lanz (SVP), che con la mozione n. 465/21: Stiamo sempre più stretti … e fa sempre più caldo! Misure per promuovere la riqualificazione energetica, evidenziando che la nuova legge Territorio e paesaggio ambisce nelle sue finalità a un migliore e più efficiente utilizzo del patrimonio edilizio nonché a un minore ricorso all’individuazione di nuove zone edificabili in futuro, con un approccio sensato che  conduce inevitabilmente al tema della  densificazione, e che essa dà ai Comuni uno strumento che consente loro di definire e attuare questo principio a livello locale e in loco, anche se purtroppo mancano ancora i piani attuativi per le zone edificabili all’interno delle aree insediabili e ognuno vede e valuta in modo diverso le decisioni relative agli aumenti di cubatura e dell’altezza degli edifici, alla riduzione dei limiti di distanza e ad altre misure, segnalava che oltre a questo tema, altri due aspetti arricchiscono attualmente il dibattito: il cambiamento climatico e la situazione economica che si è creata in seguito alla pandemia di Covid-19: entrambi richiedono decisioni a breve termine.  Sono già in campo diverse misure, la cui complessiva valutazione e interazione non sono ancora state discusse in dettaglio e che, soprattutto sul piano locale, sono a malapena state approfondite, e comunque non a sufficienza: tra queste, il bonus energia, strumento che negli ultimi anni ha permesso di conseguire alcuni obiettivi, quali l’efficientamento energetico degli edifici, nuove cubature e un'economia fiorente, soprattutto a livello locale, che però scade alla fine del 2021, e senza un preventivo orientamento strategico che tenga conto del mutato contesto una proroga non avrebbe senso. Vi sono poi altre misure, ad esempio il regime degli incentivi statali come le detrazioni fiscali, l'ecobonus al 65% o il recupero al 50%, o il  superbonus del 110%, misura che in Alto Adige non si è particolarmente affermata. A fronte di queste premesse, il consigliere chiedeva di incaricare la Giunta provinciale di istituire entro il 30/9/2021 un tavolo di lavoro composto da esperti della pianificazione territoriale e paesaggistica nonché dell’economia (ad esempio IRE), dagli stakeholder e dai responsabili politici, al fine di elaborare una strategia per l'Alto Adige relativamente ad aumenti di cubatura, risanamenti energetici, agevolazioni fiscali e ulteriori sistemi di incentivazione, la quale possa in seguito venire integrata nella legge su Territorio e paesaggio.
Paul Köllensperger (Team K) ha condiviso la tematica a livello di contenuto, tuttavia sarebbero opportune proposte più concrete di un semplice tavolo di lavoro, che tra il resto arriva tardi rispetto ai tempi di scadenza del bonus 110%. egli stesso aveva fatto proposte concrete, quale l’introduzione dell'energy contracting, da tempo introdotto con successo a Innsbruck. La mozione andava comunque sostenuta. 
Helmut Tauber (SVP), cofirmatario, ha chiarito che le misure citate rientrano nel progetto clima Alto Adige, cui ognuno deve dare un contributo. Con la legge territorio e paesaggio e le possibilità date dallo Stato molto è possibile, si tratta ora di coordinare il tutto e di aiutare a chiarire le cose: un tavolo di lavoro con esperti aiuterebbe in questo senso.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha ritenuto la mozione interessante ma tardiva, ricordando che ad agosto 2020 aveva presentato una mozione con misure di sostegno ed accessibilità al bonus 110%: questa non era stata accolta, e ora in questa mozione si diceva che il bonus 110% non funziona. La sua parte politica premeva per il prolungamento fino a  tutto il 2023, con cui Draghi era d’accordo ma che il centrodestra voleva evitare. Il bonus 110% aveva indubbiamente funzionato, facendo ripartire economia e industria, nonostante l’aumento dei prezzi. Nicolini si è augurato che con questa mozione si eliminassero gli ostacoli esistenti.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha chiarito che il contenuto è interessante, e che è chiaro che bisogna puntare sul risanamento energetico, tuttavia c’è già un gruppo, che fa capo all’assessora competente Hochgruber Kuenzer, che si confronta con il tema del bonus 110% e la sua applicazione, quasi una ripartizione ombra. Mancava in aula l'assessora, ma sarebbe stato interessante sapere cosa aveva da dire.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che mentre nel sud Italia si era fatta man bassa di queste misure, in Alto Adige i tecnici erano molto più cauti. Si arrivava molto tardi con questa mozione, Nicolini aveva ragione. Era un peccato che non si riuscisse a utilizzare i vantaggi a disposizione, preferendo altri incentivi. A volte è un bene che certe proposte grandiose da parte dello Stato non vengano accettate, perché a volte una buona percentuale delle domande non viene accettata, ma questo si vede col senno di poi. 
L’ass. Giuliano Vettorato ha chiarito che l’ideatore del superbonus, l’ex sottosegretario Fraccaro, aveva voluto studiare il sistema locale. Ha quindi ricordato il finanziamento del check dei condomini, per il quale erano state ricevute 315 domande, e aggiunto che c’era la volontà di accogliere la mozione, anche se forse non si sarebbe partiti entro il 30 settembre: l’importante è dare risposte ai cittadini. Gerhard Lanz ha chiarito che uno spazio di manovra c’è, anche per via del fatto che i Comuni che stanno procedendo con i Piani di sviluppo comunali . Tutto questo richiede un confronto trasversale tra diversi interlocutori. È vero che non vengono proposte misure concrete, ma quello che si intende ottenere è una concreta collaborazione tra vari ambiti, anche per soluzioni di transizione. Posta in votazione, la mozione è stata approvata con 27 sì e 5 astensioni.

Di seguito, Magdalena Amhof (SVP) ha presentato la mozione n. 472/21: Alfabetizzazione mediatica nelle scuole dell'Alto Adige, con la quale, spiegando che il consumo di social media e di internet è aumentato fortemente negli ultimi anni e comporta un cambiamento sociale e culturale permanente, dato che comunichiamo tramite innumerevoli social media, condividiamo, mettiamo like, arricchiamo la rete con foto della nostra vita e ci procuriamo tutte le informazioni da internet, spiegava che pertanto la competenza mediatica è per tutti una delle qualifiche fondamentali del XXI secolo. Le scuole fanno molto in questo senso, e molto viene investito per formare gli insegnanti e le insegnanti, anche a fronte del fatto che, come conferma un recente studio dell’ASTAT, il 99% delle ragazze e dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni usa internet per una media di 290 minuti al giorno, ovvero quasi cinque ore. Bambini e giovani che vivono nell’era digitale non dispongono però automaticamente delle competenze digitali necessarie; le informazioni fornite dalla rete vanno riconosciute e applicate correttamente: la capacità di utilizzare i media in modo responsabile, in base alle proprie esigenze e ai propri scopi, va appresa tramite l’alfabetizzazione mediatica, che dovrebbe rientrare tra i compiti imprescindibili dei genitori, della scuola e di tutte le organizzazioni che si occupano di bambini e di giovani. Pertanto, la consigliera chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a promuovere maggiormente l’alfabetizzazione mediatica nelle scuole dell’Alto Adige, affinché alle giovani e ai giovani venga insegnato un utilizzo più efficace e opportuno di internet e dei social media tramite iniziative e progetti mirati, (2) a coinvolgere maggiormente le organizzazioni e le associazioni giovanili nella promozione di una buona alfabetizzazione mediatica e invitarle a tenere conto della competenza mediatica nei loro ambiti di azione; (3) a offrire agli insegnanti e ai responsabili della formazione nelle associazioni di volontariato e nelle organizzazioni giovanili dei corsi di formazione affinché possano presentarsi ai giovani con una conoscenza della materia che sia solida e aggiornata, e riescano così a trasmettere loro competenze mediatiche adeguate. 
La cofirmataria Jasmin Ladurner (SVP) ha evidenziato come ormai sia inimmaginabile passare una giornata senza utilizzare internet o i social media, e che smartphone e tablet sono usati già nella prima infanzia. Negli ultimi due anni e mezzo, le dinamiche sviluppatesi nei social media hanno fatto molto spazio alle fake news e all’aggressività: è giusto preparare bene i ragazzi a valutare le fonti. la scuola svolge in quest’ambito un ruolo importante, aiutando a capire e gestire tutto nel modo migliore. importante è anche sapere come comportarsi in rete e come trattare gli interlocutori.
Alex Ploner (Team K) ha chiesto cosa sarebbe successo se questa mozione fosse stata presentata dal Team K: l’ass. Achammer avrebbe detto che la tematica è importante e che va presa sul serio, aggiungendo però che tutto questo viene già fatto, come da delibera di Giunta 284 del 7.4.2020. In quest’ambito ci sono anche già numerose manifestazioni ed eventi, ben 46. Quindi cosa si vuole decidere: che tutto ciò che già c’è va rafforzato? Inoltre, c'è da chiedersi come le associazioni debbano collaborare in ambito di competenza mediatica: questo è compito della scuola.
Helmut Tauber (SVP) ha sottolineato che Ploner parlava come se gli fosse stato rubato un tema, aggiungendo che è molto importante che vengano apprese nuove competenze, che solte alla formazione vanno allargate anche alle famiglie. Si tratta di tutta la società, di competenza, di comunicazione, perché nell’ambito dell’interazione digitale, c'è ancora molto da fare.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è chiesto cosa c’è effettivamente bisogno di trasmettere ai giovani, e ha espresso il timore che si sfrutti il potere dei media per indirizzare le opinioni. Nei media altoatesini si tende spesso a indirizzare le opinioni, dietro il velo della libertà di stampa: un rappresentante meranese della STF ha subito tali tagli alla sua intervista da risultare quasi senza risposte. Egli ha quindi chiesto alla presentatrice come credeva si potesse attuare quanto richiesto, se già i media agiscono così.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha chiarito che in fondo si trattava di sostenibilità digitale, a fronte di un veloce sviluppo di questo mondo in pochi anni. Nessuno avrebbe immaginato un tale sviluppo dieci anni fa, e nessuno può sapere dove si arriverà tra dieci anni, quando si arriverà a incorporare la tecnologia.
Peter Faistnauer (Perspektiven für Südtirol) ha  chiarito che la gestione dei media è una tematica che diventa sempre più importante, come dimostrano i corsi offerti dal centro audiovisivi proprio a insegnanti, pedagoghi, collaboratori di centri giovanili. L’offerta quindi esiste già, ci si chiede cosa si può proporre di più.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha ricordato che quando questi temi non esistevano quando era piccola, aggiungendo però che non bisogna procedere al contrario: ormai sono i figli che digitalizzano i genitori, e le scuole già stanno facendo tanto, Tuttavia, parlando con la Polizia postale ci si confronta con sexting, cybermobbing eccetera, e la crisi pandemica ha dimostrato quanto i giovani si sono ritirati in una sorta di darknet, e in questo campo i genitori non sanno come muoversi. La formazione dovrebbe quindi riguardare non solo i bambini, ma anche i genitori, che dovrebbero essere avvicinati dalle scuole.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiarito che l’uso moderato dei social non si insegna, al massimo si possono offrire ai giovani luoghi concreti di incontro, come sale dove fare musica o campetti sportivi. Bisogna anche considerare che gli stessi genitori hanno sempre in mano uno smartphone. Quello che i genitori sanno bene, è quale ricaduta sul mondo può avere una singola parola scritta sui social. Più che chiedere un’alfabetizzazione mediatica bisognerebbe promuovere la conoscenza delle regole di condotta sul social: i giovani potrebbero istruire i genitori sui contenitori, gli adulti potrebbero istruirli sui contenuti. 
L’ass. Philipp Achammer ha ammesso che è vero che si fa già tanto, ma la mozione non ha come obiettivo sottolineare quanto è già stato fatto, bensì la situazione degli ultimi mesi. Molte persone non sanno distinguere tra media affidabili o meno, e non si tratta di formare opinioni, ma soprattutto di gestire in modo critico le fonti e le notizie. Non sono solo le scuole a dover agire: va considerata anche l’attività extrascolastica, ovvero la promozione di progetti con la partecipazione di biblioteche, centri formativi, Ripartizione istruzione ecc., come successo in passato su iniziativa dello Jugendring. Molto importante è il punto (3) perché non basta avere le strutture, come la lavagna digitale, bisogna anche saperle utilizzare. Un importante passo avanti è stato fatto durante il lockdown. Magdalena Amhof, ringraziando per i contributi, ha ricordato che lo spunto per la mozione le era venuto dal citato studio ASTAT che rilevava come i giovani passino 5 ore al giorno in internet, il che rende necessaria la competenza mediatica, la cui trasmissione non può  essere affidata solo alla scuola. Molte associazioni sono pronte per intervenire. Bisogna preparare le persone a questa nuova sfida, e se nella formazione vengono trasmesse opinioni, come può accadere, ogni giovane deve comunque essere libero di potersi formare la propria. Posta in votazione, la mozione è stata approvata con 28 sì e 4 astensioni. 

Magdalena Amhof (SVP) ha quindi presentato la mozione n. 474/21: Strategia anti-Covid: VACCINAZIONI E TEST (emendata) con la quale, evidenziando che la scienza, la medicina e i dati empirici disponibili dimostrano che l'immunizzazione è la via più sicura per uscire dalla pandemia e che la vaccinazione è il modo più rapido per raggiungere questo obiettivo, aggiungeva che per incoraggiare più persone possibile a compiere questo importante passo è previsto che in futuro le persone vaccinate possano godere di alcuni diritti negati ai non vaccinati, a mano di un test negativo pagato di tasca propria. Evidenziava poi che allo stato attuale, l'UE dispone di un numero di vaccini sufficiente a immunizzare circa il 70% degli adulti, ma, secondo gli ultimi studi, per contenere efficacemente il virus sarebbe necessario un tasso di vaccinazione del 95%, mentre a oggi in Alto Adige nemmeno il 60 per cento degli adulti ha completato il ciclo vaccinale. Per avvicinarsi all'obiettivo altoatesino di una copertura vaccinale del 70% della popolazione, sono quindi necessarie ulteriori campagne di sensibilizzazione, iniziative per la vaccinazione e appelli: una strategia a tutto tondo contro il Covid, oltre alle vaccinazioni, deve includere anche i test; va mantenuta la possibilità di sottoporsi ai test rapidi in qualsiasi momento, senza burocrazia, in modo semplice e gratuito. La consigliera chiedeva quindi di sollecitare la Giunta provinciale (1) ad adoperarsi affinché, non appena saranno creati i presupposti a livello statale, l'obbligo del Green pass venga esteso a tutte le amministrazioni pubbliche e alle aziende private nonché a tutti le riunioni organizzate di persone (eventi, sedute, celebrazioni, funzioni religiose, ecc.); (2) a proseguire la strategia dei test volontari nelle scuole e a esentare laddove possibile le alunne e gli alunni vaccinati, e risultati negativi al test, dalla disposizione sulla quarantena scolastica; (3) a offrire alle alunne e agli alunni test gratuiti per consentire loro di partecipare alle attività extrascolastiche; (4) a fornire alle cittadine e ai cittadini vaccinati un determinato numero di test nasali; (5) a continuare a garantire un facile accesso alla vaccinazione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che ormai ognuno conosce la posizione altrui sul tema, e si è detta colpita dal fatto che la virologa Dorothy Foller avesse detto che per immunizzare tutta la popolazione senza vaccinazioni ci vorrebbero tre anni: è per questo che lei si era vaccinata, per uscire dalla pandemia il prima possibile. Lo stesso ass. Widmann aveva promosso continuamente test e screening: è importante mantenere questa possibilità, e che i test siano gratuiti, in modo da favorirne l’accesso. Questo riguarda anche i giovani e le attività sportive.
Agli inviti a “vaccinare e testare”, dopo che per mesi si è detto di “testare testare testare”, ha chiarito Franz Ploner (Team K), mancava però un riferimento alle misure concrete: egli si è dispiaciuto che la proponente non avesse accolto il suo emendamento al fine di coinvolgere le farmacie nella strategia vaccinale, come avviene in tutta Italia tranne che in provincia di Bolzano. Ci si giustifica con l’assenza di fondi, ma esiste un fondo di 5 milioni cui attingere. Per il Green pass, tuttavia, varranno solo guarigione o vaccino, non il test. È però importante offrire test affidabili, e quindi anche nelle scuole il test salivare; i test nasali funzionano solo  con una carica virale alta. Ploner ha chiesto quindi di votare i singoli punti separatamente.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che la quota del 95% non è raggiungibile, perché non si possono vaccinare i bambini sotto i 2 anni e le persone in determinate condizioni di fragilità. Egli avrebbe votato la versione originaria della mozione, ma non quella emendata, che obbligherebbe anche un’azienda monopersonale a dotarsi di Green pass per lavorare. Se si vuole l’obbligo vaccinale, allora bisogna scriverlo chiaramente. In ogni caso, i test sono importanti al di là dello status vaccinale, egli stesso si sottopone a test prima delle sedute di Consiglio, per responsabilità verso i colleghi.
Josef Unterholzner (Enzian) ha fatto riferimento a discrepanze sulla quota di vaccinati tra quanto scritto nella mozione e quanto detto dall’assessore. Esimi virologi come Drosten dicono che in Israele, con il numero di vaccinati più elevato, c’è un indice di contagio 8 volte superiore, e che non si può vaccinare nel corso di una pandemia, perché questo aumenta le varianti. Molti non vaccinati sono molto più informati di chi si vaccina, e il Green pass è una truffa, perché è un obbligo vaccinale, mentre è dimostrato che sono i vaccinati a propagare il contagio. Bisogna dire la verità su quante persone sono in terapia incentiva a causa della vaccinazione e delle sue conseguenze.
Peter Faistnauer (Perspektiven Für Südtirol) ha chiesto cosa si intendesse per imprese private, e aggiunto che i test nasali dovrebbero essere messi a disposizione anche dei guariti (punto 4).
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) si è detto convinto che l’unico modo per uscire dalla pandemia e tornare alla vita di prima sia la vaccinazione di massa. Non si tratta di libertà, ma di rispetto: chi non si è vaccinato ha fatto una scelta, ma non può condizionare chi si è vaccinato, a fronte di una pandemia che ha visto morti, sofferenze e costi di cura elevati. I test gratuiti vanno bene per i vaccinati e per chi non può vaccinarsi, il Green pass è una sorta di passaporto che permette di muoversi. Il primo punto dovrebbe essere ritirato in attesa delle decisioni odierne del Governo.
L’emendamento, ha detto Diego Nicolini (Movimento 5 stelle), depotenzia molto la formulazione originale della mozione, sulla quale lui avrebbe votato contro. Fortunatamente, nell’ultimo periodo l’Alto Adige si è avvicinato alla linea di governo. Il punto (1) è stato approvato ora dal Governo, quindi è superfluo, superfluo è anche il punto (2), se non per via del riferimento alla quarantena. Si è detto contrario ai test gratuiti, perché l’unica strategia valida è quella dei vaccini, e anche al punto (4), perché è necessario continuare a mantenere le regole di sicurezza. Il punto 5 chiede di fare ciò che si sta facendo: solitamente la Giunta boccia queste richieste. Il consigliere ha annunciato astensione ritenendo nel complesso la mozione superflua.
Gerhard Lanz (SVP), cofirmatario dell’emendamento sostitutivo,  ha chiarito che il punto (5) ha assolutamente senso, e che i test offrono una certa garanzia di essere a posto: se quelli nasali non sono sufficienti, l’azienda sanitaria ne impiegherà altri. Il punto (1) riguarda anche i controlli: a questo proposito, va detto che non bisogna pretendere che il gestore di un locale chieda il Green pass; sarebbe molto più facile se ogni persona che entra lo mostrasse spontaneamente.
Helmut Tauber (SVP), cofirmatario dell’emendamento sostitutivo, ha evidenziato che la scienza attesta che il vaccino è l’arma migliore per affrontare la pandemia: bisogna quindi continuare su questa strada, i test servono invece per dare una visione di insieme, e capire dove ci sono focolai e difficoltà. L’assessore competente e il suo team hanno fatto un ottimo lavoro, non ultimo con il vaxbus, ora è importante che ognuno dia il suo contributo: non ci si possono permettere nuove chiusure. Tutta l’economia ha bisogno di un impegno per il Green pass.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) si è stupita della mozione SVP, che chiede disposizioni più rigide di quelle volute dallo Stato italiano. Si è detta contraria a un obbligo vaccinale indiretto: chi lo ritiene opportuno è giusto che si faccia vaccinare, ma non si può obbligare la gente a farlo. Le misure di sicurezza vanno bene, ma con questo obbligo è a rischio l’esistenza delle persone; non è accettabile che si pretenda il Green pass come condizione per lavorare.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), chiarendo di essere a favore della vaccinazione e di non avere problemi a usare il Green pass, ha chiesto alla proponente che senso ha il punto (1), quando una decisione presa a livello statale impegnerebbe comunque la Provincia. Si tratta forse di dare una copertura di spalle politica alla Giunta e al presidente Kompatscher?
Anche Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto se col punto (1) sarebbero state introdotte regole aggiuntive a livello provinciale. Se sì, avrebbe votato contro. Sugli altri punti c’era consenso in Consiglio: si voleva proseguire a testare. Egli sarebbe stato a favore della mozione originaria, ma ora era stato aggiunto il Green pass.
L’ass. Thomas Widmann ha ritenuto la mozione “un’ottima proposta”, e riferito che dalla bozza in discussione nel Consiglio dei Ministri si prevede che tutti negli uffici pubblici e nelle aziende che con essa collaborano abbiano il Green pass, che non richiede più 15 giorni di attesa post vaccino, ma meno. Bisogna portare avanti i test volontari nelle scuole, anche per via dei rientri dalle vacanze. È giusto testare anche i raccoglitori di frutta: non si tratta di dare test gratuiti ai contadini, si testa gratis anche coloro che arrivano in provincia. Sensati sono i test volontari agli alunni, attualmente quelli autosomministrati non sono riconosciuti per il Green pass, ma si sta lavorando in questo senso, così come per il vaccino nelle farmacie: i mezzi finanziari ci sono, ma devono essere messi a disposizione sul relativo capitolo. È vero che altre regioni effettuano i test nelle farmacie, ma il relativo ricorso è limitato, e comunque in Alto Adige ci sono i vax bus che favoriscono l'accesso. La norma statale prevede test gratuiti solo per chi per ragioni mediche non può vaccinarsi. La mozione può essere approvata. 

La discussione della mozione proseguirà domani a partire dalle 10.00La seduta di oggi è terminata.

 

(MC)