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Consiglio | 16.09.2021 | 13:10

Lavori Consiglio: Quarantena, giovani donne, prezzo degli alloggi

Mozioni di Freiheitlichen/SVP e Gruppo verde/SVP, disegno di legge dei Freiheitlichen.

Con il voto 28/21 (originariamente mozione n. 479/21, poi emendata) Malattia e contributi durante la quarantena per Covid: se non interviene lo Stato ci pensi la Provincia (emendata), Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) evidenziava sostenuto anche da Magdalena Amhof e Helmuth Renzler (SVP), che nell’ambito delle misure di contenimento del Covid-19, dall’inizio dell’anno circa 30.000 lavoratrici e lavoratori dipendenti altoatesini sono stati messi in quarantena. Tuttavia, per questa forma di assenza obbligatoria per malattia lo Stato non ha finora previsto alcuna copertura attraverso l’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS). Secondo i mezzi d’informazione, all’INPS mancano circa 400 milioni di euro per coprire il costo di questi congedi per quarantena. Molti datori di lavoro hanno anticipato tali importi nei primi due trimestri. I dipendenti messi in malattia a motivo delle misure di quarantena rischiano ora di dover restituire i contributi anticipati dal datore di lavoro. Infatti, lo Stato non ha ancora messo i necessari fondi a disposizione dell’INPS, e non c’è alcuna certezza di poter giungere a una soluzione nel prossimo futuro. Si tratta di una situazione insostenibile e intollerabile, tanto più se si considera che tali periodi di assenza per malattia sono disposti dallo Stato per prevenire l’ulteriore diffusione del Covid-19. La richiesta di intervento arrivava anche dall'AS GB; si trattava poi di un problema specifico per i genitori, che in caso di quarantena disposta per contagio dei figli dovevano poter far valere il congedo di maternità e l’assicurazione INPS. Il consigliere, evidenziando quanto sarebbe importante per l’Alto Adige avere un proprio istituto di previdenza sociale, amministrato autonomamente a livello locale, chiedeva quindi che il Consiglio provinciale sollecitasse il Parlamento (1 )ad attivarsi tempestivamente per far sì che lo Stato e l’INPS adempiano i loro compiti e di-spongano l’erogazione dei fondi per i lavoratori dipendenti interessati; (2) ad attivarsi tempestivamente per far sì che i genitori, in caso di quarantena disposta perché i loro figli sono stati contagiati dal virus SARS-CoV-2, possano far valere il diritto al congedo per malattia e all’assicurazione da parte dell’INPS, e possano contare su un congedo parentale straordinario.
Magdalena Amhof(SVP), co-firmataria, ha evidenziato l’esigenza che il Parlamento intervenisse rapidamente. Ha fatto poi riferimento ai problemi dei genitori.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha apprezzato la modifica da emendamento in voto. Il ministro Orlando si stava interessando alla questione cercando i mezzi necessari.
Helmuth Renzler (SVP), cofirmatario, ha chiarito che da un lato si trattava per l’INPS solo di avere la copertura finanziaria, perché le norme già esistevano. era necessario però verificare il numero di lavoratori interessati, che non parevano molti. Inoltre, con decreto o con il bilancio, si doveva provvedere a far valere il diritto ai congedi in caso di malattia dei figli: i parlamentari SVP a Roma si impegnano per questo.
La vicepresidente della Provincia Waltraud Deeg ha ringraziato per la proposta, evidenziando l’importanza della tematica, al di là delle posizioni di partito. Il voto sarebbe stato accolto; la Giunta già si occupava della questione partecipando a Conferenza Stato-Regioni e trattative anche su temi simili, così come i deputati locali a Roma. Ringraziando per il sostegno, Leiter Reber ha ribadito la necessità di ottenere la competenza in merito, con un Istituto previdenziale autonomo per l’Alto Adige, in modo da poter risolvere tali questioni nel modo migliore. Anche i rappresentanti di partiti italiani dovevano attivarsi per questo. Messo in votazione, il voto è stato approvato con 29 sì e 1 astensione.

È ripresa quindi la trattazione della mozione n. 398/21: Le giovani donne sono essenziali per lo sviluppo della società della cons. Brigitte Foppa (Gruppo verde) ( discussione avviata l’11 marzo scorso), con la cui versione emendata con le firme di  Jasmin Ladurner (SVP) e Magdalena Amhof (SVP) si chiedeva (versione emendata) di incaricare la Giunta provinciale (1) ad avviare un processo, anche in collaborazione con varie rappresentanze delle donne, dei giovani e del mondo rurale, per individuare le necessarie e possibili condizioni quadro, al fine di contrastare l’emigrazione dall’Alto Adige in generale e più specificamente dalle sue zone rurali; (2) a recepire le azioni conseguenti al punto 1 nell’elaborazione degli obiettivi politici strategici della Giunta provinciale.
La vicepresidente della Provincia Waltraud Deeg ha confermato che si trattava di una necessità comune a molti e di strategie di garanzia di pari opportunità per uomini e donne, come previsto anche a livello UE. Gli studi dimostrano che le motivazioni per l’abbandono delle periferie sono diverse per uomini e donne, e che sono soprattutto le giovani donne ad andare, per lo più perché hanno un’ottima formazione, per i posti di lavoro e per la preferenza verso la vita nell’area urbana, con presenza di servizi e associazionismo. La Giunta si è sempre spesa per far restare vivibile la periferia, e lo smartworking dà un contributo in questo senso. L’assessora ha quindi apprezzato il riferimento al processo partecipativo, e ringraziato per la discussione, e ha aggiunto che se le donne lasciano la periferia essa sarà abitata da sempre meno giovani famiglie. Anche Brigitte Foppa ha ricordato l’ampia discussione nella sessione di marzo, evidenziando che le possibilità partecipative alle associazioni erano, in periferia, per lo più appannaggio maschile. La discussione deve essere partecipativa perché vanno coinvolte anche le giovani donne, che devono dire cosa vogliono e di cosa hanno bisogno: molte di esse trovano nelle città la società aperta che manca nei paesi. Il campo di lavoro riguarda quindi lavoro, mobilità, cultura e molto altro, in un approccio multidisciplinare. Foppa ha quindi ringraziato Ladurner e Amhof per l’elaborazione congiunta dell’emendamento. La mozione è stata approvata con 28 sì, 1 no e 1 astensione.

È ripresa quindi la trattazione del disegno di legge provinciale n. 23/19: Misure per rendere accessibili i prezzi degli alloggi (presentato dai conss. Leiter Reber e Mair) avviata il 9 giugno scorso, che prevedeva a questo scopo diverse misure, tra cui l'abbassamento del punteggio minimo per le agevolazioni per acquisto e costruzione di abitazioni, la riduzione dell'imposta municipale immobiliare sulle abitazioni locate e il relativo aumento sulle abitazioni vuote, l’offerta di garanzie ai proprietari che affittano tramite l’IPES, l’accelerazione delle procedure di sfratto - anche aumentando il competente personale amministrativo della giustizia -, la verifica di tutte le prescrizioni edilizie e gli standard provinciali riguardo a specifiche tecniche, efficienza energetica, certificato energetico ecc. per valutare una possibile riduzione di costi tecnici e dei materiali.. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), ricordando di aver già presentato il disegno di legge nella sessione di giugno, ha proposto di procedere alla discussione generale.
Maria Elisabeth Rieder
(Team K) ha evidenziato che il tema era stato discusso spesso, ma il disegno di legge in esame introduceva novità importanti e decisive, a fronte di costi attuali degli alloggi insostenibili per normali lavoratori, che non hanno aiuti dalla famiglia. Anche per il ceto medio sarà sempre più difficile trovare un alloggio a prezzo accettabile, se non cambiano le cose: Si era parlato di uno studio per rilevare le esigenze dei giovani per restare in periferia, e certamente tra queste rientra un alloggio a condizioni accettabili, fondamentale anche per il rientro dei cervelli.  Da tempo si attende il disegno di legge sull’edilizia abitativa agevolata, la cui attesa probabilmente farà sì che il dlp in esame non sarà approvato. L’articolo 1 riguarda l’adeguamento del punteggio minimo, 20 punti per acquisto e per la costruzione (emendamento), a fronte dei 23 originariamente proposti a questo scopo: si tratta di un adeguamento auspicabile, a fronte di alloggi disponibili, perché per i giovani è molto difficile raggiungere 23 punti, che servirebbero per costruire per esempio periferia. Importante è favorire gli affitti mettendo sul mercato gli alloggi esistenti, dando sicurezza ai proprietari. Se gli alloggi sfitti non vengono messi sul mercato, è giusto che venga pagata un’IMI maggiorata; vero è che non in tutti i comuni è facile dare un alloggio in affitto, ma in questo caso si considera la disponibilità ad affittare. Apprezzando che il dlp riassumesse tutte le proposte, la consigliera ha annunciato pieno sostegno del suo gruppo.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), apprezzando alcuni punti e ritenendo altri discutibili, ha auspicato il passaggio alla discussione articolata per verificare eventuali, che ha ridotto i redditi mentre il mercato si surriscaldava ancora di più, con i prezzi che si alzano. Questo deve preoccupare. Il disegno di legge contiene varie proposte, che mettono l’accento su elementi nuovi, anche se sulle soluzioni proposte si può discutere: per esempio, allargare le agevolazioni di edilizia agevolata a una fascia di reddito più ampia, coinvolgendo anche le cooperative. La natura di quest’ultime sarebbe da verificare, perché attualmente esse decadono non appena la casa è costruita, mentre in Europa ci sono forme di cooperative indivise, dove il patrimonio è di proprietà della cooperativa, e questa è una forma più sociale e moderna. Fondamentale è la questione degli alloggi vuoti, ma sarebbe utile un meccanismo un po’ più coercitivo, perché tenere gli alloggi vuoti in paesi con emergenza abitativa è un delitto. Gli alloggi sono stati costruiti, e l’imprenditore si è arricchito, sulla base di decisioni pubbliche, mentre si trasforma la casa in uno strumento di ricatto verso la società. Importante è dare all’IPES un ruolo di mediazione, gli stessi Verdi avevano fatto una proposta in merito, ma andava modificato lo strumento dei patti territoriali tra proprietà e sindacato degli inquilini, che attualmente premiava solo la proprietà, senza stabilire alcun tipo di limite all’affitto. Infine, c’erano dubbi sull’accelerazione delle procedure di sfratto - bisogna anche creare le alternative, inoltre l’articolo pare poco efficace e propagandistico. Dubbi anche sulla riduzione dei costi di costruzione nell’edilizia abitativa privata:  a questo proposito, citando Alexander Langer che diceva che “non può esistere riconversione ecologica che non sia socialmente desiderabile”, Dello Sbarba ha evidenziato che è vero anche il contrario.

I lavori proseguono nel pomeriggio.

(MC)