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Consiglio | 01.07.2021 | 11:36

Lavori Consiglio: Compatibilità climatica, strategia post Covid per i giovani

Proposte di Gruppo Verde, Team K.

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Con la mozione n. 429/21: Verificare la compatibilità climatica delle sovvenzioni alle imprese private, Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha ricordato stamattina l’Accordo di Parigi sottoscritto da 195 Paesi e dall’Unione Europea alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 12 dicembre 2015 a Parigi. Con esso si stabiliva di contenere il riscaldamento globale antropogenico ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 °C. Nel dicembre 2020, poi, i capi di Stato e di Governo dell’UE avevano concordato di ridurre, entro il 2030, del 55% le emissioni rispetto al 1990; secondo il Green Deal Europeo (GDE) tutti i Paesi dell’UE avrebbero dovuto raggiungere la neutralità climatica (le cosiddette emissioni zero) entro il 2050, ed essi si erano impegnati ad attuare le parti vincolanti dell’Accordo con l’ausilio di piani nazionali per l’azione per il clima; tuttavia, proteggere il clima doveva essere compito anche di Province, Regioni e Comuni, il cui ruolo era riconosciuto nell’Accordo, insieme a quello della società civile e delle imprese private. Benché la protezione dell’ambiente e del clima non rientrassero tra le competenze primarie della Provincia autonoma di Bolzano, l’autonomia speciale offriva comunque molte possibilità di promuovere azioni per il clima, ed era proprio in materia di politica energetica, economica, agraria e di mobilità nonché rispetto alle infrastrutture pubbliche che la Provincia poteva dare un segnale, attuando con decisione una politica a favore del clima. Considerando che ogni anno più di un miliardo di euro uscivano dal bilancio provinciale come spese per investimenti, in forma di trasferimenti di capitale alle imprese private o spese per infrastrutture pubbliche di trasporto e per l’edilizia pubblica di vario genere: era necessario sottoporre tutte le spese per investimenti in generale, e in particolare i finanziamenti pubblici destinati al settore privato, a una verifica della loro compatibilità climatica. Pertanto, il consigliere chiedeva di incaricare la Giunta provinciale (1)  di commissionare uno studio per verificare la compatibilità climatica dei flussi finanziari dalla mano pubblica al settore produttivo, in cui venga analizzata l’idoneità climatica degli strumenti economici e finanziari della Provincia; (2) di presentare al Consiglio provinciale i risultati dello studio e (3) di stabilire in seguito, sulla base di questi risultati, criteri vincolanti per la futura politica delle sovvenzioni nell’ottica della protezione del clima. Secondo Staffler, si trattava di una proposta lungimirante, alla quale tra 4-5 anni si sarebbe stati obbligati, che avrebbe reso la provincia di Bolzano apripista nel settore.
Secondo Paul Köllensperger (Team K), che ha sostenuto la proposta facendo riferimento a una analoga del suo gruppo, che era stata respinta, un tale intervento ha senso in particolare in previsione di una tassa sulla CO2. Le sovvenzioni dovessero essere valutate rispetto al loro impatto generale, anche dal punto di vista dei sostenibilità ed efficienza, per non finanziare misure che senza le sovvenzioni non riuscirebbero a esistere. 2,9 mld, oltre metá dle bilancio, viene assegnato con trasferimenti, e non si documenta se esse sono efficienti: manca una politica analitica delle sovvenzioni come esiste in Austria e Germania, è ora di agire.
Annunciando voto a favore, Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha sostenuto che se la provincia intende avere un ruolo chiave nel sostenere progetti di sostenibilità ambientale dovrebbe prevedere specifiche linee guida, definendo chiaramente il perimetro di progetti green, e l’approccio adeguato per ottenere le sovvenzioni. I progetti green possono avere anche un ruolo sociale, ma si tratta in genere di progetti che non hanno un rientro economico immediato per le imprese: un sostegno pubblico è quindi importante. le imprese che si candidano a questo sostegno dovranno offrire un quadro completo di obiettivi e attività. 
Helmut Tauber (SVP) ha definito i verdi “campioni d’Europa in studi”, che posi spesso vanno nel cassetto, e invitato a valutare cos’era giá esistente. Per esempio, nel turismo, con Eurac e IDM ci si era attivati per l’ottimizzazione delle aziende con valutazione dell riduzione dei rifiuti, della mobilità a idrogeno, della sostenibilità nel turismo ecc. . Ci si trovava in una fase pilota di classificazione delle aziende dal punto di vista della sostenibilità, e anche le associazioni economiche se ne occupavano già: l’Alto Adige era su una buona strada.
Jasmin Ladurner (SVP) ha ritenuto importante affrontare questo tema, che riguardava diversi ambiti. La tutela del clima era una sfida per tutti, che iniziava dal singolo consumatore. Il pres. Kompatscher aveva parlato più volte dell'Alto Adige come “provincia Clima” ed erano giá molte le iniziative in questo senso, tra cui il divieto della vendita di stoviglie di plastica monouso. Il piano era ambizioso.
Lo stato pandemico aveva insegnato che la natura era difficile da controllare e che prevenire era meglio che curare, ha detto l’ass. Giuliano Vettorato, ricordando gli avvertimenti degli esperti sulla situazione climatica. La Provincia di Bolzano si era sempre distinta con iniziative di tutela di clima e ambiente, e quest’anno sarebbe stato aggiornato il Piano clima Alto Adige 2050, con tutte le linee guida per arrivare entro questa data alla neutralità climatica, grazie a energie rinnovabili, limitazione dei consumi, decarbonizzazione ecc. Nel patto di  governo la sostenibilitá era presente, e sarebbe stata riportata molte volte nel Piano, per attuarla concretamente, anche con la verifica della ricaduta sul territorio di leggi, decreti e delibere. Pertanto, quanto richiesto dalla mozione veniva realizzato nel Piano Clima, con linee guida da lui fortemente volute, quindi l’assessore chiedeva di ritirare la mozione, con i cui obiettivi era comunque d’accordo. Hanspeter Staffler ha constatato che ormai il tema ambientale, un tempo solo dei Verdi, era condiviso da tutti, e segnalato che la curva CO2 non era scesa nemmeno con nel periodo pandemico, mentre la crisi climatica si riversava tra l’altro in ambito sociale ed economico. Vero era che le aziende si erano attivate ma bisognava passare al livello del bilancio provinciale. Non poteva ritirare la mozione, perché il Piano clima ancora non era noto; una verifica periodica era necessaria. Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 13 sì, 16 no e 1 astensione.

Alex Ploner (Team K) ha quindi presentato la  mozione n. 433/21: Una strategia per i giovani e la scuola per il periodo post Covid-19, con la quale ricordava che bambini e giovani, di per sé meno vulnerabili al virus del Covid, erano stati invece fortemente penalizzati dalle misure adottate: DAD, coprifuoco, distanziamento sociale e lockdown avevano colpito assai duramente i giovani tra i 13 e i 19 anni, ed erano quindi necessarie misure idonee per ridurre al minimo i danni e rimediare alle mancate esperienze a livello sociale e culturale. Per raggiungere i giovani erano essenzialmente due le vie percorribili, da un lato tramite organizzazioni e associazioni che svolgono animazione socio-educativa, dall’altro con proposte di dialogo nelle scuole; era necessaria una strategia per dare un sostegno ai giovani nell’elaborazione delle esperienze e limitazioni vissute nell’ultimo anno e mezzo sia al livello del lavoro nelle associazioni sia tramite maggiori possibilità di socializzazione a scuola. Era arrivato il momento di chiedersi come sarebbe dovuta essere la scuola dopo il superamento della crisi causata dalla pandemia da Covid-19 e come prepararsi alle nuove sfide, che non potevano essere lasciate ai soli insegnanti: per esempio, per le scuole superiori si sarebbero potute aumentare le risorse e definire le regole per le gite e le settimane a progetto, fornire anche alle scuole superiori in lingua tedesca l’assistenza di psicologi scolastici, ampliare i programmi che rafforzano le competenze sociali delle alunne e degli alunni, come per esempio l’approccio cooperativo del peer tutoring; la Giunta avrebbe dovuto poi sostenere maggiormente associazioni e organizzazioni per consentire un sano sviluppo dei giovani nonostante le esperienze fatte durante la pandemia, per esempio con attività sportive agonistiche. Andava inoltre costituita una una commissione di esperti per coordinare il lavoro con i giovani per l’estate 2021 e le misure scolastiche per l’anno 2021/22, e inoltre per formulare gli obiettivi per questo periodo. Il consigliere proponeva quindi di impegnare la Giunta provinciale (1) a nominare una commissione di esperti che elaborasse una strategia post-Covid per i giovani, (2) a introdurre gli psicologi scolastici nelle scuole superiori dell’Alto Adige in lingua tedesca, (3) ad ampliare nelle scuole per l’anno scolastico 2021/22 l’offerta di opportunità di dialogo sul piano psicosociale, (4) a tornare a offrire quanto prima l’attività sportiva nelle scuole ampliando, per quanto possibile, l’offerta per i giovani.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), considerando interessante la proposta, ha rilevato le difficoltá anche dei bambini più piccoli, dai 3 ai 13 anni. Psicologi dovrebbero essere presenti in tutte le scuole, ma anche nelle scuole italiane le ore di presenza di queste figure sono poche: andrebbero raddoppiate. Il primo intervento sarebbe garantire un organico sufficiente di insegnanti di sostegno e collaboratori all’integrazione, il cui contingente nella scuola italiana era stato tagliati. Positivo era promuovere gite e iniziative, purché i costi non ricadessero sulle famiglie: andavano quindi aumentati i fondi. In quanto alla commissione di esperti, bisognava stare attenti a non ledere l’autonomia delle istituzioni scolastiche, contattando in primis dirigenti, insegnanti e psicologi degli sportelli, coinvolgendo centri giovanili e associazioni.
Jasmin Ladurner (SVP), ringraziando Ploner per aver sollevato un tema importante, ha ricordato che i giovani avevano dovuto rinunciare a molte cose, riportando danni psicologici. La mozione andava nelle giusta direzione. La scuola altoatesina stava riflettendo sul tema, era previsto l’ampliamento del servizio sociopedagogico, incontri con le organizzazioni giovanili. Si intendeva promuovere una strategia post-coronavirus che comprendesse tutti gli ambiti e considerasse tutte le esigenze.
Myriam Atz-Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato sostegno alla mozione, al fine di alleviare il peso di chi aveva dovuto rinunciare ai contatti sociali chiudendosi in casa, in assenza di occasioni scolastiche e associative. Delle loro difficoltà ed esperienze i giovani non parlano con i genitori, ma con i coetanei, ma proprio queste occasioni di scambio sono andate perdute. Ecco perché servono misure aggiuntive per reagire all’emergenza pandemica, magari anche live-streaming dopo le lezioni in DAD, che permettano ai giovani di incontrarsi, perché non basta la lezione: ci vuole anche un momento di convivialitá e spensieratezza.
Magdalena Amhof (SVP) ha ricordato di aver presentato con l’ex consigliera Stirner una mozione a proposito degli psicologi scolastici, e aggiunto che i giovani avevano bisogno di uno servizio con accesso facile. Il passo successivo era rappresentato dal servizio sociopedagogico, che andava ampliato, ma la messa in rete come chiesta dal collega Ploner esisteva giá: si trattava di una rete a maglie strette che supportava gli studenti, e verso la quale gli insegnanti erano sensibilizzati.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha ricordato i disordini creati da “bande di teppisti giovanili” in occasione della partita: si trattava di un fenomeno che covava da tempo, e che il Covid aveva solo potenziato. Si trattava di giovani che erano completamente sfuggiti di mano a un controllo sociale, giovani che facevano video esibendo revolver e vantando consumo di droga, molti erano stranieri di seconda generazione che, anche a causa della disattenzione delle istituzioni, erano diventati un corpo estraneo al territorio. Il problema era quindi molto più grave di quanto rappresentato, ha detto il consigliere ricordando gli atti di violenza e gli interventi di prevenzione che stava mettendo in atto il comitato di sicurezza pubblica in vista della prossima partita di calcio. Era necessaria una presa di coscienza, ed era impressionante che dopo quanto successo a Bolzano il Consiglio provinciale non avesse affrontato l’argomento, fondamentale per il futuro del territorio.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha ringraziato Ploner per aver portato il tema in consiglio. Era giunto il momento: Era anche ora di ringraziare i giovani e i bambini per tutto quello che avevano dovuto accettare e rispettare, ricordando quanto è difficile da giovani adattarsi a certe restrizioni. Ha ritenuto però problematico il punto (1) della parte dispositiva riguardo una strategia specifica, ritenendo che non appena giovani e bambini avessero potuto rivivere un po’ di normalità sarebbero stati di aiuto reciproco nella ripresa. Il contatto fra i giovani avrebbe fatto già molto. In quanto alle offerte psico-sociali e allo sport nella scuola, invece, condivideva la proposta di Ploner. mancava però un riferimento al coinvolgimento dei genitori, i quali spessi avevano a loro volta bisogno di un aiuto psicologico. Molti giovani, in questo periodo, si erano ritirati, rifugiandosi in internet.
L’ass. Philipp Achammer ha condiviso con Mair l'opinione che i giovani si fossero dimostrati molto disciplinati, anche sopportando il peso delle lotte ideologiche dei genitori. Erano mancate le occasioni di incontro fuori casa, e c’erano anche casi di giovani con grossi problemi. la didattica in presenza era la cosa migliore, nessuna DAD poteva sostituirla: la Giunta puntava sulla didattica in presenza per l’anno prossimo, ma anche quest’anno c’erano state più ore in presenza rispetto ad altre regioni italiane e Länder tedeschi. C’erano già stati vari incontri sui temi proposti, non c’era bisogno di una commissione di esperti perché c’era giá una rete di organi e istituzioni che stavano elaborando delle misure,non solo a livello di scuola  ma anche di associazioni. In quanto alla psicologia scolastica, era stato elaborato un piano a cui ci si orientava, e che prevedeva di puntare non su diversi profili professionali, ma su uno solo, l’assistente sociale scolastico, sostenendolo anche tramite il Fondo sociale europeo: esso sarebbe stato a contatto anche con altre professionalità. C’erano poi offerte di integrazione e consulenza. Anche lo sport scolastico era considerato, del resto non era stata sospesa l’attività vera e proprie, bensì solo le competizioni. L’ass. Giuliano Vettorato ha chiarito che è vero che era necessario intervenire, ma la proposta commissione si sarebbe sovrapposta ad organi giá esistenti come la Consulta giovani e gli organi collegiali delle scuole. nella scuola italiana c’era inoltre lo sportello psicologico Parliamone. Era previsto inoltre un servizio dello sport in comune per le tre Intendenze, che promuoveva attivitá agonistiche collegiali. Le strategie proposte erano quindi giá in atto. Come sempre, la Giunta sosteneva che tutto era giá fatto, ha replicato Alex Ploner, rammaricandosi che anche la cons. Ladurner, che si era detta d’accordo, avrebbe votato contro, e invitando comunque a considerare la tematica e ad adottare un'ottica più lungimirante, come proposto dal collega Urzì. Il problema esisteva e andava preso sul serio, promuovendo una rete, a fronte della presenza di singoli che lavoravano ottimamente. Per questo aveva proposto una commissione. Ha ricordato che il  primario di psichiatria Conca aveva segnalato che due terzi dei problemi psicologici rilevati c’erano giá prima del Covid: questo l’aveva solo messi in luce. Vero è, come detto da Mair, che i giovani dovevano essere ringraziati per il loro comportamento rispettoso: per questo non capiva perché si aprivano gli stadi ma si lasciavano chiuse le discoteche. Messa in votazione per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse con 16 sì e 18 no, il punto (1) con 9 sì, 20 no e 6 astensioni, il (2) con 15 sì, 19 no e 1 astensione, il (3) con 16 sì e 19 no, il (4) con 16 sí e 19 no.

(continua) 

 


(MC)