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Consiglio | 10.06.2021 | 16:37

Lavori Consiglio: formazione infermieristica-assistenziale, appalti

Prime proposte della SVP nel tempo della maggioranza.

Con la discussione della mozione n. 448/21: Offensiva formativa nel campo infermieristico-assistenziale (cons. Amhof)  il tempo dedicato alla discussione delle proposte della maggioranza. La presentatrice Magdalena Amhof (SVP) ha spiegato che da anni gli Stati e le regioni lamentano una grave carenza di personale infermieristico e assistenziale, e che l'andamento demografico è solo uno dei motivi per cui sempre più persone necessitano di assistenza, il cui numero raddoppierà entro il 2040, a fronte di uno squilibrio che si è notevolmente aggravato con la pandemia. Così, un numero sempre più ridotto di operatrici e operatori qualificati si troverà a dover assistere sempre più persone che necessitano delle loro cure. Amhof, segnalando che anche i colleghi Rieder e Leiter reber avevano presentato proposte in quest’ambito, ha evidenziato che lo squilibrio che si è notevolmente aggravato, soprattutto in seguito alla pandemia, e che il personale infermieristico-assistenziale affronta orari di lavoro sfiancanti, turni di notte e nei fine settimana, grandi responsabilità e un costante rischio, il che rende la relativa professione poco attraente.. Molti operatori e operatrici sono demotivati e, in particolare dall'inizio della pandemia, molte persone non vogliono più lavorare in questo settore: urgono quindi provvedimenti per far fronte alla carenza di personale infermieristico-assistenziale, promuovendo l’immagine della professione infermieristico-assistenziale come un’attività promettente, remunerativa e sicura anche in tempi di crisi, rivolgendosi anche a coloro che aspirano a un cambiamento nella propria vita professionale.  Pertanto, la consigliera chiedeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di informare la popolazione della provincia di Bolzano, attraverso tutti i canali disponibili, sulle varie opportunità di formazione in campo infermieristico-assistenziale e creare una piattaforma che illustri e fornisca una chiara panoramica dei vari percorsi formativi; (2) di potenziare il servizio di volontariato nel settore infermieristico-assistenziale al fine di sensibilizzare e attirare sempre più persone verso le professioni in questo ambito; (3) di fare in modo che i tirocini nel settore infermieristico-assistenziale, finora svolti a titolo gratuito, siano in futuro retribuiti; (4) di invitare operatori e operatrici dei servizi e studenti delle scuole provinciali di livello universitario e dell'università, in veste di ambasciatori e ambasciatrici delle professioni infermieristico-assistenziali, nell'ambito dell'orientamento professionale nelle scuole della provincia di Bolzano, e a offrire loro interessanti programmi di scambio (ad es. Erasmus +); (5) di incentivare su larga scala il reintegro e la riqualificazione professionale nel settore infermieristico-assistenziale, in particolare rafforzando l'offerta di formazione decentrata nelle principali località dei vari comprensori e utilizzando i fondi UE per potenziare l'offerta formativa.
Annunciando astensione, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che il tema gli stava a cuore, ma negli ultimi mesi e settimane, ieri compreso, si era inviato a queste persone il messaggio che non interessava se essi, prima applauditi come eroi, ora restavano senza lavoro perché non volevano vaccinarsi, dopo essere state esposti a un pericolo per DPI non adatti. La mozione trascurava un tema importante, vale a dire quello del riconoscimento dei titoli di studio e dell’abilitazione professionale ottenuti all’estero: questo dovrebbe essere automatico, mentre ora passano più di 12 mesi. Bisogna anche considerare la conciliabilità famiglia-lavoro, oltreché prendere sul serio questa categoria, come negli ultimi tempi non è stato fatto.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha annunciato sostegno alla mozione, che conteneva misure nella direzione giusta. Operatori del settore avevano testimoniato di vivere in modo drammatico lo scarso apprezzamento per il loro lavoro, forse dovuto al fatto che spesso in passato era indirizzato ai lavori sociali chi non andava bene a scuola: questo deve cambiare, per svolgere questa professione ci vuole grande competenza, non bastano pazienza ed empatia. Il problema della lacuna esistente è comune a tanti paesi: oltre a riconoscere la competenza, bisogna promuovere il life long learning ma anche rendere il settore più attraente per gli uomini, il che porterebbe automaticamente più riconoscimento. Il premio Covid non dovrebbe essere dato solo ai medici, ma anche al personale infermieristico.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha detto che la mozione contiene tante belle parole ma è limitata nell’attuazione: basarsi solo sulla formazione è troppo poco, tra il resto il suo gruppo aveva per esempio proposto una sede distaccata della Claudiana a Bressanone, a ma questo era stato respinto.Anche l’aumento degli stipendi è importante, è qui che ci vorrebbero delle proposte. Un altro aspetto estremamente importante è ridurre l’estrema burocrazia connessa per esempio con il concorso di idoneitá cui si devono sottoporre i diplomati alla Claudiana, che devono pure fare l’esame di bilinguismo dopo aver fatto uncorso di studi Trilingue. Tutto questo fa perdere due anni prima della loro collocazione. 
Sandro Repetto (Partito democraico - Liste civiche) ha ricordato una sulla mozione sul tema nel 2019, che era stata respinta. Rimane il problema OSA, checché ne dica l’ass. Deeg: il corso dovrebbe passare da 3 anni a 1 a favore del personale con esperienza: questo sarebbe già utile, a fianco di comunicazione e stipendi: egli avrebbe votato a favore.Le case di riposo private, anche se convenzionate, ha aggiunto, hanno maggiore facilitá nelle assunzioni. ha concluso sostenendo che su 100 infermieri che escono dalla Claudiana, solo 50-60 rimangono in Alto Adige: altri emigrano perché pagati meglio altrove.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha invitato a essere conseguenti: a maggiore formazione deve seguire un aumento di stipendio. Le misure previste nella mozione non bastano, servono tanti altri interventi: è giunto infatti il momento di una legge organica, in cui la mozione dovrebbe rientrare, insieme a quelle dei consiglieri e delle consigliere dell’opposizione. Ci vuole un documento vincolante per il futuro, altrimenti si smuove troppo poco.
Josef Unterholzner (Enzian) ha rilevato che la mozione era stata formulata dopo che era emerso che molti operatori del settore non volevano vaccinarsi, e ricordato che ieri la maggioranza non aveva sostenuto la proposta di sostenere chi non voleva sottoporsi a quest'obbligo, che metteva a rischio licenziamento 110 persone formate e specializzate: sarebbe stato più opportuno sostenere il voto, anche per dare un segnale a Roma. Anche approvando la mozione, questo problema non si risolbverá a medio termine. Bisogna fare il possibile per mantenere le persone che hanno tanta esperienza, rispondendo alle loro esigenze: egli si sarebbe astenuto.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiarito che in caso di problematiche come queste non bisognerebbe opporsi ad alcune proposte per ragioni politiche: ma questo è il sistema SVP. Le premesse della mozione ricalcano quanto scritto da lui in una propria mozione presentata a inizio anno ma respinta dalla maggioranza. Ha comunque ringraziato Amhof delle proposte, spesso discusse in Consiglio in quanto presentate dalle opposizione: avrebbe sostenuto la mozione.
L’ass. Philipp Achammer ha fatto riferimento alla formazione presso la scuola Hannah Arendt, e aggiunto che il mercAto dle lavoro, in base ai dati più recenti, si sta riprendendo velocemente; e che corsi di formazione nelle professioni di cura saranno proposte anche in periferia, per esempio a Silandro; si pensa anche alla formazione in servizio. Cosí come per i praticanti della Claudiana, è previsto un riconoscimento economico anche per quelli della Arendt. L’ass. Thomas Widmann ha evidenziato l'impegno massiccio, straordinario e assoluto di lavoratrici e lavoratori del settore, ritenendo importante anche una rivalutazione dal punto di vista della contrattazione collettiva: nell’ultimo incontro di fine gennaio sono stati raggiunti accordi positivi. La mozione contiene proposte molto positive. In quanto all’esame di bilinguismo, è previsto dallo Statuto. Ci sono giá state iniziative per superare la carenza di personale infermieristico, per esempio con il miglioramento della permeabilitá alla Claudiana. L’ass. Waltraud Deeg ha rilevato che dalle parole dette in Consiglio provinciale quest’anno  era emerso un riconoscimento forte del lavoro di cura, e aggiunto che nel bilancio di assestamento erano stati me. Nel corso degli studi, lei stessa aveva svolto lavoro di cura, pertanto sapeva che questa professione, che andava rivalutata per essere attraente per tutti, era una vocazione. Magdalena Amhof ha ringraziato per gli spunti, evidenziando che una mozione non è mai completa: oggi era però importante avviare e pubblicizzare la tematica. Ovviamente oltre alla formazione anche lo stipendio è fondamentale, così come altre tematiche che andranno discusse separatamente. In quanto all’esame di bilinguismo, forse bisognerebbe introdurlo durante la formazione. Posta in votazione, la mozione è stata approvata con 30 sì e 3 astensioni.

È stato quindi presentato il voto n. 24/21: Codice dei contratti: linee guida relative all’assegnazione di lavori pubblici (codice degli appalti) al fine di accelerare le misure di investimento per affrontare le conseguenze economiche della pandemia di COVID 19 (conss. Lanz e Tauber), con il quale Gerhard Lanz (SVP)rilevando che affidamento di incarichi e concessioni da parte delle amministrazioni pubbliche era un fattore economico importante, e che gli appalti pubblici non riguardavano solo l’edilizia, ma un’ampia gamma di contratti nei settori delle forniture, dei servizi e delle costruzioni,tanto da determinare fino al 17% del PIL e, di norma, per 90% costituito da appalti sotto la soglia UE, che corrisponde a circa il 75% del volume degli affidamenti, evidenziava che questo settore riveste un interesse centrale non solo per gli operatori economici, ma anche per le amministrazioni locali, e che già la direttiva UE 2014/24/UE sugli appalti pubblici aveva disposto che gli appalti devono essere adeguati alle esigenze delle PMI, aggiungendo che la suddivisione in lotti avrebbe dovuto rappresentare lo standard, mentre la non suddivisione in lotti, avrebbe dovuto essere giustificata dalla stazione appaltante. Questo principio era stato recepito a livello locale con la legge provinciale 17 dicembre 2015, n.16; tuttavia, l’articolo 5 comma (8) della direttiva UE 2014/24/UE lo contraddiceva, stabilendo che nella suddivisione in lotti fosse computato il valore stimato complessivo della totalità dei lotti, e che quindi la relativa procedura di appalto andasse basata sull’importo totale e non sull’entità dei singoli lotti. Facendo riferimento alle soglie previste dal Regolamento delegato (UE) 2019/1828 e al fatto che il decreto semplificazione del 16/7/2020, convertito nella legge 11 settembre 2020, n. 120, aveva introdotto per gli appalti pubblici diverse semplificazioni transitorie, e considerando che attualmente, a livello statale è necessario un adeguamento del codice dei contratti, soprattutto affinché i fondi per gli investimenti che saranno resi disponibili attraverso il Recovery Fund giungano sul mercato nel modo più mirato e rapido possibile e senza aggravi burocratici, il consigliere chiedeva di invitare Governo e Parlamento ad applicare nell’ambito di una revisione del codice degli appalti pubblici i seguenti principi: (1) orientamento ai principi dell’efficienza economica, della qualità, del diritto del lavoro, della tutela ambientale e della proporzionalità; (2) rafforzamento della competitività delle MPMI attraverso la suddivisione in lotti quantitativi e qualitativi; in caso contrario la stazione appaltante deve motivare la scelta; (3) mantenimento a tempo indefinito delle soglie introdotte dal “decreto semplificazione” per applicare le procedure semplificate agli appalti di lavori, forniture e servizi; (4) riduzione del numero di operatori economici da invitare alle procedure negoziate; (5) creazione di banche dati digitali centralizzate per evitare che agli operatori economici vengano ripetutamente chiesti gli stessi documenti, ecc., e con l’obiettivo di digitalizzare l’intero processo nonché, a lungo termine, di eliminare la “Busta A”; (6) accelerazione dei processi di assegnazione applicando il principio dell’“inversione procedimentale” previsto dal codice, per cui la verifica sul possesso dei requisiti di partecipazione alla gara avviene dopo l’apertura/valutazione dell’offerta economica; (7) introduzione di una clausola di indicizzazione dei prezzi per consentire alle stazioni appaltanti e agli operatori economici la revisione dei prezzi in caso di grandi oscillazioni; (8) semplificazione dell’accesso alle certificazioni SOA ed estensione della validità delle certificazioni in essere a fronte della situazione economica che si è creata in seguito alla pandemia di Covid-19; (9) abolizione della cauzione provvisoria per i PPP di iniziativa privata; (10) determinazione della procedura di appalto in base alla dimensione dei singoli lotti e non al valore totale, tranne quando esso è superiore alla soglia UE.  Approvando il voto, ha concluso Lanz, si sarebbe dato un segnale importante a Roma.
Josef Unterholzner (Enzian) ha apprezzato la mozione, prendendo posizione sui vari punti. Quanto previsto nel punto (1), e in particolare la proporzionalità, manca da un anno e mezzo nel bilancio provinciale. Ha ricordato poi un emendamento trattato in commissione legislativa al fine di aumentare i collaboratori per gli appalti: questo non sarebbe necessario se si semplificassero i processi, con maggiore fiducia nelle imprese. La clausola di indicizzazione dei prezzi è in uso giá da tempo nel privato: gli appalti pubblici potrebbero imparare molto dal privato, anche in termini di trasparenza e semplificazione. Egli avrebbe sostenuto il voto. Favorevole si è detto anche Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), riferendosi anche a una sua mozione per l'accelerazione degli appalti. Ha aggiunto però che l’Italia è giá stata sanzionata dall’Europa per un eccessivo frazionamento degli appalti, limitati dalla UE al 30-40%, quindi invitare il Parlamento ad andare avanti in questa direzione è problematico., egli aveva proposto nella sua mozione di rafforzare l’agenzia per gli appalti in alto Adige, e proprio questo sarebbe opportuno, in termini di numeri, ma anche di formazione, magari anche rivolgendosi al mercato privato con contratti d’opera. Avrebbe votato a favore.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha rilevato che il voto interveniva in un complesso sistema di norme nahzionali ed europe. L’obiettivo dovrebbe essere semplificare, ma la complessa normativa italiana si deve al fatto che qui molti mezzi previsti a bilancio per gli appalti non sono giunti a destinazione; ció causa anche tanti ricorsi. La proposta ha senso per la pürovincia di Bolzano, ma non sarebbe passata a Roma. Più lotti, come previsto al püunto 2, richiedono più personale. È giusto chiedere velocitá e rapidità, ma deve anche essere considerato l’esito.
Helmut Tauber (SVP), cofirmatario, ha fatto riferimento all’emergenza pandemica che aveva stravolto tutto il mondo, e ai fondi europei messi a disposizione. Roma deve definire chiaramente le regole del gioco, ma è positivo avanzare proposte e impulsi che favoriscano la partecipazione dell’economia, prendendo in considerazione le PMI e le microimprese, che hanno bisogno di semplificazioni e misure che facilitino l’accesso, quale l’abolizione della cauzione provvisoria.
Peter Faistnauer (SVP), ringraziando i colleghi per aver presentato il voto, ricordando le proposte del collega Köllensperger a favore delle PMI in occasione della legge sugli appalti pubblici del 2015. Ha quindi sottolineato che il principio della rotazione rimarrebbe.
Franz Locher (SVP) ha interpretato la proposta soprattutto come un sostegno per le piccole imprese, e fatto riferimento alla difficoltà di prevedere come si svilupperanno i prezzi nell’ambito del legno, il che rende difficile fare un bando preciso: questo si tramuta in un problema per l e piccole imprese, che non possono contare su una revisione dei costi. Ha chiesto poi a Lanz se riteneva che il voto potesse essere accolto a livello nazionale. Nei prossimi anni sarà difficile trovare imprese per l'edilizia pubblica, anche la consegna digitale dei documenti è molto complicata: bisogna semplificare.
Secondo Paul Köllensperger (Team K), che ha condiviso l’orientamento della voto, alcuni principi in esso contenuti nel voto erano giá presenti nella legge sugli appalti. IL mantenimento delle soglie era positivo ma avrebbe portato a più numerose assegnazioni dirette, bisognava fare attenzione a che fosse mantenuta la rotazione, mentre il numero delle imprese da invitare non andava ridotto; difficile era pensare all’applicazione concreta della clausola di indicizzazione dei prezzi. I punti (8) e (9 erano condivisibili, il (10) era problematico: a Roma e Bruxelles si faceva sempre riferimento al valore totale.
Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha ringraziato Köllensperger per aver segnalato per primo che si faceva finta di non avere la legge sugli appalti provinciali: era uno dei pochi successi degli ultimi anni, e non andava dimenticata. L’articolo 28 di questa legge offriva giá tante possibilitá, andava semplicemente applicata. In quanto ai singoli punti dispositivi, alcuni erano inutili,il (5) e (6) erano giusti, il (7) era di difficile applicazione, il (10) andava contro la normativa UE: approvandolo ci si sarebbe resi ridicoli davanti a Roma. Da Lanz, sempre attento all'applicabilità delle proposte, si sarebbe aspettato altro. Bisognava rivolgersi alle stazioni appaltanti perché utilizzassero le disponibilitá esistenti: se questo non avveniva, forse non era un problema solo di personale.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che si trattava di un voto al Parlamento, trattandosi di compiti statali: quello che poteva attuare, la Provincia l’aveva attuato. Nell’ambito della rielaborazione del codice degli appalti il Ministro Giovannini aveva invitato le Regioni a collaborare, e il collega Lanz si era assunto questo compito. La Provincia è abbastanza rapido nelle procedure di appalto, ma ormai ci sono ricorsi dei secondi e terzi classificati anche quando tutto è a posto, e questo comporta sospensioni anche in caso di motivazioni assurde: la conseguenza è che il vincitore non può procedere, ma nemmeno accettare altri incarichi, e quindi resta senza lavoro ed è ricattabile, e il concorrente gli propone di accordarsi per ritirare il proprio ricorso. un ricatto illegale. La sospensione dovrebbe essere un’eccezione, solo in caso di gravi carenze procedurali, così come ci dovrebbe essere un diritto al risarcimento danni. Gerhard Lanz ha replicato che la suddivisione in lotti è molto importante, così come il punto (10). Questo non comporta un aumento dei costi - anche in caso di incarico unico bisogna pianificare i singoli interventi, e poter fare tutto digitalmente snellisce le procedure. L’agenzia deve prevedere questa possibiitá, e se si rende tutto più semplice tante stazioni appaltanti potrebbero produrre questi bandi. In quanto alla rotazione, in realtá è difficile, perché a volte le stesse imprese non partecipano volentieri aspettando incarichi più consistenti negli anni successivi: cambiare uno o due degli invitati è sufficiente.
Il voto è stato messo in votazione per parti separate e approvato: le premesse con 20 sì e 10 astensioni, il punto (1) con 29 sì e 5 astensioni, il (2) con 29 sì e 5 astensioni, il (3) con 30 sì e 4 astensioni, il (4) con 21 sì e 12 astensioni, il (5) con 32 sì e 1 astensione, il (6) con 30 sì e 3 astensioni, il (7) con 28 sì, 5 astensioni, l’(8) con 30 sì e 3 astensioni, il (9) con 28 sì e 5 astensioni, il (10) con 20 sì, 8 no e 5 astensioni.

(continua)

(MC)