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Consiglio | 09.06.2021 | 17:22

Lavori Consiglio: Obbligo vaccinale, limitazione del traffico aereo

Voto sovrapartitico, disegno di legge del Gruppo Verde.

È ripresa nel pomeriggio, in Consiglio provinciale, la trattazione del voto n. 23/21: Cancellazione dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario e sociosanitario - EMENDATO (presentato dai conss. Leiter Reber, Mair, Rieder, Köllensperger, Ploner A., Ploner F., Faistnauer, Knoll, Atz Tammerle, Unterholzner, Foppa, Dello Sbarba e Staffler) - avviata questa mattina, che intendeva sollecitare il presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo e il Parlamento 1. a rivedere l’obbligo della vaccinazione anti SARS-CoV-2 per il personale della sanità e delle strutture sociosanitarie, revocando le sospensioni previste dall’articolo 4 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, e confermate dalla legge statale 28 maggio 2021, n. 76; 2. a rispettare il principio della volontarietà nelle vaccinazioni anti Covid-19 attualmente disponibili senza scardinarlo indirettamente; 3. a puntare piuttosto su una vasta campagna informativa con messaggi positivi, al posto dell’obbligo vaccinale diretto o indiretto.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatar9ia, ha ribadito che non si tratta di esprimersi pro o contro il vaccino, a contro l’obbligatorietà del vaccino, considerando anche che persone rischiano di perdere il lavoro, con le relative conseguenze per le famiglie. Alcune infermiere avevano riferito di aver dovuto curare pazienti ammalatisi dopo il vaccino. Questo dovrebbe essere una decisione personale, anche perché il vaccino non impedisce totalmente la malattia, si limita ad indebolirla: esso non dà alcuna garanzia, come dimostra quello che sta succedendo nel Regno Unito o in Israele, dove ultimamente si sono verificati anche molti aborti spontanei. Il diritto al lavoro deve essere garantito, e la legge va messa in discussione.
Franz Ploner (Team K), co-firmatario, ha chiarito che l'obiettivo del voto è togliere l’obbligo di vaccinazione per il personale socio-sanitario, non di impedire il vaccino. Il decreto-legge è diventato legge senza che si riflettesse sulle ripercussioni su pazienti e ospiti delle RSA, dove si rischia mancanza di personale. Molti collaboratrici e collaboratori in ambito sanitario e RSA sono al limite, dopo un anno di emergenza, quindi hanno bisogno anche di tempo per vaccinarsi; inoltre, sanno che il vaccino non conferisce loro un’immunità totale. Queste persone vanno convinte che opportuno vaccinarsi per loro e altrui protezione, continuando a mantenere le regole di sicurezza. Si tratta degli eroi dell’emergenza, per i quali però non è cambiato nulla in termini di stipendio e orari di lavoro, in più rilevano che il vaccino è stato sviluppato troppo velocemente ed esistono insicurezze anche da parte degli esperti. Il vaccino dà un contributo al superamento della pandemia, ma solo se si raggiungerà la quota del 70%: dando queste e altre informazioni e il buon esempio, si potrà aumentare la quota di vaccinati.
La vicepresidente della Provincia Waltraud Deeg ha innanzitutto ringraziato il personale sanitario per il suo lavoro in un periodo molto difficile, e si è dispiaciuta che il clima ora fosse cambiato. Non ha senso ora procedere con un voto, bisogna piuttosto puntare su una chiara informazione, senza accendere la discussione alimentando le paure. Bisogna lasciare le informazioni agli esperti. I vaccini sono l’arma più efficiente per contenere velocemente i contagi, e questo risulta dai monitoraggi nei diversi settori in cui si è provveduto alle vaccinazioni. Si tratta di tutelare le categorie a rischio e di far sentire sicure le persone che devono sottoporsi a cure e terapie, e di considerare anche il diritto di base dei pazienti di essere protetti. L’ass. Thomas Widmann ha ribadito il riferimento alle persone vulnerabile, sostenendo che si tratta di una questione etica: non era un fautore degli obblighi, ma nemmeno delle false speranze. Bisognava attenersi alla legge e attuarla; 4,000 collaboratori non vaccinati erano stati contattati via lettera e quasi tutte avevano risposto, ora si sarebbero controllate le risposte: approvare questo documento voto avrebbe causato ulteriori difficoltà. I sondaggi a livello nazionale dicono che la stragrande maggioranza dei cittadini ritiene che chi ha a che fare con le categorie fragili debba vaccinarsi. Andreas Leiter Reber ha criticato che si dicesse che dato che ormai c’è una legge, non si può fare più niente. Le leggi, alla fine, le hanno fatte i politici, e possono essere migliorate. L’Italia è l’unico Paese in Europa che ha introdotto l’obbligo. Bisogna almeno dare un segnale con questo voto, senza false speranze, e la Giunta dovrebbe riflettere sul fatto che il suo voto ha un peso. Posto in votazione, il voto è stato respinto con 13 sì e 17 no.

All’ordine del giorno era quindi la discussione del disegno di legge provinciale n. 6/19: Tutela del clima, limitazione del traffico aereo e trasferimento alla Provincia dell’aeroporto di Bolzano (conss. Dello Sbarba, Foppa e Staffler), che ha lo scopo di determinare il contributo della Provincia autonoma di Bolzano per la difesa del clima nel campo del traffico aereo, compresa l'attività aerea esercitata nell'aeroporto civile di Bolzano, dando esecuzione alla volontà espressa dall'elettorato nel referendum del 12 giugno 2016, nel quale oltre il 70% degli elettori e delle elettrici ha respinto il disegno di legge 60/15. Il dlp prevede che la Provincia rinunci a contribuire sia direttamente che indirettamente allo sviluppo del traffico aereo e si adoperi per limitare il traffico aereo sul proprio territorio, vieta alla Provincia di finanziare il traffico aereo di tipo commerciale, predispone le condizioni giuridiche per il trasferimento alla Provincia del traffico aereo, con conseguente costituzione di un demanio aeroportuale provinciale, limita l’attività aerea. Dopo che la presidente della 4a commissione legislativa Jasmin Ladurner ha riferito dei lavori in quest’organo, dove il dlp aveva ricevuto parere negativo con 3 sì e 4 no, si è aperta la discussione generale.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha evidenziato che, come risulta dal  titolo del dlp, la questione dell'aeroporto è per il suo gruppo da sempre legata a quella ambientale, sia dal punto di vista della produzione di rumore e inquinamento che dal punto di vista della tutela del clima e della riduzione delle emissioni. I voli sono i killer del clima, tanto che a livello europeo si discute in particolare della riduzione soprattutto dei voli a breve tratta: le emissioni si emettono infatti in particolare in fase di partenza e di atterraggio. I voli in partenza o arrivo da Bolzano sono tutti su tratte brevi, entro i 600-650 km, e con lo scalo intermedio di Parma in caso di rari voli più lunghi. Il no al referendum del 2016 non era dovuto solo a questioni climatiche, ma anche all’aspetto finanziario, ma alla parte che aveva fatto la battaglia ambientale la soluzione attuale non soddisfa: la Provincia se ne sta lavando le mani, lasciando fare ai privati il piano di sviluppo bocciato dai cittadini. Non si votò per la privatizzazione dell’aeroporto, ma contro lo sviluppo dello stesso; i privati investono per fare profitto ed è legittimo, ma operano all’interno delle leggi, pertanto si rivolge alla maggioranza un appello affinché l’aeroporto non rimanga l’unico oggetto scoperto dal punto di vista della normativa provinciale, che altrimenti regola tutto; anche nell’ambito le concessioni idroelettriche si muovono all’interno di un quadro fissato da leggi provinciali, e lo stesso vale per il trasporto pubblico locale. La concessione non va lasciata al libero arbitrio del concessionario. La legge 60/2015 portata a referendum conteneva delle regole sull’aeroporto: per esempio, che non superasse la categoria 2C, mentre con la pista da 200 mt potrebbe passare alla 3C, o restrizioni sugli orari. Anche i Comuni della Comunità comprensoriale Oltradige bassa Atesina hanno chiesto di stabilire con legge il futuro dell'aeroporto di Bolzano, abrogando il masterplan esistente e inserendo l’area dell’aeroporto nel demanio provinciale: questo è ciò che richiede il disegno di legge. Da un lato si chiede di usare il DPR 201/2015 per trasferire l’infrastruttura aeroportuale alla Provincia, facendola rientrare tra i sistemi di trasporto di interesse provinciale citati dall’articolo 8 dello statuto, su cui la Provincia ha competenza primaria, e promulgare contemporaneamente una legge che regoli ciò che si può fare o non fare con l’aeroporto. Tutto questo a Trento è già stato fatto. Ci vuole anche un Comitato d’intesa tra Provincia, Comuni, Comunità comprensoriali per un confronto sulla gestione della struttura. Dello Sbarba ha concluso invitando i colleghi a fare proposte alternative, se credevano di averne migliori: non ci si poteva però permettere di non fare nessuna legge.
Giuliano Vettorato (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha evidenziato che da abitante della Bassa Atesina era preoccupato dal piano di sviluppo dell’aeroporto, pur non avendo nulla contro i privati che avevano messo tanti soldi mantenendo anche delle famiglie. Una regolamentazione sarebbe di garanzia sia per gli abitanti che per i privati stessi.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde), co-firmataria, ha ricordato il recente atterraggio di un Boeing, che ha spaventato molti. Anche se si vuole incentivare il turismo, bisogna comprendere che il numero di turisti che arrivano in aereo sono davvero pochi. Nella Bassa Atesina ci si oppone all’Aeroporto da tantissimo tempo, in quanto esso porta un ulteriore impatto per una zona già gravata da molte strutture. Nel 2016 era stato bello rilevare la solidarietà di tante persone: in alcuni comuni, come Montagna e Termeno, più del 90% si era espresso contro la struttura e il relativo potenziamento, e ora essa viene ampliata da privati: questo è incomprensibile. Si tratta di voti che hanno un impatto negativo sulla vita delle persone e sul clima, e proprio questo non è regolamentato, in una provincia dove si regolamenta tutto. La consigliera ha fatto riferimento anche agli habitat danneggiati dall'ampliamento della struttura, come quello dei rospi, e invitato a non limitarsi a parlare di biodiversità, ma a difenderla concretamente.
Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol) ha parlato di accanimento terapeutico, ricordando che al referendum del 2016, nell’ambito del quale il 70,7 si espresse con il no alla legge del 2015, nonostante una campagna in cui si disse tutto e il contrario di tutto, e quindi favorevolmente al passaggio ai privati . Era stato chiaramente detto che se avesse vinto il no sarebbero arrivati i privati, e ora tocca alla maggioranza raccogliere i cocci. Nel frattempo, il Covid ha danneggiato enormemente l’economia locale, e ciononostante si discute di una legge che peserebbe ulteriormente sulle casse pubbliche, mentre un aeroporto funzionante porterebbe turismo, indotto, soldi nelle casse provinciali.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha ricordato una campagna referendaria ingannevole per i cittadini, e invitato il Gruppo verde a non riproporre lo stesso modello. Sembrava che si decidesse su “sì o no” all’aeroporto, invece si decideva su altro, ovvero sul finanziamento pubblico dell’aeroporto e la partecipazione attiva della Provincia alle scelte aeroportuali. Nel frattempo, ci sono compagnie che hanno avviato attività. Il consigliere ha annunciato astensione al disegno di legge, condividendo però l’idea che se ne potesse discutere; il dlp avrebbe potuto essere proposto in maniera realmente tecnica, in modo da poter aggiungere i correttivi necessari, invece si chiedeva la rinuncia a contribuire direttamente e indirettamente allo sviluppo del traffico aereo, a intraprendere attività per imitare il traffico aereo anche in accordo anche con le autorità militari, tra il resto mai citate negli articoli: ne emergeva un NO all’aeroporto sic et simpliciter, senza possibilità di mediazione. Questo non era nemmeno quanto deciso dai cittadini nel 2016. Esisteva di fatto un veto ideologico a ogni tipo di attività aerea all’aeroporto, senza alcuna clausola di garanzia nemmeno per i voli militari, si trattava di un disegno di legge mal scritto, quasi fatto apposta per essere respinto in modo da apparire unici sostenitori della difesa dell’ambiente e del voto popolare. Ricordando la partecipazione esterna del suo gruppo al governo di Laives, e alla Giunta di Bronzolo, e quindi di essere consapevoli della situazione della Bassa Atesina, Urzì ha però respinto quello che sarebbe un inganno ideologico sulla pelle di quei cittadini.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ricordato che il PD, prima al governo, aveva promosso il SÌ al referendum, ritenendo operazioni di quel genere molto pericolose in quanto la regia della struttura sarebbe passata dal pubblico al privato. Si era trattato di un eccesso di democrazia. Due sono le colonne dell’economia provinciale, vale a dire turismo e mobilità, e in merito bisogna agire con attenzione; il referendum era stato sbagliato nell’impostazione, ma ora la frittata era stata fatta; c’era un privato che si stava muovendo - peraltro in modo molto oculato, e la pista sarebbe stata allungata; il sindaco di Laives stava facendo una pessima figura con le sue affermazioni. La legge in discussione lo vedeva d’accordo in alcuni aspetti, come per esempio il comitato, ma non su un demanio aeroportuale provinciale, in quanto serviva un livello superiore. Dopo il referendum ci sarebbe voluta una legge provinciale che regolasse il rapporto con il privato, quindi la legge in discussione riempirebbe un vuoto, ma non va nella direzione auspicata. egli si sarebbe astenuto.
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato che con il referendum la popolazione aveva respinto l’ampliamento, ma questo era stato concesso ai privati obbligati a rispettare il Masterplan del 2012; inoltre, la Provincia aveva dichiarato la struttura di interesse pubblico delibera (1127/2018), aprendo la porta a finanziamenti ai privati ai sensi della normativa europea; forse la Provincia dovrà pagare anche 900.000 € per opere antincendio: tutto ciò era una presa in giro dei cittadini. Il privato è stato inoltre obbligato a seguire il Masterplan respinto dal referendum: quindi la Provincia non solo se ne è lavata le mani, addirittura ha obbligato i privati a fare questo Masterplan dando loro la possibilità di chiedere soldi pubblici. Il Team K condivide lo spirito del dlp ma ha perplessità sugli articoli dal 4 al 6, che interviene su prerogative già assegnate a privati con regolare concessione. I punti da 1 a 3 sono ragionevoli e rispecchiano quanto chiesto col referendum: non far arrivare soldi pubblici.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato che la discussione sull’aeroporto è in corso da anni,  e che la questione di fondo è se l’Alto Adige ha bisogno o meno di un aeroporto: “Io non penso”. Ci sono già, vicini, grandi aeroporti, anche internazionali, che permettono di raggiungere tutto il mondo. Inoltre, le persone arrivano ugualmente anche senza aeroporto in loco, e più che un ampliamento turistico quantitativo è opportuno un ampliamento qualitativo, senza considerare l’impatto della struttura. La popolazione aveva capito benissimo il quesito del referendum e si era espressa chiaramente contro l’aeroporto. Il suo gruppo avrebbe sostenuto con convinzione il disegno di legge, per la tutela della Heimat e della qualità della vita, per poter godere di una natura ancora intatta. La pandemia aveva dimostrato che non ogni meeting andava fatto in presenza.
L’ass. Daniel Alfreider ha replicato che si trattava di dibattere sul disegno di legge e i suoi contenuti, non sull’aeroporto stesso, e sottolineato che erano state prese decisioni che avevano conseguenze e passaggi logici, in base ai quali alcuni articoli del dlp erano già superati. Inoltre, c’erano dei punti giuridici e tecnici non funzionanti e non sostenibili giuridicamente. La Provincia voleva restare nella società aeroportuale per poter decidere e porre dei paletti, e non è vero che non aveva comunicato in modo chiaro; in nessun documento era stato scritto che in caso di vittoria dei NO l’aeroporto sarebbe stato chiuso, e era chiaro che il masterplan era già stato approvato. Alcuni punti del dlp non funzionano, altri sono superati, altri prevedono competenze che la Provincia non ha, come quella sul traffico aereo: quindi non potrebbe regolarlo nemmeno con legge, e un’impugnazione sarebbe logica. Bisognerebbe eventualmente agire con norma d’attuazione. La Giunta non avrebbe sostenuto il disegno di legge, al quale anche il Consiglio dei Comuni aveva dato parere negativo.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha sottolineato che nonostante il parere negativo al il Consiglio dei Comuni aveva detto di condivide però il fatto che l’aeroporto di Bolzano venisse trasferito alla Provincia di Bolzano in base alla normativa statale e che la Provincia rilasciasse regole e direttive a carico dei futuri gestori, a disciplina dell'attività dell’aeroporto e del traffico aereo: anche in aula, molti erano favorevoli all’emissione di regole da parte della Provincia, che di fatto il disegno di legge del 2015 definiva. Quindi erano legittime. Il referendum, tra il resto, era nato da una proposta dei colleghi della SVP. Il risultato del referendum era stato interpretato dalla Giunta come decisione di privatizzare l’aeroporto, ma il primo strumento di gestione per una Provincia con competenza legislativa è la legge: dopodiché, è indifferente chi gestisce. E se serve una nuova norma di attuazione, allora che si scriva. Chi è critico su parte della legge può presentare emendamenti per migliorarli, compreso l’ass. Alfreider. Le regole andrebbero fissate per legge, non tramite accordi con i privati, per i quali pure la legge è una garanzia. Dello Sbarba ha proposto infine di approvare il passaggio alla discussione articolata, poi sospenderla e trattarla nella prossima sessione, in modo da riaprire i termini per gli emendamenti, anche quelli della maggioranza.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha condiviso la proposta di sospensione, chiedendo però un chiarimento delle posizioni delle diverse parti politiche prima del voto, in una seduta di capigruppo.
Dopo l'interruzione, Dello Sbarba ha comunicato che la maggioranza non era interessata alla sospensione in quanto non condivideva il disegno di legge. Posto in votazione, il passaggio alla discussione articolata è stato respinto con 14 sì, 18 no, 2 astensioni.

(continua)

 

(MC)