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Consiglio | 14.05.2021 | 12:14

Lavori Consiglio: Rita Mattei nuova presidente del Consiglio provinciale

Eletta con 19 voti, 14 a Sandro Repetto: “Il mio mandato da Presidente di quest’aula sarà all’insegna del reciproco rispetto e collaborazione istituzionale”, così la neopresidente.

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La seduta di questa mattina è stata aperta dal presidente Josef Noggler, che ricordando che all'ordine del giorno era l’elezione di presidente e vicepresidente del Consiglio per la seconda metà della legislatura, ha dato spazio alla proposta di candidature, ricordando che per l’elezione era necessaria la maggioranza assoluta (18 voti).

Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) è intervenuto ricordando la frase citata da Noggler negli ultimi tre giorni quella di Joseph Brodsky relativa a iniziare i lavori con una poesia, ritenendo che potesse essere un'idea per le prossime sedute. Egli ha poi ricordato che la sua parte politica aveva sempre sostenuto che i momenti istituzionali come quello di questa mattina  non dovessero appartenere alle logiche di maggioranza e minoranza politica. Apprezzando il lavoro svolto da Noggler, caratterizzato da equità e correttezza, ha quindi sostenuto che l’elezione del presidente del gruppo linguistico italiano dovrebbe spettare al gruppo linguistico italiano. Statuto e regolamento prevedono che tutti i consiglieri possano votare, ma questo secondo lui era un vizio risolvibile se i consiglieri dell'altro gruppo non avessero partecipato al voto o avessero accolto la proposta dell'altro gruppo. In questo momento la rappresentatività del gruppo italiano spettava al partito che aveva ricevuto più voti, ossia la Lega, e nel suo ambito a Rita Mattei, che lui sosteneva con assoluta convinzione, anche perché nel ruolo di vicepresidente era stata sempre corretta e rispettosa del ruolo istituzionale. Avere una figura femminile risponderebbe anche a quella volontà di rappresentatività del genere femminile più volte espressa.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha condiviso “in pieno” le parole di Urzì in merito al fatto che il presidente fosse una figura di rappresentanza  di tutti i consiglieri. Ha quindi proposto Sandro Repetto, sostenuto da tutte le minoranze escluse la destra, ritenendo che per la figura istituzionale fosse richiesta una certa sensibilità e un certo equilibrio: non aveva dubbi che anche Mattei li avrebbe avuti, ma Repetto aveva sempre dimostrato di averli nella sua lingua carriera politica. Complimentandosi con Noggler per come aveva svolto il suo ruolo, il consigliere ha sostenuto che Repetto avrebbe potuto continuare su questa strada super partes. In futuro, ha aggiunto Nicolini, si potrá anche riconsiderare la disposizione statutaria sull’alternanza gruppo tedescoi/gruppo italiano, che non sono prescrizioni scritte sulla pietra, affidando questo ruolo alla persona più meritevole al di là dell’appartenenza linguistica. L’articolo 3 della Costituzione, ha ricordato, rigetta le discriminazioni per lingua. Ha  quindi chiesto alla maggioranza una riflessione sulla rappresentatività, l’equilibrio e la sensibilità istituzionale, considerando quale candidato rappresentava meglio questa sensibilitá istituzionale.
Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol), apprezzando la seduta in presenza, ha  ricordato gli incontri tra gruppi per la formazione della Giunta, con scontri su tematiche cardine relative allo Statuto, e sul fatto che esso non sia come le tavole di Mosé ha dato ragione a Nicolini, perché con esso ci si confronta ogni giorno. L’accordo politico di inizio legislatura aveva portato Noggler, da lui apprezzato per come aveva condotto l’aula nel affrontando tutti i problemi della pandemia, alla presidenza, e a un accordo politico che aveva dato vita a una maggioranza, che lui appoggiava ora esternamente. Poiché “pacta sunt servanda”, ciò che fu predisposto negli accordi di maggioranza oggi andava mantenuto: Rita Mattei è il nome su cui si era designato l’accordo, inoltre questo voto avrebbe permesso di avere una donna ai vertici del Consiglio come non accadeva da tanti anni. Forza Italia l’avrebbe appoggiata, e ringraziava Fratelli d’italia di fare lo stesso: “Oggi si ha la possibilità di vedere che le quote esistono e possono essere applicate”.
Congratulandosi con il presidente Noggler per il suo ottimo lavoro, svolto con un certo humor e le orecchie aperte, nel rispetto del regolamento e dell’opposizione (applauso dell'aula), Paul Köllensperger (Team K) ha detto di aspettarsi che il prossimo presidente continuasse il lavoro da lui iniziato, e ha espresso l’appoggio del suo gruppo a Sandro Repetto: egli aveva una certa esperienza e faceva anche parte dei partiti al Governo a Roma. Ci si aspettava un presidente neutrale che rispettasse i diritti dell'opposizione.
Giuliano Vettorato (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha ringraziato a nome del suo gruppo il presidente Noggler, grande presidente sia dentro che fuori l’aula, corretto, trasparente, con la giusta dose di ironia anche nei momenti difficili. Il suo gruppo lanciava la candidatura di rita Mattei, che lui conosceva da 15 anni, e che nel suo ruolo di segretario locale del partito aveva sempre agito sopra le parti, gestendo con correttezza la sezione di Merano. Sarebbe stata in grado di gestire l'aula con la stessa correttezza, trasparenza e imparzialità, e positivo era anche che il ruolo fosse affidato a una donna, una donna che merita.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha ringraziato Noggler per come aveva svolto il lavoro di presidente, cercando il giusto equilibrio in aula, ma anche fuori, generando un clima positivo tra i partiti ma anche a livello di collaboratori. Ci si augurava che il nuovo o la nuova presidente mantenga questo clima, e una posizione neutrale. Ha annunciato di uscire dalle fila dell'opposizione, sostenuto di essere sempre stata contro le quote rosa, ma di aver sempre osservato che se si trattava della donna sbagliata allora si cercava un uomo. Lei non aveva nulla contro Sandro Repetto, e non riteneva che si dovesse eleggere per forza una donna; forse in futuro il dibattito andava fatto con i rappresentanti della maggioranza e forse in futuro si sarebbe potuto avere un presidente rappresentante dell’opposizione, ma per ora lei si sarebbe astenuta, augurando buon lavoro a chi sarebbe stato eletto.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha elogiato il presidente Noggler, che aveva dimostrato disponibilità alla collaborazione e rispetto, con l’obiettivo di trovare soluzioni. A volte era stato anche criticato dalla maggioranza per aver interpretato dei passaggi a favore delle opposizioni, e questo dimostrava che ha agito bene. Chi assume la presidenza rappresenta tutto il Consiglio, rispettando tutti gli eletti, indipendentemente dal numero di voti. Il Consiglio provinciale è l’organo supremo che sta sopra alla Giunta, quindi la funzione di rappresentanza è molto importante, e i cittadini di entrambi i gruppi devono riconoscersi nel presente. In passato, c’erano sono stati presidenti della seconda metá legislatura che non riuscivano a capire la lingua tedesca, ma il o la presidente dovrebbe essere plurilingue, considerato che lo si chiede anche a ogni addetto alle pulizie. Knoll ha chiesto poi se solo la maggioranza o anche la minoranza potevano svolgere questo ruolo: in altri Paesi, per esempio, il vicepresidente è espressione dell’opposizione. Su questo andava avviata una riflessione.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha citato una frase del presidente uscente: “Adesso attendiamo un attimo”, da cui aveva imparato che se le trattative si inaspriscono è meglio interrompere e aspettare. Noggler aveva raggiunto qualche risultato in situazioni molto difficili, evitando di agire come un ariete. Ha quindi ricordato un incontro con l’Eurac Sommer School in cui Mattei aveva rappresentato il Consiglio, e a una domanda sui profughi aveva risposto che ci sono profughi cui si regala tutto mentre i residenti non riescono ad arrivare a fine mese: una presidente che dice questo a nome di tutti non puó essere sostenuta. Collaborare si puó, ma c’è un limite che non si puó superare. Se Mattei fosse diventata presidente del Consiglio, le doveva essere chiaro che avrebbe rappresentato tutto il Consiglio e il relativo elettorato, anche chi la pensa diversamente da lei. I Verdi non avrebbero sostenuto la sua candidatura. In quanto alle quote rose, quando era stata chiesta maggiore rappresentanza delle donne a livello istituzionale si era stati tacciati di femminismo: faceva piacere vedere che ora finalmente si parlava di quote rosa, ma sarebbe stato un problema avere una donna contro le donne. Una politica per le donne deve mirare a portare donne in politica, superando la sottorappresentanza, invece il gruppo italiano ha una sola donna. Il suo gruppo avrebbe lavorato per avere più donne in politica, tra cui scegliere.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), ringraziando Noggler per aver coniugato forma, sostanza e grande equilibrio, cercando di stemperare le tensioni, ha ringraziato anche Nicolini e le forze di opposizione che avevano individuato in lui un candidato alla Presidenza. Nella sua azione politica, istituzionale amministrativa aveva sempre dato importanza a rappresentare tutte le comunitá del territorio: se eletto avrebbe dato le dimissioni da tutte le cariche del partito, nel rispetto dell’aula. Avrebbe voluto ricoprire un ruolo positivo, mantenendo viva la credibilitá della politica e dando risposta alle problematiche dei cittadini e delle cittadine. La pandemia aveva richiesto tanto alle persone, e come presidente del Consiglio avrebbe voluto far sentire la popolazione ascoltata e seguita dal Consiglio, ispirandosi a quanto fatto da Noggler. Il ruolo di presidente del Consiglio impone anche di prendere decisioni coraggiose, ma tenendo conto delle diverse sensibilità di cui ognuno è portavoce. Ritenendo fondamentale un passaggio a metà della legislatura dalla maggioranza all'opposizione, egli proponeva come vicepresidente Maria Elisabeth Rieder.
Gerhard Lanz (SVP) ha sostenuto che Josef Noggler aveva fatto un ottimo lavoro, ringraziando lui e la vicepresidente Mattei, con il vicepresidente Vallazza e tutto l'Ufficio di Presidenza. La gestione dell'aula di Noggler aveva garantito un ampio dibattito, anche nelle difficoltá create alla pandemia  si era riusciti a dare seguito alle promesse fatte agli elettori (applausi). La SVP sosteneva la candidatura di Rita Mattei, cui accordava fiducia: negli ultimi due anni e mezzo aveva svolto il suo ruolo con grande precisione. Ha criticato le proposte di modificare i procedimenti democratici, e si è rammaricato che non ci fosse mai stato un incontro preliminare per cercare una maggioranza, dubitando quindi della serietà delle proposte fatte, perché se si vuole una maggioranza bisogna mettersi a tavolino per parlare.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), intervenendo nella prima parte in tedesco, ha ringraziato Noggler per il suo lavoro, il suo humor che gli era stato utile per guadagnare tempo e acquistare ragionevolezza. Forse bisogna essere un anarchico venostano per avere tale senso dell’umorismo e per sapere quando utilizzarlo. Esso gli era servito anche per presentare tempo e ritrovare razionalità, equilibrando situazioni difficili e il rapporto con alcuni consiglieri difficili da trattare, perché in aula c’era chi l’umorismo non sa cos’è, o lo usa male. Triste era vedere che alcuni argomenti come le quote rosa diventavano utili solo se c'era un certo fine; in realtà, all’inizio della legislatura c’era stato un patto politico tra Lega e SVP, e finché esso reggeva le cariche erano quelle decise già allora. Questo era legittimo, e non c’era un diritto del gruppo linguistico a eleggere il proprio presidente, come sosteneva Urzì: presidente e vicepresidente dovevano esprimere la complessità della societá, ed erano espressione di tutto il Consiglio, che riconosceva la pluralitá di questa terra, se no si sarebbe alla situazione della Bosnia. Chi sarebbe stato eletto avrebbe dovuto rappresentare tutti, sia linguisticamente che politicamente. C’era un patto politico sostenuto da un arco di forze nel quale il Gruppo Verde non si ritrovava, e lo segnalava con il voto a repetto. Forse, considerando la pandemia e il fatto che questo organo legislativo era stato sospeso per mesi, e che in tutti i paesi del mondo gli esecutivi avevano preso ampio spazio, si sarebbe potuto scegliere una nuova strada: si sarebbe potuto fare un patto della ripresa del parlamento, coinvolgendo anche l’opposizione.
Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) si è unito agli elogi per Noggler, che aveva agito con correttezza e super partes, cosa che qui non era un’ovvietà, come invece è altrove. La SVP aveva scelto bene il suo presidente, ma questo era quanto, perché pensando a diatribe tra maggioranza e opposizione a lavori nelle commissioni, agli atteggiamenti della Giunta, la situazione era diversa. Se Noggler aveva sostenuto anche l’opposizione si doveva anche al suo carattere da venostano. Alla maggioranza andava detto che il regolamento interno non garantiva lo stesso equilibrio da Noggler garantito: bisognava darsi da fare, soprattutto riguardo a ufficio di presidenza, iter dei disegni di legge e tanti altri punti; nelle commissioni d’inchiesta, per esempio, alla fine valeva solo il voto della maggioranza. Il regolamento interno andava riformato. Un ringraziamento al presidente uscente buon lavoro al prossimo.

Si è passati quindi alla votazione a scrutinio segreto, sui due nomi proposti: Rita Mattei e Sandro Repetto.

Prima di comunicare l’esito dello scrutinio, il presidente Noggler ha ringraziato l’aula. Non sempre il suo lavoro era stato perfetto, ma i consiglieri lo avevano accettato e li ringrazia. era stato un anno non facile, pertanto ringraziava anche Ufficio di Presidenza, capigruppo, Segretario generale e il suo staff, servizio tecnico, ufficio stampa, ufficio legislativo, ufficio amministrativo, ufficio traduzioni, ufficio per il cerimoniale e le pubbliche relazioni. Ha ringraziato anche tutti gli organismi di garanzia insediati in Consiglio e il Consiglio dei Comuni, l’organismo di valutazione e la gestora del bar interno. Ha quindi comunicato che Rita Mattei aveva ricevuto 19 voti, Sandro Repetto 14 (2 schede bianche). Ha quindi consegnato un mazzo di fiori alla nuova presidente eletta.

La neo presidente Rita Mattei ha quindi preso la parola per il saluto all’aula nel suo nuovo ruolo, dicendosi molto emozionata, non solo per la nomina ma anche per rivedere tutti i colleghi e le colleghe in aula dopo tempo. Ha ringraziato sia chi l’aveva votata che chi non l’aveva votata, per questo incarico molto importante, e aggiunto che il periodo storico che stiamo vivendo aveva messo a dura prova le Istituzioni del nostro Paese, tanto che gli uffici dell’amministrazione pubblica provinciale si erano trovati a dover fronteggiare situazioni di emergenza che nessuno poteva prevedere. Il rapporto tra cittadino ed amministrazione pubblica aveva quindi  acquisito una centralità diversa dal passato, e la salute aveva ricordato quanto fosse importante avere un sistema ben organizzato ed efficiente. Ha quindi ringraziato tutte le collaboratrici e i collaboratori della pubblica amministrazione altoatesina per il loro prezioso contributo alla resistenza da questa terribile pandemia. Grazie al loro lavoro le Istituzioni dell’Alto Adige avevano mantenuto viva la loro buona reputazione, era stato possibile aiutare chi era in difficoltà, e sarebbe stato possibile continuare a farlo. Con lo stesso spirito ha ringraziato tutte e tutti i colleghi per l’incarico ricevuto quest’oggi: “Il mio mandato da Presidente di quest’aula sarà all’insegna del reciproco rispetto e collaborazione istituzionale. Sono convinta che oggi più che mai sia fondamentale mantenere alta la reputazione delle Istituzioni della nostra terra, la cui credibilità è la sola ed unica carta vincente per la ripartenza dell’Alto Adige: se esse non sono credibili, non possono essere credibili le loro richieste verso i cittadini che sono i veri titolari della democrazia”. Avrebbe presieduto l’aula con l'obiettivo di permettere alla democrazia di trovare la sua più larga forma di espressione, nel rispetto di maggioranza e opposizione. Il tutto nel rispetto del regolamento, in merito al quale si è detta disponibile a tutte le proposte dei capigruppo, continuando il lavoro già iniziato in merito in questa legislatura. In lingua tedesca, la neo presidente Mattei ha quindi ringraziato il suo predecessore Josef Noggler per il suo prezioso lavoro, il segretario generale Florian Zelger, l’Ufficio di presidenza, tutti i collaboratori del Consiglio, che sono riusciti nonostante la pandemia a far funzionare tutto al meglio: una sfida notevole, che si è riusciti ad affrontare tutti insieme. “Sarà difficile subentrare a un presidente uscente così apprezzato da tutti, e da me in primis”, ha concluso Mattei: “Spero di essere, come lui, all’altezza di certe situazioni, della difficile e motivante sfida che questo incarico rappresenta. Il mio impegno sarà massimo”.

La seduta continua con l’elezione del/la vicepresidente.


(MC)