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Consiglio | 12.05.2021 | 11:28

Presentata la relazione sull’attività 2020 della Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Daniela Höller ha ripercorso ripercorre 12 mesi di lavoro, in cui sono stati elaborati 1.173 fascicoli.

Daniela Höller in aula. (Foto: Conisglio/Werth)ZoomansichtDaniela Höller in aula. (Foto: Conisglio/Werth)

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IMM Relazione Daniela Höller
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INTV Daniela Höller IT
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Come previsto dalla legge provinciale 9 ottobre 2020, n.11, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Daniela Höller ha elaborato la Relazione annuale 2020 relativa alle attività svolte dal suo Ufficio.

“Lo scorso anno è stato caratterizzato da mesi molto complessi, colmi di sfide e difficoltà. Vista la pandemia, il mio lavoro e quello del mio Ufficio si è concentrato in particolar modo su quelle situazioni di disagio già esistenti, ma inasprite dall’emergenza, e su quelle che, invece, sono state proprio innescate da essa. Nell’anno 2020 il mio Ufficio ha visto un aumento del 39,78% di nuovi casi rispetto all’anno precedente”, così la Garante Höller, il cui ufficio ha elaborato nel 2020 un totale di 1.173 fascicoli. I temi hanno riguardato per lo più scola, collaborazioni con altri enti, salute, separazione e divorzio,         minori stranieri non accompagnati, situazioni con molteplici problematiche, tutela giovanile, conflitti familiari, violenza e abuso, scuola dell’infanzia, bullismo e cyberbullismo, questioni interne, internet, adozione e allontanamento. Il primo contatto è richiesto per lo più dalle madri (28%) e altre persone di contatto (15,7%).
L’ambito scolastico è stato colpito in maniera particolare dalla pandemia. La chiusura delle scuole e l’organizzazione dell’apprendimento a distanza hanno comportato una sfida per tutti gli alunni e le alunne, in particolare per bambine, bambini e adolescenti con una disabilità o un bisogno educativo speciale.
La Garante e il suo team hanno approfondito anche altre tematiche legate al lockdown e alla pandemia in generale, come il diritto di visita in seguito a separazione e divorzio dei genitori sia a livello locale che a livello transfrontaliero, il rispetto delle misure di protezione e di quarantena, questioni inerenti all’assistenza all'infanzia e alla libertà di movimento di bambine, bambini e adolescenti, la conciliazione tra famiglia e lavoro durante il lockdown. “I giovani sono meno colpiti dalla pandemia stessa, ma molto più esposti ai rischi collaterali”, così Höller: “Quello che i giovani hanno perso ora, lo hanno perso per sempre”.
“È stata, inoltre, mia premura mettere in luce alle persone di riferimento e all’opinione pubblica quei minori che si trovavano in situazioni di difficoltà già prima della diffusione del virus e che in un momento di crisi hanno bisogno di un’attenzione ancora maggiore, ovvero bambine e bambini in famiglie a rischio di povertà e famiglie socialmente svantaggiate, giovani con background migratorio o con problemi psicologici. Non bisogna neanche sottovalutare le conseguenze indirette della pandemia: discontinuità dei servizi medici, minore accesso al pronto soccorso e ad altri servizi per paura di contrarre il virus e correlatamente ritardi nelle diagnosi, interruzione di terapie, accesso ridotto alle attività sportive e del tempo libero con relativa mancanza di esercizio fisico, deterioramento dello stile di vita e delle abitudini alimentari, peggioramento delle disuguaglianze sociali in generale,” ha affermato la dott.ssa Höller.
Sono state 27 le situazioni in cui la Garante ha ritenuto necessario esprimere chiaramente la sua posizione e il suo punto di vista sotto forma di un parere. L’Ufficio della Garante ha notato un incremento significativo anche per quanto riguarda le segnalazioni di casi di violenza contro i minori, specialmente dopo la fine del primo lockdown primaverile (da metà maggio a fine dicembre 2020 le segnalazioni sono state il 36,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2019).
Per il 2020 la Garante per l’infanzia e l’adolescenza aveva programmato numerose presentazioni e conferenze nelle scuole e nei centri giovanili. Nei mesi di gennaio e febbraio queste si sono potute tenere regolarmente, mentre quelle dei mesi successivi sono state, svolte online, ove possibile, oppure rimandate. Grazie a questi incontri, nonostante l’improvvisa riprogrammazione, l’Ufficio è riuscito a raggiungere 820 minori.
Altro ambito che ha impegnato Daniela Höller e il suo team è stato quello della tutela volontaria: nel 2020 è stato organizzato per la prima volta un corso base bilingue per tutrici e tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Sono stati svolti, inoltre, tre incontri di monitoraggio.
Anche il lavoro di rete ha occupato uno spazio importante nella quotidianità lavorativa della Garante, che ha preso parte a numerosi gruppi di lavoro (principalmente online), sia a livello regionale, che nazionale e internazionale. “I gruppi di lavoro sono fondamentali per creare sinergie e strategie tra gli attori presenti sul territorio nell’interesse dei minori e mai come quest’anno è stato evidente quanto sia necessaria la collaborazione e l’unione delle forze tra istituzioni per dare voce e peso ai bisogni e alle esigenze di bambine, bambini e adolescenti”.

Il presidente Josef Noggler ha quindi ringraziato la Garante Höller, dando la parola a consiglieri e consigliere per le loro domande.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito di essere stato contattato da molti giovani che lamentavano da un lato di esser stati derubati della loro gioventù, dall'altra di essere incolpati di essere quelli che non rispettano le regole e di subire interventi eccessivi delle forze dell’ordine: per molti di essi sarebbe stato d'aiuto leggere prese di posizione sulle ordinanze. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) si è detta colpita dai dati sulle famiglie, che sembrano un’area protetta ma a volte sono una trappola, e ha chiesto come i politici possono intervenire. L’ass. Philipp Achammer ha ringraziato Höller per l’ottimo lavoro, rilevando l’impatto della chiusura delle scuole sulle condizioni di giovani e bambini, e chiedendo a Höller cosa si può cambiare ora in quest’ambito. Franz Locher (SVP) ha chiesto se i fascicoli aperti riguardavano nuovi minori o minori già conosciuti. L’ass. Waltraud Deeg ha ringraziato per la collaborazione anche nella Consulta per la famiglia, estendendo il ringraziamento anche alla Consigliera di parità. Anche lei ha chiesto se la Garante ritiene necessario creare nuove strutture. Franz Ploner (Team K) ha domandato informazioni sul Codice bioetico per bambini e adolescenti e i numeri assoluti dei casi di violenza, nonché informazioni sulle diagnosi mediche tardive. Gerhard Lanz (SVP) ha rilevato che in molti settori si era parlato di diritti, dimenticando che ogni diritto include anche obblighi, e ha chiesto come riuscire a comunicare che oltre ai diritti ci sono anche obblighi nei confronti della società.

Daniela Höller, ammettendo l’esistenza dei problemi segnalati da Knoll, ha detto che ha la possibilità di pubblicare pareri sulle ordinanze e in alcuni casi lo ha fatto. Ha quindi  riferito del coraggio civile di persone che pur non conoscendo personalmente i bambini segnalano situazioni di disagio. In quanto al post-covid, ora si torna alla quotidianità, ma è importante parlare di quanto è accaduto durante la pandemia. vanno migliorate le offerte dove sono state rilevate carenze, seguendo meglio giovani e bambini, soprattutto con disabilitá e background migratorio. Ora che tutti sono tornati a scuola ci sono piú segnalazioni, mentre in estate ce ne sono meno; oltre che di casi nuovi ci si occupa anche di casi vecchi che si ripropongono. I progetti giá esistenti per i primi anni dell’infanzia, con consulenze per i genitori sono offerte positive e apprezzate, che vanno mantenute. Dei diritti dell’infanzia si potrebbe parlare già negli asili. Il Codice bioetico, elaborato l’estate scorsa, comprende diversi diritti riguardo ai servizi sanitari e alla salute, per esempio per l’accoglienza in ospedale di giovani con problemi psichici, che devono poter mantenere i contatti con genitori e amici. Referenti del settore hanno confermato il ritardo nelle diagnosi di patologie e nelle vaccinazioni, ci sono tuttora problemi nelle terapie non urgenti, come logo- ed ergoterapia. In una situazione emergenziale ci sono diversi diritti, in primis quelli a salute, istruzione e socializzazione, che ovviamente vanno bilanciati tra di loro con un compromesso. È quindi intervenuta la consigliera di parità Michela Morandini, rilevando c’è un diritto individuale ma anche un diritto che riguarda la società, e bisogna evitare il conflitto tra i due.


(MC)