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Landtag | 16.01.2020 | 15:44

Lavori Consiglio: Formazione permanente e formazione politica

Approvate due mozioni della SVP.

Con la mozione n. 184/19: Formazione permanente per chi rientra nel mercato del lavoro, emendata nella parte dispositiva, Helmut Tauber (SVP), cofirmatario insieme a Magdalena Amhof, segnalava che molte donne e sempre più spesso anche gli uomini interrompono la loro attività professionale per occuparsi dei figli o di familiari che necessitano di assistenza. Questa pausa nella vita lavorativa si protrae spesso per diversi anni e talvolta il ritorno alla professione diventa una vera e propria sfida, poiché il mondo del lavoro è in rapida evoluzione e la digitalizzazione procede a ritmi serrati in quasi tutti i settori, e i profili professionali e i mansionari sono in continua trasformazione. Chi rientra sul mercato del lavoro, talvolta deve fare i conti con ansie e timori; spesso non ha altra scelta che affrontare questa sfida come un salto nel buio. Una situazione, questa che può essere contrastata solo da una formazione continua e mirata nonché dall'apprendimento permanente. Egli proponeva quindi (versione emendata) di incaricare la Giunta (1) di analizzare il fabbisogno di offerte di formazione e aggiornamento finalizzate al ritorno alla vita lavorativa, (2) di individuare, alla luce di tale indagine, offerte di formazione e aggiornamento specifiche rivolte a coloro che desiderano rientrare nel mondo del lavoro, (3) di sviluppare e attuare, in collaborazione con l’ufficio di coordinamento per l’aggiornamento professionale, un apposito programma di aggiornamento professionale per le persone che desiderano rientrare nel mondo del lavoro..

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha segnalato che sono spesso le biografia lavorative delle donne quelle che risultano a macchia di leopardo, per via di interruzioni legate a impegni famigliari, e che spesso durante le assenze si verificato sviluppi a cui poi bisogna far fronte rientrando al lavoro. la formazione permanente ha sempre avuto attenzione per chi rientra al lavoro, ma ora l’assenza del FSE ha lasciato una lacuna.

Anche secondo Alex Ploner (Team K) ci si dimentica spesso delle difficoltá legate al rientro al lavoro. Positiva è l’opera della scuola Gutenberg di Bolzano, che da anni offre un buon corso per il rientro al lavoro d’ufficio, così come tanti sono i corsi offerti dal sistema provinciale, soprattutto nelle scuole professionali; tuttavia forse è necessario anche rilevare il fabbisogno. Importante è anche la conciliazione tra lavoro e famiglia. C’è bisogno di intervenire nel settore sanitario, e bisognerebbe fare in modo di essere indipendenti da finanziamenti europei.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia) ha annunciato voto a favore, condividendo l’obiettivo della mozione. Ha aggiunto che va valutato anch quello che il mondo del lavoro richiede, ovvero selezionati i settori che hanno effettivo sbocco professionale, perché i corsi non facciano la stessa fine del reddito di cittadinanza, che da misura di inserimento nel mondo del lavoro si è trasformato in sostegno sociale. Ha invitato inoltre a tenere conto delle esigenze dei diversi gruppi linguistici.


La proposta, ha spiegato Magdalena Amhof (SVP), nasce dalla riflessione che da anni non ci sono quasi corsi di questo tipo, che sono invece richiesti dai datori di lavoro. Dopo la faccenda legata ai fondi FSE non ci sono state quasi richieste da parte di enti offerenti corsi, ma la richiesta è alta, soprattutto da parte delle donne che vogliono rientrare al lavoro dopo la maternità, mentre per gli uomini si tratta di una posisbilitá per cambiare lavoro. Si tratta solo di utilizzare la fonte FSE disponibile.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha annunciato sostegno. Il rientro nel mondo del lavoro riguarda soprattutto le donne, come detto anche nell’ambito delle discussioni sulla politica famigliare. La consigliera ha chiesto come mai era stato cancellato il riferimento al coinvolgimento delle associazioni economiche. 

Favorevole alla mozione si è detto anche Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), sostenendo che il tema è uno dei cavalli di battaglia del suo movimento, tuttavia gli risulta che i corsi ci sono ancora, e per le diverse categorie.

L’ass. Philipp Achammer ha collegato il tema con la carenza di forza lavoro, rilevando che quindi in questo tipo di formazione, soprattutto per le donne che vogliono rientrare, c’è molto potenziale. Purtroppo c’è poca flessibilità, anche nel settore pubblico dove per esempio le maestre d’asilo non possono seguire questi corsi se non sono a tempo pieno. Una volta c’erano più offerte, soprattutto con il FSE, ma ce ne sono ancora. Anche la Provincia può  prendere in considerazione questi mezzi. Bisogna quindi innanzitutto rilevare il fabbisogno e verificare dove sono le lacune. Non c’è mai stata l’intenzione di escludere le associazioni di categoria, con le quali anzi si intende comunicare. Tauber ha sottolineato che tramite il FSE si possono proporre corsi che non costano molto e sono molto attrattivi per i cittadini, questo è quindi uno strumento molto efficace, e vanno sostenute le associazioni che vogliono accedere ai relativi fondi. Ci sono ancora corsi, ma è necessario un nuovo impulso, anche col sostegno di privati.

La mozione è stata approvata all’unanimità (29 sì).

Con la mozione n. 202/19: Formazione politica nel “CiviBus Alto Adige”, Gerhard Lanz (SVP), cofirmatario insieme a Magdalena Amhof e Jasmin Ladurner (SVP) ha proposto l’idea “CiviBus Alto Adige”, un autobus per la formazione politica, nata nell’ottobre 2019 nell’ambito di un seminario – un “World Café”, che ha analizzato temi quali l’ignoranza politica, il disinteresse e la disaffezione verso la politica, di  estrema attualità e trasversali ai partiti.  L’autobus ospiterebbe una mostra sul panorama politico in Alto Adige e sulla sua storia, con lo scopo di informare, chiarire e suscitare interesse. Non si farebbe campagna elettorale, non si raccoglierebbero firme e non si distribuirebbero volantini, ma ci si limiterebbe a informare, chiarire, spiegare. Al seminario avevano partecipato soprattutto giovani donne e uomini, riferendo che molti dei loro coetanei non conoscono la differenza tra “partito” e “Consiglio provinciale”, per non parlare della differenza tra “Giunta provinciale” e “Consiglio provinciale”. Per questo, il consigliere proponeva di incaricare l’Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale (1) di riprendere l'idea di una esposizione o fiera itinerante e di elaborarla e promuoverla insieme al collegio dei capigruppo – con l'obiettivo di fornire al maggior numero possibile di persone le informazioni politiche di base e di motivarle a partecipare attivamente alla politica; (2) di verificare se questo potrebbe rappresentare un primo progetto per il previsto “Ufficio per la formazione politica” qualora ne sia programmata l’istituzione a breve.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ritenuto positiva la proposta, anche se il nome in tedesco (Südtirolmobil) è da rivedere. La formazione politica, come insegna la Bundeszentrale für die politische BIldung, non funziona più per seminari e conferenze: bisogna presentarsi in loco, andare direttamente incontro alle persone. Foppa ha ricordato anche la prevista istituzione dell’Ufficio per la Formazione politica, augurandosi che la proposta in esame non fosse un alibi.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), ricordando che la mancata istituzione dell’Ufficio per la formazione politica era stata ricondotta alla mancanza di spazi, si è augurato che il Civibus non fosse una soluzione alternativa a questa mancanza.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia) ha rilevato che nelle premesse della mozione si fa riferimento alla conoscenza delle istituzioni politiche, delle fonti giuridiche, dei ruoli: questo è chiaro, mentre non è altrettanto chiaro cosa si intende per formazione politica, che quasi richiama al Minculpop. L’Iniziativa è lodevole, ma egli respinge da sempre l’idea di un Ufficio Formazione politica da sempre.

Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato che non va messo in dubbio l’ufficio per la formazione politica che è previsto per legge. L’iniziativa proposta è quasi omeopatica, il luogo dove si dovrebbe iniziare a fornire formazione politica sarebbe la scuola. Il Team K è comunque a favore di qualsiasi iniziativa in questo senso.

Jasmin Ladurner (SVP), cofirmataria, ha fatto riferimento a uno studio in base al quale la maggior parte dei giovani europei tra i 18 e i 34 anni non si fidano della politica né dei media: per questo diventa tanto più importante attivare un canale diretto con i cittadini: È opportuno che la formazione politica arrivi anche nelle scuole, quello proposto è un progetto aggiuntivo, per raggiungere anche altre fasce d’età. la consigliera ha anche fatto riferimento alla nuova iniziativa del Consiglio provinciale, “Ci vediamo a scuola”, grazie alla quale consigliere e consiglieri potranno presentarsi con il loro lavoro nelle classi.La mozione è un’opportunitá per promuovere il contatto diretto coi cittadini, senza colore politico.

Magdalena Amhof (SVP), cofirmataria, ha evidenziato che l’aumento del numero di visitatori in consiglio è positivo in termini di formazione politica, e parimenti ha approvato la possibilitá di andare nelle scuole con la proposta “Ci vediamo a scuola!. Il Civibus è una proposta aggiuntiva e molto vicina all’utenza, che rende la politica tangibile.

Anche Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la mozione, evidenziando che la STF si sposta spesso in provincia per incontrare le persone, riscontrando interesse da parte della popolazione. Ha contestato però il riferimento alla disaffezione alla politica, perché lei incontra tanti giovani interessati. Anche per questo la formazione politica nelle scuole è importante. Risvegliare l’interesse aiuterebbe anche ad avvicinarsi alla politica e magari faciliterebbe la richiesta di candidati.La consigliera ha chiesto quindi votazione separata delle premesse.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha espresso la disponibilitá del suo gruppo alla collaborazione nel progetto, aggiungendo però che tutti i consiglieri e le consigliere hanno la responsbailitá di trasmettere l’immagine della politica e risvegliare l’interesse, hanno quindi un ruolo esemplare in questo senso. Non è scontato l’impegno dei cittadini, così come la democrazia non è scontata, quindi i colleghi della SVP che da decenni hanno la maggioranza nei Comuni dovrebbero per primi impegnarsi per mettere in atto la democrazia politica, rispettandola, senza per esempio fare pressione se qualcuno vuole candidarsi per un partito diverso. Se non si conosce la differenza tra un partito e il consiglio provinciale è perché un partito si presenta come istituzione, per esempio usando lo stemma provinciale.

Il pres. Josef Noggler, sostenendo che il bus non si muove da solo, che ha bisogno di un parcheggio ecc, ha riferito che purtroppo il Consiglio non ha le necessarie risorse, e che ci sarà molto da chiarire. Ci vorrebbero 10 persone per coprire nuove iniziative, come l’Ufficio per la formazione politica, il centro contro le discriminazioni ecc.. Tutto questo non è semplice. Gerhard Lanz (SVP), chiarendo che il nome del mezzo si può cambiare, e che l’iniziativa si potrà poi associare all’Ufficio per la formazione politica quando questo sarà insediato. Non è stato mai detto che i giovani non si interessano alla politica, ma che i temi non vengono analizzati. La formazione politica ha anche a che fare con il modo in cui i rappresentanti si presentano all’esterno, ed è difficile quando alcuni partiti ritengono di essere i soli a comprendere i cittadini. Non è corretto indicare i  rappresentanti SVP come dei piccoli dittatori. Lanz si è quindi augurato che si riesca ad attuare il progetto, che è sovrapartitico e verrà esaminato nel collegio dei capigruppo.

La mozione è stata votata per parti separate e approvata: le premesse con 27, 1 no e 1 astensione, la parte dispositiva con 29 sì e 1 no.

 

 

(MC)