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Commissione di convalida

Il Consiglio provinciale è competente a giudicare i titoli di ammissione dei propri/delle proprie componenti. Per l'esercizio di tale compito si avvale di un organo istruttorio denominato commissione di convalida.
La commissione di convalida è nominata dal/dalla Presidente del Consiglio entro quindici giorni dalla prima seduta del Consiglio, sentiti i capigruppo/sentite le capogruppo, ed è formata da sette consiglieri/e. La composizione della commissione deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici così come sono rappresentati in Consiglio provinciale e, per quanto possibile, a quella dei gruppi consiliari. I/Le componenti della commissione non possono rifiutare la nomina né dare le  dimissioni né farsi sostituire.
La commissione di convalida verifica le dichiarazioni rilasciate dai consiglieri neoeletti/dalle consigliere neoelette in ordine alle cariche, agli incarichi e agli uffici da essi/esse ricoperti in enti pubblici o privati e alle attività imprenditoriali o professionali comunque svolte e che potrebbero costituire cause di ineleggibilità o di incompatibilità, chiede e riceve i documenti relativi alle verifiche e agli accertamenti disposti, assume informazioni e sente, quando lo ritenga opportuno o necessario, gli interessati/le interessate. L'attività istruttoria, per la quale la commissione può avvalersi anche della collaborazione di esperti esterni, è diretta ad accertare la mancanza, in capo ai consiglieri neoeletti/alle consigliere neoelette ovvero a quelli/quelle subentranti nel corso della legislatura, di cause di ineleggibilità o incompatibilità.
Per ineleggibilità non si intende la mancanza del cosiddetto diritto elettorale passivo in capo a una persona, ma l'esistenza di una causa che impedisce l'esercizio di questo diritto finché sussiste la causa impeditiva. Si tratta quindi di un impedimento giuridico a essere eletto, un impedimento che incide sulla candidabilità di una persona e la conseguente elezione, provocando l'annullamento di quest'ultima.
L'incompatibilità incide invece sull'esercizio del mandato consiliare. La legge prevede infatti che certe cariche rivestite, certi incarichi ricoperti o certi rapporti in atto in enti pubblici o privati non siano compatibili con la carica di consigliere/a provinciale.
Quando la commissione di convalida ritiene configurarsi in capo a un consigliere o a una consigliera l'esistenza di una causa di ineleggibilità o di incompatibilità, apre un'istruttoria e un contraddittorio con l'interessato/a, contestando formalmente allo stesso/alla stessa i fatti. Il consigliere/La consigliera può quindi, entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, presentare per iscritto le proprie controdeduzioni o eliminare la causa di incompatibilità contestata. Ricevute le controdeduzioni, la commissione di convalida  può, se lo ritiene necessario, promuovere un incontro con l'interessato/a, che può farsi assistere da persona di fiducia, per la discussione del caso.
Al termine dei lavori di istruttoria, che devono concludersi entro sei mesi dalla propria nomina, la commissione presenta al Consiglio provinciale una relazione conclusiva e formula per ogni consigliere e consigliera una proposta motivata di convalida dell'elezione o di accertamento di una causa di ineleggibilità con conseguente annullamento dell'elezione e declaratoria di decadenza dalla carica ovvero di accertamento di una causa di incompatibilità.
La decisione definitiva sulla sussistenza o meno, in capo ai singoli consiglieri/alle singole consigliere, di una causa di ineleggibilità o incompatibilità spetta comunque al Consiglio provinciale che esamina la relazione e la proposta di deliberazione della commissione di convalida nella prima sezione consiliare successiva alla loro presentazione, adottando le relative decisioni.