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Ordine del giorno

Ai sensi dell'articolo 62, comma 1, del regolamento interno il Consiglio provinciale non può né discutere né deliberare su affari non iscritti all'ordine del giorno. L'ordine del giorno è un elenco, numerato in ordine progressivo, degli affari su i cui il Consiglio è chiamato a discutere e/o deliberare nel corso di una seduta o sessione. Esso viene predisposto dal/dalla presidente del Consiglio e viene recapitato a tutti i consiglieri/tutte le consigliere insieme all'avviso di convocazione almeno 5 giorni lavorativi prima della seduta o dell'inizio della sessione.
L'ordine del giorno costituisce una garanzia per la trattazione progressiva dei singoli affari e quindi per un regolare svolgimento dei lavori. Esso è solo modificabile attraverso particolari procedimenti previsti nel regolamento interno, che in alcuni casi richiedono anche delle maggioranze qualificate. Il Consiglio provinciale stesso può infatti inserire con una votazione a scrutinio segreto e con la maggioranza dei due terzi dei presenti un nuovo punto all'ordine del giorno, così come può anche decidere, con una decisione da adottare a maggioranza semplice, l'anticipazione di un punto all'ordine del giorno rispetto a un altro. Sono queste però delle decisioni alquanto rare e limitate a casi eccezionali ovvero a situazioni contingenti, in quanto un ricorso troppo frequente e indiscriminato, soprattutto da parte della maggioranza, a questi strumenti regolamentari rischierebbe alla lunga di turbare il regolare svolgimento dei lavori e a influenzare negativamente i rapporti tra maggioranza e minoranza politica.