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Iniziative per la modifica dello Statuto di autonomia

Lo Statuto di autonomia è una legge di rango costituzionale e pertanto l'eventuale sua modifica richiede una procedura complessa specificatamente prevista nella Costituzione e nello Statuto stesso.
L'iniziativa per la modifica dello Statuto di autonomia è attribuita al Consiglio regionale, che non la esercita però di proprio impulso, ma su conforme proposta dei Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano. Il Consiglio provinciale ha dunque il potere di avviare il procedimento di revisione dello Statuto, revisione della cui opportunità e portata è sicuramente il migliore giudice.
La facoltà di presentare una proposta di modifica dello Statuto di autonomia spetta a ciascun consigliere/ciascuna consigliera e alla Giunta provinciale.
La proposta consiste in un testo redatto in articoli, corredato da una relazione accompagnatoria. L'esame della proposta avviene sia in commissione (trattasi di una commissione speciale composta da tutti i capigruppo/tutte le capogruppo o loro delegati/e) sia in Consiglio secondo la procedura prevista per i disegni di legge. Nel caso che la proposta sia stata approvata dal Consiglio, la deliberazione consiliare deve essere trasmessa al Consiglio della Provincia autonoma di Trento (a cui compete analogo potere di proposta) e al Consiglio regionale (al quale compete l'adozione della formale deliberazione di iniziativa legislativa conforme alle due proposte dei Consigli provinciali).
L'iniziativa per la modifica dello Statuto spetta però anche al Governo nonché a ciascun membro del Parlamento mediante la presentazione di un relativo disegno di legge costituzionale.
Lo statuto di autonomia prevede che questi progetti di modifica dello Statuto presentati o dal Governo o da membri del Parlamento debbano essere comunicati al Consiglio regionale e ai Consigli provinciali rispettivamente di Trento e Bolzano, i quali sono chiamati ad esprimere entro 2 mesi il loro parere in merito.
Tali progetti vengono preventivamente esaminati da una commissione speciale composta di tutti i capigruppo/tutte le capogruppo (la commissione riferisce al Consiglio entro 20 giorni elaborando una proposta di deliberazione) e successivamente, nel rispetto del termine di 60 giorni, dal Consiglio che esprime uno dei seguenti pareri: parere favorevole, parere contrario, parere favorevole con osservazioni, parere favorevole condizionatamente a modifiche, specificatamente formulate, da apportare al testo.
L'intervento del Consiglio provinciale - anche se solo con l'espressione di un parere obbligatorio, non vincolante - nel procedimento parlamentare di revisione di una legge costituzionale quale lo Statuto di autonomia rappresenta una importante funzione di garanzia dell'autonomia stessa e un importante passo procedurale, in quanto il Parlamento acquisisce con la richiesta di un parere l'opinione del massimo organo rappresentativo e decisorio della comunità direttamente interessata dalla proposta di modifica dello Statuto.