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Garante per l'infanzia e l'adolescenza

Garante per l'infanzia e l'adolescenza | 27.03.2019 | 09:46

I bambini hanno bisogno di entrambi i genitori, di protezione e orientamento

Disponibile la "Relazione sull'attività svolta" 2018 della Garante per l'infanzia e l'adolescenza Paula Maria Ladstätter: 411 nuove domande, 696 ancora in elaborazione dall'anno precedente, 1.760 consulenze telefoniche, 200 colloqui in incontri individuali, 200 consulenze via mail e social media.

La Garante per l'infanzia e l'adolescenza Paula Maria Ladstätter. (Foto: M. Lobis)ZoomansichtLa Garante per l'infanzia e l'adolescenza Paula Maria Ladstätter. (Foto: M. Lobis)

L’ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza è il megafono degli adolescenti e delle adolescenti dell’Alto Adige, e nel suo decimo anno di vita è più importante che mai: lo sottolinea la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Paula Maria Ladstätter in occasione della pubblicazione odierna della Relazione annuale 2018. L’anno scorso le richieste pervenute sono rimaste costanti rispetto al 2017: 411 sono le nuove domande, che si sono aggiunte a 696 situazioni ancora in elaborazione dall’anno precedente. Le tre collaboratrici e il collaboratore dell’ufficio hanno svolto nel 2018 1.760 consulenze telefoniche e 200 colloqui in incontri individuali. Quasi 200 ulteriori richieste hanno ricevuto risposta via mail, WhatsApp e facebook. Tutte riguardavano temi quali tutela dei minori, conflitti famigliari, scuola e mobbing, separazioni, divorzi, affidi famigliari, adozioni, internet e il diritto all’autodeterminazione dei giovani. La violenza sessuale, fisica e psicologica è in aumento.

C’è il quattordicenne regolarmente picchiato dal padre, con una madre che sta dalla parte del marito e non da quella del figlio. Nonni ai quali, dopo la separazione della figlia dal marito, viene negato il contatto con i nipoti, perché questi da allora vivono con l’ex genero. Oppure il diciassettenne la cui famiglia da anni è seguita dal distretto sociale e il quale è in conflitto con l’assistente sociale recentemente assegnata al suo caso. O ancora, il padre che viene a sapere, dopo la separazione dalla sua precedente compagna, che questa tratta in maniera diseguale i loro due figli perché uno dei due spesso si schiera dalla sua parte. O il minore non accompagnato di 14 anni, proveniente dalla Guinea, che vive dalla zia in Alto Adige, ma non riceve da questa alcun sostegno, né per quanto riguarda la scuola né per la pianificazione delle attività estive. O, ancora, la mamma in pena per la figlia che a scuola subisce un intenso mobbing. 

Non tutti i bambini e le bambine, non tutte le adolescenti e gli adolescenti hanno la possibilità di crescere in un ambiente sicuro e protetto: “Ecco perché l’ufficio della Garante per l’infanzia e l‘adolescenza, quale punto di riferimento indipendente e di facile accesso, è ancora più necessario”, spiega la Garante Paula Maria Ladstätter: “Il nostro obiettivo è il benessere del minore o della minore: nessun bambino deve essere discriminato”. Tutti i minori e le minori hanno diritto a un’esistenza sicura e alle migliori opportunità di sviluppo: “Devono aver diritto di parola nelle decisioni che li riguardano ed esprimere la loro opinione in maniera libera e senza paura”, sostiene ancora la Garante per l’infanzia e l’adolescenza. 

Nel 2018, l’Ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha svolto 1.767 consulenze telefoniche e 192 colloqui a tu per tu, nonché risposto a 184 richieste arrivate via mail e a 13 pervenute tramite i social media. I temi affrontati riguardavano tutela dei minori, abbandono scolastico, conflitti famigliari, trascuratezza, pari trattamento e sviluppo consono all’età, conflitti famigliari, separazione e divorzio, diritto di visita di uno dei genitori e corresponsione dell’assegno di mantenimento dei figli, violenza domestica, psichica, fisica e sessuale, problemi tra genitori e figli, questioni educative e relative all’affido, integrazione di scolari e scolare più deboli e bambini con bisogni particolari a scuola e nella quotidianità, mobbing, cybermobbing e bullismo a scuola e nel tempo libero. Parecchie situazioni erano caratterizzate da molteplici problematiche.

In tutto, lo scorso anno le quattro collaboratrici e il collaboratore dell’ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza hanno elaborato 1.107 atti: di questi, 411 sono pratiche nuove, mentre 696 sono elaborazioni di casi presentati l’anno precedente. La maggior parte dei casi sono complessi, la relativa elaborazione è impegnativa e si sviluppa nel corso di diversi anni. “Servono incontri con i singoli, colloqui di mediazione e contatti costanti con i partner di rete competenti”, spiega Paula Maria Ladstätter. Il team attualmente all’opera è composto dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza Paula Maria Ladstätter, dall’esperta dell’ambito legislativo Bianca Stelzer, dall’addetta alla segreteria Federica Poli. 

L’ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza è un’istituzione della provincia di Bolzano, fondata con legge provinciale 3 del 26 luglio 2009: quest’anno compie quindi 10 anni. Nell’esercizio del suo compito istituzionale, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza è indipendente e sovrapartitica, e non è sottoposta ad alcuna forma di controllo gerarchico. Fornisce consulenza e sostegno a giovani con problemi, si considera megafono degli e delle adolescenti e ne rappresenta gli interessi a livello politico e sociale. 

La nuova Relazione sull’attività svolta della Garante per l’infanzia e l’adolescenza (allegata) può essere scaricata dalla pagina web www.garanteinfanzia-adolescenza-bz.org. Per ulteriori informazioni, il team della Garante è a disposizione al nr. Di telefono 0471.946050, via WhatsApp (Tel. 331.1738847), via mail all’indirizzo info@garanteinfanzia-adolescenza-bz.org e via facebook (facebook.com/kijagaia).


(KIJA)