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Consiglio | 07.11.2007 | 15:46

Lavori Consiglio: No ad Asiago

Il Consiglio provinciale ha approvato, con 14 voti favorevoli, 1 contrario e 5 astenuti, la delibera che esprime parere negativo all’aggregazione degli 8 comuni dell’altopiano di Asiago alla Regione Trentino Alto Adige.

Nel pomeriggio è ripresa in Consiglio provinciale la discussione sul parere, ai sensi dell’art. 132 della Costituzione e dell’art. 103 dello Statuto, sul distacco dei Comuni di Aisago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo dalla regione Veneto e sulla loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige.

Il primo intervento è stato quello di Pius Leitner: “I Freiheitlichen“, ha detto, “sono contrari all’aggregazione dei Comuni dell’Altopiano di Asiago, anche se anticamente vi era una presenza tedesca. È evidente che le motivazioni sono economiche, ma non possiamo per questo accettare un annacquamento della nostra autonomia”. Secondo Leitner, è diversa la situazione relativa ai Comuni ladini, “che furono distaccati dal fascismo e per i quali è necessario riparare un fatto storico”. Egli ha esposto anche il timore che dicendo sì ad Asiago di possa dare il là a numerosi Comuni con analoghe richieste.
“Chi conosce la storia dei Comuni dell’altopiano di Asiago”, ha detto Eva Klotz (Süd-Tiroler Freiheit), “sa che si tratta di insediamenti baiuvari, che però hanno perso la loro identità. Sono sempre di più i Comuni che vogliono aggregarsi alla nostra Regione: questo dimostra che nelle regioni limitrofe molte cose sono in movimento. Io sono contraria perché non dobbiamo mettere pericolo lo Statuto di Autonomia”. Ha poi contestato quanto detto dal cons. Pasquali, e cioè che sia lo Stato a dover definire i confini delle Regioni, “in quanto si deve invece garantire la sussidiarietà e l’autodeterminazione”. Ha poi fatto l’esempio di autodeterminazione della Scozia e della Catalogna, ed aggiunto: “Mi dispiace di non poter dire di sì, ma noi la nostra autodeterminazione non l’abbiamo ancora avuta, e dobbiamo difendere la nostra Autonomia”.
Alberto Sigismondi (AN) ha rilevato che “c’è chi gioca su questa situazione, mettendo su piani diversi le esigenze dei comuni dell’Altopiano di Asiago rispetto a quelle dei comuni cortinesi. Quando non si sa cosa dire ci si richiama alla possibilità democratica delle popolazioni di poter decidere su certi temi, anche se che la definizione dei confini interni dipende dallo Stato”. Ha ricordato che Boato ha depositato in Parlamento un ddl che rende arduo il passaggio di un comune da una regione all’altra, con al richiesta di “ben tre referendum. In ogni caso, per il distacco di un Comune ci vuole una legge costituzionale”, e citato l’intervento di Chiocchetti secondo il quale non è necessario coinvolgere l’Austria, nonché la posizione dell’ass. Mussner, contrario all’aggregazione dei comuni ladini: “Questo è un balletto tra varie posizioni, senza che venga avviato un dibattito parlamentare sui modelli statutari”.
Walter Baumgartner (SVP): “Se l’autonomia dell’Alto Adige viene definita un privilegio questo mi meraviglia: bisognerebbe conoscere i motivi per cui noi abbiamo un’Autonomia speciale. Essa ci è stata concessa per motivazioni storici a tutela delle popolazioni tedesche e ladine: uno spostamento dei confini ha degli effetti, e quindi non può avvenire facilmente, perché causerebbe uno squilibrio di forze”. Ha sottolineato la necessità di una legge costituzionale per la modifica dello Statuto, e ribadito che in assenza di una motivazione storica non è possibile un’aggregazione.
Cristina Kury (Gruppo Verde) è intervenuta di nuovo per segnalare che “secondo una sentenza della Corte costituzionale è sufficiente una legge ordinaria, e non ne occorre una costituzionale. Inoltre, devo dire che il ddl dell’on. Boato riguarda l’aggregazione di Lamon al trentino, mentre il ddl relativo ai referendum è un’iniziativa del Governo, Boat ne è solo relatore”.
Alberto Pasquali (Forza Italia) ha poi chiarito di non aver criticato l’Autonomia, “che ritengo sacrosanta per la nostra Provincia come per la Valle d’Aosta, ma è innegabile che la Regioni a Statuto speciale hanno dei privilegi economici, che sono motivo di questa sorta di assalto alla diligenza”.

Di seguito, la votazione sulla delibera presentata dalla Commissione speciale, che esprimeva un parere contrario sul distacco e l’aggregazione degli 8 Comuni dell’altopiano di Asiago: il documento è stato approvato con 14 voti favorevoli, 1 contrario e 5 astenuti.

(MC)