Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 08.06.2012 | 15:41

Lavori Consiglio: Modifiche della legge edilizia abitativa agevolata, sì all’articolata

Respinto l’ultimo del giorno e avviata la discussione articolata del dlp 123/12, “Modifiche della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13”.

Con l’ordine del giorno n. 5 al dlp 123/12, “Modifiche della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, "Ordinamento dell’edilizia abitativa agevolata", discusso nel primo pomeriggio di oggi in Consiglio provinciale, Pius Leitner (Die Freiheitlichen) ha proposto di considerare, nell’erogazione del sussidio casa, che richiedenti stranieri debbano obbligatoriamente indicare il proprio patrimonio nel Paese d’origine nonché patrimonio e reddito dei genitori e dei componenti del nucleo familiare; che stranieri che non lavorano in Alto Adige non ne abbiano diritto; che si faccia in modo che anche in futuro il luogo d’origine dei richiedenti sia verificabile; che sia vietata ogni forma di autocertificazione e di “fatti e situazioni inspiegabili”. Leitner ha riferito che il sussidio casa va in gran parte agli immigrati, con un picco del 42% nel 2008 e 2009, e una quota del 33% attuale, a fronte di un 8% di immigrati residenti; inoltre, il 54% di coloro che percepiscono il contributo massimo sono extracomunitari, “quindi la legge potrebbe anche essere intitolata Incentivazione dell’immigrazione”, ha detto Leitner, chiedendo misure per contrastare questa tendenza. Egli ha anche ipotizzato che in futuro, quando il contributo sarà una misura sociale, non sarà più possibile in futuro distinguere sulla base dell’origine dei richiedenti, e quindi nemmeno stilare graduatorie separate. Ha aggiunto che era una discriminazione non considerare le proprietà degli immigrati in patria, come accadeva invece per i residenti, criticato che delle esigenze abitative degli immigrati si facesse carico la mano pubblica, e non gli imprenditori, e segnalato l’esigenza di concedere il sussidio casa solo agli immigrati chi lavora in provincia. Nel settore dell’edilizia abitativa agevolata, ha concluso, c’è per gli immigrati una corsia preferenziale. Georg Pardeller (SVP) ha voluto “rettificare” le dichiarazioni di Leitner sottolineando che gli immigrati sono i più poveri della società, e non potrebbero mai permettersi alloggi senza aiuti: bisogna piuttosto puntare il dito contro l’economia, che  non si assume i costi per i lavoratori di cui ha bisogno, e nello stesso tempo riceve contributi. D’accordo con questa posizione Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde): nel complesso delle prestazioni, gli immigrati danno molto di più, in termini di tasse, di quanto ricevono; e se si restringe il campo agli investimenti per la casa, è vero che gli immigrati prendono un terzo del sussidio casa, ma nel campo dei sussidi all’acquisto questi ne prendono una minima parte, tanto che nel complesso l’86% dei mezzi finanziari dedicati alla politica della casa va ai locali. La mozione, ha aggiunto Dello Sbarba, chiede alla Provincia di fare quanto già fa: il problema é semmai l’accertamento della veridicità di queste dichiarazioni fuori dallo Stato italiano, “e non solo in Sudafrica, ma anche in Germania o Austria”, un problema che l’ordine del giorno non aiuta a risolvere. Sven Knoll (SüdTiroler Freiheit) ha evidenziato che nessuna banca darebbe finanziamenti per autocertificazone, e che è vero che ai locali viene chiesto di documentare tutto in maniera dettagliata e agli stranieri no: pertanto la popolazione locale si sente svantaggiata. La vecchia generazione sudtirolese era abituata a chiedere dove poteva essere d’aiuto, invece che pretendere qualcosa, mentre ora si é arrivati alla situazione opposta, alla quale gli immigrati hanno contribuito: effettivamente, il sussidio casa é un incentivo all’economia, come detto da Pardeller, e anche l’economia deve dare il suo contributo. Thomas Egger

Respinto l’ordine del giorno con 7 sì, 18 no e 5 astensioni, l’aula ha poi approvato il passaggio alla discussione articolata con 16 sì, 6 no e 5 astensioni. (continua)  

(MC)