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Consiglio | 04.07.2019 | 13:14

Lavori Consiglio: Software libero nelle scuole, occupazione femminile, taser

Proposte di Team Köllensperger, Gruppo Verde e Freiheitlichen.

Con la mozione n. 5/18: Software libero nelle scuole, Paul Köllensperger (Team Köllensperger) ha spiegato oggi in aula che nel 2005 l'intendenza scolastica italiana aveva lanciato il progetto FUSS, costato 121.799,27 € negli anni dal 2009 al 2017 senza che venissero sostenuti costi per l'acquisizione di licenze software, mentre l'intendenza scolastica tedesca aveva puntato sull'utilizzo dei prodotti Microsoft (Windows e Office), con costi di licenze di circa 315.000 € annuali tra il 2012 e il 2017. È sotto gli occhi di tutti che a distanza di alcuni anni dall'introduzione del progetto l'utilizzo dei computer e delle nuove tecnologie abbia assunto un ruolo sempre più centrale nella didattica. Le nuove sfide che l'innovazione digitale ha comportato dal 2005 ad oggi vanno gestite con attenzione in modo da garantire a tutte le scuole (sia alla dirigenza che agli insegnanti e agli studenti) un sostegno adeguato, basti pensare all'imminente introduzione a regime del registro elettronico. Visti i consistenti risparmi degli ultimi anni connessi con l'avvio del progetto FUSS, è auspicabile una ridistribuzione delle risorse all'interno dell'intendenza (e quindi un aumento) a supporto del progetto stesso, che rispetta il criterio dell’economicità ed è efficiente. Pertanto si chiedeva di impegnare la Giunta (1) a investire maggiori risorse sulla assunzione e formazione dei tecnici informatici che lavorano sulle reti informatiche didattiche in modo da garantire maggiore assistenza e preparazione a insegnanti, studenti dell'intendenza scolastica italiana e sfruttare al meglio le potenzialità del  progetto FUSS, (2) a integrare i tecnici informatici sotto l'intendenza scolastica in modo da coinvolgerli nella didattica e nello sviluppo di progetti comuni con docenti e studenti, (3) a replicare il progetto FUSS in un numero ristretto di scuole in lingua tedesca sotto forma di progetto pilota e, in caso di esito positivo, ad estenderlo a tutta l'intendenza scolastica tedesca. 
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha rilevato la potenza dei gruppi multinazionali in quest’ambito, evidenziando che una volta che i giovani sono abituati a un certo approccio informatico difficilmente passeranno in futuro al software libero. La mozione andava sostenuta in quanto contributo alla democratizzazione dle mondo digitale.
L’ass. Giuliano Vettorato ha rilevato i vantaggi della piattaforma FUSS in termini di risparmio, evidenziando però i problemi emersi per il fatto che mancano tecnici a sufficienza per l’assistenza: ci vorrebbero molti più investimenti per la formazione del personale. I docenti si trovano in difficoltá, perché chi non è in grado di destreggiarsi nel mondo digitale libero si trova limitato: “Per questo io sarei orientato a fare degli investimenti e tornare sulle licenze, nonostante comprenda l’intenzione della mozione”. L’ass. Philipp Achammer ha riferito che nella scuola tedesca non si è passati al software libero per diversi motivi: la volontà di preparare le persone agli strumenti maggiormente utilizzati, la compatibilitá con altre applicazioni. Comunque si utilizzano anche software liberi. Forse si può, invece che attivare un progetto pilota, avviare un dialogo sulle prospettive future. Paul Köllensperger ha ammesso che c’è un problema di assistenza, ma ha sostenuto che invece che dare soldi alla Microsoft si possono spendere dei soldi per assumere qualche tecnico informatico in più. Il progetto FUSS ha ottenuto il premio P.A sostenibile dall’ONU. In quanto alla comunicazione tra sistemi diversi, ci sono interfacce adeguate: “Prima o poi bisogna liberarsi dalla dipendenza dalle licenze”. La mozione è stata respinta con 15 no, 12 sì e 2 astensioni.

Dopo la mera lettura e sospensione, per valutare se corrispondeva a un’analoga proposta trattata di recente della mozione n. 29/19: Abolizione del Commissariato del Governo per la Provincia autonoma di Bolzano di Ulli Mair (Die Freiheitlichen), Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha presentato la mozione n. 33/19: Rapporto sulla situazione del personale nelle aziende altoatesine, che faceva riferimento al rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, che le aziende con più di 100 dipendenti sono tenute a presentare alla consigliera di parità,  e al fatto che l’ultimo rapporto, predisposto dall'IPL e pubblicato dalla consigliera di parità, contiene informazioni importanti per quanto riguarda lo stato di attuazione della parità nel mondo lavorativo altoatesino, confermando la persistenza del soffitto di cristallo, le difficoltá a conciliare famiglia e lavoro, che impedisce di fare carriera, la predominanza dei contratti a tempo determinato per le dipendenti donne e l’imposizione di part time alle donne, che usufruiscono pIú spesso dei congedi parentali rispetto agli uomini tra le donne. Tuttavia, il  rapporto analizza solo la situazione nelle aziende con un certo numero di persone assunte, e queste aziende da sole non bastano a fornire un quadro complessivo, visto che l'80% delle imprese altoatesine ha meno di 50 dipendenti. Pertanto, si incaricava l’Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale (1) di estendere il rapporto della consigliera di parità sull'equiparazione tra uomini e donne nelle aziende dell'Alto Adige con più di 100 dipendenti anche alle piccole e medie imprese (da 15 a 100 dipendenti), (2) di incaricare dell’elaborazione delle relative modalità e parametri un gruppo di lavoro diretto dalla consigliera di parità, (3) di utilizzare questo rapporto come base per l'elaborazione di misure volte ad attuare la parità di genere sul posto di lavoro.
Maria Elisabeth Rieder (Team Köllensperger) ha sostenuto la proposta, facendo riferimento a una propria mozione sulla paritá di retribuzioni.
Gerhard Lanz (SVP) ha messo in dubbio le cifre riportate. Solo lo 0,5 delle aziende locali ha più di 50 dipendenti, e i rilevamenti sono, per le piccole aziende, un impegno molto grande: anche questo va considerato. Per esempio, la legge su cui si basa il rilevamento prevede anche sanzioni nel caso in cui non si forniscano in tempo i dati; tra l’altro, sono per lo più donne le incaricate della compilazione.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha fatto riferimento al fatto che quasi tutti gli uomini sono occupati, ma non tutte le donne. Nella pubblica amministrazione aumenta il numero di dipendenti femminili, anche tra le forze dirigenti. Manca però uno sguardo d’insieme sulle piccole e medie insieme.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto utile un’analisi, tuttavia ha posto l’attenzione sul peso burocratico del raccoglimento dei dati per le piccole medie imprese e criticato le sanzioni previste. Andrebbe bene se la partecipazione fosse a titolo volontario.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha appoggiato la mozione, facendo riferimento al ruolo delle piccole e medie imprese nel tessuto economico del territorio, e alle diffuse discriminazioni verso le donne. Vanno identificate le modalità, ma questo non deve essere un impedimento a portare la parità di genere all’interno delle aziende.
Helmut Tauber (SVP) ha ribadito quanto detto dal collega Lanz. I dati sono necessari, ma le aziende soffrono di eccessiva burocratizzazione, i dati possono essere raccolti tramite Camere di commercio, organizzazioni economiche o federazioni. Anch’egli ha criticato l’ipotesi di sanzioni e invitato a snellire le attivitá imprenditoriali.
Magdalena Amhof (SVP) ha ringraziato Foppa per la mozione su un tema così importante, discusso oggi, la giornata dedicata alla lingua parificata. È vero però che bisogna evitare ulteriore peso burocratico alle aziende, di cui effettivamente farebbero le spese le donne: va quindi modificata la parte dispositiva; i dati si possono rilevare anche in altro modo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), rilevando a proposito della lingua parificata che in Isvizzera il 78% delle donne sono contrarie a un linguaggio di genere, ha riconosciuto l’esigenza di parificazione nel mondo del lavoro, evitando però di penalizzare le aziende con sanzioni o negazione di contributi, o di caricarle con nuovi oneri burocratici.
In attesa della traduzione di un emendamento la trattazione della mozione è stata SOSPESA.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato il voto n. 3/19: "Taser" in dotazione alle forze dell'ordine, con cui faceva riferimento al fatto che sono sempre di più le persone preoccupate per la loro sicurezza personale e per quella della società nel suo complesso, tanto che in tutti i sondaggi la sicurezza figura ai primi posti tra i problemi che più allarmano le persone, si moltiplicano le segnalazioni di reati contro il patrimonio e di lesioni personali e gli stranieri ne sono protagonisti in un'alta percentuale; si invitava quindi a prendere sul serio le preoccupazioni della popolazione, tanto più che le forze dell'ordine e di sicurezza lamentano di non avere pressoché mezzi per intervenire con efficacia sia a livello preventivo sia per ristabilire l'ordine. I politici e le autorità che antepongono la protezione dei colpevoli a quella delle vittime, ha detto la proponente, contribuiscono all'aumento dell'insicurezza delle persone: “Continuare a parlare di insicurezza  "percepita" o affermare che l'Alto Adige non ha problemi di sicurezza rasenta il cinismo”. Anche per rispondere alla crescente richiesta di autodifesa, un’iniziativa utile sarebbe mettere a disposizione delle forze dell'ordine e di sicurezza dei mezzi efficaci per prevenire e combattere meglio i reati, come per esempio i taser: essi sono stati sperimentati in molti Paesi europei ed extraeuropei, e vengono impiegati sempre più, lo stesso ministro dell'Interno Salvini l'anno scorso ha firmato un decreto con il quale, a partire dal 5 settembre 2018, la polizia, i carabinieri e la guardia di finanza di diverse città italiane (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi) sono stati dotati sperimentalmente di "taser", che si sono rivelati un efficace mezzo di contrasto del crimine. La consigliera invitava quindi Governo e Parlamento a provvedere immediatamente affinché in Alto Adige le forze dell'ordine e di sicurezza vengano dotate di mezzi al passo coi tempi che consentano loro di prevenire e contrastare efficacemente i reati, tra cui in primo luogo i "taser". La consigliera ha aggiunto che l’attuale Commissario del Governo non si muove per garantire maggiore sicurezza, per esempio richiedendo l’invio di più forze dell’ordine: tanto più va garantito l’utilizzo di tali mezzi.
Secondo Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) la mozione va sostenuta, questo in linea di principio, perché la Provincia non ha competenze in merito. La sperimentazione, voluta dal min. Salvini, riguarda le forze dell’ordine che sono dipendenti dirette del Ministero dell’Interno. Il Commissariato del governo recepisce le direttive del Ministero e quindi non puó agire in questo senso, e per quanto riguarda la Polizia municipale sono i sindaci che devono attivarsi: Caramaschi ha detto di no. La lega sosterrá la mozione per motivi di principio.
Helmut Tauber (SVP) ha sottolineato l’importanza di garantire sicurezza e di tutelare le forze dell’ordine che la garantiscono. È vero però che la Provincia non ha la competenza, ma non ci sarebbe nulla contro questo utilizzo: “Sono in linea di principio a favore della mozione”.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha sostenuto che in linea di principio non si può essere contrari a una migliore dotazione delle forze dell’ordine, tuttavia bisognerebbe lasciare ad esperti decisione. Nella parte dispositiva si parla di reati, ma parlare di “prevenzione” con le armi non va bene: ci sono altri sistemi di prevenzione. Per questo non soi sosterrá la mozione.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha riferito che secondo le stesse forze dell’ordine, in determinati casi, è utile avere uno strumento di questo tipo, a tutela della loro incolumità, ma sempre secondo loro il suo uso richiede una specifica formazione: il tutto va valutato nel dettaglio. Sarebbe opportuno che le amministrazioni comunali cercassero di capirne di più, attraverso il Consorzio dei Comuni con l’apporto del Commissariato del Governo. Gli operatori di polizia in certe situazioni hanno bisogno di mezzi a loro difesa, ma il modo più opportuno è studiare la questione attraverso le polizie municipali.
Franz Ploner (Team Köllensperger) ha detto che anche il taser è un’arma, e sono le forze dell’ordine che dovrebbero decidere sul suo utilizzo. Ci sono però già migliaia di decessi per via del taser, la cui soglia di utilizzo è molto più bassa rispetto a quella delle armi da fuoco. La prevenzione non va fatta con i taser, ma attraverso opere di sensibilizzazione.
Diego Nicolini (5 Stelle), ricordando il suo passato nelle forze dell’ordine, si è detto favorevole in linea di principio alla dotazione del taser, evidenziando che il ricorso alla pistola avviene solo in casi estremi. Ha annunciato quindi voto a favore; non avendo la Provincia competenza, un invito al Governo può andare. Anch’egli ha sottolineato il ruolo dei Comuni.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), co-firmatario, ha rilevato che non si tratta di dare da domani un taser a tutte le forze dell’ordine: ovviamente bisogna prevedere aggiornamento e formazione specifica. Le forze dell’ordine confermano che la violenza è aumentata e che gli agenti vengono attaccati più spesso; per prevenire ed evitare che una persona fuori controllo attacchi altre persone può essere utilizzato il taser.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha invitato a riflettere su due questioni: chi viene dotato di questo strumento e a quali condizioni si potrà utilizzare. Se il taser viene usato per autodifesa può andare bene, ma come si valuta se la persona su cui si vuole usare il taser ha delle patologie che potrebbero portare alla morte? Con uno strumento simile ci possono essere abusi.
Franz Thomas Locher (SVP) ha segnalato che non si tratta di dotare di taser ogni poliziotto, ma di consentirne l’utilizzo in determinati casi. La polizia  municipale nella sua attivitá quotidiana non ne ha bisogno, ma se si tratta di dare garanzia alle forze dell’ordine che mettono a rischio la propria vita sono necessari strumenti al passo con i tempi.
Gerhard Lanz (SVP) ha annunciato sostegno alla parte dispositiva, rivolta giustamente allo Stato. Saranno le forze di polizia a decidere quali sono i mezzi pIú adatti, su cui fare la necessaria formazione.
Il pres. Arno Kompatscher ha fatto riferimento al sostegno alle forze di polizia e al necessario rispetto, nei confronti delle regole e degli agenti, senza per questo negare il diritto di espressione. Ulli Mair ha ringraziato per i contributi, e criticato la posizione espressa da Ploner, secondo lei “populista”. Ha quindi ribadito il ruolo preventivo dello strumento e la necessitá di formazione all’utilizzo. A Bolzano le forze di polizia si trovano spesso in situazioni che le costringono a difendersi. La mozione è stata votata per parti separate: le premesse sono state respinte con 7 sì, 20 no e 2 astensioni, la parte dispositiva fino a “al passo coi tempi” è stata approvata all’unanimità (29 sì), la seconda parte con il riferimento al taser è stata respinta con 7 sì, 20 no e 2 astensioni.

La seduta del Consiglio provincniale riprende alle 14.30 con lo spazio riservato alle proposte della maggioranza.

(MC)