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Consiglio | 04.07.2019 | 11:28

Lavori Consiglio: Liceo coreutico, uso della lingua tedesca

Mozioni di Partito Democratico - Liste civiche e Süd-Tiroler Freiheit.

La prima mozione discussa oggi in Consiglio provinciale, presentata da Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste Civiche) era la mozione n. 121/19: Liceo coreutico, con cui, sottolineando che nella nostra provincia esiste una sezione a indirizzo musicale presso il Liceo Pascoli di Bolzano, ma manca al momento una soluzione di istruzione secondaria superiore per i numerosi/le numerose ballerini/e che ambiscono ad una formazione coreutica, il che mette molti ragazzi e molte famiglie di fronte alla difficile scelta all’inizio del percorso di scuola secondaria, ovvero abbandonare la danza oppure abbandonare la provincia per proseguire gli studi, e che il Liceo “coreutico” è una opzione prevista dalla normativa nazionale e specificato nelle sue funzioni con decreto ministeriale, il proponente chiedeva alla Giunta provinciale (versione emendata) di impegnarsi per l’attivazione di una sezione o di un indirizzo coreutico presso un liceo della provincia di Bolzano, e di promuovere tramite l’attivazione di questo percorso la formazione sportiva e scolastica dei/delle giovani ballerini/e garantendo alle famiglie una opzione per far rimanere i/le figli/e sul territorio altoatesino e arricchendo così l’intero tessuto sociale e culturale della provincia.
Alex Ploner(Team Köllensperger) ha definito la mozione “uno sguardo verso il futuro”, riferendo che lo stesso fondatore di Ali Baba ha sottolineato la necessità di cambiare il sistema di insegnamento, puntando su tutto ciò che puó distinguere le persone dalle macchine. Solo in questo modo si preparano i giovani all’economia del futuro. Per questo il TK avrebbe votato a favore della mozione, anche se sarebbe stato più opportuno non limitarsi a “un” liceo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto di precisare l’obiettivo: si trattava di introdurre una materia o di creare un liceo per la danza? Si parla infatti qui di professionisti, che di solito cominciano molto presto, e per i quali quanto previsto nella mozione è troppo poco. Far arrivare insegnanti professionisti per insegnare in un liceo di questo tipo sarebbe comunque difficile.
Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) ha fatto riferimento alla carenza di aule per gli istituti scolastici, emersa di recente anche sui media, sottolineando che la proposta in esame contrasta con questa realtà, e proposto di intervenire piuttosto per una rimodulazione dell’offerta formativa del Liceo Pascoli all’interno dell’indirizzo musicale, oppure con un’offerta formativa in un’alta istituzione formativa come il Conservatorio. Egli ha chiesto quindi al presentatore di modificare la sua proposta in questo senso.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha evidenziato innanzitutto che oggi è la giornata del linguaggio al femminile, invitando tutti a parlare al femminile considerando il maschile come in esso compreso, al contrario di quanto accade di solito. Ha quindi fatto riferimento a un detto secondo cui ci vuole una gamba per stare in piedi e una per danzare: è giusto dare anche al sistema scolastico questa gamba per danzare.
Nell’ambito dell’autonomia scolastica c’è abbastanza spazio per rispondere a esigenze specifiche, ha sostenuto Gerhard Lanz (SVP), aggiungendo che non si può partire con iniziative senza un piano a lungo termine e senza verificare se c’è un’esigenza di lungo periodo. L’autonomia scolastica permette la sperimentazione necessaria. In quanto al fondatore di Ali Baba, i suoi genitori erano musicisti, da lì la sua impostazione, ma non si possono sempre citare persone che con le loro multinazionali fanno anche danni alle strutture economiche.
L’ass. Giuliano Vettorato ha ritenuto interessante la proposta, ma esistono problematiche, giá citate dal cons. Vettori, che si sta cercando di risolvere. C’è anche un problema di organico: per il prossimo anno scolastico si assumeranno 35 insegnanti, e se si attivano nuovi corsi servono altri insegnanti oltre che aule. Insieme al dott. Gullotta si sta lavorando per far riconoscere il percorso musicale del liceo pascoli come diploma di Liceo musicale e non di Scienze umane, com’è ora: questa è la priorità a cui si sta lavorando. Inoltre, la scorsa settimana il min. Bussetti ha informato che sta provvedendo a una riforma della scuola soprattutto in ambito sportivo e coreutico. Attualmente, quindi, la proposta non si può accogliere. Secondo Repetto, la risposta lasciava la porta aperta alla creazione di sezioni coreutiche, opzione valida per le scuole delle tre lingue; egli ha aggiunto che la mozione è un indirizzo, e non va contestata per singole parole, come ha fatto il cons. Knoll; la politica di indirizzo - ha concluso - è comunque superiore all’autonomia scolastica, e la proposta fatta va in una direzione di crescita culturale, positiva per la vita dell’intero territorio. La proposta è stata tuttavia respinta con 9 sì 18 no e 4 astensioni.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi presentato la mozione n. 122/19: Diritto incondizionato all'uso della lingua tedesca in provincia di Bolzano, con la quale evidenziava come il diritto all'uso della lingua tedesca in provincia di Bolzano è uno dei pilastri dello Statuto di autonomia, che poggia su tre elementi fondanti: Accordo di Parigi, Statuto di autonomia e  Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574: Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di uso della lingua tedesca e della lingua ladina nei rapporti dei cittadini con la pubblica amministrazione e nei procedimenti giudiziari. Ciononostante nella realtà sono sempre di più gli ambiti della vita pubblica in cui la lingua tedesca cede il passo a quella italiana, dai colloqui con agenti di polizia che non conoscono o non vogliono parlare il tedesco a impiegati delle poste che pure non ne hanno padronanza, da medici e infermieri che parlano solo italiano mentre quelli che parlano solo tedesco vengono licenziati a cartelle cliniche solo in italiano, da foglietti illustrativi di medicinali solo in italiano a documentazione fiscale e relativi modelli pure monolingui, da compagnie assicurative e telefoniche con servizi solo in italiano a numeri di assistenza che rimandano a call center in Italia meridionale, dove nessuno parla tedesco, da autisti di bus che non conoscono il tedesco a fatture emesse solo in italiano. Molte di queste situazioni vengono ormai date per scontate e accettate, invece che sanzionate, tanto che ci si è così abituati alla situazione che spesso non viene nemmeno più rivendicato il diritto all'uso della lingua tedesca oppure, se lo si rivendica, si è bollati come ribelli o retrogradi.Le conseguenze di tutto ciò (in parte già visibili) sono l'adozione di provvedimenti in deroga per legittimare l'inosservanza delle disposizioni di legge su lingua e proporzionale a danno della popolazione tedesca, e col passare del tempo le deroghe diventano la norma. Per tutti questi motivi, (versione emendata) (1) si impegnava il Consiglio  a ribadire l'irrinunciabile diritto all'uso in provincia di Bolzano della lingua tedesca, che ai sensi del decreto PdR 574/1988 è parificata a quella italiana, e a sollecitare la Giunta provinciale ad adoperarsi affinché il diritto all’uso della madrelingua tedesca, italiana e ladina fosse garantito senza eccezioni in tutti gli ambiti della vita pubblica di questa provincia, (2) si incaricava la Giunta di continuare a esigere dal Commissariato del Governo delle sanzioni in caso di violazioni del diritto all'uso della madrelingua, (3) si incaricava il presidente del Consiglio provinciale di invitare il commissario del Governo a un incontro in Consiglio per discutere dei problemi relativi all'inosservanza dell'obbligo di utilizzo della lingua tedesca, (4) si incaricava la Giunta provinciale di rivalutare il ruolo dell'ufficio reclami della Provincia in modo che tramite campagne informative mirate rendesse noti gli obblighi del bilinguismo, informasse la popolazione sulla possibilità di presentare reclami e fornisca assistenza legale alle parti lese che in casi motivati decidono di procedere per violazione del diritto all'uso della madrelingua, si invitava (5) il Consiglio provinciale a pronunciarsi a favore di una revisione e di un adeguamento delle norme di legge sull'uso della madrelingua, in quanto le disposizioni giuridiche ora in vigore non tengono conto di molti settori (es: digitalizzazione, privatizzazioni), e (6) a rinnovare la richiesta di trasferimento delle competenze del Commissariato del Governo al presidente della Provincia e invita la Giunta provinciale ad avviare al riguardo trattative con il Governo.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha sostenuto di avere a volte l’impressione di vivere in una terra diversa da quella di Knoll. Tuttavia, il diritto alla madrelingua va difeso quando viene violato, e ci devono essere sanzioni, per questo il suo gruppo avrebbe appoggiato la parte dispositiva della mozione.
Myriam Atz Tammerle (STF), cofirmataria, ha ricordato le centinaia di violazioni del diritto all’uso alla madrelingua rilevate e segnalate dal suo gruppo consiliare: più del 50 per cento viene dalla sanitá, il restante è suddiviso tra Poste, INPS, INAIL, trasporto pubblico. In tutti questi casi, il Commissariato del Governo non interveniva, a volte anche negando l’obbligo di applicare le norme in certi casi. Anche per questo è indispensabile rivalutare l’ufficio reclami
“Completamente d’accordo con le premesse” si è detto Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) , sottolineando che l’uso della madrelingua è un diritto che va garantito. Ha però sottolineato la buona volontà dimostrata dall’Arma dei Carabinieri a venire incontro alla realtà territoriale: negli ultimi concorsi è stata chiesta la conoscenza della lingua tedesca, ed è stata attivata una partnership con la Provincia per mettere a disposizione corsi di lingua. I tempi sono cambiati.
Franz Locher (SVP) ha evidenziato che in provincia di Bolzano è importante la tutela dell’identità, di cui la lingua è un punto cardine. Molto spesso manca la volontà, da parte delle forze dell’ordine, di usare l’altra lingua, e si tratta di un atto di forza. Tutto questo riguarda anche la toponomastica, che originariamente era in ligua in tedesca; va quindi ottenuta la competenza in quest’ambito. Per garantire il bilinguismo delle forze dell’ordine una soluzione sarebbe la polizia provinciale; la polizia comunale giá lavora bene in questo seno.
La mozione è stata sostenuta da Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), che ha riferito di rilevamenti in base ai quali è diminuito il numero di persone che non hanno mai visto violato il diritto all’uso della madrelingua, tanto che ¾ della popolazione hanno subito violazioni di questo tipo. In quanto all’ufficio reclami, il suo ruolo va ridefinito facendone anche un tramite per i cittadini, in grado di attivarsi in merito a pubblicazioni, moduli ecc. Esso si dovrebbe poter attivare anche senza segnalazione, inoltre potrebbe dare un sostegno alle aziende che vogliono presentarsi in due lingue.
Il tema della mozione è tale da creare sostegno trasversale, ha detto Alex Ploner (Team Köllensperger), sottolineando la necessitá di garantire il diritto alla madrelingua. Va inoltre controllato il funzionamento dell’ufficio reclami, affinché funzioni bene.
Gerhard Lanz (SVP) ha ringraziato i proponenti per aver cambiato la parte dispositiva facendo riferimento al diritto valido per tutti e tre i gruppi linguistici: È compito della politica garantire che questo diritto vada rispettato, poi ognuno deciderà se farne uso o meno”.
Il presidente Arno Kompatscher ha risposto che il diritto all’uso della madrelingua è uno dei pilastri dell’Autonomia, ed è fuori dubbio che vada attuato. La prassi però è diversa, e con la digitalizzazione sono emersi dei problemi, perché i programmi sono generalmente sviluppati a Roma, e quando si arriva poi alla traduzione in tedesco i tempi sono scaduti. Egli stesso ha fatto spesso presente il problema alle istituzioni. La Giunta provinciale e i suoi collaboratori continueranno a impegnarsi per la garanzia di questo servizio, e la mozione sarà sostenuta, anche riguardo al punto 6, perché sarebbe un vantaggio per i cittadini e garantirebbe controlli più efficaci: qualcosa si sta già facendo, così come sono state adottate misure di potenziamento per l’ufficio reclami. La Provincia è anche disponibile ad aiutare nella traduzione le istituzioni statali, che però di solito rispondono che ce la fanno da sole, ma così non è. Va detto che a volte, da parte dei Comuni, non viene rispettato l’uso alla lingua italiana: la garanzia va data a tutti. In quanto alla digitalizzazione, c’è giá la proposta di una norma di attuazione sulla cosiddetta “autonomia digitale”: mercoledì prossimo ci sarà la prima riunione delle paritetiche, ci si augura che questa norma sia messa all’ordine del giorno. Sven Knoll ha ringraziato per la partecipazione e il sostegno, ribadendo ancora una volta la necessità che la politica non chiuda gli occhi davanti al mancato rispetto del diritto alla madrelingua. Ha ribadito la necessità di un confronto in aula con il Commissariato del Governo, cui manca una certa sensibilità. A Foppa ha ribadito che episodi di discriminazione per via della lingua avvengono di frequente, e che ci si è talmente abituati a dover usare l’italiano che lo si fa a volte anche quando gli sportellisti sono di lingua tedesca. La mozione è stata votata per parti separate: le premesse sono state respinte con 10 sì, 20 no e 1 astensione, i punti (1), (2), (3)  approvati con 30 sì e 1 astensione, il punto (4) con 29 sì e 1 astensione, il punto (5) con 29 sì e 2 astensioni, il punto (6) con 29 sì e 2 astensioni. (continua)

(MC)