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Consiglio | 03.07.2019 | 13:09

Lavori Consiglio: Commissione elettorale Bolzano, LUB, espulsioni

Nella sottocommissione Bolzano eletti Cammarata, Laratta e Mattivi. Mozioni su patentino alla LUB ed estensione della procedura abbreviata d’espulsione agli stranieri che hanno commesso reati.

Il plenum ha provveduto oggi alla designazione dei componenti della Commissione elettorale circondariale Bolzano - Sottocommissione di Bolzano, in seguito alle dimissioni di Christian Govi e Kilian Bedin. Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) ha proposto in sostituzione di Govi Carmelo Cammarata, eletto con 20 voti. Quali ulteriori membri, Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha proposto Diego Laratta in sostituzione di Marco Alberto, e Gerhard Lanz (SVP) Markus Mattivi al posto di Kilian Bedin: Laratta è stato eletto con 9 voti, Mattivi con 21.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha quindi presentato la mozione n. 14/18: L'università trilingue merita il patentino, con la quale, evidenziando come fronte di 2528 persone che hanno superato il tradizionale esame in due lingue nel 2017, a ben 1690 è invece bastato l'esame in una sola lingua, presentando per l'altra l'attestato ottenuto da un istituto internazionalmente riconosciuto, e altre 209 persone hanno ottenuto il patentino senza esame, grazie a titoli di studio conseguiti nelle due lingue, e che a fronte di questo era  paradossale che la laurea presso l'università trilingue di Bolzano non comportasse l'ottenimento del patentino di bilinguismo, chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a intraprendere tutti gli sforzi possibili per garantire, attraverso le necessarie modifiche normative, che il conseguimento di una laurea presso la Libera Università di Bolzano – a condizione che il percorso di studi abbia previsto un certo numero di esami sostenuti nelle diverse lingue previste dall'attestato di bilinguismo – consentisse l'automatico conseguimento dell'attestato di bilinguismo corrispondente, (2) a verificare la possibilità dell'automatico conseguimento dell'attestato di bilinguismo corrispondente anche per chi porta a termine il corso di studi della Scuola Superiore di Sanità Claudiana, come pure dello studio bilingue integrato di giurisprudenza presso l'Università di Innsbruck ("integriertes Diplomstudium der Rechtswissenschaften"), e (3) a concordare con i vertici della Libera Università di Bolzano – e della Scuola Superiore di Sanità Claudiana, come pure dello studio integrato di giurisprudenza ("integriertes Diplomstudium der Rechtswissenschaften") presso l'Università di Innsbruck. – misure mirate a innalzare sempre di più il livello di bilinguismo realmente ottenuto dagli/Ile studenti/esse alla fine del corso di studi.
Alex Ploner (Team Köllensperger) si è espresso a favore di una università trilingue, rilevando però che gli studenti della LUB di lingua tedesca hanno deficit in lingua italiana e viceversa, mentre alla Claudiana è più presente l’italiano, quindi gli studenti di lingua tedesca imparano bene l’italiano ma non viceversa. Gli studenti di Innsbruck tendono a scegliere un anno di Erasmus a Padova per imparare meglio l’italiano. I corsi di lingua alla LUB, ha aggiunto il consigliere, non sono obbligatori e quindi non vengono seguiti da tutti gli studenti, e centinaia di posti a Bressanone non vengono coperti proprio perché non viene superato l’esame di lingua: il suo gruppo è quindi contrario al conseguimento automatico del patentino, ma favorevole al punto 3.

Secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), la LUB è trilingue solo sulla carta, mentre al 70% è diventata una università italiana, a partire dalla lingua dei docenti. Frequentare questa università non significa automaticamente acquisizione del trilinguismo, e ci sono persone che pur avendo l’attestato di bilinguismo A non sono bilingui. Non basta un ascolto passivo per imparare una lingua: bisogna impegnarsi, e la mozione va in direzione opposta.
Secondo Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), esiste un’idea molto formale delle competenze linguistiche; in passato si è privilegiato un apprendimento formale, che però non è stato molto efficace ai fini della lingua parlata, ed è proprio questo che fa sì che i giovani non rimangano in provincia ma vadano all’estero.


Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha detto che sarebbe opportuno il conseguimento del bilinguismo con la maturità, se venissero conseguite le competenze linguistiche necessarie, ma così non è. L’inglese viene appreso molto bene in quanto insegnato come lingua straniera, e questo risultato dovrebbe ottenersi anche con italiano e tedesco. Bisogna iniziare con l’insegnamento: gli obiettivi della mozione sono condivisibili, ma non è ancora il momento.
Secondo Gerhard Lanz (SVP) non si tratta solo di patentino, ma di verificare se la lingua viene davvero parlata: negli ultimi anni c’è stato uno sviluppo in senso contrario. le persone non rientrano dall’estero per un problema linguistico, ma quando si parla di bi- o plurilinguismo bisogna evidenziare che è una ricchezza per la società. L’offerta universitaria non è sufficiente, le competenze vanno verificate; bisogna inoltre spronare le persone a seguire corsi di aggiornamento. La SVP è contraria alla mozione perché va troppo in là.
Sottolineando l’importanza dell’uso della madrelingua, il pres. Arno Kompatscher ha evidenziato che pilastro di questo aspetto fondamentale dell’Autonomia è l’esame di bi- e trilinguismo, ora adeguato agli standard europei con il riconoscimento di altri esami. Una terza possibilità è l’ottenimento di una laurea in una lingua diversa rispetto al diploma. Questo è un sistema che ha permesso un minimo di controllo, e ora anche i tempi di attesa sono brevi: pensare a un passo come quello proposto non è accettabile, perché non bastano esami in tre lingue per arrivare a un livello C come previsto dagli standard europei. Oltretutto, ora si può iniziare a studiare alla LUB anche solo con competenze in una lingua, dovendo superare gli esami linguistici entro due o tre anni. Quanto proposto sarebbe inoltre una discriminazione verso studenti che seguono altre università in Europa dove gli esami in una seconda lingua sono anche di più rispetto alla LUB. Foppa ha rilevato che era difficile trovare motivazioni per escludere una nuova possibilità, e sottolineando che secondo uno studio Kolpisi più della metà dei giovani ha timore a esprimersi nell’altra lingua: era quindi opportuno eliminare il più possibile gli ostacoli. Ha poi criticato il fatto che la stessa maggioranza si esprimesse in modo negativo sugli enti di istruzione locali; il patentino di bilinguismo alla fine del corso di studi potrebbe essere uno stimolo per migliorare la didattica. Votata per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse con 9 sì e 20 no, il punto (1) con 4 sì e 25 no, il punto (2) con 4 sì e 26 no, il (3) con 10 sì e 20 no.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha quindi illustrato il voto n. 2/19: Espulsione e rimpatrio degli stranieri che hanno commesso reati, in base al quale, in seguito alle aggressioni e ai furti che hanno visto come protagonisti soprattutto stranieri, la popolazione dell'Alto Adige si è fatta sentire chiedendo a gran voce l'espulsione degli stranieri che hanno commesso dei reati; constatato che il 5 ottobre 2016 il Consiglio provinciale aveva approvato un voto dei Freiheitlichen con cui si invitano Parlamento e Governo a fare in modo che le persone per le quali le autorità competenti hanno disposto l'espulsione o che si trovano sul territorio statale senza permesso di soggiorno valido lascino effettivamente e prontamente l'Italia e che in base a informazioni del Commissariato del Governo in Alto Adige negli anni dal 2010 al 2015 sono stati emanati in totale 527 provvedimenti di espulsione, seguiti da 161 nel 2017 e 128 nel 2018 a causa di reati, nonché che che l'adozione e anche l'esecuzione di provvedimenti di espulsione a carico di stranieri che hanno commesso reati compete alle autorità statali, la consigliera proponeva di invitare Parlamento e Governo (versione emendata) a prevedere l’estensione della procedura abbreviata con immediata espulsione nel paese d’origine alle persone che hanno commesso reati e che in base all’ordinamento vigente non possono essere tratte in arresto o non devono scontare una pena definitiva. Se una persona viene accolta nel territorio, deve comportarsi in modo da non recare problemi: pertanto, va semplificato il procedimento di espulsione per le persone hanno commesso reati, si tratta di un’esigenza segnalata anche dalle forze dell’ordine; spesso gli interessati hanno commesso più di un reato, con conseguente appesantimento dei procedimenti. Mair ha concluso sostenendo di aspettarsi il sostegno dei colleghi della Lega attraverso il loro ministro.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha sostenuto che il diritto vale per tutti e va da tutti rispettato, e sottolineato che il testo in lingua tedesca parlava di “infrazioni”, non di “reati”.
Helmut Tauber (SVP) ha evidenziato che sia Giunta che Consiglio si erano occupati del tema, e che anche se la proposta non pareva molto efficace, sarebbe un segno verso i cittadini, che chiedono sicurezza: “Vorrei che le mie figlie e mia moglie potessero tornare a casa la sera senza problemi”. Il voto esprime questi timori, ma ci vogliono anche misure concrete, ad esempio una videoregistrazione estesa e una presenza rafforzata delle forze dell’ordine.
Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) ha definito la proposta “una mozione di buon senso”, che rispecchiava la politica portata avanti a livello nazionale dalla stessa Lega; “essa si basa sulla volontà della certezza della pena e il desiderio di garantire ai cittadini una vita tranquilla per chi rispetta le leggi”. Il Ministero dell’Interno ha già agito con contributi per nuove telecamere, invio di supporti alle forze dell’ordine, ma la guardia non va mai abbassata. Il consigliere ha ricordato la recente operazione antidroga e i maggiori controlli alla piazza della stazione, e annunciato voto favorevole a un documento che avvalorava l’azione del Governo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la mozione, pur ritenendola poco efficace in assenza di accordi di rimpatrio con molti stati, e ha sollecitato i colleghi della Lega a spendersi per l’acquisizione della competenza provinciale in merito. Ha aggiunto che chi arriva in Italia senza documento, ed è quindi identificabile, non dovrebbe mettere piedi sul territorio, criticando l’ipotesi del premio Nobel per una persona che fa entrare illegalmente le persone sul territorio.

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto la mozione “populista”: si è tutti d’accordo sull’espulsione di chi commette reato, ma bisogna capire bene di cosa si parla. Gabanelli sul Corriere della Sera l’ha spiegato molto bene: sia Minniti che Salvini hanno espulso in 8 mesi circa 3.800 persone, ci sono ben poche differenze. Il Ministero degli Interni si muove in un certo modo, i centri di rimpatrio sono 5 o 6 in tutta Italia, e non uno per regione, e mancano accordi con i Paesi d’origine: “Di cosa stiamo parlando?”.
Secondo Paul Köllensperger (Team Köllensperger) il principio della proposta, nella nuova formulazione, era condivisibile, ma si sa che se manca la flagranza di reato non si passa neanche un unico giorno in carcere. È giusto però inviare questo voto a Roma, anche perché il 99% degli immigrati si comporta bene, e anche loro sono d’accordo sull’espellere le pecore nere.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sottolineato che chi viola le regole del Paese ospitante perde il diritto di restare sul territorio, e questo dovrebbe avvenire con rito abbreviato. Foppa ha detto che il diritto deve valere per tutti, e questo è un principio fondamentale.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ripreso la parola per criticare il citato diritto all’ospitalità, sottolineando che “non è scritto da nessuna parte che L’Europa ci appartiene”.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha condiviso il principio del voto, ritenendolo però populista in quanto mancano gli accordi con i paesi d’origine: “Il problema è più complesso di come lo si vuole far apparire”.
Secondo il presidente Arno Kompatscher, la proposta è tutt’altro che populista, facendo riferimento a procedure a norma di legge e a persone già condannate. Il diritto alla difesa è garantito e funziona bene in ambito penale; è vero che mancano gli accordi con molti Stati, ma sono stati annunciati interventi a livello internazionale, e ci sono già alcuni Paesi che hanno firmato. Il voto presenta una proposta precisa e attuabile: non si tratta di inasprire le norme, ma di attuare quanto già previsto. Mair ha respinto le accuse di populismo, e sottolineato che si trattava di attuare quanto già previsto. Ha chiesto quindi a Nicolini cosa aveva fatto a questo scopo il suo partito a Roma. La mozione, votata per parti separate, è stata approvata: le premesse con 29 sì e 2 no, la parte dispositiva con 28 sì e 2 astensioni.

(MC)