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Consiglio | 15.05.2019 | 11:44

Lavori Consiglio: modifiche allo Statuto, residui, personale dei gruppi

Approvati il parere favorevole a 3 disegni di legge costituzionali di modifica allo Statuto, il documento con l’accertamento dei residui e la rideterminazione dello stanziamento annuale spettante ai gruppi.

È ripreso questa mattina in Consiglio provinciale l’esame della proposta di deliberazione “Parere ai sensi dell'articolo 103, comma 3, dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol sul disegno di legge costituzionale n. 29, recante "Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale, concernenti la procedura per la modificazione degli statuti medesimi", presentato da senatori SVP, già avviata ieri pomeriggio. Il disegno di legge  introduce il meccanismo dell’intesa per l’approvazione delle modifiche degli Statuti delle autonomie speciali.
In merito, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha sottolineato che, di fatto, la proposta legislativa dava alla Provincia il diritto di “veto” sulle proposte di modifica dell’Autonomia, pertanto di questo si dovrebbe parlare, non di “intesa”. Ciò limitava il potere di sovranità dello Stato su una porzione del territorio nazionale, e il consigliere ha manifestato piena contrarietà, tanto più che tale veto poteva essere espresso anche da uno solo dei Consigli provinciali. L’espressione di un parere da parte dei tre Consigli, come previsto ora, ha invece un orientamento completamento diverso: non negativo ma positivo. La maggioranza è consapevole che questa misura è azzardata, tant’è vero che ha proposto una modifica per tutte le regioni a Statuto speciale.
Di seguito, l’aula ha approvato la delibera con parere favorevole al disegno di legge con 31 sì e 1 no.

È stata poi esaminata la proposta di deliberazione: Parere ai sensi dell'articolo 103, comma 3, dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol sul disegno di legge costituzionale n. 35, d'iniziativa dei senatori SVP, recante "Modifiche allo statuto speciale per il Tren­tino-Alto Adige/Südtirol in materia di com­petenza legislativa esclusiva della Regione e delle Province autonome di Trento e di Bolzano". Il presidente della Commissione speciale ha spiegato che esso prevede un ampliamento delle competenze autonome della Provincia, con competenze del tutto nuove e la trasformazione di competenze secondarie in competenze primarie, anche sulla base di quanto discusso dalla Convenzione. In Commissione il disegno di legge aveva ottenuto 19 voti favorevoli, 6 contrari e 8 astensioni.
Così come ieri, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha sostenuto che il presidente della Commissione aveva il compito di leggere la relazione della Commissione o di rinunciarci, non di fare altro, dando interpretazione dei voti contrari. Egli avrebbe votato contro questa riforma perché troppo estensiva. Non si trattava, come voleva far credere qualcuno, di una proposta solo esemplificativa, messa lì come una bandierina, ma di una proposta che aveva un valore per quello che c’era scritto: “Il passaggio successivo a questo disegno di legge è la dichiarazione d’indipendenza”, approvandolo il Parlamento rinuncerebbe alla sovranità su una parte del suo territorio. Tra le nuove competenze che riceverebbe la provincia, c’è anche un proprio corpo di polizia, nonché la competenza sullo sport, il che vorrebbe dire una propria squadra olimpica, la disciplina del commercio, il che vuol dire chiusura dei negozi alla domenica, ma anche materie di formazione e sanità.
Il presidente del Consiglio ha segnalato che il presidente della Commissione speciale aveva dichiarato di non dare lettura della relazione, intervenendo invece come consigliere sul tema.
Il Gruppo Verde ha contestato questa interpretazione, sottolineando che il presidente della Commissione speciale avrebbe dovuto distinguere questo ruolo da quello di capogruppo SVP. Si è poi espresso contro questa proposta, così come la successiva all’ordine del giorno: la riforma dello Statuto è necessaria, ma anche la maggioranza si era detta d’accordo che essa non poteva partire dal Parlamento di Roma e da trattative al chiuso, ma da una riforma partecipata dai cittadini e dalle cittadine del Sudtirolo; da questa intenzione era nata la Convenzione che aveva prodotti dei documenti, “e questo è l’opposto della presentazione di un disegno di legge a Roma da parte di una pattuglia di 3 o 4 senatori”. Inoltre, presentare in questo Parlamento un disegno di legge costituzionale di riforma dello statuto è particolarmente problematico, visto l’atteggiamento sprezzante dimostrato dall’attuale maggioranza. Prima bisogna assolutamente assicurarsi il meccanismo dell’intesa.
Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, che pure ha espresso contrarietà per come aveva relazionato il presidente della commissione speciale, il disegno di legge costituzionale non è certo una dichiarazione di indipendenza, ma una dichiarazione di principio: “Vogliamo più competenze o ne vogliamo di meno?”. Tutto ciò che significa più competenze è positivo; il regionalismo è il futuro dell’Europa, non il nazionalismo; inoltre gli atleti sudtirolesi non possono essere paragonati a quelli di altre regioni italiane, e una polizia locale sarebbe positiva per l’uso della madrelingua. Problematico è invece dare alla Giunta la competenza sulle impugnazioni, che deve restare al Consiglio e alla sua maggioranza. In quanto alla convenzione sull’Autonomia, se suoi risultati non se ne parla più, e i cittadini si domandano perché: essi sarebbero invece un appoggio concreto nelle richieste verso Roma.
Secondo il Partito Democratico - Liste civiche il disegno di legge offre un senso di continuità tra i vecchi e i nuovi rappresentanti SVP; l’attuale accordo di governo provinciale prevede però un ampliamento dell’Autonomia con una serie di passaggi, quindi è illogica la presentazione di norme che deviano da un percorso politico che la Giunta aveva annunciato pochi mesi fa. C’è quindi una doppia via, che rende perplessi. Il voto a questa proposta sarà quindi contrario.
Il Team Köllensperger ha definito questa proposta una versione debole della proposta sull’autonomia integrale, ritenendolo un approccio sbagliato: bisognerebbe parlare invece della proposta 43 sull’autonomia integrale, purtroppo ritirata. Rafforzare il ruolo della regione è assolutamente sbagliato, bisognerebbe almeno stralciare il relativo comma, così come non va bene affidare alla Giunta la competenza sull’impugnazione. La proposta è debole e inoltre non rispetta la Convenzione dell’Autonomia, quindi ci si asterrà.
La SVP ha chiarito che non aveva dato lettura della relazione perché ciascuno poteva leggerla, mentre è più importante concentrarsi sul merito. Egli avrebbe però rispettato le forme, anche in commissione speciale, in particolare sul rispetto dei tempi. Ha aggiunto che la provincia vuole poter prendere delle misure in maniera più celere, per esempio nell’ambito dell’apprendistato o riguardo ai circuiti economici chiusi, positive sono tutte le iniziative che permettono di raggiungere questo obiettivo. Con la proposta, che tiene conto in parte dei risultati della Convenzione, si adotta la strategia più opportuna per ottenere risultati.
La Lega Alto Adige - Südtirol ha ricordato che la Lega nel DNA è un partito autonomista, tanto che sta lottando per ottenere l’Autonomia anche per Lombardia e Veneto. I pareri che il Consiglio deve votare o si votano o si bocciano, non è il caso di fare la morale, tanto più se le accuse vengono da chi pochi anni fa voleva introdurre una riforma che avrebbe limitato molto l’autonomia.Unico punto critico riguarda la competenza sui veti, che dovrebbe restare al Consiglio per rimarcare il fatto che lo Statuto è un bene di tutti. 
La delibera con parere favorevole al disegno di legge costituzionale 35 è stata quindi approvata con 18 sì, 5 no e 9 astensioni.

Proposta di deliberazione: Parere ai sensi dell'articolo 103, comma 3, dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol sul disegno di legge costituzionale n. 524, d'iniziativa dei senatori del Gruppo per le Autonomie, recante "Modifica allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di competenza legislativa esclusiva delle Provin­ce autonome di Trento e di Bolzano"; esso prevede di trasferire alle due Province autonome di Trento e Bolzano la competenza legislativa primaria in materia di ambiente ed ecosistema, finora riservata allo Stato.
Il Team Köllensperger ha segnalato che si tratta di ottenere la competenza primaria in materia di ecosistema: il TK era favorevole perché non in contrasto con la Convenzione, anche se restava problematico avviare una riforma senza il meccanismo dell’intesa.
La delibera con parere favorevole al disegno di legge costituzionale 524 è stata quindi approvata con 25 sì, 5 no e 1 astensioni.

È stata quindi esaminata la proposta di deliberazione Riaccertamento ordinario dei residui e determinazione del fondo pluriennale vincolato in base alla normativa del decreto legislativo n. 118 del 23/6/2011; essa, come ha spiegato il presidente del Consiglio, determina l’ammontare dei residui attivi da esercizi pregressi al 31.12.2018 in 32,860 €, l’ammontare dei residui attivi derivanti dall’esercizio 2018 al 31 dicembre 2018 in 49.730 €, l’ammontare dei residui passivi al 31.12.2018 in 220.021 €. Ha quindi fatto riferimento all’acquisto si computer per i consiglieri, alla climatizzazione degli uffici di via Dante, a indennitá di prestazione. La delibera è stata approvata senza discussione con 26 sì e 3 astensioni.

Il plenum ha quindi valutato la proposta di deliberazione Variazione del Regolamento approvato con delibera del Consiglio provinciale n. 3/2014; il presidente ha ricordato che il Regolamento approvato nel 2014 aveva determinato una spesa massima per il personale dei gruppi pari a 45.000 € per unità di personale, e che successivamente l’assemblea plenaria della conferenza Stato-regioni aveva determinato lo stanziamento annuale in 58,571 €: con questa delibera si adeguava l’importo a quanto stabilito nella Conferenza.
Secondo il Gruppo Verde, non si tratta di indennità per i politici, ma di professionalizzare il lavoro svolto negli uffici dei gruppi. Di questo personale si è parlato sempre in maniera irrispettosa, definendolo “portaborse”, ma si tratta di persone altamente qualificate che fanno un lavoro prezioso per la democrazia, intellettualmente impegnativo e spesso senza orari. Pertanto si era favorevoli alla proposta, tenendo conto che non era obbligatorio sfruttare l’intera somma.
Anche la Süd-Tiroler Freiheit ha sottolineato che un collaboratore di gruppo consiliare non mette certo in tasca l’intera somma prevista, in quanto gran parte di essa è costituita da costi accessori, aggiungendo che i collaboratori prestano un lavoro prezioso e devono avere determinate competenze, da quelle legislative a quelle contabili al plurilinguismo: tutto questo non può esser compensato con soli 1.600-1.700 €. Il Consiglio provinciale non è una scatola chiusa, ma lavora per la cittadinanza, i servizi resi dai collaboratori vanno a vantaggio di tutti.
Anche la SVP si è detta interessata a garantire uno stipendio adeguato ai collaboratori, attualmente non garantito, rilevando l’accordo in questo senso da parte di tutti.
La delibera è stata approvata all’unanimità (29 sì).

(MC)