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Consiglio | 14.05.2019 | 17:37

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 2

Ulteriori interrogazioni discusse oggi in Consiglio provinciale, riguardanti la carenza di medici, accordo Provincia-Poste italiane, fuochi nei campi, ispettori del lavoro, biancheria ospedaliera, giardino vescovile di Bressanone, lezioni di Corano, CLIL, quote ABD, case albergo lavoratori, danni da maltempo, nitrato nelle acque, torre di cristallo al rifugio Fronza, disdetta di visite mediche, mancato bilinguismo nella sanità, carenza di personale sanitario. L’esame delle interrogazioni è terminato.

(Questo comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale nel rispetto della normativa sulla Par condicio, legge 22 febbraio 2000, n. 28)

 

Presso il Comprensorio sanitario di Brunico, su 7 medici previsti per il servizio di vaccinazioni ne sono presenti solo 2, e la situazione pare non migliorerà, secondo le dichiarazioni della stessa direttrice del servizio che segnala come i medici vadano via da Brunico: questo comporta tempi di attesi molto lunghi per le vaccinazioni non obbligatorie. Lo hanno segnalato i Freiheitlichen chiedendo alla Giunta come si spiega questa situazione e come intende porvi rimedio. La Giunta ha risposto che dei 7 medici previsti ne sono presenti 4, sue a tempo determinato e due a tempo indeterminato, e che i medici che hanno lasciato il servizio lo hanno fatto per una sede più comoda. Ci sono approcci risolutivi, ma se mancano i medici questo è difficile: si valuta la possibilità di assumere medici esterni, come già avvenuto in pediatria.

Il Team Köllensperger, ha quindi fatto riferimento all’Accordo tra Provincia e Poste italiane per chiedere se quest’ultime, come previsto dall’accordo stesso, hanno presentato entro il 30 gennaio una dichiarazione sui servizi effettuati, se hanno emesso la fattura annuale e se essa è stata liquidata dalla Provincia, se sono state definite dalla prevista commissione di 6 persone le modalità di fatturazione, chi sono i componenti della commissione e quante volte essa è stata convocata e se, nel caso di inadempienza delle condizioni contrattuali, la Giunta provinciale intende risolvere il contratto e avviare nuove trattative. La Giunta provinciale ha chiarito che la dichiarazione è stata presentata nei termini previsti, ma in forma non esauriente, secondo la commissione, la quale ha chiesto una integrazione; per il pagamento della fattura, che sarà elettronica, manca quindi una relazione esaustiva e per altri inadempimenti, la fattura 2018 è quindi ancora scoperta. I componenti della commissione sono 3 rappresentanti delle Poste e 3 della Provincia, quest’ultimi senza compenso se non gli eventuali costi di viaggio. In un incontro con i vertici delle Poste è stato spiegato che a queste condizioni non si desidera una proroga del contratto, né si intende pagare le fatture emesse, si pensa piuttosto a chiedere il risarcimento danni. È all’ipotesi un nuovo contratto più soddisfacente e con penali maggiori.

Il Movimento 5 Stelle ha quindi fatto riferimento all’accensione di fuochi nei campi per evitare le gelate, verificatasi nella notte del 6 maggio scorso, e all’ossido di carbonio emesso; evidenziando che l’interesse alla salute e alla qualità dell’aria era da ritenere prevalente rispetto agli interessi privati, ha chiesto se in quella data e nel giorno seguente ci sono stati sforamenti rispetto ai livelli di inquinanti presenti nell’aria, e quali variazioni si sono registrate rispetto allo storico della medesima data, se è stato predisposto un piano di informazione alla cittadinanza in relazione al pericolo di aumento delle emissioni e se sono state fornite le necessarie informazioni agli agricoltori in relazione al potenziale inquinante della pratica, se è in programma una regolamentazione di tali pratiche. La Giunta ha spiegato che tali fuochi sono utilizzati in agricoltura in caso di emergenza, per pericolo di congelamento delle gemme. L’impatto sulla qualitá dell’aria è stato rilevato dalle stazioni di monitoraggio: per esempio, per le PM 10 dal valore medio storico di 5 microgrammi/m3 a 20 microgrammi m3, con valore soglia di 50 microgrammi, mai superato; sulle medie orarie sono stati registrati dei picchi fino a 200. Il dato medio del 2019 risulta inferiore e del tutto in linea ai valori degli ultimi anni; la pratica è innovativa ed eccezionale, e quindi non sono previste attività di informazione alla popolazione.

Dal rapporto INAIL del dicembre 2018 risulta in provincia un aumento degli infortuni sul lavoro, seppur in piccola percentuale, nel triennio 2015-2017, in controtendenza rispetto al trend nazionale che ha registrato un calo dello 0,63, nello stesso triennio le denunce di infortunio con esito mortale sono calate da 14 a 12 nel 2017, in linea con la tendenza nazionale; nel 2017 l’INAIL ha controllato 187 aziende, di cui 153 ovvero l’81, 82% sono risultate irregolari in quanto  a prevenzione e verifica, certificazione e omologazione di macchinari e attrezzature; a ciò si aggiunge la grave carenza numerica di ispettori del lavoro a livello provinciale: lo ha segnalato il Partito Democratico – Liste civiche domandando  se viene rispettata la norma che prevede un ispettore/trice del lavoro ogni 5000 lavoratori e quanti sono stati gli assunti in questo ruolo nell’ultimo quinquennio. La Giunta ha risposto che non tutti gli ispettori del lavoro si occupano solo della sicurezza sul lavoro, ma anche della sicurezza sociale e della regolarità dei rapporti di lavoro. Attualmente l’Ispettorato per la tutela sociale dispone di 15 posti, di cui 10 occupati, mentre quello per la protezione tecnica prevede 16 posti, di cui 14 occupati. Il rapporto di 1 a 5.000 non viene rispettato, ma esso non è nemmeno vincolante. Negli ultimi anni sono stati banditi due concorsi, andati deserti, ora ne è stato bandito un terzo, con termine della presentazione delle domande a giugno.

Il Team Köllensperger ha quindi segnalato che la lavanderia industriale Wabes lava la biancheria di 5 ospedali altoatesini, ma non quella del Comprensorio di Brunico, che viene lavata da una lavanderia austriaca: il gruppo ne ha quindi chiesto spiegazione, nonché informazioni sui costi,  le modalitá di trasporto della biancheria ospedaliera, i futuri acquisti di biancheria. La Giunta ha chiesto un po’ di pazienza per raccogliere i dati richiesti, e i presentatori hanno protestato perché l’interrogazione era stata posta con sufficientemente anticipo, invitando il presidente del Consiglio a sollecitare gli assessori in questo senso.

Sulla questione del giardino vescovile di Bressanone sta continuando il processo di progettazione e discussione tra il Comune die Bressanone e l’artista André Heller, sulla base della disponibilità  della Giunta di partecipare ai costi di ca. 8-10 milioni con un contributo dell’80%: il Gruppo Verde ha chiesto se è già previsto un concreto impegno di spesa nel bilancio o una delibera da parte della Giunta, se il Comune di Bressanone ha presentato una domanda di finanziamento, se questo verrà eventualmente concesso attraverso un contributo a favore del Comune o della cooperativa turistica di Bressanone, se ci sono dati riguardo ai costi di gestione e a  partire da che numero di visitatori si ammortizzerebbero  i costi per il giardino, se – infine - il Centro sperimentale Laimburg darà un suo sostegno mettendo a disposizione un coordinatore. Secondo la Giunta, esiste una domanda del Comune di Bressanone per il finanziamento dell’opera, la domanda dovrebbe essere considerata per la prima volta il 23 maggio nel consiglio museale; ai sensi della legge sui musei è possibile un contributo a favore del Comune. I previsti costi saranno coperti con le entrate garantite dai visitatori; è previsto anche un ingresso facilitato per i residenti. L’obiettivo è di fare del palazzo vescovile un’attrazione turistica, ma anche di offrire un parco ai brissinesi.

I Freiheitlichen hanno quindi segnalato che nelle due moschee di Fortezza, uno dei comuni a maggiore presenza islamica dove pare non ci sia una vera convivenza tra gruppi, sono previste lezioni di Corano per bambini, chiedendo chi controlla i contenuti di queste iniziative evitando che esse assumano un’impostazione terroristica, e se si utilizzano anche scuole e spazi pubblici a questo scopo, nonché che contatti hanno le Intendenze scolastiche con le istituzioni che offrono queste lezioni. La Giunta ha segnalato che non esiste un’autorizzazione apposita, e che le istituzioni statali e provinciali hanno il compito di avvertire l’autorità se vengono rilevate tendenze terroristiche. Non ci sono dati su strutture nelle quali si impartiscono le lezioni di Corano, anche perché esse non beneficiano di contributi, né si è a conoscenza di insegnamenti di questo tipo in scuole o strutture educative della provincia. Non ci sono contatti ufficiali con le Intendenze scolastiche

Nonostante le lezioni CLIL non siano state apprezzate da molti genitori e la Giunta stessa abbia dovuto ammettere che i risultati desiderati non si sono verificati, continuano gli esperimenti di immersione linguistica nelle scuole materne, elementari, medie e superiori altoatesine: lo ha segnalato la Süd-Tiroler Freiheit chiedendone spiegazioni all’esecutivo, nonché come mai vengono favoriti gli insegnanti con formazione CLIL nelle scuole altoatesine. La Giunta ha risposto che la direzione italiana non ha mai annunciato la soppressione del metodo, tuttavia vengono fatte verifiche sulla metodologia; ha fatto poi riferimento a un’apposita graduatoria a cui le scuole interessate possono fare riferimento, aggiungendo che nel sistema della scuola italiana non vengono formati insegnanti CLIL per la scuola dell’infanzia. Anche nell’ambito della scuola in lingua tedesca non è stato fatto riferimento a risultati insoddisfacenti, essendo il progetto ancora del tutto nuovo; la durata della prima fase era prevista fin dall’origine fino al 2020, dopodiché saranno valutati i risultati. Se gli insegnanti CLIL vengono favoriti dai dirigenti è per la loro formazione specifica, ma non c’è un’apposita graduatoria; anche nella scuola materna in lingua tedesca non vengono utilizzati insegnanti CLIL.

Il Gruppo Verde ha poi fatto riferimento alla vendita delle quote ABD da parte della Provincia, per le quali erano stati richiesti 3,8 milioni di €, ed offerti dalla cordata aggiudicataria 4 milioni di €, somma inferiore alla liquidità disponibile, che è di 5,7 milioni: a questo proposito, si chiedeva se il prezzo di gara era adeguato al valore effettivo della società, e se non si rischiava una citazione della Provincia per danno erariale. La Giunta provinciale ha spiegato che la documentazione era stata sottoposta in via preventiva al Ministero dei Trasporti all’Enac e agli altri enti competenti, e che il prezzo era stato valutato dall’Agenzia PWC, con considerazione anche di patrimonio ed aspettative delle entrate. I ricorsi sono sempre possibili, ma non per questo fondati; ogni cittadino può fare segnalazione all’ANAC e questa apre un fascicolo. In seguito a segnalazione, l’ANAC ha chiesto informazioni alla Provincia, “Noi però abbiamo sempre seguito le regole”.

Le graduatorie delle case albergo per lavoratori dell’IPES sono state oggetto della successiva richiesta dei Freiheitlichen,che hanno chiesto quante persone sono indicate nelle liste, quante sono italiane, europee ed extraeuropee, come si spiega che vi siano presenti soprattutto stranieri. La Giunta ha ha risposto che 282 richiedenti sono non europei, 9 sono europei e 33 italiani; questo si deve al fatto che chi viene da Paesi non UE ha maggiore difficoltá a trovare casa nel mercato privato, la richiesta del mercato del lavoro tuttavia li attira numerosi.

II maltempo dello scorso autunno hanno provocato importanti danni ai boschi della nostra provincia, e la Giunta provinciale ha promesso ai proprietari dei boschi un sostegno veloce e poco burocratico, tuttavia, sempre più spesso si presentano dei problemi di liquidazione: la Süd-Tiroler Freiheit ha segnalato che gli ispettorati forestali hanno comunicato agli interessati che attualmente non sono a disposizione i fondi e che bisogna aspettare un chiarimento giuridico da parte di Bruxelles, e chiesto a cosa sono dovuti i ritardi nei pagamenti, se è garantito lo stanziamento dell’intero importo dei contributi promessi agli interessati, entro quando verranno versati i relativi importi. Finora, ha spiegato la Giunta, il contributo era liquidato alla fine dei lavori, ma questa è una situazione eccezionale: per evitare che i proprietari non debbano anticipare è stata prevista una modifica del tipo di finanziamento: in questo modo dovrebbe  essere possibile effettuare i pagamenti prima della fine delle opere. Questo richiede però anche l’accordo da Bruxelles, e i ritardi si devono a questo: essa arriverà a breve, e si procederà con i versamenti, comunque in anticipo rispetto a quanto avviene di regola. Ci saranno poi 89 milioni € provenienti da Roma, una parte dei quali sarà destinato ai ripristini boschivi.

Nel novembre 2018 la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione verso l’italia per l’inquinamento da nitrato delle acque: lo ha segnalato il Team Köllensperger chiedendo notizie sulla presenza di nitrati nelle acque altoatesine, relativamente alle UBA, Unità di Bovino Adulto. La Giunta provinciale ha fatto riferimento a 105 UBA  e citato la distribuzione in base ad altitudine. Il carico di nitrati a livello Europeo risulta problematico per molti Paesi, ma questo non vale per la provincia di Bolzano, che rispetta le relative norme grazie all’adattamento di tutti i regolamento, anche quelli delle cooperative.

Il Gruppo Verde ha fatto riferimento alla costruzione di una torre di Cristallo di 18 metri a 2.300 mt s.l.m nei pressi del Rifugio Fronza alle Coronelle , a fianco della nuova stazione delL’impianto di risalita con aumento della portata oraria di 1.400 persone e conseguente maggiore carico antropico per la natura, che CAI  e AVS ritengono eccessivo: è stato quindi chiesto qual è lo stato attuale della progettazione, la posizione in merito della Giunta e le procedure previste. Attualmente è in corso la procedura di modifica del piano urbanistico per realizzare la nuova cabinovia, ha spiegato la Giunta: a questo scopo c’era un parere positivo con condizioni della Fondazione Dolomiti Unesco. È necessaria anche una modifica del Piano paesaggistico, che avverrá d’ufficio non appena conclusa la modifica del PUC. La Giunta provinciale assicurerá un impatto adeguato su paesaggio e ambiente. L’autorizzazione paesaggistica al piano visitatori spetta al sindaco. La portata dell’impianto richiesta prevede un massimo di 2.400 persone l’ora, e si è consapevoli della sensibilità dell’area, proprio per questo è stata richiesto il parere della Fondazione Dolomiti.

I Freiheitlichen hanno segnalato che la comunicazione di un appuntamento medico per il 2 maggio, spedita il 18 aprile, era stata consegnata alla famiglia solo il 3 maggio, a causa della precarietà del servizio postale: essi hanno chiesto se la famiglia doveva pagare comunque la sanzione prevista per mancata disdetta dell’appuntamento, e quanti sono i casi di ritardi per mancata consegna delle lettere.  La Giunta ha risposto che chi ha una motivazione documentata a giustifica della mancata disdetta non è tenuto a pagare sanzioni. le comunicazioni degli appuntamenti vengono date tempestivamente e il sistema funziona bene, anche tramite chiamate telefoniche e sms.

La Süd-Tiroler Freiheit ha poi segnalato il caso di una sudtirolese che da tempo vive in Austria recatasi al Pronto Soccorso di Bressanone, dove si è trovata davanti a una dottoressa che non parlava la sua lingua: alla Giunta è stata chiesta giustificazione del fatto,e come essa intende intervenire per evitare che si ripeta. La Giunta ha ammesso l’esistenza di problemi di questo tipo, segnalando che assunzioni da Austria o Germania  sono rese problematiche dall’opposizione dell’Ordine dei medici. Medici provenienti da altre zone d’Italia sono tenuti a imparare la lingua in 3 anni, ma è difficile garantire il servizio perfettamente bilingue nelle 24 ore di servizio del pronto soccorso. Si cercherà di fornire dei corsi di lingue sul posto di lavoro.

Il Team Köllensperger ha quindi fatto riferimento alla carenza di personale nell’Azienda sanitaria, in termini di medici e infermieri, e al fatto che bisogna garantire condizioni di lavoro ottimali per evitare licenziamenti volontari, che si sono spesso verificati negli ultimi tempi: ha quindi chiesto dati su quante persone si sono licenziate nel 2019 nei vari comprensori. La Giunta provinciale ha sottolineato che una fluttuazione dell’1 o 2% è un ottimo risultato, e segnalato 67 licenziamenti volontari nel periodo richiesto, che rispetto a 10.000 dipendenti totali è un numero che il settore privato invidia. Il posto di lavoro nell’Azienda sanitaria dà ottime garanzie e tutele sociali.

Il tempo dedicato alle interrogazioni su temi di attualità è terminato, la seduta prosegue con l’esame dei punti istituzionali.

 

 

 

(MC)