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Consiglio | 06.12.2006 | 13:04

Lavori Consiglio: no all’aggregazione di Lamon

La seduta del Consiglio provinciale è proseguita questa mattina con il secondo punto istituzionale all’ordine del giorno, cioè il parere sulla proposta di legge costituzionale Boato e sul disegno di legge costituzionale Amato e Lanzillotta sull’aggregazione del Comune di Lamon alla Regione Trentino Alto Adige-Südtirol. Il Consiglio ha deliberato parere negativo.

È stato trattato questa mattina in Cosiglio provinciale il secondo punto istituzionale all'ordine del giorno, cioè il parere ai sensi dell’art. 103 dello Statuto speciale delle proposte di legge costituzionale Boato e sul disegno di legge costituzionale Amato e Lanzillotta, relativi al “Distacco del comune di Lamon dalla regione Veneto e sua aggregazione alla regione Trentino Alto Adige ai sensi dell’art. 132 secondo comma, della Costituzione”. È stata quindi ribadita, su richiesta del capogruppo Baumgartner, la scadenza di due mesi per l’espressione del parere del Consiglio provinciale, scaduti i quali il Parlamento potrebbe decidere senza parere. Rispondendo a richieste di chiarimenti del consigliere Alessandro Urzì, il presidente Dello Sbarba ha poi specificato che il Consiglio può dare parere favorevole alle proposte di legge, parere contrario, parere favorevole con osservazioni o parere favorevole condizionato a  modifiche del testo analizzato. Il consigliere ha quindi espresso disappunto per non poter discutere in profondità dei testi di legge, essendo chiamati solo a votare un parere in merito.

Il presidente della Commissione speciale competente per le proposte di modifica dello Statuto, Walter Baumgartner, ha quindi riferito dei lavori in Commissione, dove sui due testi di legge costituzionale è stato espresso parere contrario con 25 voti contrari (Baumgartner -SVP, Leitner – Die Freiheitlichen e Pöder – Union für Südtirol, ciascuno dei quali portava tanti voti quanti i componenti del suo gruppo consiliare), 4 voti favorevoli (Kury – Gruppo Verde, e Seppi - Unitalia) ed 1 astensione (Pasquali – Forza Italia). Il presidente Riccardo Dello Sbarba ha quindi letto la delibera con la quale si esprime parere contrario sia alla proposta di legge costituzionale Boato che al disegno di legge costituzionale Amato e Lanzillota.

È stata quindi discussa la proposta di emendamento alla delibera presentata dai consiglieri Cristina Kury e Hans Heiss (Gruppo Verde), secondo la quale il Consiglio delibererebbe di “non esprimere alcun parere in merito alle due proposte di legge costituzionale e ravvisa la necessità di una verifica giuridica preliminare se l’art. 132 della  Costituzione possa essere applicato alle Regioni a Statuto speciale senza previa modifica degli Statuti di autonomia”.

È quindi intervenuto il capogruppo di Unitalia Donato Seppi: “Le ragioni perché questo comune appartenente alla Regione Veneto chiede di passare alla nostra Regione non possono che essere di interesse economico, e questo ci deve far riflettere sulla correttezza della situazione particolare della nostra Regione autonoma rispetto alle altre Regioni italiane. Io ritengo che abbiano fondamento i criteri dello Statuto di Autonomia destinati a regolare la distribuzione delle risorse ed i rapporti tra i gruppi linguistici, e che per questo c’e bisogno di qualche risorsa maggiore, ma non certo della restituzione di oltre il 90% delle imposte riscosse dallo Stato nella Regione. Per solidarietà nazionale, sarebbe giusto che anche alle Regioni confinanti fosse concesso un ritorno di risorse pari al nostro, oppure che le nostre risorse diminuissero a livello di quelle confinanti. Ritengo quindi che il Comune di Lamon abbia tutto il diritto di chiedere l’aggregazione al Trentino Alto Adige”.

Di seguito, la consigliera Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha ribadito che “il Comune di Lamon ha chiesto la sua aggregazione per motivi economici. Questo sarebbe un precedente grave per la nostra autonomia, perché turberebbe l’equilibrio della proporzionale etnica. Per questo siamo contrari a questa richiesta”. Il capogruppo di Forza Italia Alberto Pasquali ha evidenziato che “sarebbe opportuno conoscere le ragioni storiche che portano il Comune di Lamon a chiedere l’aggregazione, per questo si dovrebbe rinviare la decisione come chiesto nell’emendamento del Gruppo Verde. Se si dovesse arrivare al voto, non potrei che astenermi. Ammettere l’aggregazione di un Comune indebolirebbe la posizione dello Stato italiano e creerebbe una situazione confusa. Se alla base di questa richiesta stanno ragioni economiche, in futuro questo problema sarebbe risolto grazie al federalismo fiscale”. La capogruppo dei Verdi Cristina Kury ha preso parola per chiarire l’apparente contraddizione tra il comportamento del suo gruppo in Commissione e in aula, ricordando che “i colleghi trentini hanno espresso una questione pregiudiziale relativa all’applicazione dell’art. 132 della Costituzione alle Regioni a Statuto speciale, le quali sono chiamate prima a cambiare il proprio Statuto. La questione deve essere approfondita, e sarei sorpresa se la SVP non vi desse importanza. Se il Consiglio provinciale non dovesse accettare il nostro emendamento, dichiarandosi quindi d’Accordo con la procedura dell’art. 132 Cost, la maggioranza se ne assumerebbe la responsabilità ed in questo caso noi approveremmo la proposta dell’on. Boato. Ricordo che il Comune di Lamon verrebbe aggregato alla Provincia di Trento, senza influire sulla proporzionale etnica altoatesina.” “Questa proposta”, ha detto il consigliere del Gruppo di AN Alberto Sigismondi, “è fonte di imbarazzo, anche perché presentata dall’on. Boato, che fa parte dei Verdi, e bloccata dalla Commissione speciale trentina di cui anche fanno parte i Verdi, e proprio il Gruppo Verde con l’emendamento di oggi apre una terza via, la ricerca della correttezza procedurale: i Verdi quindi hanno 3 versioni diverse sullo stesso documento! È vero comunque che bisogna fare una verifica sull’applicazione dell’art. 132 senza preventiva modifica degli Statuti di autonomia, e questo avrebbe dovuto essere verificato da chi ha fatto la proposta di legge: ci vuole la garanzia normativa”. Anch’egli ha poi evidenziato il rischio di emulazione da parte di altri Comuni. Il capogruppo SVP Walter Baumgartner ha evidenziato la responsabilità di decidere per la prima volta su una richiesta di questo tipo, che riguarda la modifica dello Statuto di autonomia: “Lo spostamento di un confine per le nostre Provine autonome è automaticamente una modifica dello Statuto. Tuttavia non possiamo rinviare, perché abbiamo 2 mesi di tempo per prendere la nostra decisione: se non lo facciamo oggi non rispetteremo la scadenza. Sottolineo che le leggi su cui siamo chiamati a dare un parere è una legge costituzionale, per la cui approvazione è previsto un iter speciale. Io rispetto la decisione espressa dai cittadini di Lamon nel referendum, ma approvare un simile cambiamento provocherebbe effettivamente un effetto domino: la nostra autonomia non è territoriale, ma è legato alle minoranze etniche, pertanto l’ampliamento dei confini sarebbe davvero problematico. Quindi siamo contro l’aggregazione”.

È stato quindi aperto il dibattito sull’emendamento presentato dalla capogruppo Kury. La stessa consigliera Kury ha sottolineato come la Svp sia contraria per paura dell’effetto domino, ma nello stesso tempo accetti la procedura giuridica in discussione: “Bisognerebbe approfondire la questione, e noi dobbiamo negare il nostro parere proprio per chiarire che non siamo d’accordo su questa procedura. Al cons. Sigismondi chiarisco che l’on. Boato ha presentato la proposta prima che venissero introdotte novità in ambito giuridico. Ritengo si debba aspettare per lavorare alla modifica dell’art. 103 dello Statuto” Su richiesta del capogruppo Seppi, il testo dell’emendamento è stato modificato sostituendo le parole “non esprimere alcun parere” con le parole “procrastinare il parere”. Egli ha  poi risposto al cons. Baumgarnter che teme l’effetto domino spiegando che “esso è senz’altro da prevedere, e ribadisco che bisogna chiedersi perché, e contrastare l’ingiustizia dell’esistenza di regioni con diritti diversi. Io auspico l’effetto domino, così il Parlamento italiano sarà costretto ad affrontare il tema dei privilegi economici ingiustificati alle Regioni e Province autonome”. Si è quindi detto favorevole all’emendamento. Il capogruppo Baumgartner ha evidenziato che “il deputato Boato conosceva la situazione giuridica alla base delle modifiche statutarie, nonché l’autonomia. Sta di fatto che ora il Consiglio è chiamato a decidere”. Infine il cons. Sigismondi, dichiarandosi d’accordo con l’emendamento Kury, ha comunque sottolineato che “la richiesta di modifica dei confini territoriali non è un attentato all’autonomia”.

Si è passati infine alla votazione sull’emendamento della cons. Kury, respinto con 5 voti favorevoli ed i restanti contrari.

La proposta di delibera che prevede parere negativo ad entrambi i disegni di legge costituzionale è stata invece approvata con 16 voti a favore, 4 contrari e 2 astensioni.

Chiusa la parte istituzionale, la seduta è stata tolta. Riprenderà alle ore 15.00 con la discussione del ddl “Ricerca e Innovazione”.

(MC)