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Il Consiglio dalla A alla Z

Elenco

Amministrazione

L'amministrazione del Consiglio provinciale comprende circa 50 persone che operano affinché le molteplici attività del Consiglio provinciale e dei suoi organi si svolgano senza intoppi. A capo dell'amministrazione del Consiglio provinciale c'è il segretario/la segretaria generale, che è alle dirette dipendenze del/della presidente del Consiglio. Il segretario generale/La segretaria generale dirige la segreteria del Consiglio provinciale e coordina le attività dell'intero apparato ammini-strativo. Oltre alla segreteria del Consiglio con i servizi collegati (servizio stampa, servizio cerimoniale e relazioni pubbliche), l'organigramma prevede altri tre uffici: l'ufficio affari legislativi e legali, l'ufficio amministrazione e l'ufficio traduzioni, a ciascuno dei quali è preposto/a un direttore o una direttrice.

Assunzione della carica

Al termine delle operazioni di voto per l'elezione del Consiglio provinciale e dopo lo spoglio delle schede, l'ufficio elettorale centrale, composto da tre magistrati/e, stabilisce i nominativi dei candidati/delle candidate delle singole liste/dei singoli partiti che entreranno a far parte del Consiglio provinciale in quanto eletti/e, comunica agli interessati/alle interessate l'avvenuta elezione a consigliere/a provinciale e informa il/la presidente della Provincia, che a sua volta rende subito pubblici i nominativi degli eletti/delle elette.
A questo punto la persona eletta è sì consigliere/a provinciale ma non può ancora esercitare il proprio mandato, in quanto ciò è condizionato alla prestazione del giuramento. I consiglieri/Le consigliere prestano giuramento all'inizio della legislatura nella seduta costitutiva del Consiglio provinciale oppure, nel caso di consiglieri/e che subentrano in seguito, durante la prima seduta cui essi/esse partecipano.

Audizione (hearing)

Nell'ambito dei propri lavori le commissioni istituite dal Consiglio provinciale possono chiedere il parere di esperti/esperte, ma anche di rappresentanti di associazioni, sindacati e altri gruppi, su un determinato tema, qualora ritengano che detti pareri siano utili ai fini dello svolgimento dei propri lavori. Le commissioni hanno inoltre la facoltà di effettuare sopralluoghi. Queste audizioni vengono chiamate anche con il termine inglese "hearing" se sono pubbliche e se vengono sentite più persone.

Calendario delle sedute

Di norma il Consiglio provinciale viene convocato sulla base di un calendario delle sedute predi-sposto annualmente. Tale calendario permette ai consiglieri e alle consigliere e ai/alle componenti della Giunta provinciale una programmazione più precisa delle loro altre attività politiche. Il calendario viene distribuito a molti uffici e enti della provincia per garantire che i cittadini e le cittadine sappiano quando il Consiglio provinciale si riunisce.

Capogruppo

Entro 10 giorni dalla prima seduta del Consiglio provinciale neoeletto ogni gruppo consiliare comunica per iscritto al/alla presidente del Consiglio il nominativo del/della capogruppo. La comunicazione deve essere sottoscritta da tutti i componenti/da tutte le componenti del gruppo. Eventuali sostituzioni che si verifichino nel corso della legislatura devono essere immediatamente comunicate al/alla presidente del Consiglio secondo le stesse modalità.

Cerimoniale e protocollo

Il servizio cerimoniale e pubbliche relazioni, collegato alla segreteria generale del Consiglio, ha fra l'altro il compito di programmare le visite dei gruppi e di assistere i visitatori/le visitatrici. Inoltre deve organizzare le visite del/della presidente o di altri/altre rappresentanti del Consiglio provinciale presso altre istituzioni e viceversa.

Coalizione

Con questo termine viene definita l'unione di due o più partiti rappresentati in un parlamento con l'obiettivo della formazione di un governo comune.

Collegio dei capigruppo/delle capogruppo

Il collegio dei capigruppo/delle capogruppo è costituito dai capigruppo e dalle capogruppo consiliari e dai/dalle componenti dell'ufficio di presidenza. Esso è presieduto dal/dalla presidente del Consiglio provinciale che lo convoca per concordare il programma e il calendario dei lavori in vista delle sedute del Consiglio e delle commissioni legislative o per esaminare altre questioni che dovessero sorgere nel corso delle sedute consiliari. Le decisioni assunte all'unanimità dal collegio sono vincolanti per il Consiglio; in difetto di unanimità, decide il Consiglio.

Commissione d'inchiesta

Su richiesta motivata di almeno un quarto dei/delle componenti del Consiglio, vale a dire di almeno 9 consiglieri e consigliere, il/la presidente del Consiglio nomina una commissione di inchiesta, nella quale ogni gruppo consiliare è rappresentato da un proprio consigliere o una propria consigliera. In eventuali votazioni ogni componente della commissione dispone di tanti voti quanti sono i/quante sono le componenti del gruppo consiliare cui appartiene. La commissione acquisisce notizie, informazioni e documenti relativi all'oggetto dell'inchiesta e al termine dei propri lavori presenta al Consiglio una relazione sui risultati e sulle conclusioni cui è pervenuta. Ha anche la facoltà di avanzare proposte.

Commissione interregionale

La Commissione interregionale delle assemblee legislative della Provincia autonoma di Bolzano, del Land Tirolo e della Provincia autonoma di Trento ha il compito di preparare la seduta congiunta delle assemblee legislative che di norma si tiene ogni due anni.

Commissione legislativa

È compito delle commissioni legislative esaminare i disegni di legge presentati prima che vengano trattati in aula dove verrà esaminato il testo del disegno di legge approvato dalla commissione. Oltre all'esame preliminare dei disegni di legge loro assegnati dal/dalla presidente del Consiglio provinciale, le commissioni legislative presentano, sulle materie di loro competenza, le relazioni e le proposte che ritengono opportune o che siano loro state richieste dal Consiglio. Il numero delle commissioni legislative, le loro competenze e il numero dei/delle loro componenti sono stabiliti con deliberazione del Consiglio provinciale. La composizione di ogni commissione legislativa deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici così come sono rappresentati in Consiglio provinciale e, per quanto possibile, a quella dei gruppi consiliari. Le sedute delle commissioni legislative non sono pubbliche.

Commissione per il regolamento interno

Alla commissione per il regolamento interno spetta l'esame preventivo delle proposte di modifica del regolamento presentate dai consiglieri/dalle consigliere. Essa viene nominata dal/dalla presidente del Consiglio provinciale previa consultazione dei capigruppo/delle capogruppo ed è composta dal/dalla presidente del Consiglio, che la presiede, e da cinque consiglieri/consigliere. Due componenti della commissione devono far parte della minoranza politica. Le conclusioni della commissione sono sottoposte all'approvazione definitiva del Consiglio.

Commissione speciale

Il Consiglio provinciale può procedere alla nomina di commissioni speciali per l'esame di determinati argomenti e disegni di legge attinenti a materie di particolare interesse provinciale. La costituzione di una commissione speciale può essere richiesta sia dai consiglieri e dalle consigliere provinciali sia dalla Giunta provinciale.

Commissioni

Le commissioni sono organi ausiliari del Consiglio che hanno il compito di discutere in via preliminare la maggior parte delle questioni su cui il Consiglio dovrà poi deliberare. L'esito dei loro lavori è una relazione per lo più accompagnata da un testo (ad es. nel caso dei disegni di legge), che costituiranno la base per la discussione e successiva deliberazione da parte del Consiglio. In questo senso un ruolo importante è svolto dalle commissioni legislative, visto che il compito principale del Consiglio è quello di legiferare. Ma c'è tutta una serie di altre commissioni, come la commissione per il regolamento interno, la commissione interregionale, le commissioni d'inchiesta, le commissioni speciali e altre ancora. Tranne in pochi casi, la composizione di tutte le commissioni deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici così come sono rappresentati in Consiglio provinciale e rispecchiare la consistenza dei singoli gruppi consiliari ovvero della maggioranza politica da una parte e della minoranza politica dall'altra.

Consigliere/Consigliera provinciale

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano è composto da 35 consiglieri eletti/consigliere elette con il sistema proporzionale. Possono essere eletti/elette tutti gli altoatesini/tutte le altoatesine che hanno compiuto il diciottesimo anno di età, in possesso della cittadinanza italiana e iscritti/iscritte nelle liste elettorali di un comune della provincia di Bolzano. Inoltre non deve esistere nessuna delle cause di ineleggibilità previste dalla legge.

Convalida delle elezioni

L'elezione di una persona a consigliere/a provinciale, proclamata dopo le elezioni per il Consiglio provinciale dall'ufficio elettorale centrale, soggiace a un particolare procedimento di verifica denominato procedimento di convalida, che viene avviato dallo stesso Consiglio subito dopo la seduta costitutiva. In una prima fase una commissione formata da 7 consiglieri/e verifica se per i singoli consiglieri eletti/le singole consigliere elette sussistono cause di ineleggibilità o di incompatibilità (si vedano le voci ineleggibilità e incompatibilità) sulla base delle dichiarazioni rese dai consiglieri/dalle consigliere all'inizio della legislatura o di altri fatti noti. A conclusione dei lavori, per i quali ci sono sei mesi di tempo, la commissione redige una relazione e per ogni consigliere/a propone al Consiglio la convalida dell'elezione oppure l'adozione di altri provvedimenti qualora ritenga sussistano cause di ineleggibilità o di incompatibilità. La decisione al riguardo spetta al Consiglio provinciale.

Convocazione

Il Consiglio provinciale viene convocato dal/dalla presidente mediante lettera raccomandata inviata ai consiglieri/alle consigliere insieme alla documentazione necessaria almeno cinque giorni lavorativi prima di quello stabilito per la seduta.

Delegazione

Per lo scambio di esperienze con istituzioni analoghe in Italia e all'estero (parlamenti, consigli regionali, consigli provinciali, .) il Consiglio provinciale si avvale di proprie delegazioni. Queste si informano sulla situazione politica e i suoi sviluppi e fanno delle esperienze utili per l'attività politica. Di norma il/la presidente del Consiglio compone le delegazioni ufficiali del Consiglio in modo che siano rappresentati tutti i gruppi consiliari.

Deliberazione

Ogni deliberazione del Consiglio è valida quando i voti favorevoli prevalgono sui contrari, ad eccezione dei casi in cui sia prescritta una maggioranza diversa. In caso di parità di voti la proposta si intende respinta. Coloro che si astengono dal voto contribuiscono a formare il quorum ma non influiscono direttamente sull'approvazione o sul rigetto di una proposta. Di conseguenza, in presenza di numerose astensioni da parte dei consiglieri/delle consigliere presenti e votanti, una proposta risulta approvata anche con pochi voti favorevoli, sempre a condizione che questi prevalgano sui voti contrari.

Designazione

In quanto organo nel quale sono rappresentate praticamente tutte le forze politiche operanti in provincia e sulla basa di specifiche norme al Consiglio provinciale spetta in taluni casi la designazione di componenti di vari comitati e commissioni istituiti a livello statale e provinciale. Per alcune designazioni è previsto il diritto delle minoranze politiche di proporre dei nominativi.

Dibattito

Nell'aula consiliare o nelle sale nelle quali si riuniscono le varie commissioni vengono esposti e illustrati democraticamente i punti di vista a volte anche del tutto diversi delle varie forze politiche, ma anche quelli dei singoli consiglieri/delle singole consigliere appartenenti ai vari gruppi politici. Ciò avviene nel corso del dibattito che si tiene su tutte le questioni prima che sia presa una decisione. Il regolamento interno stabilisce quando, quanto a lungo e quante volte possono parlare i consiglieri/le consigliere o i/le rappresentanti della Giunta provinciale.

Disegno di legge

L'iniziativa legislativa compete ai cittadini, ai singoli consiglieri e consigliere e alla Giunta provinciale. I disegni di legge devono essere costituiti da un testo suddiviso in articoli e da una relazione accompagnatoria e vanno indirizzati al/alla presidente del Consiglio provinciale. Sono contrassegnati da un numero progressivo, se necessario vengono tradotti e infine sono trasmessi alla competente commissione legislativa che li esamina.

Durata degli interventi

Nel regolamento interno del Consiglio provinciale è definita esattamente la durata degli interventi che varia a seconda dell'oggetto all'esame del Consiglio. Nel corso della discussione generale su un disegno di legge p.es. ogni consigliere/consigliera può prendere la parola per due volte, ma la durata complessiva di questi interventi non può superare i 30 minuti; nella discussione articolata invece i consiglieri e le consigliere possono intervenire per non più di dieci minuti per articolo.

Emendamento

Un emendamento viene presentato con l'obiettivo di modificare il testo di un documento (disegno di legge, mozione ecc.) in trattazione prima che venga posto in votazione. Gli emendamenti possono essere presentati sia in commissione legislativa sia all'aula prima dell'inizio dei lavori.

Facoltà di parola

Nessun consigliere/Nessuna consigliera può parlare senza avere prima chiesto e ottenuto la parola dal/dalla presidente.
Il/La presidente concede la facoltà di parlare secondo l'ordine delle richieste.

Fatto personale

Qualora un consigliere/una consigliera subisca un attacco personale o gli/le vengano attribuite opinioni che egli/ella reputa non sue, può avanzare direttamente richiesta motivata di prendere posizione su tale fatto personale con priorità rispetto a eventuali altre richieste di intervento.
Il/La presidente decide in merito all'ammissibilità della richiesta.

Giovani

Ogni anno numerosi gruppi composti prevalentemente da studenti e giovani visitano il Consiglio provinciale per informarsi sull'attività dei consiglieri e delle consigliere provinciali, sulla storia e sulla situazione politica dell'Alto Adige. I visitatori e le visitatrici possono assistere alle sedute consiliari dalla tribuna per il pubblico. Periodicamente vengono adottate iniziative apposite per destare l'interesse soprattutto dei giovani nei confronti della vita e dell'attività politica.

Giunta provinciale

La Giunta provinciale è composta dal/dalla presidente della Provincia, da due vicepresidenti e da un certo numero di assessori/assessore provinciali determinato dal Consiglio provinciale. La Giunta provinciale è l'organo esecutivo della Provincia. Gli assessori e le assessore provinciali amministrano le materie che sono state loro assegnate dal/dalla presidente della Provincia.

Giuramento

Nella prima seduta del Consiglio provinciale all'inizio di una nuova legislatura tutti i consiglieri eletti/tutte le consigliere elette giurano sulla Costituzione pronunciando le seguenti parole: "Giuro di essere fedele alla Costituzione". L'esercizio delle funzioni di consigliere/consigliera è condizionato alla prestazione del giuramento.

Gruppo consiliare

Entro cinque giorni dalla prima seduta dopo le elezioni, i consiglieri/le consigliere devono dichiarare al/alla presidente del Consiglio per iscritto a quale gruppo consiliare appartengono o a quale desiderano aggregarsi. I consiglieri/Le consigliere che entro tale termine non abbiano dichiarato la loro appartenenza o la loro aggregazione a un gruppo consiliare faranno parte di un unico gruppo misto. Anche un solo consigliere o una sola consigliera può costituire un gruppo consiliare. Di regola i consiglieri e le consigliere appartenenti allo stesso partito o comunque accomunati da idee e obiettivi politici affini formano un gruppo consiliare.
Il/La presidente del Consiglio provvede a mettere a disposizione dei gruppi, per l'esplicazione delle loro funzioni, locali e attrezzature adeguati e assegna loro contributi mensili deliberati dal Consiglio. Il/La capogruppo deve rendere conto annualmente dell'utilizzo di detti contributi, che sono commisurati alla consistenza numerica del gruppo.

Impugnazione

Una legge provinciale approvata dal Consiglio viene promulgata, senza alcun controllo preventivo da parte del Governo, dal/dalla presidente della Provincia (in questa fase le vengono attribuiti la data e il numero) e quindi pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. Salvo diversa previsione, essa entra in vigore il 15° giorno successivo alla pubblicazione. Il Governo può però impugnare la legge, entro i successivi 60 giorni, dinnanzi alla Corte costituzionale qualora ritenga che tutta la legge o alcune sue singole disposizioni siano lesive della competenza dello Stato in materia.
Viceversa, anche la Provincia può impugnare una legge statale o una legge regionale dinnanzi alla Corte costituzionale qualora ritenga che essa violi le competenze della Provincia. Il ricorso alla Corte costituzionale viene presentato dal rappresentante legale della Provincia ossia il/la presidente della Provincia previa deliberazione del Consiglio provinciale o, in caso di urgenza, della Giunta provinciale (si veda la voce ratifica).

Incompatibilità

Una consigliera eletta/Un consigliere eletto non deve essere "solo e unicamente" consigliera/consigliere, vale a dire che accanto alla carica di consigliera o consigliere può ricoprire altre cariche, avere altri incarichi o svolgere altre attività. Tuttavia esistono alcune cariche, funzioni e attività che sono incompatibili con la carica di consigliera/consigliere. Se una consigliera o un consigliere ricopre tali cariche oppure svolge tali funzioni, deve decidere se optare per la carica di consigliera/consigliere oppure per l'altro ruolo ritenuto incompatibile e se non lo fa entro il termine stabilito perde la carica di consigliera/consigliere provinciale.

  • Quali cariche, ruoli e funzioni sono incompatibili con la carica di consigliere/consigliera provinciale?
    I casi sono stabiliti con precisione nella legge elettorale. Per fare alcuni esempi la carica di consigliera/consigliere provinciale non è compatibile con quella di onorevole o senatrice/senatore, di giudice della Corte costituzionale, di componente di un altro consiglio regionale o provinciale, di presidente, componente del consiglio di amministrazione o direttore generale di enti, istituti, associazioni e società controllati dalla Provincia. Inoltre la carica di consigliere provinciale è per es. incompatibile con la posizione di dipendente statale, della Regione o della Provincia, per qui dopo la loro eventuale elezione in Consiglio provinciale queste/questi dipendenti sono messe/messi in aspettativa.
  • Quale è il senso di questa normativa?
    Stabilendo esattamente le cariche e le funzioni incompatibili con la carica di consigliera/consigliere provinciale, il legislatore ha voluto fin dall'inizio prevenire il verificarsi di possibili conflitti di interesse. Questo perché nel loro lavoro quotidiano e soprattutto quando si tratta di prendere decisioni concrete in aula, una consigliera/un consigliere potrebbe sin troppo facilmente trovarsi in una situazione di conflitto d'interessi, in quanto da un lato c'è l'interesse comune, che come rappresentante del popolo deve garantire, e dall'altra c'è l'interesse particolare, che in virtù dell'altra posizione ricoperta potrebbe essere tentata/tentato di rappresentare e che non sempre corrisponde agli interessi della collettività.
    Se sussiste incompatibilità (all'inizio della legislatura oppure anche sopravvenuta nel corso di essa) lo decide il Consiglio stesso, dopo aver esaminato la situazione di fatto. Se il Consiglio giunge alla conclusione che sussiste tale situazione, s'invita la consigliera/il consigliere a eliminare la causa di incompatibilità entro un termine prestabilito. Se la consigliera/il consigliere non ottempera a questo invito decade dall'incarico di consigliera/consigliere provinciale.

Indennità

I consiglieri/Le consigliere provinciali - che sono contemporaneamente anche consiglieri regionali, vale a dire che fanno parte di due assemblee legislative - percepiscono per la loro attività dal Consiglio regionale un'indennità mensile attualmente pari a 10.500,00 euro lordi (stato 2013). I consiglieri/Le consigliere che ricoprono una carica in seno alla Giunta provinciale, alla Giunta regionale o in seno agli uffici di presidenza del Consiglio provinciale ovvero del Consiglio regionale percepiscono inoltre un'indennità di carica calcolata in percentuale sull'indennità mensile.
Poiché l'attività dei consiglieri/delle consigliere non è limitata alla partecipazione alle sedute del Consiglio provinciale e del Consiglio regionale, ma comporta anche tutta una serie di obblighi ai quali essi/esse devono adempiere in Alto Adige, nel resto d'Italia o anche all'estero per poter espletare il mandato loro conferito dagli elettori/dalle elettrici, è previsto anche il rimborso delle spese di viaggio fino a un massimo di 8.000 km all'anno.

Ineleggibilità

In linea di massima ogni cittadina e ogni cittadino che il giorno delle elezioni abbia compiuto 18 anni, sia iscritta/iscritto nelle liste elettorali e il giorno della pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi risieda in un comune dell'Alto Adige, può candidarsi alla carica di consigliere provinciale (elettorato passivo). Lei o lui è quindi eleggibile. Tuttavia esistono delle eccezioni, stabilite con precisione nella legge elettorale che fissa alcune categorie di persone che nonostante abbiano tutti i requisiti succitati non possono essere elette consigliera o consigliere provinciale. Si tratta per es. dei sindaci dei comuni più grandi (con più di 20.00 abitanti), di alcuni alti funzionari dello Stato, della Regione o della Provincia, dei giudici che amministrano la giustizia in Regione, dei religiosi, dei vertici di società con partecipazione maggioritaria della Provincia ecc. Queste persone non sono eleggibili (e di conseguenza non possono candidarsi), a meno che al più tardi l'ultimo giorno utile stabilito per la presentazione delle candidature non si dimettano dal loro incarico e non svolgano più tale funzione.
Il senso di questa norma è quello di creare, almeno in linea teorica, le stesse condizioni e quindi le stesse opportunità per tutte le candidate e tutti i candidati ovvero, altrimenti detto, si vuole evitare che una candidata/un candidato possa trarre vantaggio dalla sua posizione, influenzare il voto dell'elettorato e quindi ne abbia un tornaconto personale.
La verifica, se tutte le componenti e tutti i componenti del Consiglio provinciale, che sono state elette e sono stati eletti, erano anche tutte e tutti realmente eleggibili oppure se sussistevano cause di ineleggibilità, la effettua lo stesso Consiglio provinciale entro 6 mesi dall'inizio della legislatura. Se il Consiglio dovesse giungere alla conclusione che una consigliera eletta oppure un consigliere eletto non erano eleggibili, delibera l'annullamento dell'elezione e la o lo fa decadere dalla carica elettiva ricoperta.

Informazione

Il servizio stampa del Consiglio provinciale provvede all'informazione dell'opinione pubblica sull'attività del Consiglio provinciale e dei suoi organi. I giornalisti curano i necessari rapporti con i mezzi di informazione.

Iniziativa popolare

I disegni di legge possono essere presentati non solo dai consiglieri e dalle consigliere provinciali e dalla Giunta provinciale, ma anche dal popolo. L'iniziativa popolare delle leggi provinciali è esercitata da almeno 8.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di un comune della provincia, che hanno diritto al voto per le elezioni del Consiglio provinciale.
Un disegno di legge elaborato dai promotori dell'iniziativa e sostenuto da 8.000 cittadini e cittadine con la propria firma viene chiamato iniziativa popolare.

Interrogazione

I consiglieri/Le consigliere hanno il diritto di presentare interrogazioni scritte che consistono nella semplice domanda se un fatto sia vero, se un'informazione sia pervenuta all'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale o alla Giunta provinciale o se sia esatta, se l'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale o la Giunta provinciale abbiano assunto o intendano assumere decisioni su determinati argomenti, o comunque per sollecitare informazioni o spiegazioni sull'attività della pubblica amministrazione. All'interrogazione il/la componente competente della Giunta provinciale o il/la presidente del Consiglio provinciale (qualora la domanda sia rivolta a lui/lei) deve fornire una risposta scritta entro 30 giorni.

Interrogazione su temi di attualità

In ciascuna sessione del Consiglio provinciale è previsto, di norma il primo giorno della sessione, uno spazio riservato alla trattazione di brevi interrogazioni concernenti temi di attualità, che ciascun consigliere/ciascuna consigliera può rivolgere al/alla presidente del Consiglio provinciale, al/alla presidente della Provincia e ai/alle componenti della Giunta provinciale. La risposta degli interrogati/delle interrogate deve essere altrettanto breve.

Legislatura

Il Consiglio provinciale dura in carica cinque anni. Questo periodo viene denominato legislatura e decorre dalla data delle elezioni e termina il giorno dell'elezione del nuovo Consiglio provinciale. Pertanto la durata di una legislatura generalmente non corrisponde esattamente a cinque anni, ma può variare leggermente - a parte il caso di elezioni anticipate per scioglimento del Consiglio - a seconda della data fissata per le elezioni.

Maggioranza assoluta

Determinate deliberazioni del Consiglio provinciale possono essere adottate solo con la cosiddetta maggioranza assoluta dei consiglieri, che equivale alla maggioranza dei/delle componenti del Consiglio provinciale. Dato che i consiglieri/le consigliere sono 35, la maggioranza assoluta è di 18 voti.

Maggioranza qualificata

In senso lato essa si riferisce a ogni maggioranza che superi la maggioranza semplice ovvero relativa. Di regola la maggioranza qualificata è richiesta per decisioni di particolare importanza. Il tipo di maggioranza qualificata richiesto può variare di caso in caso. I casi più frequenti sono la maggioranza assoluta (la metà dei consiglieri e delle consigliere più un voto) e la maggioranza di due terzi.

Maggioranza semplice

Tutte le deliberazioni del Consiglio provinciale, per le quali non è prescritta una maggioranza diversa (la maggioranza assoluta o un'altra maggioranza qualificata), sono approvate a maggioranza semplice ovvero con la cosiddetta maggioranza relativa, vale a dire che ogni deliberazione del Consiglio provinciale è valida quando i voti favorevoli (i "sì") prevalgono sui voti contrari (i "no"). Ne consegue che in caso di parità di voti la proposta si intende respinta.

Mozione

I consiglieri/Le consigliere possono presentare mozioni intese a promuovere una deliberazione del Consiglio su una determinata questione.
Se una mozione viene trattata in aula, di norma per un periodo di sei mesi non può essere trattata un'altra mozione sullo stesso tema.

Mozione di sfiducia

Il potere va controllato! Ne consegue che è compito del Consiglio provinciale e di ogni consigliere e consigliera controllare non solo l'operato della Giunta provinciale, ma anche quello dell'ufficio di presidenza. Normalmente il controllo viene effettuato mediante interrogazioni e commissioni d'inchiesta. Lo strumento più forte in questo contesto è però rappresentato dalla mozione di sfiducia nei confronti della Giunta provinciale o dell'ufficio di presidenza nel suo complesso ovvero nei confronti di singoli/singole componenti di questi organi. Una mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno cinque consiglieri/consigliere e debitamente motivata.

Numero legale

In Consiglio il numero legale è raggiunto se è presente la maggioranza assoluta dei suoi/delle sue componenti. Qualora il Consiglio si appresti a effettuare una votazione palese, ogni consigliere/consigliera può richiedere, dopo che il/la presidente ha dichiarata chiusa la discussione e prima dell'annuncio della votazione da parte dello stesso/della stessa, la verifica del numero legale. In mancanza del numero legale il/la presidente sospende la seduta per un certo tempo o la toglie.

Ordine del giorno

L'ordine del giorno delle sedute consiliari è redatto dal/dalla presidente del Consiglio e viene inviato a tutti i consiglieri e tutte le consigliere insieme alla convocazione della seduta. Esso viene inoltre affisso su un apposito albo murale nel palazzo del Consiglio provinciale e su un apposito albo murale collocato all'esterno del palazzo. Il Consiglio provinciale non può né discutere né deliberare su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, salvo deciderlo con votazione a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi dei presenti.

Presidente

Il/La presidente del Consiglio provinciale rappresenta il Consiglio e ne tutela la dignità e i diritti, lo convoca e ne presiede le sedute. Mantiene l'ordine e impone il rispetto del regolamento interno; concede la facoltà di parola e sottopone al Consiglio le questioni sulle quali deve deliberare; proclama il risultato delle votazioni e provvede, con l'ausilio dell'amministrazione del Consiglio, che è alle sue dirette dipendenze, al buon andamento dei lavori.
Per la prima metà della legislatura il/la presidente del Consiglio provinciale è eletto/eletta tra i consiglieri e le consigliere del gruppo linguistico tedesco, per la seconda metà tra i consiglieri e le consigliere del gruppo linguistico italiano. Previo assenso della maggioranza dei consiglieri e delle consigliere del gruppo linguistico tedesco o italiano potrà però essere eletto/eletta presidente, per i rispettivi periodi, anche un consigliere o una consigliera appartenente al gruppo linguistico ladi-no.

Presidente della Provincia

Il/La presidente della Provincia è il/la rappresentante legale della Provincia autonoma di Bolzano/Alto Adige. Egli/Ella assegna agli assessori/alle assessore provinciali le materie che dovranno amministrare, convoca le sedute della Giunta provinciale, le presiede e partecipa alle sedute del Governo italiano quando vengono trattate questioni che riguardano la Provincia di Bolzano. Inoltre esercita le altre competenze che gli/le sono riconosciute da leggi e regolamenti.

Prima seduta del Consiglio provinciale

Dopo le elezioni il Consiglio provinciale si riunisce per la prima volta entro 20 giorni dalla proclamazione degli eletti/delle elette. La prima seduta è convocata dal/dalla presidente della Provincia in carica ed è presieduta, fino all'elezione del/della presidente del Consiglio provinciale, dal consigliere più anziano/dalla consigliera più anziana di età.

Processo verbale delle sedute

Di ogni seduta del Consiglio provinciale viene redatto un processo verbale che riporta gli oggetti esaminati, i nominativi dei consiglieri e delle consigliere che hanno partecipato alla discussione, le misure adottate in merito ai singoli oggetti in discussione, le deliberazioni approvate nonché il risultato delle relative votazioni. Il processo verbale viene letto nella seduta successiva ed è considerato approvato se non vi sono obiezioni. Sulle eventuali richieste di rettifica decide il Consiglio.

Progetto di legge rivolto al Parlamento

Come il Consiglio della Regione Trentino-Alto Adige e i consigli regionali delle altre regioni italiane anche il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano può presentare un progetto di legge al Parlamento. Esso deve riguardare materie di competenza dello Stato.

Ratifica

Ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione italiana qualsiasi Regione, ma anche le due Province autonome di Bolzano e di Trento, qualora ritengano che una legge dello Stato o la legge di un'altra Regione leda la loro sfera di competenza, possono promuovere la questione di legittimità costituzionale dinnanzi alla Corte costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge. L'impugnazione viene promossa dal/dalla presidente della Provincia, che è il/la rappresentante legale di quest'ultima, sulla base di una deliberazione del Consiglio provinciale. In effetti per una questione di tempo ovvero di scadenze (per l'impugnazione ci sono solo 60 giorni a disposizione), tale deliberazione viene di norma adottata dalla Giunta provinciale ai sensi dell'articolo 44, comma 5 dello Statuto di autonomia, anche se poi dovrà essere sottoposta per la ratifica al Consiglio provinciale nella sua prima seduta successiva.

Referendum popolare

Come l'iniziativa popolare, anche il referendum popolare è un'espressione della cosiddetta "democrazia diretta". In caso di referendum tutti i cittadini e tutte le cittadine che hanno diritto di voto per l'elezione del Consiglio provinciale sono chiamati/chiamate a decidere direttamente con il proprio voto se una legge provinciale debba essere abrogata per intero o parzialmente (referendum abrogativo) o se un determinato progetto di legge debba essere approvato e quindi trasfor-mato in legge (referendum propositivo). Il Consiglio provinciale può inoltre indire un referendum consultivo su un progetto di legge prima che questo venga approvato in via definitiva.

Regolamento interno

Per poter lavorare bene in Consiglio provinciale ci vogliono buone regole! Pertanto l'articolo 31 dello Statuto di autonomia prevede che il Consiglio si dia un regolamento interno, da approvare con la maggioranza assoluta dei suoi/delle sue componenti. Il regolamento interno disciplina tutte le attività del Consiglio, in altre parole stabilisce le regole del gioco per lo svolgimento dell'intera attività parlamentare. Ogni regolamento interno moderno deve garantire da un lato il diritto della maggioranza di governare conferitole dagli elettori e dalle elettrici, dall'altro il diritto della mino-ranza politica di fare una critica costruttiva e di esercitare il controllo. È compito del/della presidente imporre il rispetto del regolamento.

Relazione della commissione

Le commissioni (commissioni legislative, commissioni d'inchiesta, commissioni speciali, .) presentano, sui disegni di legge e sulle materie di loro competenza, le relazioni e le proposte che ritengono opportune o che sono loro state richieste dal Consiglio. La relazione della commissione viene letta in aula dal/dalla presidente della commissione o da un/una componente della stessa. I/Le componenti della commissione che non approvano la decisione della commissione hanno la facoltà di presentare una propria relazione di minoranza.

Resoconto integrale

Di ogni seduta pubblica viene effettuata una registrazione che viene successivamente trascritta e stampata, dopo una revisione a cura dell'ufficio competente. Lo scopo è quello di ottenere una restituzione quanto più fedele possibile della parola pronunciata. Un resoconto integrale contiene ciò che è stato effettivamente detto per cui i singoli interventi in genere non vengono tradotti nell'altra lingua e di conseguenza non viene redatto un resoconto bilingue.

Richiamo

Se un consigliere/una consigliera turba l'ordine, il/la presidente lo/la richiama nominandolo/nominandola.
Qualora dopo un secondo richiamo all'ordine nel corso della stessa seduta un consigliere/una consigliera persista nel turbare l'ordine, il/la presidente deve disporne l'esclusione dall'aula per tutto il resto della seduta e, in casi particolarmente gravi, infliggergli/infliggerle la censura.

Richiamo all'argomento

Qualora un consigliere/una consigliera nel corso di un suo intervento divaghi dal tema trattato, il/la presidente lo/la esorta ad attenervisi. Se il consigliere/la consigliera ignora per due volte tale esortazione, il/la presidente può togliergli/toglierle la parola su tale argomento.

Seduta congiunta

La seduta congiunta è una riunione periodica del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, dell'Assemblea legislativa del Land Tirolo e del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, che di norma viene convocata ogni due anni. Si occupa di tematiche di interesse transfrontaliero, sulle quali può anche deliberare.

Seduta plenaria

Al Consiglio provinciale riunito in seduta plenaria spetta la decisione definitiva su tutte le questioni che rientrano fra le competenze del Consiglio stesso, anche se molte di esse sono già state trattate in via preliminare dagli organi competenti del Consiglio. Il Consiglio provinciale si riunisce in seduta plenaria ogni mese, eccezion fatta per il mese di agosto. Ogni sessione comprende in media dai tre ai quattro giorni, e quindi in media si tengono all'incirca 40 sedute all'anno.

Seduta pubblica e Seduta non pubblica

Di norma le sedute del Consiglio provinciale sono pubbliche. Quando si trattano questioni riguardanti singole persone, il Consiglio può tuttavia deliberare, su richiesta scritta e motivata di almeno cinque consiglieri/consigliere, di riunirsi a porte chiuse. I cittadini e le cittadine e i rappresentanti dei mezzi di informazione hanno accesso alle tribune loro riservate nell'aula consiliare. Durante la seduta le persone ammesse alle tribune devono mantenere un contegno assolutamente corretto e rimanere in silenzio, astenendosi in modo assoluto da ogni segno di approvazione o disapprovazione.

Ufficio di presidenza

Dell'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale fanno parte il/la presidente, due vicepresidenti e tre segretari questori/segretarie questore. Nell'ufficio di presidenza deve essere rappresentata la minoranza politica. All'ufficio di presidenza, che è presieduto dal/dalla presidente del Consiglio provinciale, spettano soprattutto compiti inerenti all'amministrazione del Consiglio provinciale, tra cui l'approvazione del progetto del bilancio di previsione e del conto consuntivo del Consiglio provinciale, la formulazione di proposte in ordine all'emanazione ovvero alla modifica dei vari regolamenti consiliari. L'ufficio di presidenza assicura inoltre il rispetto e la corretta interpretazione del regolamento interno, sempreché non si tratti di decisioni riservate al/alla presidente del Consiglio. I/Le componenti della Giunta provinciale non possono far parte dell'ufficio di presidenza.

Uso della lingua

Nelle riunioni del Consiglio e dei suoi organi collegiali può essere usata la lingua italiana o la lingua tedesca, sia oralmente che per iscritto. Gli/Le interpreti del Consiglio provinciale provvedono alla traduzione simultanea degli interventi dal tedesco all'italiano e viceversa. Inoltre tutti i documenti riguardanti l'attività del Consiglio e dei suoi organi devono essere redatti nella lingua italiana e tedesca.

Vicepresidenti

Oltre al/alla presidente, il Consiglio provinciale elegge anche due vicepresidenti tra i consiglieri e le consigliere appartenenti a gruppi linguistici diversi da quello del/della presidente. I/Le vicepresidenti coadiuvano il/la presidente, in particolar modo per quanto riguarda la direzione dei lavori in aula. Il/La presidente designa il vicepresidente o la vicepresidente chiamato/chiamata a sostituirlo/sostituirla a tutti gli effetti in caso di assenza o impedimento.

Visita in Consiglio provinciale

Le sedute del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano sono pubbliche e quindi possono assistervi tutti coloro che ne abbiano interesse. Una visita al Consiglio provinciale nel corso di una seduta consiliare rappresenta un'occasione unica per conoscere direttamente sul posto i compiti e il modo di lavorare del Consiglio e per farsi un'idea concreta dell'attività dei rappresentanti eletti/delle rappresentanti elette dal popolo. Ovviamente la sede del Consiglio provinciale è aperta agli interessati/alle interessate anche al di fuori delle sedute consiliari - i visitatori/le visitatrici sono sempre benvenuti/e!

Votazione

I consiglieri/Le consigliere manifestano la propria volontà votando "sì", "no" o astenendosi; le votazioni sono palesi per alzata di mano, orali per appello nominale o segrete mediante la consegna delle schede di votazione. Sulle questioni riguardanti persone la votazione avviene a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

Nella votazione a scrutinio segreto i consiglieri/le consigliere depongono la scheda di votazione nell'urna in ordine alfabetico per appello nominale. In tal modo non è possibile appurare come si sono espressi i/le votanti. Si prende comunque nota dei nominativi dei consiglieri/delle consigliere che hanno partecipato alla votazione. Se la votazione ha per oggetto l'elezione di persone, sulla scheda dovranno venire scritti i relativi nominativi.

Votazione per appello nominale

Su specifica richiesta o nei casi particolari previsti dal regolamento interno su certi oggetti si vota con votazione per appello nominale, vale a dire che i consiglieri e le consigliere vengono chiamati/chiamate per nome ed esprimono pubblicamente il loro voto ("sì", "no", astensione). Ne consegue che il voto di ogni consigliere/consigliera non solo è reso pubblico (ciò avviene anche nelle votazioni palesi per alzata di mano), ma viene anche annotato espressamente nel verbale della votazione.

Voto

Il Consiglio provinciale può occuparsi anche di materie che non rientrano nelle competenze della Provincia, ma che spesso sono di eminente interesse per la popolazione della provincia. Si tratta soprattutto di questioni di competenza dello Stato quali l'imposizione fiscale, la politica estera, l'immigrazione ecc. Le deliberazioni adottate dal Consiglio provinciale nelle citate materie sono chiamate voti. Sono rivolti al Parlamento e inviati dal/dalla presidente della Provincia al Governo affinché questo li trasmetta alla Camera e al Senato.