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Consigliera di parità

Consigliera di parità | 30.04.2019 | 15:47

3.5.2019, Equal Pay day: la differenza salariale è un problema della società intera, non solo delle donne

La Consigliera di parità Morandini sostiene l’iniziativa della Commissione provinciale Pari opportunità.

Die Gleichstellungsrätin Michela Morandini (Foto: M. Tessaro).ZoomansichtDie Gleichstellungsrätin Michela Morandini (Foto: M. Tessaro).

Venerdì 3 maggio si celebra l’Equal Pay day, la giornata di sensibilizzazione organizzata per la prima volta 9 anni fa dalla Commissione provinciale pari opportunità che ha l’obiettivo di far riflettere sulle differenze di stipendio tra donne e uomini, a svantaggio delle prime. In Alto Adige questa differenza si assesta al 17,2%, in Europa al 16%: nel corso dell’Equal Pay Day, sarà possibile avere informazioni su questa e altre caratteristiche delle disparità salariali sull’intero territorio altoatesino.

La campagna di quest’anno, all’insegna dello slogan #isogninonsiinfrangono, fa riferimento non solo al gap salariale, ma anche alle relative cause e conseguenze. C’è per esempio la scolara che ha ottimi voti ma meno opportunità sul mercato occupazionale, o la madre che trova ostacolato il suo rientro al posto di lavoro, o ancora l’assistente sociale che fa i conti con un lavoro poco pagato “tipicamente” femminile, l’uomo che vuole ricoprire in pieno il suo ruolo di padre e la donna anziana che riceve una pensione ridotta: tutti casi in stretta relazione con l’equità salariale, tutte conseguenze o cause di una disparità di retribuzione.

La forbice salariale è conseguenza di una concatenazione di situazioni. Particolare influenza sul divario retributivo hanno questi aspetti:

  1. A causa di vincoli famigliari – per esempio per via della cura di parenti o di congedi genitoriali - le donne hanno spesso interruzioni nella loro biografia professionale: questi periodi di assenza contano, spesso sono di impedimento al rientro al lavoro e si rispecchiano in ridotti contributi pensionistici.
  2. Il “soffitto di cristallo” impedisce alle donne l’accesso a posizioni di vertice.
  3. Professioni tipicamente femminili sono sottostimate, e normalmente meno retribuite rispetto a lavori tipicamente maschili.
  4. La mancanza di trasparenza retributiva rende il trattamento diseguale non visibile.
  5. Stereotipi e clichés di ruolo influiscono la scelta del futuro lavoro da parte delle donne.

“L’Equal Pay Day è, ogni anno, un’opportunità per diffondere la consapevolezza di questa problematica”, sottolinea la Consigliera di parità Morandini: “Ma ciò di cui c’è davvero bisogno sono misure armonizzate a livello sociale ed economico”. In assenza di queste, saranno necessari ancora tanti Equal Pay Days, per rendere evidente questa ingiustizia sociale.

(In allegato, nuove foto della Consigliera di parità per l'archivio dei media)

 

 


(MC)