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Consiglio | 05.02.2010 | 17:47
Lavori Consiglio: L’ass. Roberto Bizzo e la proponente Martha Stocker sulla parificazione
Dopo l’intervento dell’ass. Roberto Bizzo nella discussione generale del dlp 27/09, “Legge della Provincia autonoma di Bolzano sulla parificazione e sulla promozione delle donne e modifiche a disposizioni vigenti”, è intervenuta per la replica la prima firmataria Martha Stocker. Ora la seduta è conclusa: la discussione proseguirà nella sessione di marzo.
Nell’ambito della discussione sul dlp 27/09, questo pomeriggio in Consiglio provinciale è intervenuto anche l’assessore Roberto Bizzo, sostenendo che la legge sulla parificazione è una legge di civiltà: “Forse non è il raggiungimento della piena parità, ma contribuisce a e consolida un percorso che non è solo politico, ma soprattutto culturale: molti interventi di oggi in aula dimostrano quanto c’è ancora da lavorare da questo punto di vista”. Per quanto riguarda la famiglia, che rappresenta oggi il maggior ammortizzatore sociale, è importante secondo l’assessore poter scegliere liberamente ed in maniera paritaria la qualità dei ruoli all’interno di essa. Quantificare il lavoro svolto quotidianamente all’interno della famiglia a sostegno dei figli, degli anziani e in sostituzione di compiti sociali sarebbe altamente significativo. Bizzo ha sostenuto poi che alcuni partiti mettevano presenze femminili in lista senza convinzione, mentre altri, come il PD, sono convinti dell’esigenza di fare liste paritarie. L’assessore ha aggiunto che a volte i tempi della società sono più rapidi di quelli della politica, e la crisi economica di oggi, con donne e uomini che perdono il lavoro ed affidano all’altro coniuge l’onere di sostenere economicamente la famiglia, non differenzia tra uomini e donne. Secondo Bizzo, la legge forse non rappresenta l’optimum, ma è un importante punto di partenza e di equilibrio. Anche se mancano, per esempio, riferimenti ai problemi delle donne dirigenti e dei permessi parentali in caso di adozioni di bimbi grandi, essa è una buona base per affrontare le sfide che pone la società.
Per la replica, è intervenuta la prima firmataria Martha Stocker (SVP), la quale ha definito “caratteristico” il divertimento mostrato nei confronti di certe situazioni, e ritenuto necessario reagire a determinate dichiarazioni. Il dlp, ha aggiunto, non ha mai avuto la pretesa di disciplinare tutto il possibile: si intende invece, tra le altre cose, garantire condizioni di lavoro a misura di famiglia, anche nel privato, e rivalutare il ruolo della consigliera di parità. Gli incentivi alle aziende sono l’unica possibilità, a livello provinciale, per spingerle ad intervenire, non potendo fare disposizioni in materia di diritto del lavoro, cosa che spetta allo Stato. Sposando poi la posizione di Eva Klotz, secondo cui si impara ad essere realisti, Stocker ha poi sostenuto che proprio in quest’ottica va vista la percentuale del 30% introdotta, che in certi settori rappresenta un grande passo avanti. Le quote rosa rimangono uno strumento necessario per promuovere le donne, ha aggiunto, riferendo poi che esistono oggi solo tre asili aziendali, alla Röchling, alla Fiera di Bolzano e a Bressanone: “Ci sono però delle nuove domande da parte di alcune società”. La consigliera ha poi concordato con Dello Sbarba sul fatto che l’attenzione verso certe tematiche si è ridotta, aggiungendo che bisogna ritornare a parlarne. Ha ammesso quindi la similitudine tra la proporzionale e le quote rosa, nonostante l’ingiustizia perpetrata nei confronti delle donne sia più antica di quella perpetrata verso il gruppo tedesco: con la legge non si intende, però, introdurre una proporzionale analoga a quella tra i gruppi, bensì dare precedenza al genere sottorappresentato, che tra il resto potrebbe essere anche quello maschile. La consigliera si è poi detta fermamente convinta dell’importanza degli esempi positivi, come suggerito da Ulli Mair, nonché della necessità che le donne si debbano dare da fare, ed ha aggiunto che la visibilità e la presenza politica delle donne verranno considerate nella legge elettorale. Per quanto riguarda il certificato di conciliabilità previsto dal dlp, esso dovrebbe essere predisposto entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge. Stocker ha poi sostenuto che è importante la presenza di candidate donne alle elezioni, per dare possibilità di scelta. Ha poi invitato a non contribuire, con certe informazioni in aula, alla spaccatura fra donne che si dedicano al lavoro di cura e donne che lavorano anche al di fuori della famiglia, cercando di conciliare tutto, addossando a quest’ultime la colpa di quanto va storto nella società, come fatto da Seppi e Leitner. Prendendo spunto dalle parole di Heiss, Martha Stocker ha quindi ribadito che rinunciare alle competenze delle donne è uno spreco per le imprese e per le società. Per quanto riguarda la rappresentanza dei gruppi linguistici chiesta da Urzì, ha proseguito, questa si verifica già nella Commissione Pari opportunità. La consigliera ha aggiunto che il rilevamento di dati si rende necessario per verificare l’effetto di provvedimenti sulla famiglia, e criticato il fatto che in relazione a certi provvedimenti si critichino sempre i costi.
Dopo la replica, su richiesta del capogruppo SVP Elmar Pichler Rolle il presidente Dieter Steger ha dichiarato conclusa la seduta, rinviando alla sessione di marzo il proseguimento della trattazione del dlp sulla parificazione.
(MC)