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Consiglio | 24.07.2019 | 12:59

Lavori Consiglio: Rendiconto 2018 e assestamento 2019

In esame i due disegni di legge sul rendiconto generale e quello consolidato dell’anno passato e quello sull’assestamento di bilancio dell’anno corrente. Gli interventi di Staffler, Foppa, Knoll, Locher.

Il plenum del Consiglio provinciale di Bolzano ha esaminato i disegni di legge provinciale 19/19: Rendiconto generale della Provincia autonoma di Bolzano per l’esercizio finanziario 2018, 26/19: Rendiconto generale consolidato della Provincia autonoma di Bolzano per l'esercizio finanziario 2018, illustrati dal pres. Arno Kompatscher, il quale ha sottolineato che il totale delle entrate 2018 risulta di 6,265 mld €, a fronte di 5,963 mld € di spese. L’avanzo di amministrazione libero è di 428 milioni €: “Presenterò una relazione dettagliata su come intendiamo utilizzare questi mezzi”.

Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha apprezzato la consistenza del rendiconto e il relativo avanzo, che verrà distribuito con l’assestamento di bilancio. Positivo è anche l’indebitamento molto basso, così come gli ammortamenti molto limitati, e il consistente fondo cassa di 1,4 mld €. Ci sono però delle ombre: la sezione unificata della Corte dei Conti in provincia ha infatti evidenziato dubbi sulle indennità agli ex dirigenti, in seguito ai quali la stessa Consulta ha espresso parere negativo, com’è noto. La materia è complessa, è un duro colpo per l’autonomia politica e un grande problema per molti dirigenti, ma si tratta per il 2019 di 970.000 € circa, non una grande cifra a fronte del bilancio provinciale, tenendo conto anche  che i dirigenti sono pagati meno rispetto a quanto avviene a livello statale: “Se la Giunta troverà una soluzione politica, noi l’appoggeremo sicuramente”.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha fatto riferimento ai primi 6 mesi di legislatura parlando di “prove di forza” della maggioranza, in primis nella definizione dell’Ufficio di Presidenza. Il Consiglio continua ad avere un ruolo secondario, nonostante gli sforzi di rivalutazione. La gran parte del lavoro spetta però sempre all’opposizione, che ha presentato finora 18 disegni di legge contro i 9 della maggioranza, 136 mozioni contro le 13 della maggioranza: un lavoro che per via del regolamento interno resta spesso invisibile, in quanto i disegni di legge dell’opposizione non arrivano quasi mai in aula. In questi 6 mesi la Lega ha vissuto la stessa situazione del PD, a cui i Verdi avevano sempre chiesto di intervenire più spesso: la SVP ha di nuovo tolto il potere al suo partner di governo. Di alcuni assessori molti non sanno nemmeno che competenze hanno. La SVP si è distanziata dal suo partner, ma nello stesso tempo lo subisce a livello nazionale, dove ci sono “grandi predatori” come Salvini. Foppa ha criticato che venga ignorata la città di Laives, e ribadito alla maggioranza la sua responsabilità per lo sviluppo sociale. Dei primi 6 mesi del Kompatscher bis si può dire che nonostante il desiderio di voler fare sempre le cose giuste, e forse proprio per quello, non si riconoscono i propri errori. In questi 6 mesi piazza Magnago si è riempita come non mai: è stata espressa tanta rabbia verso i rappresentanti politici, per esempio dalle maestre d’asilo e dai dipendenti pubblici, e i giovani di fridays for future hanno chiesto più attenzione ai temi climatici; hanno manifestato i no vax e le persone contrarie al lupo: grandi fette della società hanno manifestato la loro rabbia per essere state ignorate, non vanno dimenticate. La grande manifestazione deve ancora arrivare, ha aggiunto Foppa facendo riferimento alla Bassa Atesina e alla percezione che si voglia calpestare la volontà popolare, dato che si fa passare la vendita ai privati come il risultato del referendum, prendendo in giro l’80% della popolazione. Kompatscher non si deve dimenticare che rappresenta tutta la popolazione: davanti a chi lamentava gravi perdite del potere d’acquisto con gli stipendi attuali, egli rispondeva con dati statistici, dovrebbe invece ascoltare quello che dicono le persone.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato una manifestazione del 1997 nell’attuale piazza Magnago contro l’aeroporto di Bolzano, sottolineando che già da allora la popolazione si è espressa contro, con un messaggio chiaro. Allora la Giunta aveva inviato un opuscolo in cui, mentendo alla popolazione, parlava di soli 3 voli a settimana per coprire i costi della struttura: consapevolmente, sono sempre state date informazioni sbagliate. La realtà è che la popolazione ha detto di no all’aeroporto, non all’utilizzo o meno di fondi pubblici; un’alternativa sarebbero servizi shuttle verso aeroporti già esistenti, anche perché ci vorrebbe un bacino di utenza di un  milione di passeggeri per avere una struttura redditizia; era chiaro fin dall’inizio che il progetto non poteva reggere, e dispiace che se ne discuta ancora invece che accettare la volontà popolare. Quella dei trasporti è una delle sfide maggiori dei prossimi anni: le code sono continue, gli spostamenti sempre maggiori, i superamenti delle soglie di inquinamento settimanali, ma l’Autonomia tanto decantata non permette di introdurre misure per limitare il trasporto merci, alla stregua di quanto fa il Tirolo: la Giunta continua a nascondersi dietro al concetto del dialogo. L’aumento del traffico è anche un grande problema a livello economico, perché i turisti non vengono più per un fine settimana, se devono passare 5-6 ore in autostrada. Bisogna discutere anche dell’aumento dei pedaggi, e i consumatori devono averne consapevolezza quando fanno gli ordini online; l’aumento di pedaggio va visto dal punto di vista ambientale per favorire il trasporto su rotaia e limitare il traffico di aggiramento, dato che i transiti lungo il Brennero sono maggiori di quelli attraverso i valichi di Francia o Svizzera e considerando che il tunnel del Brennero sarà a disposizione solo a metà secolo. Negli anni passati si è fatto riferimento, parlando dei politici a Roma, ad “amici dell’Autonomia”, ma essa è stata messa sempre più in questione, basti pensare alla svalutazione della lingua tedesca, che dovrebbe essere parificata, all’estromissione di un medico perché non sa l’italiano, alla contestazione dell’assunzione di giovani medici laureati in Austria. L’Autonomia non sono solo soldi, ma anche identità, e la tutela della lingua è centrale, invece negli ospedali si sente sempre più solo l’italiano. La carenza di medici c’è anche in Italia, e se dalle altre regioni essi vengono in Alto Adige non saranno certo i migliori. La madrelingua è un pilastro dell’Autonomia, e va tutelata, in particolare in ambito sanitario. Fondamentale è anche il riconoscimento dei titoli di studio presi in Austria, che ora richiede un anno, e questo nell’Europa unita: il riconoscimento automatico in Alto Adige dei titoli di studi presi in Austria deve essere realtà, come già previsto da una mozione approvata in Consiglio provinciale.

Il pres. Josef Noggler e il presidente della Provincia Arno Kompatscher hanno segnalato che si stava trattando il rendiconto e il rendiconto consolidato, e che la discussione più approfondita sarebbe stata da rinviare in sede di assestamento. Al fine di non ripeterla due volte, Kompatscher ha proposto di discutere in questa sede anche l’assestamento, e la proposta è stata accolta dall’aula.

Arno Kompatscher ha quindi illustrato la manovra di assestamento, contenuta nel dlp 25/19: Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021. L’avanzo di amministrazione disponibile è pari a 428 milioni, di cui 17,3 vanno assegnati ad attività da finanziare, rimangono quindi 410 milioni, cui di aggiungono 50 milioni di maggiori entrate fiscali e altre dovute a dividendi di partecipate e FSE. Altri 70 milioni sono disponibili grazie al fatto che la Regione si fa carico di pagamenti allo Stato. Il volume disponibile è quindi di 551 milioni. All’edilizia abitativa agevolata sono destinati 26 milioni, al settore sociale più di 2 milioni, per le case di cura e di riposto 8 milioni aggiuntivi, per i beni culturali 2 milioni, per la cultura italiana 4,9 milioni, per quella tedesca 18,9: tenendo conto degli stanziamenti originari, con questi aggiuntivi i fondi per i settori nelle diverse lingue sono proporzionali alla loro consistenza. 16 milioni sono destinati a misure di risparmio energetico per abitazioni private, 12 milioni vanno alla sanità, 53,5 milioni all’edilizia, 142 quale dotazione del fondo di rotazione per l’economia, che però vale per il periodo triennale. All’agricoltura sono destinati 15 milioni, 21,2 milioni alle infrastrutture, 60 alla mobilità, soprattutto per i contratti di servizio per treni e bus. Per i Comuni è stabilito il consistente importo di 72 milioni, 36 milioni vanno all’Innovazione, soprattutto per l’università, 900.000 ai musei, 5,6 milioni per lo sport, in particolare per impianti di importanza distrettuale. Altri 10 milioni sono previste per varie attività, molte delle quali previste nella legge omnibus ora in esame nelle commissioni legislative. Nella proposta legislativa sono poi contenute disposizioni tecniche, correzioni linguistiche e precisazioni.

Secondo Franz Locher (SVP) la situazione finanziaria è positiva, tenendo conto degli attivi: si tratta di molti soldi, una parte dei quali va riscossa, il che dimostra che il sistema funziona bene. Consistente è anche il patrimonio, che dimostra come si è speso anche in investimenti e infrastrutture, come le scuole, cedute ai Comuni. L’avanzo amministrativo può voler significare che si tratta di soldi non investiti, ma fino a questo livello è positivo, perché si tratta di soldi a disposizione, che non spariscono. A volte sono gli ostacoli burocratici che rendono la situazione più difficile. Non bisogna dimenticare che molti dei 40.000 dipendenti pubblici sono dipendenti della Provincia, e il fatto che manchino forze lavoro può essere vista come una cosa positiva, ovvero ci sono più posti di lavoro a disposizione che lavoratori. Va considerata con attenzione la problematica dell’invecchiamento della popolazione, da gestire al meglio, ma va detto che la situazione della Provincia è economicamente positiva, anche per quanto riguarda le tasse. In quanto alle spese correnti, sarà utile analizzare meglio le uscite per il futuro, perché esse vanno gestite al meglio e ridotte. Locher ha poi parlato del finanziamento dei Comuni, evidenziando che il relativo capitolo andrebbe aumentato, se si desidera che i Comuni si possano ancora permettere certe cose; il prefinanziamento è una soluzione transitoria, ce ne vuole una definitiva. Bisognerebbe poi parlare di più dell’agricoltura di montagna, e degli agricoltori che lavorano più per passione e tutela dell’ambiente che per interesse economico: non bisogna abbandonarli, perché del loro lavoro approfittano molti, in particolare il settore del turismo e coloro che vogliono godere del panorama.

Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha parlato di un bilancio sano e positivo, pur con qualche pillola amara. Il PIL informa sulla situazione economica generale, ed esso è sempre cresciuto dal 2014; così come la valutazione tripla A di Fitch, e ciò dimostra una situazione migliore delle altre province e più simile a quella dell’area mitteleuropea più che a quella italiana, tanto che in 4 anni il PIL è aumentato del 5%. Il PIL pro-capite è notevole, ammontando a 42.000 €il che inserisce la provincia nel 5% delle aree più ricche a livello internazionale, mentre quello medio in Italia è di 29.000 €. Dal 2010 l’economia privata ha aumentato gli stipendi del 10%, cosa che nel settore pubblico non si è verificata. Bisogna chiedersi a cosa serve il bilancio pubblico: per gli investimenti o per garantire lo sviluppo del benessere sociale? Secondo il consigliere, per questo secondo motivo, pertanto in un periodo di forte crescita economica bisognerebbe privilegiare il settore sociale, più che quello dell’economia. La Giunta ha riconosciuto, in un certo qual modo, che bisogna fare i primi passi relativamente alle esigenze dei dipendenti pubblici. Si tratta di un tema sociopolitico, altrimenti i sindacati non sarebbero riusciti a portare tante persone in piazza Magnago per ben due volte, e bisogna prendere atto dell’effettiva perdita salariale del 10%, che si deve - bisogna riconoscerlo - anche allo stop dato alla contrattazione collettiva, poi rimosso dalla Corte costituzionale. Va riconosciuto il 5% perso dal 2015, ma la legge provinciale prevede che le contrattazioni collettive considerino anche lo sviluppo generale dell’economia e del mercato del lavoro: di fatto, questo ha registrato uno sviluppo molto positivo, di cui bisogna tenere conto in sede di contrattazione collettiva. In Austria e Germania è stato riconosciuto un aumento del 20%, riconoscendo il prezioso lavoro svolto dall’amministrazione. Considerare anche questi parametri aiuterebbe ad evitare l’abbandono dei posti pubblici per l’economia privata. Quindi, bisogna considerare la perdita del potere d’acquisto del 5% e in più, la partecipazione allo sviluppo economico generale, pari a un altro 5%: risulta un aumento del 10%, che manca ai dipendenti pubblici, “un 10% che va dato adesso, ora che l’economia è in crescita, lavorando in modo anticiclico”. Staffler ha annunciato una serie di ordini del giorno sul tema, ribadendo che ora è il momento di agire, non fra due anni quando, magari, l’economia rallenterà.

La discussione della manovra di assestamento prosegue nel pomeriggio, a partire dalle 14.30 

(MC)