Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 24.07.2019 | 12:10

Lavori Consiglio: Documento di economia e finanza della Provincia

Approvato il documento che rappresenta un quadro della situazione economica e finanziaria, base per le politiche economiche della Giunta. In esame ora rendiconto 2018 e assestamento 2019.

La seconda sessione di luglio dei lavori del Consiglio provinciale è iniziatia con l’illustrazione del Documento di economia e finanza della Provincia per il 2019-2022 da parte del presidente della Provincia Arno Kompatscher. Il documento, ha spiegato il presidente, provvede alla descrizione dell'evoluzione economico-finanziaria internazionale, nazionale e provinciale, e rappresenta un quadro aggiornato della situazione economica e finanziaria che costituisce la base per le politiche economiche ed i programmi di riforma che la Giunta vorrà adottare. La quota di occupazione tra i 20 e i 64 anni è del 75,7%, vicino all’obiettivo dell’80% per il 2020; la disoccupazione è al 2,9%; dal 2009 al 2018 lo sviluppo dell’economia altoatesina è un po’ inferiore a quello della Germania, identico a quello austriaco e un po’ superiore a quello dell’Italia. Anche lo sviluppo del bilancio è positivo, anche perché le quote previste dallo Stato sono rimaste stabili, con un aumento continuo in base allo sviluppo economico positivo e alle entrate aggiuntive generate da cessioni di quote o altre transizioni finanziarie. In quanto all’indebitamento, tenendo conto anche dei Comuni, dato che la Provincia è garante per tutte le istituzioni pubbliche: si è passati dall’1,3 mld € del 2008 ai 708 milioni del 2017, pari allo 0,2% del bilancio: “Per lo Stato la quota è del 12%: si può dire che dal punto di vista del rating praticamente non abbiamo debiti, l’A- si deve al fatto che non si può superare di più di due livelli il rating nazionale; la valutazione stand-alone di Fitch è però AAA ”. Le spese correnti sono aumentate, negli ultimi anni, in tutti i settori, ma la percentuale del 77%, con un 23% di spese di investimento, è stabile. Tra il 2016 e il 2018 il bilancio disponibile è aumentato del 15%, e nella stessa percentuale sono aumentate spese correnti e investimenti: diminuire le spese correnti è difficile, perché riguardano soprattutto gli stipendi, e questo sarebbe un problema se la congiuntura favorevole con aumento delle entrate fiscali terminasse. Il 27,1% delle spese correnti riguarda la sanità, il 20% la formazione, il 10,49 il sociale, il 9% i Comuni, il 7% la restante amministrazione provinciale e il personale. Questi costi sono da tenere sotto controllo, anche se non ci si trova in una situazione d’emergenza. Da un lato bisogna pianificare misure fiscali per il bilancio 2019, ma si intende stabilire anche un pacchetto di investimenti per progetti di infrastrutture stradali, digitalizzazione, ma anche per l’assistenza agli anziani, agendo in modo anticiclico.

Intervenendo per primo nella successiva discussione, Paul Köllensperger (Team Köllensperger) ha fatto riferimento a una situazione economica positiva, che beneficia di una congiuntura internazionale positiva che favorisce l’export e il turismo, ma nasce anche da una forza locale. Da criticare è la risicata quota per ricerca e sviluppo, ben al di sotto degli indicatori europei; bisogna fare molto di più anche per il clima. In quanto al personale, anche qui bisogna fare qualcosa di più. Il 19% degli altoatesini vivono al di sotto della soglia di povertà, e questo è inaccettabile davanti a dati economici così positivi: più equità sociale è uno degli obiettivi che ci si deve porre, legando anche le prestazioni al reddito.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha invitato a non fare troppo affidamento alla congiuntura, che può andare bene per anni e poi crollare, come successe nel 2008. Ha quindi fatto riferimento al problema della povertà nella terza età: la grande sfida per il futuro è garantire uno standard di vita adeguato a questa categoria di persone, che saranno sempre di più. Molti anziani si indebitano con mutui pesanti da restituire. Il Consiglio dovrebbe riflettere se non sia possibile introdurre una pensione minima a livello locale.

In replica, il pres. Arno Kompatscher ha detto di tenere sempre in considerazione il rischio povertà, invitando però a differenziare tra il rischio e la povertá effettiva, e al fatto che si tratta di povertà relativa; non si tratta certo di un 19% di popolazione a rischio esistenziale, ma di un quinto di popolazione che non partecipa all’alto standard di vita. È chiaro che bisogna occuparsene, e infatti sono previste misure, tra cui uno sgravio fiscale ulteriore per le fasce di reddito più basse e maggiore e efficienza nei servizi. In quanto alla situazione congiunturale, egli stesso non ha manifestato entusiasmo incontrollato: è necessario non fare affidamento su di essa e affrontare tutto il catalogo di misure, nonché considerare le ripercussioni sul bilancio della crisi climatica. Kompatscher ha poi fatto riferimento al patto con lo Stato, segnalando che la Corte costituzionale ha stabilito che lo Stato non può modificarlo, intervenendo sul bilancio provinciale: questo è un alto grado di tutela. 

Il documento è quindi stato approvato con 13 sì e 15 astensioni.

La seduta continua con l’esame del rendiconto 2018 e dell’assestamento 2019.

(MC)