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Consiglio | 06.06.2019 | 13:03

Lavori Consiglio: Contratti territoriali, operatori socio-assistenziali, prodotti per celiaci, direttore medico

Proposte di Gruppo Verde, Partito democratico - Liste civiche, Team Köllensperger

Dopo che, su richiesta di Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), l’ass. Philipp Achammer aveva manifestato l’intenzione della giunta di non  modificare la propria opinione espressa nel marzo scorso sulla mozione n. 18/18: Contratti territoriali e salario minimo orario nel settore privato, nonostante l’ipotesi di un emendamento, il proponente chiesto di procedere col voto in merito, ed essa é stata respinta , con 11 sí 17 no e 4 astensioni.

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha quindi presentato l’emendamento alla mozione n. 61/19: Operatori socio-assistenziali, già discussa in passato, al fine di sopprimere il punto (1), sostituire al punto (2) la parola “diversi” con la parola “cinque” e aggiungere la richiesta di “creare il profilo professionale di operatore/trice di supporto nelle attivitá quotidiane, che sgrava OSA e OSS fungendo da interlocutore/trice ea assistente diurno/a per le persone anziane, profilo professionale per il quale viene prevista una formazione specifica e a bassa soglia”. Si manteneva inoltre la richiesta di una forma di comunicazione attrattiva.
Secondo Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), la proposta è utile a sgravare le altre figure professionali nelle residenza per anziani, questo soprattutto a vantaggio dell’utenza.
Elisabeth Maria Rieder (Team Köllensperger) ha rilevato che l’emendamento accoglieva le richieste fatte anche dal suo gruppo e ribadito la necessitá di sgravare il personale qualificato garantendo qualità. Per questo accoglieva la mozione.
Per motivi analoghi si è detta favorevole anche Magdalena Amhof (SVP), che ha riferito un confronto sul tema col direttore della scuola Hannah Arendt, pure d’accordo sulla necessitá di sgravare gli operatori specializzati. Proprio quella scuola offrirá l’anno prossimo un corso per personale ausiliario anche nei distretti periferici.
L’emendamento è stato accolto anche da Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), che però ha sottolineato che  questa opportunitá esiste giá nella pratica. La mozione è comunque un passo per coprire le emergenze nel settore.
L’ass. Waltraud Deeg ha chiarito che le figure professionali sono oggetto di trattative con i sindacati, non introdotte dal Consiglio provinciale. Nel merito, bisogna certamente chiedersi come vogliamo essere assistiti quando saremo anziani: le case di cura di Bolzano fanno fatica a trovare operatori e operatrici socioassistenziali, ma esistono anche gli ausiliari, che devono avere 17 anni e un diploma di scuola media per accedere alla formazione di un anno. Bisogna però garantire assistenza di qualità, e a questo scopo sará attivato un tavolo tecnico. Repetto ha detto di comprendere i rilievi dell’assessora, e di essersi confrontato con i direttori delle scuole professionali tedesca e italiana, rilevandone le differenze, tuttavia ha ribadito che la figura proposta manca, ed è vista in modo positivo.
In attesa di una riscrittura della parte dispositiva, il voto è stato sospeso

È ripresa quindi la trattazione della mozione n. 75/19: Tetto mensile ai rimborsi dei prodotti per celiaci, già avviata nell’aprile scorso e presentata da Maria Elisabeth Rieder (Team Köllensperger), con la quale (emendamento) si chiedeva tra l’altro di revocare il tetto ai rimborsi mensili per l’acquisto di tali prodotti introdotto con la delibera 62/2019, sospesa con delibera 243/2019, e a reintrodurre i limiti previsti precedentemente, rinunciando alla differenziazione per sesso.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha fatto riferimento alle complicate procedure burocratiche per l’acquisto con rimborso, che impedisce di rivolgersi a normali negozi e rende obbligatorio andare nelle farmacie, e ribadito l’assurdità della difefrenziazione per sessi.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato l’opportunità di agevolare gli acquisti sul mercato, e il fatto che tante aziende non riescono ad adeguarsi alle regole di rendicontazione previste. Vanno introdotte agevolazioni per le imprese interessate.
Anche Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’italia) ha sostenuto la mozione, evidenziando che la celiachia è una malattia, non una scelta, e misure invasive del diritto alla salute vanno osteggiate. Va ricordato che tutto ha origine da un provvedimento del Governo, e ritenuto necessaria una campagna culturale per far capire le esigenze di chi soffre di celiachia. Ha quindi sostenuto la mozione.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), che ha detto di avere casi di celiachia nella sua cerchia famigliare, ha invitato a tenere in considerazione i bisogni dei pazienti, più che quelli dei produttori o distributori: i pazienti devono mangiare ogni giorno, e devono farlo in modo sano, mentre i prodotti acquistabili coi buoni sono spesso ad alto contenuto di carboidrati e zuccheri. vanno abbattuti i vincoli presenti, perché i pazienti sanno autoregolarsi, e dovrebbero essere liberi di scegliere, anche spostandosi geograficamente.
Gerhard Lanz (SVP) ha riferito di un incontro con rappresentanti dei pazienti per discutere del tema con l’assesore competente. C’è la necessitá di un sistema flessibile per esigenze individuali, per esempio quelle dei giovani, e di una rendicontazione semplice. La mozione non è accoglibile perché la giunta ha giá avviato i passi necessari.
L’ass. Thomas Widmann ha fatto riferimento a uno studio ministeriale che differenzia tra le esigenze di varie fasce d’etá e diversi generi, sottolineando che uno studio centrale non considera le esigenze di una regione di confine, dove si va a fare acquisti anche fuori confine. Lo Stato ha previsto controlli severi con l’archiviazione delle etichette, e questo è molto operoso; non si sa se sará possibile raggiungere una semplificazione, ma se è possibile eliminare la differenziazione tra generi si farà, così come si cercherá un’eccezione per le regioni di confine. Poiché se ne sta attualmente occupando l’ufficio legale, la mozione ora non si può accogliere. RIbadendo l’operositá della procedura, Rieder ha sottolineato l’urgenza di una soluzione, stante anche il fatto che esiste giá un parere legale contrario alla differenziazione tra generi e un intervento per la sospensione della stessa dell’ex assessora Stocker.
La mozione emendata è stata respinta con  16 sì e 18 no.

Con la mozione n. 1/18: Il direttore medico nell’ospedale di base, interamente modificata con emendamento sostitutivo, Franz Ploner (Team Köllensperger), segnalando che il sistema ospedaliero provinciale fornisce un’assistenza organica sul territorio tramite una rete ospedaliera strutturata a più livelli, e che in base al piano sanitario 2016-2020 rientrano nell’assistenza di primo livello tutte le prestazioni standard che ogni sede ospedaliera deve fornire in modo che ci sia un’organizzazione omogenea, aggiungeva che di un presidio ospedaliero funzionante fanno parte, oltre ai primari, il direttore ospedaliero, la dirigenza tecnico-assistenziale e il dirigente amministrativo, e che la legge 132/1968 prevede per ogni presidio ospedaliero un direttore medico, cui compete garantire l’assistenza medica, vigilare sulle prestazioni in ambito medico nonché sulle disposizioni e comunicazioni in tale ambito, garantire l’igiene, coordinare il Pronto Soccorso e molto altro, chiedeva di impegnare la Giunta a intraprendere i passi necessari al fine di garantire nei presidi ospedalieri con due sedi la presenza, anche nell’ospedale di base di un direttore/trice medico/a  indipendente, con sostituto/a, funzione questa che puó essere svolta da un primario o da un medico specialista di altra disciplina.
Paul Köllensperger (TK) ha chiarito che il direttore medico si affianca a quello amministrativo e paramedico, e la sua introduzione è una necessità operativa.non si tratta di grandi somme di denaro, ma di permettere agli ospedali di lavorare in modo sensato.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha ringraziato per la proposta, ritenuta importante, e sottolineato che il sistema “un ospedale, due sedi” è problematica, perché mette due sedi in capo a un unico dirigente, e nessuno ha il dono dell’ubiquità. Tutto questo è stato fatto a scopo di efficienza economica, ma questo criterio contrasta quello dell’efficacia, che in sanità deve essere l’unico criterio. Il piano sanitario ha creato una struttura che non è stabile.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) si è associato agli interventi precedenti, aggiungendo che sono gli stessi pazienti ad aver bisogno di un referente responsabile.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha definito la riforma sanitaria un primo passo per lo smantellamento dei piccoli ospedali, aggiungendo che questo non è nell’interesse dei pazienti. Ha chiesto quindi di dare un segnale chiaro per la rivalutazione degli ospedali periferici.
Gerhard Lanz (SVP) ha ricordato le richieste di efficienza, risparmio e taglio dei costi arrivate da tutte le direzioni. Si può essere fieri del sistema sanitario, anche se sono sempre posisbili miglioramenti. L’intenzione è di mantenere le sedi, e di valorizzarle nell’ambito delle possibilità e possibilità, anche se non è possibile garantire il 100% in ogni sede periferica.
L’ass. Thomas Widmann ha ringraziato Franz Ploner per l’ottimo lavoro da lui fatto da primario a Vipiteno, aggiungendo però che tanti medici e paramedici si danno da fare quotidianamente con impegno e i pazienti sono contenti delle prestazioni per più del 90%. Spesso la situazione è presentata come peggiore di quella che è, anche se ci sono problematiche - come i tempi d’attesa - su cui si interverrà. Si sta valutando anche la situazione della dirigenza tramite colloqui con il personale direttivo degli ospedali, è giusto aspettare che terminino questi confronti prima di decidere. Franz Ploner ha ribadito la necessitá di questa figura anche nelle sedi periferiche,  sottolineandone i numerosi compiti.
La votazione della mozione avverrá alla ripresa dei lavori, alle 14.30.

 

 

 

(MC)