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Consiglio | 16.05.2019 | 12:53

Lavori Consiglio: costi di costruzione, fitofarmaci nelle acque

Mozioni di Freiheitlichen e L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia. Respinta la richiesta di anticipare una mozione sui lupi.

Il plenum ha valutato questa mattina la richiesta dei Freiheitlichen di anticipare l’esame della mozione n. 83/19: No ai lupi in Alto Adige. La tematica, è stato detto, occupa da tempo ed è sentita in maniera molto emozionale dai cittadini, anche se molti colgono meno la tematica, che riguarda più le zone di montagna. Lo stato di tutela del lupo è stato introdotto negli anni 70 quando c’erano un centinaio di esemplari, ora divenuti 2-3000, e ben 20.000 in Europa, pertanto non è più necessario e va introdotta la possibilità di abbattimento. Bisogna dire sinceramente se si è a favore o contro il lupo, pertanto la mozione va discussa ora. 
Il Gruppo Verde ha invitato a rispettare le regole del gioco in Consiglio: se si intendeva affrontare il tema, bastava proporlo nel collegio dei capigruppo di una settimana fa. su richiesta della Süd-Tiroler Freiheit, che ha espresso il timore che l’esame togliesse spazio ad altri documenti all’ordine del giorno, il presidente ha risposto che se fosse consentita l’anticipazione della mozione essa sarebbe trattata subito. 
La Giunta, pur ritenendo che in Alto Adige non si sia più nella condizione di ospitare i grandi predatori, ha sottolineato che per agire servono basi giuridiche, il resto sono belle parole: la mozione non apre nuove opportunità. La richiesta di anticipo della mozione è stata respinta con 5 sì e 28 no.

Gli stessi Freiheitlichen hanno quindi presentato la mozione n. 79/19: Alloggi a prezzi accessibili: abbassiamo i costi di costruzione nell’edilizia privata, con la quale, sottolineando che sempre meno giovani si possono permettere un alloggio di proprietà o in affitto, e che accanto ai prezzi dei terreni sono spesso gli standard edilizi molto alti che contribuiscono a causare costi elevati, evidenziavano l’opportunità di considerare tecniche e materiali nuovi che soddisfano gli attuali standard e corrispondono alle norme vigenti, ma ma hanno un costo minore. pertanto, essi chiedevano di impegnare la Giunta (1)  a verificare tutte le prescrizioni provinciali in materia di edilizia e i relativi standard per quanto riguarda le specifiche tecniche, l'efficienza energetica, il certificato energetico, gli standard di parcheggio, gli spazi comuni, l'isolamento acustico e le norme antincendio, per vedere se è possibile ridurre i costi dei materiali e i costi tecnici, nonché a sottoporre ad analisi le norme edilizie e gli standard edilizi vigenti per verificare la loro necessità ovvero trovare alternative più economiche, e (2) a provvedere a un adeguamento delle norme e degli standard edilizi lì dove risultasse opportuno sulla base di questa verifica dei costi e benefici, allo scopo di abbassare i costi di costruzione nell'edilizia privata.
Il Gruppo Verde si è espresso contro la mozione, che contrapponeva le ragioni del sociale a quelli della sicurezza e della qualità abitativa. Gli standard attuali sono qualitativamente buoni e hanno previste motivazioni da parte del consumo energetico e della sicurezza degli alloggi. Tra il resto, una CasaClima A di pochi mesi fa in Bassa Atesina è costata meno di una CasaClima B, grazie all’evoluzione delle tecniche di costruzione. Si può poi considerare la formula dell’energy contracting, proposta dai Verdi, con cui grandi società energetiche potrebbero finanziare in via preventiva il plus necessario per l’ottimazione energetica recuperando poi i costi in bolletta. L’efficienza energetica è dispendiosa nel breve periodo, ma sul lungo periodo è un investimento che paga. Va inoltre creato un mercato dell’affitto, mettendo a disposizione appartamenti non utilizzati, e intervenire sul mercato delle seconde case, che contribuisce ad aumentare i costi.
Secondo il Team Köllensperger, la mozione suona bene, ma le tabelle dimostrano che la differenza tra i costi per una casa di classe A e una di classe B cambiano di poco, restando uguali i costi dei terreni e le tasse dei comuni. Non è opportuno intervenire, come proposto, per limitare i posti auto; inoltre vanno rispettate le norme UE. Bisognerebbe piuttosto puntare di più sulla regionalità. L’idea di garantire l’accessibilità degli alloggi è buona, ma non tutti possono permettersi un appartamento proprio; anche i costi secondari, per esempio quelli burocratici, sono molto alti.
Secondo la SVP, anche questa tematica come quella del lupo è molto emozionale. L’abitazione di proprietà è una tematica molto importante, e non è possibile imporre costi alti senza che gli stipendi aumentino di conseguenza. Le spese tecniche hanno sempre causato grandi costi, e si tratta solo di carta, di pareri obbligatori, che portano poco a chi costruisce: qui bisognerebbe intervenire. Quello degli alloggi accessibili in Alto Adige è effettivamente un grande problema, soprattutto per i giovani. I costi sono condizionati da domanda-offerta e standard; con la legge urbanistica sono stati posti dei parametri che si spera siano utili, inoltre è possibile intervenire anche con la prossima legge sull’edilizia agevolata. Gli standard vanno comunque garantiti, per esempio il posto macchina è indispensabile, bisogna inoltre far passare il messaggio che non è necessario avere una casetta, basta un appartamento in condominio. Ci sono direttive e leggi statali che vanno rispettate, si può però considerare per il futuro se si è al passo coi tempi o se ci sono nuovi metodi e approcci; va analizzato anche il ruolo delle seconde case e del mercato degli affittacamere.
Il Partito Democratico - Liste civiche ha segnalato che sul mercato di Bolzano i costi delle nuove costruzioni sono estremamente elevati anche per via dei molti vincoli esistenti, non cancellabili, che bloccano molti alloggi. Su questo bisogna ragionare, così come sul costruito, che a volte viene a costare più del nuovo.
Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, certe disposizioni di sicurezza non sono applicabili in situazioni particolari, per esempio nelle zone di montagna dove certe soluzioni di uscite di sicurezza non sono utilizzabili quando c’è tanta neve fuori dalla porta, o in campagna dove sempre non servono due garage.
La Giunta provinciale ha ribadito l’importanza di qualificare energeticamente gli edifici, stante la quota importante di gas serra che derivano dal riscaldamento domestico, e sottolineato che le regole vigenti in provincia sono meno restrittive, in quanto a burocrazia e disponibilitá di software gratuiti, di quelle europee. Sono più di 15.000 gli edifici qualificati, e attualmente una CasaClima A, con efficientamento energetico altissimo e recupero del calore, costa meno di una casaClima B del passato. A un investimento iniziale corrisponde un certo risparmio successivo. Si è ben consapevoli dell’esigenza di intervenire, e si intende introdurre dei singoli migliorativi, anche seguendo l’approccio pragmatico proposto dalla STF, vale a dire differenziando tra area rurale e urbana. Sarà predisposto un modello di regolamento edilizio per i Comuni, con la previsione di misure in deroga dalle disposizioni di legge. I Freiheitlichen hanno replicato che in nessuna parte della proposta c’era scritto che si intendeva ridurre gli standard: si proponeva solo di verificarli; forse certe mozioni andavano rifiutate solo perché venivano da un certo partito; e quanto detto dalla Giunta erano solo belle parole, non ci si poteva certo opporre a una semplice verifica. La mozione è quindi stata respinta con 5 sì, 1 astensione e 27 no.

È ripresa quindi la trattazione della mozione n. 90/19: Ritirare immediatamente l’elenco dei fitofarmaci permessi nelle aree di tutela dell’acqua potabile; interessi economici anteposti alla salute? Danneggiata l’immagine dell’Alto Adige quale territorio di agricoltura ecosostenibile;  presentata da L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia e già discussa ieri. Il proponente ha presentato un emendamento della parte dispositiva, per impegnare la Giunta (1) a sospendere in via immediata l’efficacia della propria delibera 142/2019, (2) a prevedere in ogni caso l’esclusione dell’utilizzo dei glifosati nelle aree di tutela dell’acqua potabile del territorio provinciale entro il 2020; (3) a limitare in modo drasticamente restrittivo l’elenco dei fitofarmaci utilizzati in prossimità delle aree di tutela dell’acqua, fino ad arrivare a limitazione assoluta nelle aree in cui insistono falde di acque destinate alla captazione per gli acquedotti, e (4) ad aprire immediatamente un confronto con le associazioni di categoria del settore agricolo, quelle ambientalistiche e quelle dei consumatori sulle misure da intraprendere nell’ambito dell’utilizzo dei fitosanitari in agricoltura, in particolare nelle aree di tutela delle acque. Nel 2016, ha denunciato il proponente, su ogni ettaro di superficie trattabile sono stati distribuiti 62,2 kg di principi attivi, quasi 10 volte la media nazionale.
Il Gruppo Verde ha sostenuto la mozione, che aveva origine da una sollecitazione del WWF cui anche i Verdi avevano aderito presnetando un’interrogazione all’assessor,e non ancora evasa. L’ARPAT, Agenzia per l’Ambiente della regione Toscana, aveva classificato la pericolosità di vari fitofarmaci, considerando la loro penetrabilità nelle acque e il pericolo per la salute umana; la delibera giuntale 142 prendeva in considerazione solo il primo valore, ma l’ARPAT dice anche che nelle zone di particolare tutela, come quelle di tutela delle acque, va tenuto in considerazione anche il secondo.
Il Team Köllensperger ha evidenziato dati scientifici sulla trasmissione di sostanze dannose attraverso le acque, a partire dalle falde fino ad arrivare alle acque potabili, sottolineando che il consumo abituale di certe sostanze porta a sviluppare certi tipi di tumore. Per questo, dal punto di vista medico è opportuno il divieto più allargato possibile. Le aree di tutela sono divise in zone: anche nella zona 2 dovrebbero essere introdotti divieti di fitofarmaci.

La discussione della mozione 90/19 proseguirà nel pomeriggio di oggi, a partire dalle 14.30.

(MC)