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Consiglio | 15.05.2019 | 17:25

Lavori Consiglio: Educazione civica, reddito di cittadinanza, fitofarmaci nell’acqua potabile, no all’aumento dell’IVA

Proposte di Team Köllensperger, Partito Democratico - Liste civiche, L’Alto Adige nel cuore, Süd-Tiroler Freiheit.

(Questo comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale nel rispetto della normativa sulla Par condicio, legge 22 febbraio 2000, n. 28)

È ripresa nel pomeriggio in Consiglio provinciale la discussione della mozione n. 38/19 (emendata): Introduzione della materia di educazione civica e politica nelle scuole superiori nella Provincia Autonoma di Bolzano, avviata questa mattina, con la quale il Team Köllensperger chiedeva di impegnare la Giunta (1) a intervenire a favore di una celere introduzione della materia di educazione civica nelle scuole, affidando ai docenti dell’area disciplinare di diritto ed economia risorse e titolarità per l’implementazione della stessa, e (2) a prevedere un curriculum centrale per garantire un’omogenea implementazione dell’insegnamento della materia educazione civica in tutta la provincia, capace di valorizzare anche le particolaritá del nostro territorio nel contesto europeo.
Il Partito Democratico - Liste civiche ha ritenuto interessante la proposta, sottolineando che l’educazione civica ha una funzione importante e che fu Aldo Moro nel 1958 a inserirla nell’ambito della materia storia. Cyberbullismo e privacy, di cui si parla nella mozione,sono interessanti aggiornamenti che devono essere proposti oggi. Si attende il parere degli assessori sull’introduzione di materie quali diritto ed economia nel triennio superiore.
Il Movimento 5 Stelle ha ricordato l’approvazione in Parlamento di un disegno di legge sul tema. L’educazione civica si traduce in partecipazione, e questo è particolarmente importante in tempi di astensionismo.
Il Team Köllensperger ha sottolineato che l’applicazione pratica dei contenuti è importante, e che è compito degli insegnanti suscitare interesse, anche con giochi di ruolo. Ha quindi ricordato che il capogruppo aveva già presentato nel 2015 una mozione analoga.
Anche la SVP ha evidenziato il ruolo dell’insegnante, sottolineando la necessità di un insegnamento capillare in provincia e il fatto che i giovani sono interessati alla politica. Tuttavia, la formazione non avviene solo a scuola, e non è possibile caricare i giovani di troppi compiti o nozioni, o aggiungere ore di scuola.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha invitato a non confondere educazione civica e politica, criticando che con la legge sulla democrazia diretta fosse stato istituito l’ufficio per la formazione politica, “una cosa aberrante che ricorda tempi particolarmente impegnativi per la memoria storica italiana”. Al contrario, la mozione è condivisibile, purché si ripulissero le premesse dal concetto di “politica”.
La Giunta provinciale ha sottolineato che non è chiaro se si vogliono sostituire materie, introdurne di nuove o cosa. La norma a livello nazionale non introduce una nuova materia, ma parla di insegnamento trasversale, mentre la mozione ne introduce una nuova. Ha poi ricordato l’iniziativa portata avanti con la Consulta studentesca, in accordo con la quale si intende identificare la figura di due responsabili, una a livello di studenti e una a livello di insegnanti. La materia giuridica e quella economica, stralciata dalla riforma gelmini, è stata mantenuta almeno nel biennio, e già nel 2008 è stato previsto un riferimento a esse nell’esame di maturità. Nelle scuole elementari c’è la possibilitá di introdurre una nuova materia, ma non c’è l’obbligo; la legge statale non prevede un aumento delle ore di lezione. Le indicazioni provinciali prevedono l’inserimento nell’esame di testo delle tematiche cittadinanza e costituzione, referenti per le quali sono i docenti di diritto ed economia. Nella scuola italiana sono in corso anche progetti sul cyberbullismo. Nell’attesa degli sviluppi a Roma, l’esecutivo ha chiesto di sospendere la mozione. Il Team Köllensperger ha replicato che il disegno di legge statale prevede una materia con voto, e che la Provincia non ha mai aspettato lo Stato prima di attivarsi, tanto più che non si sa quanto tempo passerà prima del varo della legge. Ha accettato però la proposta di rinvio, anche per un confronto con gli assessori e i tecnici.

Il Partito Democratico - Liste civiche ha presentato poi la mozione n. 81/19: Reddito di cittadinanza (presentata dai conss. Repetto il 02.04.2019), con la quale ricordava il foglio informativo elaborato dalla Provincia, in base al quale la semplice richiesta del Reddito di cittadinanza esclude dal godimento di benefici sociali provinciali, e sottolineava il fatto che l’INPS sta inviando degli SMS ai cittadini che potrebbero essere interessati a tale reddito di cittadinanza, i quali inducono i cittadini a fare domanda. Per evitare problemi, nella parte dispositiva emendata con modifica cofirmata dal Team Köllensperger, si proponeva che la Giunta prevedesse che i componenti dei nuclei famigliari che hanno presentato domanda per il reddito di cittadinanza possano richiedere anche le prestazioni provinciali, restando le due tipologie non cumulabili, e che i collaboratori dei distretti sociali delle comunictá comprensoriali dove vengono presentate le domande di assistenza economica forniscano consulenza e supporto alla cittadinanza nella scelta tra prestazioni.
Secondo la SVP, la consulenza dovrebbe essere un compito dello stato che ha avviato l’iniziativa. È vero che ci sono i patronati, ma essi ormai non fanno nulla a titolo gratuito, inoltre la consulenza in questo caso è molto complessa. Le persone interessate sarebbero comunque poche, perché i sudtirolesi sono molto risparmiosi. In ogni caso, i patronati andrebbero sensibilizzati.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha condiviso questa posizione, criticando che Stato e Provincia non si fossero coordinati nella loro offerta. La proposta del PD “ci mette una pezza”, ma non è razionale che la Provincia vada a compensare un deficit, e va fatta una riflessione sullo strumento del reddito di cittadinanza.
Il Movimento 5 Stelle si è detto scettico sulle premesse, che non evidenziano che il reddito di cittadinanza è stata una grandissima conquista sociale per l’Italia: essendo una misura proattiva che si protrae al massimo per 18 mesi e mira a far trovare lavoro si differenzia notevolmente dalle prestazioni sociali della Provincia, per loro natura assistenziali. Gli sms dell’INPS mirano a informare dell’opportunitá anche chi ancora non lo sa.
Le regioni che hanno prestazioni proprie, ovvero Provincia autonoma di Trento e Provincia autonoma di Bolzano, hanno una complessitá in più nell’introduzione della prestazione, ha ammesso il Gruppo Verde, tanto più se la prestazione della Provincia è più favorevole. La preoccupazione insita nella mozione è il fatto che i cittadini non si rendano conto dell’automatismo in base al quale la richiesta di accedere a una prestazione escluda dall’altra, e rappresenta una proposta di buon senso.
La Giunta provinciale ha chiarito che si occupa da mesi del reddito di cittadinanza, e che le prestazioni provinciali sono più cospicue di 700 € di quelle statali, inoltre si va oltre l’erogazione di puri mezzi finanziari, come si verifica considerando il tasso di occupazione, in primis quello giovanile. I distretti sociali svolgono giá un lavoro difficile, non è opportuno caricarli ulteriormente, se lo Stato non riesce a gestire la situazione. Il Partito Democratico-Liste civiche ha replicato che si tratta di andare incontro al cittadino, che rischia di trovarsi senza più alcun tipo di prestazione sociale accessoria; il Team Köllensperger ha sottolineato la necesitá di stare vicini ai cittadini, tanto più che chi gode di queste prestazioni ha normalmente una vita difficile. Le persone si rivolgono in ogni caso ai distretti sociali: gli operatori, che già hanno un lavoro oneroso, avrebbero vita più facile se avessero un chiaro incarico.
La mozione è stata quindi respinta: le premesse con 11 sì, 18 no e 4 astensioni, la parte dispositiva con 18 no, 12 sì e 3 astensioni.

L’Alto Adige nel cuore _ Fratelli d’Italia ha quindi presentato la mozione n. 90/19: Ritirare immediatamente l’elenco dei fitofarmaci permessi nelle aree di tutela dell’acqua potabile. Interessi economici anteposti alla salute? Danneggiata l’immagine dell’Alto Adige quale territorio di agricoltura ecosostenibile, con la quale ricordava che per conservare le caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano, il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, "Norme in materia ambientale", stabilisce che nelle zone di rispetto – oltre che ovviamente nella zona di tutela assoluta – è vietato l'accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, lo spandimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, che è necessario garantire disponibilità e purezza dell'acqua potabile, e che pertanto  laddove le sorgenti ed i pozzi siano alimentati con acqua di provenienza meteorica o da acque superficiali, il suolo ed il sottosuolo debbano essere tutelati in maniera particolare, tanto che a questo scopo sono state istituite le aree di tutela dove possono essere utilizzati solo determinati pesticidi con un basso rischio di inquinamento della falda, ovvero quei fitofarmaci espressamente elencati nella delibera n. 142 del 12/3/2019 la Giunta provinciale, tra cui fungicidi e diserbanti nocivi, chiedeva di impegnare la Giunta provinciale a sospendere in via immediata l'efficacia della delibera n. 142, a limitare in modo drasticamente restrittivo l'elenco dei fitofarmaci utilizzati in prossimità delle aree di tutela dell'acqua, sino ad arrivare alla limitazione assoluta nelle aree in cui insistono falde di acque destinate anche alla captazione per gli acquedotti e ad aprire immediatamente un confronto che coinvolga le associazioni di categoria del settore agricolo, compresi i referenti di agricoltura biologica, le associazioni ambientalistiche e le associazioni dei consumatori sulle misure da intraprendere nell'ambito dell'utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura ed in particolare nelle aree di tutela delle acque. Lo stesso proponente ha chiesto il rinvio della trattazione della mozione a domani, con l’intenzione di emendarla.

Si è quindi passati all’esame della mozione n. 91/19: No all'aumento dell'IVA in provincia di Bolzano, con cui la Süd-Tiroler Freiheit, segnalando l’intenzione del Governo di aumentare nuovamente questa imposta, come giá previsto nella legge di bilancio dello scorso anno, rilevava che tale aumento - pari al 24,2% nel 2019, al 24,9% nel 2020, al 25% nel 2021 e al 26,5% nel 2022 - costerebbe alle famiglie in media 538 €, oltre a rappresentare un problema in particolare per via della posizione di confine, dato che in Austria e Germania l’IVA è inferiore, il che favorirebbe uno svantaggio concorrenziale per le imprese, una perdita di potere d’acquisto della gente, un danno per il turismo e uno spostamento dei consumi verso le regioni limitrofe.  Segnalando i diversi esempi di differenze regionali all’interno dello stesso Stato, per quanto riguarda l’IVA, come la Kleinwalsertal e i comuni di Mittelberg e Jungholz in Austria, LIvigno e Campione in Italia, le isole Fær Øer e altre 18 zone, i proponenti chiedevano (1) che il Consiglio provinciale si dichiarasse contrario all’aumento dell’IVA e invitasse la Giunta provinciale a intervenire presso il Governo affinché l’IVA non venisse aumentata, (2) che il Consiglio provinciale incaricasse la Giunta provinciale – qualora il Governo aumentasse comunque l’IVA – di ottenere una deroga alla legge statale sull’IVA affinché sul territorio della Provincia di Bolzano fosse applicata un’aliquota IVA separata non superiore a quella delle regioni limitrofe.
La SVP ha segnalato che bisogna fare attenzione alle deroghe in merito all’IVA, che portano ripercussioni gravi sull’economia e sulla crescita. In ogni caso, l’intento della mozione è sostenibile, tuttavia indirizzata allo stato, e quindi formulata in forma di voto. Le zone citate nel testo sono escluse dai circuiti economici, ma questo problema non c’è in Alto Adige. Questa provincia paga giá molto allo Stato, forse più che altre regioni, e ha una popolazione che lavora, quindi il tema è particolarmente sentito: in questo senso sarebbe utile l’autonomia fiscale, l’alto Adige dovrebbe autoamministrare le sue finanze.  
Il Gruppo Verde ha ritenuto grave un aumento dell’IVA in Italia, e condiviso l’idea che un voto sarebbe la forma giusta. L’aumento dell’Iva crea una riduzione dei consumi, e quindi di altre tasse, inoltre in una zona di confine questo è ancora più problematico, basti pensare al turismo del carburante. La proposta della STF è molto dettagliata, ma la maggior parte dei casi citati si devono a nuove situazioni geopolitiche. Ha quindi condiviso il punto (1), ma respinto il punto (2), aggiungendo che dall’inizio della legislatura si è verificata una certa normalizzazione della provincia dal punto di vista dell’argomentazione politica. I Verdi sono a favore di un sistema fiscale mirato, che penalizzi per esempio chi inquina e sgravi la collettività, per questo sono contrari all’aumento dell’IVA: ritengono però inaccettabile che una delle province più ricche d’Italia possa godere di un’agevolazione a scapito di tutte le altre province.
Il Partito Democratico - Liste civiche ha segnalato che il premier ha indicato oggi come difficilmente rinviabile l’aumento dell’IVA, e che questo ha originato un aumento dello spread e sollevato dichiarazioni contrarie del vicepremier Salvini. Il sistema delle entrate e il collegamento con l’Europa comporta tale aumento, per ia delle scelte fatte dal Governo che ha buttato a mare quanto era stato fatto di buono. Sulla mozione, di impossibile applicazone, ci si asterá nonostante la contrarietà a un aumento dell’IVA.
Il Movimento 5 Stelle ha sottolineato che i paragoni fatti con altre aree non reggevano, e negato che il Governo prendesse in considerazione l’aumento dell’IVA: si tratta di un’imposizione dell’Europa che normalmente viene scongiurata, tranne nel 2011 e 2014 quando al governo c’era il PD. La mozione quindi non ha senso.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha chiarito che l’Italia consegnata al nuovo governo è responsbailitá del PD, e che le rassicurazione del consigliere 5 Stelle non tranquillizzano: l’aumento sarebbe un atto necessario per uscire dal buco in cui l’Italia si è inserita. Chiaro che con le Europee alle porte di questo non si parli. Mettere a confronto la provincia di Bolzano con le aree citate nella mozione, che sono enclavi, è una forzatura, né ci si può sottrarre dal contesto in cui si è inseriti.
Il Team Köllensperger ha sottolineato i costanti problemi di equilibrio finanziario dell’Italia, aggiungendo che l’aumento dell’IVA colpisce i più deboli, ovvero i consumatori finali. Lo Stato non dará una deroga, anzi potrebbe prevedere una tassazione più alta per l’Alto Adige.
I Freiheitlichen hanno sottolineato che l’aumento dell’IVA rappresenta un onere per tutte le imprese e per i loro clienti, e questo potrebbe indurre alcune aziende a chiudere. La SVP di dovrebbe impegnare con il proprio partner di coalizione affinché la Lega si impegni a Roma per allontanarsi da questa idea. hanno quindi annunciato voto a favore del primo punto.
La Süd-Tiroler Freiheit ha sottolineato che si vede ancora una volta quale svantaggio è fare parte di questo Stato, uno Stato nel quale i fondi vanno persi e non sono usati in maniera sensata. Nell’ambito della lotta contro l’indebitamento c’è una normativa a parte per l’Alto Adige, perché non è possibile anche in questo caso? Secondo gli esperti a Bolzano e Trento ci sará una spesa aggiuntiva di 654 € per le famiglie con l’aumento dell’IVA, e questo è un problema grave, così come il fatto che molte imprese saranno indotte a cambiare sede.
La Giunta provinciale ha replicato che ci si impegnerà perché non avvenga alcun aumento dell’IVA, nonostante per via degli accordi finanziari gran parte delle tasse restino in provincia. Il 9 aprile il CdM ha varato un aumento per raggiungere gli obiettivi di bilancio, ma questa clausola viene sospesa ogni anno, e si presume che lo Stato si darà da fare per questo. Gli esempi citati nella mozione si devono a situazioni speciali, con altre condizioni. La Süd-Tiroler Freiheit ha annunciato la riformulazione della mozione in forma di voto e rinviato il voto in merito e ribadito la particolare situazione storica e culturale del Sudtirolo, inserito contro volontà nel contesto italiano, e sottolineato che in questa terra c’è anche un’altra morale fiscale. L’IVA non viene aumentata per offrire servizi o infrastrutture, ma semplicemente per mantenere promesse elettorali e misure che non ci si poteva permettere, questo non facilita certo la solidarietà con l’Italia. Ci vorrebbe l’autonomia fiscale per la provincia di Bolzano.

(continua) 

(MC)