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Consiglio | 11.04.2019 | 15:32

Lavori Consiglio: Museo archeologico, Valdastico, prodotti per celiaci

Proposte di Team Köllensperger e Gruppo Verde. Iniziato il tempo a disposizione della maggioranza.

È ripreso nel pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale, l’esame della mozione n. 67/19: No allo spostamento del museo archeologico se non c'è una comprovata utilità economica generale per l'intera città di Bolzano, avviato questa mattina, con cui il Team Köllensperger, chiedeva di impegnare la Giunta 1. a prendere una decisione in merito al possibile trasferimento del museo archeologico solo nel quadro di un progetto lungimirante per la città nel suo complesso, e solo sulla base di analisi scientifiche e indipendenti, tra cui per esempio un’analisi riferita alla posizione che tenga conto dei flussi di passanti nonché degli effetti economici sugli altri quartieri, nonché sulla base di criteri urbanistici, museali e culturali (Parte aggiunta con emendamento); 2. a lasciare in ogni caso il museo archeologico nella sua sede attuale fino a quando non verrà elaborato uno studio sugli aspetti di cui prima; 3. a lasciare il museo archeologico nella sua sede attuale anche dopo il completamento di questo studio, nel caso in cui dai progetti presentati non risultasse un vantaggio economico per l'intera città.
Il Partito democratico - Liste civiche ha ricordato il progetto originario di creare una sorta di via dei musei, con un collegamento sotterraneo tra Museo archeologico e Museo civico. La questione è culturale, non economica, e la sede naturale dell’archeologico sarebbe il Palazzo ex INA. Ora si è inserita in questo discorso la questione del Virgolo. L’amministrazione provinciale in questa fase ha la possibilitá di riprendere in mano tutto il discorso con Tosolini, vedendo che nella zona non ci sono altre possibilitá in questo senso. La parte impegnativa è condivisibile, le premesse vanno invece respinte. Anche i Freiheitlichen hanno sostenuto la mozione, ribadendo il valore culturale, e non solo economico, della questione. Ci vuole una riflessione sull’importanza del passato e della cultura, senza dimenticare che il Museo è in stretto rapporto con il capoluogo né la relazione simbiotica con il Museo civico, che ha un patrimonio enorme da valorizzare. La Lega Alto Adige Südtirol ha condiviso la mozione in generale, ricordando le code in via cassa di Risparmio per entrare al Museo Archeologico che si formano d’estate. La mozione pone però troppo l’accento sui due fronti protagonisti del dibattito anche a livello comunale. La sede di Ötzi non è attualmente adeguata, e la Giunta troverá la soluzione migliore, ma la mozione fa ruotare tutta la questione intorno al Virgolo, e di fatto così non è: quindi ne va cambiata la parte dispositiva. Per la SVP è necessario tenere d’occhio lo sviluppo della cittá per individuare la sede ideale del museo anche in futuro, considerando anche gli esercizi ricettivi presenti nel capoluogo: ci vuole, insomma, lungimiranza, anche guardando a quanto hanno fatto altre città museali. La riflessione deve coinvolgere anche esperti esterni. La mozione tuttavia non può essere sostenuta perché indica giá come ideale l’ubicazione attuale. Ötzi è il gioiello non solo di Bolzano, ma di tutto l’Alto Adige.
La Giunta ha visto il suo lavoro confermato dal dibattito: da anni, la Ripartizione Musei e i vari esperti dicono che bisogna fare qualcosa, per garantire il lavoro scientifico da un lato e migliorare la situazione dei visitatori dall’altro. Dopo un’indagine con il coinvolgimento di esperti, la permanenza nell’attuale sede è stata valutata negativamente: ci si è quindi concentrati sulla struttura di fronte, ma il valore richiesto era molto  al di sopra delle stime, quindi è stata fatta una ricerca di mercato non vincolante: 3 gli interessati presentatisi, di cui uno non rispettoso delle condizioni. Sono state quindi valutate le altre due proposte. La decisione deve riguardare anche una valorizzazione della città di Bolzano. Ora si raccoglieranno tutte le possibilità sensate, si chiederà ad esperti, coinvolgendo Bolzano, e poi si adotterà una decisione. La mozione è quindi obsoleta, perché si è già in corso d’opera. La mozione è stata votata per parti separate: le premesse sono state respinte con 11 sì e 17 no e 3 astensioni, la parte dispositiva è stata approvata con 16 sì e 15 no.

È ripresa quindi la trattazione della mozione n. 65/19: No alla Valdastico, presentata dal Gruppo Verde (emendata) che ha chiarito come unica parte dispositiva fosse la richiesta di impegnare la Giunta provinciale “a intensificare il confronto con la Provincia di trento al fine di convincere la Giunta provinciale del Trentino a desistere dal progetto del prolungamento della A31 fino ad allacciarla alla A22”, e fatto rientrare nelle premesse il restante testo, originariamente in neretto.
La Süd-Tiroler Freiheit ha ritenuto che anche la richiesta al Consiglio di esprimere la sua contrarietà fosse una parte impegnativa, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia ha ritenuto che il problema fosse superabile con la votazione per parti separate. In quanto al tema specifico, ha invitato la Giunta a considerare con attenzione la sua posizione, mirando a una posizione omogenea a livello regionale e a on accendere un conflitto con la Provincia di Trento. Il Gruppo Verde ha chiarito che nelle premesse ognuno è libero di mettere ciò che vuole, e chi non è d’accordo può semplicemente non votarle. La SVP ha sostenuto di considerare le ripercussioni laterali, ma di tenere in conto che la decisione di un’altra provincia avrebbe effetti sul territorio altoatesino, per questo si cerca il dialogo e la mozione va in questo senso. Non si tratta, come detto ieri da Alto Adige nel cuore, di una “supercazzola”, il tema è troppo importante. La mozione è stata votata per parti separate e approvata: le premesse con 25 sì e 7 no, la parte impegnativa emendata con 27 sì e  5 no.

Il Team Köllensperger ha quindi presentato la mozione n. 75/19: Tetto mensile ai rimborsi dei prodotti per celiaci, con cui ricordava che con delibera 62 del 5 febbraio scorso la Giunta aveva adeguato le disposizioni per celiaci a due decreti ministeriali, riducendo il tetto ,mensile per i rimborsi che permettono di acquistare gratuitamente nei negozi convenzionati, introducendo la distinzione in base al sesso. Tale distinzione è molto dubbia, e inoltre non considera le persone che fanno lavori pesanti, gli sportivi, le donne in determinate fasi ormonali. A fronte della difficoltá di trovare prodotti per celiaci nei supermercati o nei negozi specializzati, a causa degli oneri di convenzione e rendicontazione, si chiedeva a revocare il tetto ai rimborsi mensili introdotto con la delibera n. 62 del 5 febbraio 2019, di impegnare la Giunta provinciale (1) a reintrodurre i limiti previsti precedentemente e a rinunciare alla differenziazione per sesso; (2) a dare la possibilità agli interessati di acquistare sul mercato libero; (3) a elaborare un sistema di rendicontazione telematica che consenta il rimborso delle spese agli interessati e sgravi così le farmacie e gli esercizi commerciali convenzionati. I promotori hanno distribuito una lista di prodotti per celiaci con i relativi prezzi, per dimostrare come una spesa di determinati prodotti costerebbe 63 € a una persona senza problemi di celiachia e ben 160 € a una celiaca.
Il Gruppo Verde ha sottolineato la proposta, sottolineando che togliendo la possibilitá di scelta si rende la vita difficile ai celiaci. Giovani donne incinte, o che allattano, o che fanno sport hanno un fabbisogno di calorie aumentato. Evidenziato anche l’onere burocratico della convenzione, e la lacuna nelle informazioni in merito.
Essendo terminato il tempo riservato alle opposizioni, la discussione della mozione è stata interrotta: riprenderà nella prossima seduta. Avviato ora il tempo riservato alle proposte della maggioranza.

 

 

(MC)