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Consiglio | 11.04.2019 | 13:01

Lavori Consiglio: Valdastico, Museo archeologico

Proposte di Gruppo Verde e Team Köllensperger.

È ripresa oggi in Consiglio provinciale la trattazione della mozione n. 65/19: No alla Valdastico, presentata dal Gruppo Verde e già discussa ieri, ed emendata nel secondo della parte dispositiva al fine di impegnare la Giunta provinciale “a intensificare il confronto con la Provincia di trento al fine di convincere la Giunta provinciale del Trentino a desistere dal progetto del prolungamento della A31 fino ad allacciarla alla A22”. Il proponente ha spiegato che effettivamente la modifica riduceva impatto della mozione originaria, ma ribadiva comunque il NO alla Valdastico ed evitava il rischio di una bocciatura da parte della Giunta. Inoltre, restava valido il primo punto del dispositivo, che impegnava il Consiglio a esprimere “la propria ferma contrarietà al progetto di prolungamento verso Nord della A31 della Valdastico fino a allacciarla alla A22, qualsiasi sia il punto dell'innesto, poiché tale opera creerebbe un nuovo corridoio per traffico leggero e pesante dal nord est italiano verso nord attraverso il Brennero lungo un asse già congestionato, con un pesante aggravamento dell'inquinamento e della minaccia alla salute delle popolazioni residenti, soprattutto in provincia di Bolzano”. Il completamento della Valdastico, è stato ribadito sottolineando che la versione emendata era stata concordata con la Giunta, bypasserebbe lo snodo di verona, fondamentale per il passaggio delle merci dalla gomma alla rotaia. L’opera è molto discussa in Trentino, con una riunione di fuoco tra il presidente della Provincia e i sindaci della Vallagarina, che parlano di “territorio svenduto al Veneto”. L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha invitato a vedere anche i vantaggi che porterebbe l’opera, aggiungendo che la Lega del Trentino dimostra di avere un programma di svilupo che guarda lontano. Ha poi criticato l’atteggiamento dei 5 Stelle. La Giunta ha risposto evidenziando la necessità di un dialogo con il Trentino: l’esecutivo è favorevole al passaggio delle merci dalla gomma alla rotaia, con la creazione di nuovi scali a questo scopo, per questo ha concordato la nuova parte deliberante, quale invito a fare il possibile per evitare maggiore traffico sul territorio provinciale.

Dopo un breve confronto sulla possibilità di votare su due parti deliberanti, o se la prima dovesse essere considerata parte delle premesse, i proponenti hanno chiesto una sospensione della discussione fino al pomeriggio.

È stato quindi avviato l’esame della mozione n. 67/19: No allo spostamento del museo archeologico se non c'è una comprovata utilità economica generale per l'intera città di Bolzano del Team Köllensperger, che faceva riferimento alle varie proposte per dare una nuova sede a Ötzi e intendeva riflettere sulle conseguenze del posizionamento del museo. Nel documento, ricordando che Ötzi è un patrimonio dell’umanità e un tesoro per Bolzano e l’Alto Adige, si sottolineava che la scelta della nuova sede dovrebbe avvenire solo dopo un’attenta analisi delle conseguenze sulla città, soprattutto se la dislocazione fosse molto lontana dall’attuale. Grazie allo strumento della geoanalisi messo a disposizione dall’unione commercio turismo e servizi, che permette di calcolare lo sviluppo della realtà urbana, è stato possibile verificare che uno spostamento del museo sul Virgolo porterebbe a un calo del 20% del numero di turisti in centro città a vantaggio dell’asse via Alto Adige, dove sorgerá il nuovo centro commerciale della SIGNA, che sarebbe collegato al Museo dalla funivia nelle sue vicinanze. Si chiedeva quindi di impegnare la Giunta 1. a prendere una decisione in merito al possibile trasferimento del museo archeologico solo nel quadro di un progetto lungimirante per la città nel suo complesso, e solo sulla base di analisi scientifiche e indipendenti, tra cui per esempio un’analisi riferita alla posizione che tenga conto dei flussi di passanti nonché degli effetti economici sugli altri quartieri, nonché sulla base di criteri urbanistici, museali e culturali (Parte aggiunta con emendamento); 2. a lasciare in ogni caso il museo archeologico nella sua sede attuale fino a quando non verrà elaborato uno studio sugli aspetti di cui prima; 3. a lasciare il museo archeologico nella sua sede attuale anche dopo il completamento di questo studio, nel caso in cui dai progetti presentati non risultasse un vantaggio economico per l'intera città.

L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha sottolineato i diversi obiettivi in gioco, primo tra i quali tenere conto dei bisogni autentici della città. Vanno garantiti gli adeguati spazi ma anche un inserimento armonico nel contesto. Oltre al Virgolo, ha ricordato, era stato fatto riferimento anche al complesso ex Pascoli-Longon, una struttura antica in cui si sta investendo un pozzo di denaro, e su cui pende il fallimento di Condotte: l’investimento in un polo museale in quel quartiere sarebbe una possibilitá. La mozione era da sostenere.

Anche il Gruppo Verde ha condiviso la mozione, e in particolare il nuovo emendamento: vanno infatti tenuti in primo piano i criteri museali e culturali, Ötzi non deve diventare un mero strumento economico. Il Museo archeologico ha bisogno di nuovi spazi, considerano anche che parte dell’esposizione è ora in deposito. DI questo bisogna parlare, non di dove vanno i visitatori una volta usciti dal museo. Benko cerca sicuramente di collegare le sue attrazioni. Bisogna parlare anche del Virgolo, per il quale bisogna fare di più dal punto di vista ambientale e urbanistico. La Süd-Tiroler Freiheit ha invitato a non fare l’errore di spostare le strutture in periferia. Bisogna chiedersi se la cabinovia prevista per il Virgolo è davvero opportuna, anche a fronte del probabile spostamento della stazione; il Virgolo merita una rivalutazione.

La discussione riprenderà alle 14.30

 

 

(MC)