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Consiglio | 11.04.2019 | 12:10

Lavori Consiglio: Relazione della Consigliera di parità

Michela Morandini ha presentato al plenum l’attività svolta nel 2018.

L'intervento in aula della Consigliera di parità Michela Morandini (foto: Werth)ZoomansichtL'intervento in aula della Consigliera di parità Michela Morandini (foto: Werth)

La seduta di oggi del Consiglio provinciale si è aperta con la presentazione della relazione sull’attività 2018 da parte della Consigliera di parità Michela Morandini.

Dopo aver riferito i compiti del suo ufficio, istituito nel 2014 presso il Consiglio provinciale, la Consigliera ha riferito che oltre all’attività ai sensi della parità in senso stretto si occupa di quella dell’Osservatorio sui diritti delle persone con disabilità, insediato presso il suo Ufficio, che l’anno scorso si è occupato del diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità: “A questo scopo è stato stilato un catalogo di richieste, disponibile sulla nostra homepage”..

Aumentano i casi trattati: dal 2014, con 96 casi, si è arrivati ai 340 casi del 2018. I temi principali riguardano mobbing, discriminazioni multiple e conciliazione famiglia-lavoro. Per affrontare questi compiti, la Consigliera dispone di uno staff di 3 persone, due collaboratrici e un collaboratore. Le collaboratrici lavorano al 50%, “un modello di job sharing che ho voluto proporre anche come esempio”; il giurista si occupa esclusivamente delle questioni dell’Osservatorio. La Consigliera è social, essendo su Instagram, sui social media, e disponendo di un nuovo sito web completamente senza barriere, “un modello di cui il consiglio provinciale, con il segretario generale che mi ha sostenuto , può andare fiero”.

L’attivitá della Consigliera di parità, istituita dal Codice delle Pari opportunità, si basa sulla lp 5/2010, e Morandini è l’unica Consigliera attiva full time in Italia. Si occupa di discriminazioni di genere sul posto di lavoro, elabora piani d’azione, valuta i piani di parità, anche quelli delle grandi imprese, fa parte di diverse commissioni che si occupano di queste questioni,valuta sul piano delle pari opportunità anche i progetti finanziati con fondi europei. Inoltre promuove campagne di sensibilizzazione e attività di rete, anche con i sindacati. 

L’anno scorso sono stati attivati più di 2.000 contatti, tra cui quelli con le scuole, nell’ambito dell’attività di informazione, consulenza e mediazione: a questo proposito, Morandini ha citato un padre che si informava della possibilitá di godere del congedo di paritá senza venire penalizzato sul posto di lavoro. Le persone vittime di discriminazione si trovano in una situazione di fragilitá emotiva:è importante un’assistenza continua e una mediazione col datore di lavoro e i sindacati che porti a una soluzione. La Consigliera di parità è l’unico istituto di garanzia che può avviare anche un procedimento giudiziario.

Tra i 340 casi affrontati, nel 2018 rientrano 80 mediazioni, che sono impegnative sia in termini di tempo che di tessitura di relazioni e contatti, 85 colloqui informativi via mail e telefono, 140 consulenze e 35 casi inoltrati dopo una prima consulenza, nel caso sia necessario un altro interlocutore. Anche gli uomini si rivolgono alla Consigliera di püaroità: sono il 30% degli utenti, in quanto al gruppo linguistico, è aumentata la quota di persone di lingua italiana, apri ora al 31% (53% lingua tedesca, 13% ladini, 3 % altri, anche in seguito a contatti con l’associazione Donne Nissà). Prima gli utenti arrivavano soprattutto dal settore pubblico, ora aumentano quelli del privato: pubblico 44%, commercio 22%, settore ricettivo 11%, industria 8%, artigianato 3%, il restante 11% appartiene al settore privato (senza specifiche).

Morandini ha spiegato che nella sua attivitá di mediazione a volte si trova anche a spiegare a lavoratrici e lavoratori che non tutto è dovuto, e quindi a impegnarsi per la mediazione tra le esigenze dell’azienda e quelle dei e delle dipendenti: per esempio, il part-time non è un diritto. Ha quindi citato le 986 madri che nel 2018 si sono licenziate dopo il parto per inconciliabilità tra famiglia e lavoro: ci vorrebbe un’indagine sulle loro qualifiche, perché lei stessa ha avuto a che fare con 12 madri con formazione di alto livello e ruoli specializzati che non sono riuscite a rientrare al lavoro dopo il parto: “Lasciare a casa donne altamente qualificate non può essere nell’interesse dell’economia”.

La  Consigliera di parità è componente di molti gruppi di lavoro, tra cui la Commissione provinciale per l’impiego, quella per le Pari opportunitá, i Comitati di sorveglianza e pilotaggio per i fondi FESR. Nel 2018 ha pubblicato di nuovo il Rapporto sulla situazione occupazionale di donne e uomini nelle imprese altoatesine con oltre 100 dipendenti, che ancora una volta rileva come ci siano tante precarie e poche dirigenti: a questi rilevamenti devono però fare seguito interventi strutturali, a livello di sistema. “C’è chi pensa che io voglia una società dove tutte le donne vanno a lavorare, ma non è così”, ha chiarito Morandini, sottolineando che il suo impegno si indirizza invece a fare in modo che esse non vengano penalizzate in termini di occupazione e pensione. Ai fini di promuovere la sensibilizzazione, ha aggiunto, interviene spesso nelle scuole, per informare su a chi è possibile rivolgersi in caso di problemi. Una modalitá di accesso anonimo è garantita dalla nuova homepage www.consiglieradiparita-bz.org, che informa su tutte le tematiche e che presenta anche una versione in linguaggio facilitato. I giovani si informano anche volentier tramite i social, e la Consigliera è presente su fb e instagram. Morandini ha sottolineato l’esigenza di uno sportello mobbing, cui si possano rivolgere i lavoratori ma anche le aziende: di mobbing possono essere vittime anche i datori di lavoro.

In merito alla conciliabilitá famiglia lavoro, Morandini ha invitato ad evitare argomenti populisti e a promuovere modelli alternativi di lavoro, anche a favore di quelle 1.000 donne che nel 2018 si sono licenziate sparendo dal mercato del lavoro.

In quanto all’attività dell’Osservatorio sui diritti delle persone con disabilità, questo è un unicum in Italia: morandini ne è presidente, ne fanno poi parte un esperto del tema e 5 autorappresentanti. A breve ci sará una nuova elezione, la selezione è stata effettuata il 5 aprile, a i fini di avere 5 autorappresentanti ufficiali e 5 sostitutivi. I compiti dell’organo sono controllare il rispetto della Convenzione ONU sui diritti dei disabili, occuparsi di tematiche specifiche come, l’anno scorso, l’abitare indipendente, reso problematico anche dai bassi guadagni di queste persone. L’Osservatorio è in contatto anche con l’omologo istituto tirolese, e affronta con esso congiuntamente dei temi: di particolare interesse per il Tirolo è stata l’inclusione scolastica. Quale presidente dello stesso, Morandini nel 2018 ha partecipato a numerose riunioni, presentazioni e incontri, ed è stato organizzato un convegno di successo sull’abitare indipendente con la presentazione di una relazione sul tema, scritta con linguaggio semplice, che riportava anche le richieste. Il convegno non è stato organizzato in Consiglio perché l’aula consiliare ha barriere architettoniche, ha sottolineato la Consigliera. Prossimi appuntamenti dell’Osservatorio sono le elezioni, una seduta pubblica su uno dei temi 2019, ovvero la mobilità, il rilascio prima dell’estate di un parere sul tema dell’inclusione, altro tema di indagine. Morandini ha sottolineato che nella nuova piazza Magnago sono spariti i due posti per disabili prima esistenti, e che gli architetti lo hanno giustificato con “motivi estetici”.

Al termine della presentazione, consigliere consiglieri hanno ringraziato Morandini per il suo intervento, e posto alcune domande. Il Gruppo Verde si è interessato in particolare alle numerose dimissioni delle giovani madri, sottolineando che la situazione sembra peggiorare e chiedendo informazioni sul ruolo dei padri, che pure paiono discriminati quando chiedono il congedo. Ha chiesto poi dati comparativi con altre realtà e sottolineato le difficoltá per le donne di accedere ai ruoli dirigenziali, soprattutto nel privato: questo deve cambiare, perché le donne con alta formazione sono sempre di più. Chieste anche informazioni sull’ampia quota di utenti ladini. Il Team Köllensperger ha criticato che gli assessori competenti per i vari aspetti dell’integrazione non fossero presenti, e la scarsa sensibilità dei politici sul tema, dimostrata anche dalla permanenza delle barriere architettoniche anche negli uffici provinciali, oppure alla stazione. In quanto alle condizioni di lavoro nelle aziende con piú di 100 dipendenti, le relazioni non fanno che evidenziare l’aumento dei dati negativi: quali interventi vanno messi in atto? Forse il rilascio del certificato di azienda amica della famiglia dovrebbe essere più severo. Il gruppo ha rilevato anche la differente retribuzione dei responsabili dei vari istituti di garanzia ed evidenziato che spesso gli insegnanti vengono invitati a non chiedere il congedo parentale durante l’anno scolastico. È stato poi chiesto “il vero motivo” dei licenziamenti delle giovani madri e di molti dirigenti, informazioni sulla disponibilità di posti negli asili nido, nonché il parere della Consigliera sulle quote rosa nei posti dirigenziali. La SVP ha sottolineato l’esigenza di condizioni favorevoli al rientro al lavoro dei giovani genitori, e chiesto cifre sul congedo parentale richiesto dai padri, evidenziando che la conciliabilità deve riguardare sia uomini che donne e lo stress cui devono far fronte le giovani famiglie. Lavoratori e lavoratrici capaci e specializzati devono essere sostenuti. Le persone disabili dovrebbero avere retribuzioni migliori e migliori condizioni di accesso all’edilizia abitativa agevolata. Lodata poi l’attività di mediazione, che risparmia procedimenti giuridici.È stato anche ricordato quanto fatto finora, anche dal settore dell’economia, ed evidenziato il tema dell’autoresponsabilità di aziende e lavoratori, che eviterebbe l’appesantimento normativo. I Freiheitichen si sono soffermati sul tema dle mobbing, molto diffuso nel pubblico senza che i superiori lo contrastino. Il Partito Democratico - Liste civiche ha chiesto informazioni sui rapporti con altri uffici, come quello del lavoro, e sull’esistenza di riconoscimenti economici per le aziende che hanno la certificazione di conciliazione famiglia-lavoro; ha domandato notizie sulle offerte abitative per persone disabili, sottolineando che anche sulla mobilità, per esempio sulla possibilitá di scendere dal treno, c’è molto da fare. La Lega Nord si è soffermata sulle barriere architettoniche ancora esistenti, sottolineando l’esigenza e la volontá di dare pari opportunità a tutti.

La Consigliera di parità ha spiegato che la quota ladina si doveva a un caso specifico aziendale, che nel pubblico i padri che chiedono il congedo sono il 7,2%, nelle grandi aziende lo 0,8%,; ha ribadito la necessitá di promuovere l’inclusione, abbattendo le barriere e favorendo l’indipendenza e negando l’opinione diffusa che le persone disabili abbiano già molto. ha aggiunto che il suo ufficio dovrebbe essere integrato da un’esperta o un esperto in scienze sociali ed essere modificato dal punto di vista architettonico per garantire privacy agli utenti. Le diverse retribuzioni dei diversi titolari delle istituzioni forse si devono anche alla diversa anzianità delle istituzioni stesse, ma non sono giustificabili. Gli stereotipi di genere sono ancora ampiamente diffusi, ed influenzano la struttura delle famiglie e anche le scelte dei datori di lavoro. Sono per lo più le donne che chiedono i congedi per assistere i famigliari. I modelli lavorativi sono gli stessi di 50 anni fa, incentrati sulla presenza continua, ma nel privato si fanno passi avanti verso la flessibilità: il Jobs Act avrebbe potuto favorire molte soluzioni, ma così non è stato. Bisogna lavorare anche sulla cultura e la mentalità della dirigenza. Molte persone che non osano rivolgersi alla Consigliera di paritá, ma non ci sono cifre disponibili in merito; c’è ancora tantissimo da fare per garantire la libertà di scelta in campo abitativo, anche per rendere possibile abitare vicino alla famiglia, se desiderato. La collaborazione con l’ufficio del lavoro è quotidiana, così come quella con le associazioni dei giovani e le scuole, anche per affrontare il bullismo, che risponde a meccanismi simili a quelli del mobbing. La discriminazione verso i dirigenti riguardano per lo più gli uomini nelle aziende private, nel caso essi dedichino tempo alla famiglia. Alla base dei licenziamenti c’è principalmente il mobbing, che va preso seriamente.

La seduta continua con la presentazione delle proposte delle opoosizioni.


(MC)