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Consiglio | 10.04.2019 | 17:31

Lavori Consiglio: Auto immatricolate all’estero, finanziamento ai partiti, operatori socioassistenziali, Valdastico

Proposte di Süd-Tiroler Freiheit, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, Partito Democratico - liste civiche, Gruppo Verde.

(Questo comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale nel rispetto della normativa sulla Par condicio, legge 22 febbraio 2000, n. 28)

Con il voto n. 4/19: Autoveicoli immatricolati all'estero, (emendato) presentato dalla Süd-Tiroler Freiheit e co-firmato da Gruppo Verde, PD-Liste civiche, Movimento 5 Stelle, Team Köllensperger, Die Freiheitlichen e SVP, si sottolineava la problematicità, per la provincia di Bolzano, dove molte persone hanno rapporti famigliari, sociali e professionali transfrontalieri, della disposizione del decreto sicurezza in base alla quale i cittadini con residenza in Italia non possono più guidare veicoli immatricolati all’estero: questo rappresenta una grave discriminazione per i cittadini di altri Paesi UE, limitando la libera circolazione delle persone e la libera scelta del luogo di residenza, e causa problemi irrisolvibili a cittadini con realtá di vita e di lavoro transfrontaliere. Riportando alcuni esempi concreti di situazioni assurde verificatesi con l’introduzione del divieto, che è nato in realtá per intervenire su situazioni di evasione fiscale, i presentatori hanno rilevato che alla fine venivano penalizzati non solo gli evasori, ma anche semplici cittadini che lavoravano o erano per altri motivi pendolari con l’estero. Hanno aggiunto che ai cittadini che si erano informati presso le autorità o le forze dell’ordine su come comportarsi erano arrivate risposte diverse, mentre serviva chiarezza, anche a fronte dell’applicazione immediata di sanzioni. Tra il resto, le persone con auto in leasing, che sarebbero quelle che si voleva colpire con la norma, sono escluse dai suoi effetti. Pertanto, i proponenti chiedevano che il Consiglio provinciale si dichiarasse contrario al principio secondo cui tutte le persone residenti in Italia non possono più guidare un’automobile immatricolata all’estero, invitando Parlamento e Governo a modificare la normativa in modo da tenere conto, nello spirito dell’unitá europea, delle specifiche esigenze delle zone di confine come la provincia di bolzano, e in particolare per consentire alle persone con condizioni di vita e lavoro transfrontaliere di guidare con un documento di circolazione straniero.

L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, esprimendo curiosità per la posizione di Lega e Movimento 5 Stelle, partiti di governo, ha sottolineato che il documento non chiede una soluzione europea, ma una soluzione ad hoc per alcune aree di confine, il che dimostra incongruenza: in Germania c’è la stessa regola in vigore in Italia, ed eccezioni potrebbero essere necessarie anche a Palermo o in altre zone d’Europa. La SVP ha ribadito il sostegno alla proposta: il problema è nato da un provvedimento statale che comporta difficoltá soprattutto per persone che vivono e lavorano in un territorio transfrontaliero: è importante che rappresentanti della Provincia si diano da fare insieme ai Parlamentari a Roma per trovare una soluzione. La soluzione deve essere europea, ai sensi della libera circolazione di merci e persone: potrebbe essere quindi un tema anche per la prossima Seduta congiunta; lo spirito europeo deve partire dal basso. Il Movimento 5 Stelle, pur rivendicando la firma della mozione, ha spiegato che le ragioni del Governo erano di evitare una grandissima evasione ed elusione fiscale, diffusissima sul territorio, che comporta un grande danno anche per la Provincia. Le forze dell’ordine italiane in caso di intervento sono normalmente più flessibili di quelle tedesche. La situazione si può comunque ammorbidire per famiglie transfrontaliere. Per il Team Köllesnperger, questa misura relativa all’immatricolazione in Italia contrasta con lo spirito europeo. Ci sono imprenditori che non possono più viaggiare in Italia perché hanno un’auto immatricolata in Germania. Secondo la Lega Alto Adige - Südtirol, la misura serviva per monitorare il flusso dell’auto che veniva dalla Romania e combattere l’evasione fiscale. La Lega si sta battendo per una pressione fiscale minore sui cittadini: avrebbe votato contro la mozione, sapendo però che a Roma ci sono già consultazioni e colloqui per venire incontro ai transfrontalieri e alla loro necesitá di avere una deroga.

La Giunta provinciale ha spiegato che questa misura, che ha portato molte difficoltá a famiglie e aziende, è dovuta a una lacuna nell’integrazione europea, ed è prevista anche in altri Stati. Tuttavia, il decreto legge è andato oltre il necessario, e i parlamentari SVP a Roma hanno già fatto due interpellanze, senza però avere ancora risposta concreta. Ci sono stati anche incontri con i Ministeri, e colloqui ancora in corso per introdurre modifiche in casi specifici. Anche la Conferenza delle Regioni si occuperà del tema. La norma esiste anche perché altrimenti non è possibile verificare lo status assicurativo della vettura, e questo è un tema da chiarire a livello europeo. Il voto è stato approvato con 27 sì e 5 no.

L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia ha quindi presentato la mozione n. 59/19: Finanziamento pubblico provinciale ai partiti, affinché la Giunta si dichiarasse indisponibile a presentare o sostenere una iniziativa legislativa tesa a introdurre una forma di finanziamento pubblico provinciale ai partiti e/o movimenti politici. Il rappresentante del gruppo consiliare ha spiegato che, a fronte della chiusura del rubinetto dei fondi a Roma, era stato ipotizzato un finanziamento provinciale. Per evitarlo, già nel corso della discussione del bilancio di previsione 2017 egli stesso aveva presentato un ordine del giorno con analoga richiesta: a questo proposito, ha ricordato gli interventi dei vari gruppi consiliari, aggiungendo che se i partiti hanno bisogno di denaro possono rivolgersi ai loro mandati o ai loro affiliati.

La Süd-Tiroler Freiheit, dopo aver espresso dubbi sull’ammissibilità di una mozione che intendeva condizionare la Giunta, dubbio condiviso da un assessore e dal Gruppo Verde, ma il presidente del Consiglio l’ha ritenuto ammissibile. Lo stesso gruppo ha aggiunto che la democrazia ha dei costi, e si è espresso apertamente per il finanziamento pubblico dei partiti, ricordando che una democrazia senza partiti è una dittatura. Tale finanziamento dà le stesse chance a tutti. Oltretutto i partiti sudtirolesi non possono più ricevere donazioni dall’estero. Questa posizione è stata condivisa dalla SVP, secondo cui molti manager guadagnano molto senza essere esposti a critiche o dover cedere denaro alla propria azienda. I partiti sono i soggetti della democrazia; il fatto che sia lo Stato italiano a dire cosa fare o non fare è un problema. È giusto impegnarsi affinché ci sia di nuovo il finanziamento ai partiti, che attualmente in Italia è basato sul 2 per mille e su contributi privati, il che rende il sistema molto pesante e condizionato. Chi sostiene la mozione dovrà anche in futuro rifiutare i finanziamenti ai partiti: è facile mostrarsi puri lasciando la decisione ad altri. La SVP voterà contro la mozione, che vuole vincolare la Giunta su decisioni future. Il Partito Democratico - Liste civiche ha evidenziato che il Consiglio provinciale non può decidere in merito, e ricordato anche che il legislatore ha stretto i cordoni della borsa riguardo i finanziamenti del partiti tramite gruppi consiliari o aziende partecipate. Anche la trasparenza sulle donazioni ai partiti ha ridotto i versamenti. In ogni caso, la democrazia costa, e i partiti sono elementi di democrazia, e un finanziamento va trovato: ma non può essere il Consiglio a decidere. Egli avrebbe comunque  appoggiato la  mozione. La Lega Alto Adige - Südtirol ha ricordato che c’è una legge che non permette il finanziamento pubblico ai partiti, ed invitato ad evitare la caccia alle streghe e il pauperismo spinto. La mozione va quindi contro una legge nazionale e ha il solo scopo di ergersi puri tra i puri. I Freiheitlichen hanno espresso dubbi sulla formulazione della mozione, ipotizzando che avesse l’unico scopo di far esprimere a tutti i partiti la loro posizione sul finanziamento. In ogni caso, i partiti devono essere messi in grado di svolgere i loro compiti. Se si lascia spazio ai finanziamenti da parte di grandi gruppi o grandi aziende, questi influenzeranno le elezioni. Una dittatura costa sicuramente meno di una democrazia, ma non è certo a favore dei cittadini. Anche per il Team Köllensperger, in linea di principio, il finanziamento pubblico è giustificato: esso però dovrebbe essere trasparente e controllabile, con regole uguali e precise per tutti; con il sistema attuale i grandi partiti hanno un vantaggio significativo, e le regole per il finanziamento privato sono molto restrittive. Il finanziamento pubblico non deve comunque servire a coprire i debiti, bensí il lavoro del partito. Il Movimento 5 Stelle, ricordando che il tema era uno dei cavalli di battaglia del movimento, ha sottolineato che la gran parte della popolazione, in seguito a  referendum, si era dichiarata contraria al finanziamento pubblico: il Movimento 5 stelle è la dimostrazione che si può fare politica e ottenere successo anche senza il finanziamento pubblico, ma con una politica sobria. L’astensionismo, che distanzia i cittadini dalla politica, si deve anche alla forbice dei redditi tra cittadini e politici. È giusto che ci sia il finanziamento volontario, sottoposto a regole di trasparenza. Secondo il Gruppo Verde, la mozione è confusa, tanto che sono stati tirati in ballo gli stipendi dei politici e i finanziamenti ai gruppi. Il finanziamento ai gruppi e all’attività della politica c’è, e lo dimostra il bilancio del Consiglio provinciale cresciuto negli ultimi anni. In quanto al finanziamento ai partiti, il Consiglio provinciale non ha alcuna competenza, essendo questa statale. Il finanziamento avviene tramite il 2 per mille, per scelta volontaria, ed è ingiusto è che i piccoli partiti locali ne siano esclusi. Dovrebbe essere introdotta anche una detrazione per le donazioni, così come servizi e locali a disposizione dei partiti La mozione in ogni caso ha poco senso, e ci si asterrà.

Secondo la Giunta provinciale, i partiti sono una parte importante del sistema democratico, e hanno dei costi. Per finanziarli, una possibilità è l’autofinanziamento dei membri del partito, o tramite i mandatari, ma questo comporta differenze tra partiti giá affermati e partiti che non lo sono. Anche il 2 per mille sono soldi pubblici. In ogni caso, non va accettato un vincolo per il futuro, tra il resto limitante solo per la Giunta. Secondo l’Alto Adige nel cuore, il dibattito era stato una sorta di “supercazzola” dove si era parlato a lungo per non dichiarre espresamnete la propria posizione. Il consigliere ha ricordato che nella scorsa legislatura in 1a commissione si era discusso a lungo dell’argomento, al di là delle effettive competenze provinciali, e che le regole attuali danno strumenti alla maggioranza e ai grandi partiti nazionali, mentre l’opposizione e le liste civiche sono senza mezzi. Dopo una breve interruzione chiesta dalla SVP, si è proceduto al voto (richiesta la votazione nominale) la mozione è stata respinta con 3 sì, 16 no e 9 astensioni.

Il Partito democratico - Liste civiche ha quindi presentato la mozione n. 61/19: Operatori socioassistenziali, con cui, ricordando che in base a una delibera di giunta del 2018 il 45% dell'unità operativa nell'assistenza diretta deve avere la qualifica di operatore/trice socioassistenziale (OSA) e cioè essere in possesso di un diploma di maturità e della frequenza di un corso di due anni presso le scuole provinciali per le professionali sociali e un anno di tirocinio, qualifica riconosciuta solo in provincia di Bolzano, ed evidenziando anche la presenza di un'altra figura professionale, identificata a livello nazionale, che è l'operatore sociosanitario (OSS) che viene formato anche nelle scuole provinciali ma frequenta i corsi solo per un anno, e che può ottenere la qualifica di OSA dopo un corso di tre anni, si evidenziava che per far fronte alla carenza di operatori nelle strutture residenziali pubbliche è prevista la possibilità di assumere una qualifica più bassa (OSS) coprendo con un 20% la percentuale del 45% per i primi 5 anni, mentre se la situazione di mancanza di personale OSA dovesse persistere negli ulteriori 5 anni, si può estendere l'assunzione degli OSS solo per il 10%: una norma comunque rigida in un mercato del lavoro pubblico che deve soddisfare altri requisiti (ad es. bilinguismo e proporzionale), mentre le strutture private convenzionate hanno maggiore flessibilità. Si intendeva quindi impegnare la Giunta (1) a rivedere la percentuale degli "OSA" impiegati nelle residenze per anziani rispetto agli "OSS" passando ad esempio dal 45% al 30%, (2) a modificare il corso che dovrebbe passare da tre anni ad uno a favore del personale che ha svolto il lavoro di operatore socio sanitario per diversi anni, permettendo loro avanzare nella qualifica operatori socioassistenziali. Questo permetterebbe dopo i 10 anni che gli stessi possano essere assunti nelle strutture pubbliche residenziali dove hanno effettuato il servizio occupando i posti OSA, (3) a individuare una forma di comunicazione attrattiva per la frequentazione di questi corsi formativi affinchè si soddisfi la domanda di questi fondamentali posti di lavoro.

La gravità della mancanza di forza lavoro specializzata è stata sottolineata dal Gruppo Verde, che ha sollecitato a intervenire, anche a fronte dell’invecchiamento della popolazione: gli interventi possono andare nella direzione di misure organizzative, flessibiiutá nelle trattative e flessibilitá economica. Il punto (1) è comunque problematico perché riduce la forza lavoro specializzata, mentre il purno 82) è molto intelligente, perché facilitá L’accesso alla qualifica OSA da parte degli OSS che già da anni lavorano nel settore. Andrebbe poi creata una nuova figura professionale che accompagni nella quotidianità (Alltagsbegleiter), con formazione poco elevata ma predisposizione a lavorare con gli anziani. Anche i Freiheitlichen hanno evidenziato il problema della mancanza di forza lavoro specializzata, che impone di intervenire per rendere queste figure professionali più attrattive: ci vuole quindi un pacchetto di misure che riguardi i tempi di lavoro, la flessibilità, la remunerazione, la valorizzazione. Anche loro hanno apprezzato in particolare il punto (2). Secondo il Team Köllensperger  non bisogna perdere d’occhio la qualità: per questo è giusto mantenere la quota del 45%. La mozione non è del tutto chiara perché parla vagamente di “esperienza pluriennale” e del percorso di formazione. Anche la Süd-Tiroler Freiheit ha evidenziato l’importanza del contenuto dei corsi; importante è che non si assumano persone non qualificate solo perché ci si trova ad affrontare una situazione straordinaria. Ha inoltre fatto riferimento al riconoscimento di titoli ottenuti all’estero e alla necesitá di garantire l’uso della lingua madre agli utenti. La SVP ha sottolineato che il Land Tirolo prevede 208 milioni in più, entro il 2021, da destinare alla cura degli anziani, e che anche la provincia di bolzano ha bisogno di una strategia per superare questo problema della mancanza di personale qualificato, intervenendo sui percorsi di formazione, sull’accesso ai percorsi, su nuove figure. Il bisogno di cura degli ospiti delle strutture è aumentato, pertanto la percentuale di OSA non va ridotta. La tematica sarà sempre pIù importante in futuro: ora ci sono 3.300 addetti, e spesso il personale qualificato manca. Derogare all’obbligo di bilinguismo o alla qualifica non è una soluzione, e va considerato anche che molte residenze per anziani vanno avanti anche grazie ai volontari. È necessario agire subito, per dare la giusta assistenza agli ospiti delle strutture: la generazione del dopoguerra sará più numerosa della precedente, ed è una questione che riguarda tutti. Gli operatori fanno un lavoro duro e danno del loro meglio, e hanno bisogno del sostegno della politica.

Secondo la Giunta provinciale, dato che nel 2030 un altoatesino su 30 avrà più di 60 anni, di tratta di discutere “del nostro futuro”. La situazione è molto problematica a Bolzano, mentre altri Comuni hanno fatto i loro compiti. In un recente convegno della Federazione delle residenze per anziani si è parlato di un fabbisogno di 2.200 persone, che ora mancano, e va dato un sostegno anche alle famiglie. Anche l’iniziativa privata sarà necessaria. Obiettivo è garantire la qualità. La mozione non può essere accolta, ma si lavorerà per trovare una soluzione nei settori citati, insieme ai Comuni e alla Federazione delle residenze per anziani. Il PD-Liste civiche ha quindi annunciato delle modifiche alla parte deliberante sulla base dei suggerimenti arrivati, e sospeso la mozione.

Con la successiva mozione n. 65/19: No alla Valdastico (EMENDATA) il Gruppo Verde, sottolineando che nonostante le rassicurazioni date in passato dal presidente della Provincia contrario al prolungamento della Valdastico, le ultime novità in merito e la posizione favorevole del Trentino facevano presupporre un’evoluzione in senso contrario. Tuttavia, un prolungamento della Valdastico aprirebbe un nuovo corridoio per il traffico leggero e pesante del nord est attraverso il Brennero, perché una volta arrivato a Rovereto sud nessun Tir si metterebbe poi su un treno a Trento per arrivare a Innsbruck: questo prolungamento bypasserebbe, infatti, lo snodo dell’interporto di Verona. Anche la sentenza della Corte Costituzionale  del febbraio 2011 in base alla quale qualsiasi opera o progetto non puó essere realizzato senza l’intesa con la Provincia di Trento non è più rassicurante, data la nuova posizione di quella Provincia, fortemente influenzata dalla Lega veneta e padana. Con la mozione si chiedeva quindi (1) che il Consiglio provinciale esprimesse la propria ferma contrarietà al progetto di prolungamento verso Nord della A31 della Valdastico fino a allacciarla alla A22, qualsiasi fosse il punto dell'innesto, poiché tale opera creerebbe un nuovo corridoio per traffico leggero e pesante dal nord est italiano verso nord attraverso il Brennero lungo un asse già congestionato, con un pesante aggravamento dell'inquinamento e della minaccia alla salute delle popolazioni residenti, soprattutto in provincia di Bolzano, e (2) di impegnare la Giunta provinciale a intensificare il confronto con la Provincia di Trento al fine di convincere la Giunta provinciale del Trentino a desistere dal progetto del prolungamento della A31 fino al allacciarla alla A22. Questo secondo punto, che emendava parte del dispositivo, era stato concordato con il Presidente della Provincia.

Il Team Köllensperger ha sostenuto la mozione, perché l’allacciamento con la Valdastico aumenterebbe il traffico pesante proveniente da est e diretto a nord. Ovviamente, il Consiglio provinciale di Bolzano non può vincolare la Giunta provinciale trentina. La Süd-Tiroler Freiheit ha sottolineato che con l’emendamento non restava più nulla della  mozione originaria. Anche Il Movimento 5 Stelle si è detto contrario al prolungamento, il che rispecchia anche la posizione nazionale del movimento. L’unico beneficio a livello ambientale andrebbe ai cittadini della Valsugana. Secondo la SVP, è necessario operare sul livello del dialogo, cercando una soluzione alternativa: non si possono impegnare i Trentini, pertanto la nuova versione della parte impegnativa è più adeguata, perché punta sulle trattative. Prendendo atto che viene di fatto proposta una mediazione, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia ha chiarito che la notizia è che 5 Stelle e Lega sono su posizioni opposte: la Lega plaude all’opera, e Alto Adige nel cuore si schiera da questa parte, mentre i 5 Stelle parlano di mera propaganda. È quanto avviene quotidianamente a livello di Governo. In ogni caso, le opere incompiute non fanno mai bene.

La discussione della mozione proseguirà domani. La seduta di oggi è terminata.

 

(MC)